Nel Mantovano anche due Capolavori del Tiziano per raccontare la dinastia dei Gonzaga!

Ritratto-di-Giulia-Gonzaga-del-Tiziano

Sono ricordati come “I Gonzaga delle nebbie” e saranno protagonisti di una mostra sontuosa, che aprirà i battenti il prossimo 13 settembre 2008, nei saloni del Piano Nobile del quattrocentesco Palazzo Pubblico di Rivarolo Mantovano, nel cuore dei loro antichi domini, tra l’Oglio e il Po. Racconterà protagonisti e vicende della dinastia cadetta dei Gonzaga, che dominò le terre tra i due fiumi a partire dal 1474, anno della morte di Ludovico II e della divisione del Marchesato mantovano e si avvarrà, in un corpus di opere di estremo prestigio, anche della sfavillante presenza di due gioielli pittorici dell’ineguagliabile Tiziano, dedicati a Donna Giulia Gonzaga e a Federico II.

Badate bene che stiamo parlando di supremi protagonisti sulla scena politica dell’Italia cinquecentesca, i quali non si adagiarono sulla gestione di una porzione periferica dell’antico Dominio, ma che da questa posizione di “inferiorità” rispetto al ramo mantovano trovarono spinta per imprese destinate a restare nella storia o addirittura a farsi leggenda. Come il sogno di città ideale che Vespasiano riuscì ad attuare a Sabbioneta. O le imprese che hanno fatto tramandare l’avventurosa e breve vita di suo padre, Luigi detto Rodomonte, artefice della liberazione di papa Clemente VII durante il Sacco di Roma, oppure la grande fama conquistata da Giulia Gonzaga, considerata la donna più bella e virtuosa d’Italia che ispirò poeti come Ludovico Ariosto e Bernardo Tasso e pittori come Sebastiano del Piombo e il mirabile Tiziano ed, ancora alle importanti imprese militari condotte da Giulio Cesare e Ferrante da Bozzolo, sposo quest’ultimo di quell’Isabella di Novellara, accusata in seguito di stregoneria dal duca Vincenzo II o ancora ad Annibale da Bozzolo, detto Frate Francesco che raggiunse una delle massime cariche della gerarchia monastica, divenendo Generale dell’Ordine Francescano.

Vespasiano Gonzaga nacque nel 1531 da Luigi, detto Rodomonte per la sua prestanza fisica, e da Isabella Colonna, a Fondi feudo della madre. Morto il padre nel 1532, il piccolo fu affidato alla zia Giulia Gonzaga, secondo i contemporanei la donna più bella d’Italia e comunque una donna di altissima levatura intellettuale e dalle simpatie religiose eterodosse. Vespasiano trascorse quindi gli anni della fanciullezza in un ambiente culturale stimolante e ricco come quello napoletano finché, dopo aver ereditato ancora minorenne il marchesato (1540), nel 1545 fu inviato in Spagna come paggio d’onore dell’infante Filippo, secondo un costume diffuso tra l’aristocrazia del tempo. Nel 1549 il giovane principe, diventato maggiorenne, prese possesso dei suoi feudi e sposò Diana Folch de Cardona, e tra il 1552 ed il 1556 combatté sotto le insegne spagnole in Francia ed in Italia, acquistando fama di valoroso condottiero, e la nomina a Grande di Spagna da parte di Filippo II (1558); l’anno successivo morì la prima moglie di apoplessia, anche se la tradizione popolare vuole sia stata uccisa dal marito per infedeltà.

Nel 1562 Vespasiano fondò a Sabbioneta un’accademia umanistica diretta da Mario Nizoli e nel 1564 sposò in Spagna Anna d’Aragona che l’anno successivo gli darà un figlio, Luigi. Anche questo matrimonio prestigioso fu di breve durata perché Anna morì nel 1567. L’anno successivo si trasferì in Spagna con il figlio e vi rimase un decennio, ricoprendo onorevolmente numerosi incarichi prestigiosi. Nel 1578 venne nominato duca di Sabbioneta e tornò in Italia. Nel 1580 il figlio Luigi morì al termine di una lunga malattia. La continuità della stirpe era interrotta e, per rimediare al crollo della dinastia, Vespasiano nel 1582 sposò Margherita Gonzaga di Guastalla che non gli diede figli. Le ultime soddisfazioni furono il prestigioso cavalierato del Toson d’Oro, di cui Vespasiano fu insignito nel 1585, e l’iscrizione nel libro d’oro della nobiltà veneziana (1587). Il duca di Sabbioneta morì nel 1591 al termine di una vita impegnata nell’attività di condottiero e governante, impreziosita dal suo fervore culturale e artistico. Vespasiano lasciò orfana la sua più grande creatura, la sua città, un sogno artistico e culturale interrotto.

Un’epopea conclusa giusto trecento anni fa con la devoluzione del Ducato di Mantova all’Impero, devoluzione che rese del tutto vani i tentativi dei rappresentanti di questi rami cadetti di rivendicare i loro diritti dinastici sul Ducato stesso. La mostra, curata da Leandro Ventura e Roggero Roggeri affiancati da un comitato scientifico presieduto da Ugo Bazzotti, è promossa dalla Fondazione Sanguanini, dal Comune e dall’Associazione Pro Loco di Rivarolo Mantovano con il sostegno della Provincia di Mantova. L’itinerario di visita, diviso in tre sezioni, è preceduto da una introduzione affidata ad un video documentario girato per l’occasione. La prima sezione, è costituita dalla cosiddetta “ Sala delle Città “ in cui troveranno posto mappe o vedute antiche delle città dominate da questi rami Gonzaga (Gazzuolo, Bozzolo, Rivarolo, S. Martino, Sabbioneta, Commessaggio, Pomponesco, Ostiano, Isola Dovarese ecc.) oltre a dipinti e incisioni in cui compaiono scorci o visioni di insieme delle stesse.

La seconda proporrà una straordinaria sequenza di dipinti, sculture, medaglie, incisioni riguardanti i Gonzaga di Rivarolo e Sabbioneta (da Gianfrancesco a Isabella, figlia di Vespasiano) mentre la terza sezione ospiterà le effigi dei Gonzaga di Rivarolo, Gazzuolo, Bozzolo e San Martino. Complessivamente il visitatore si troverà di fronte alla più importante ed articolata Mostra Iconografica Gonzaghesca dopo la storica ed ormai leggendaria edizione mantovana del 1937. Tra i numerosissimi prestiti concessi per questa mostra da istituzioni italiane ed europee e da prestigiose collezioni private, meritano di essere citati, tra gli altri, il magnifico ritratto di Vespasiano, opera di Anthonis Mor, proveniente dal Museo Civico di Como, il ritratto, sempre del Duca di Sabbioneta, attribuito al grande ritrattista Frans Pourbus il Vecchio, già nel Museum of Fine Art di Boston, lo splendido ritratto di Giulia Gonzaga di Tiziano, da un’ importante collezione privata, il notevole ritratto di Federico II, sempre di Tiziano, proveniente dalla prestigiosa collezione Koelliker oltre a capolavori di Palma il Vecchio, Lorenzo Costa il Giovane, Frans Pourbus il Giovane, Anton van Dyck, Carlo Saraceni, Sebastiano Ricci ecc.

Da sottolineare come una parte non trascurabile delle opere esposte, accanto alle molte notissime, sia frutto delle ricerche condotte proprio per questa esposizione e risulti quindi poco nota o del tutto inedita. La mostra idealmente continua nel territorio con visite ai luoghi gonzagheschi che coinvolgono Sabbioneta ma anche le molte altre località che conservano testimonianze importanti dei “Gonzaga delle nebbie”. La vita di corte e di popolo tra Rinascimento e Barocco verrà fatta rivivere, oltre che dalla mostra, da una serie di proposte turistiche, manifestazioni storiche e culinarie che uniranno le terre intorno a Rivarolo Mantovano, riproponendo l’ospitalità che le aveva rese celebri ai tempi dei Gonzaga e delle loro corti. La mostra è promossa dalla Fondazione Sanguanini, dal Comune e dall’Associazione Pro Loco di Rivarolo Mantovano, con il sostegno della Provincia di Mantova ed, è curata da Leandro Ventura e Roggero Roggeri. Catalogo edito da Silvana editoriale con interventi del Curatore e di Paolo Bertelli, Ludovico Bettoni, Irma Pagliari, e Raffaele Tamalio.

”I GONZAGA DELLE NEBBIE. Storia di una dinastia cadetta nelle terre tra Oglio e Po”, Rivarolo Mantovano, Palazzo Pubblico, 13 settembre – 30 novembre 2008. Orario: tutti i giorni ore 10,00/19,00 (nessun giorno di chiusura). Ingresso: intero € 5,00 ridotto: € 3,00. Informazioni e prenotazioni: Segreteria Organizzativa, via Gonzaga 39/B 46017 Rivarolo Mantovano (Mantova). Tel. 0376/958144 – Fax 0376/957036; e mail info@igonzagadellenebbie.it bibliotecarivarolo@libero.it, sito web www.igonzagadellenebbie.it.

Un pensiero su “Nel Mantovano anche due Capolavori del Tiziano per raccontare la dinastia dei Gonzaga!”

  1. salve, volevo sapere, se cè stata qualche donna, uccisa con una lancia, nella Rocca dei Gonzaga, di Novellara.. ho cercato dappertutto, ma non ho trovato niente sul web! mi risponda pure direttamente alla mia mail se vuole… ;)
    grazie, angela

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