Le sembianze artistiche di Cristo: il Figlio del Padre, il Dio fatto Uomo!
Ξ febbraio 20th, 2009 | → 0 Commenti | ∇ Mostre fuori Regione |
Fino al prossimo 3 maggio 2009, a Brescia, la mostra di rango propone un importante gruppo di opere del Novecento (che furono già presenti all’esposizione vaticana del 1974 “Evangelizzazione e Arteâ€) prestate dall’Associazione Arte e Spiritualità di Brescia; la cui collezione, che consta di circa 7000 pezzi, ha il proprio nucleo originario nella raccolta privata d’arte moderna radunata a suo tempo da Papa Paolo VI e dal suo segretario particolare Mons. Pasquale Macchi.
Questa serie di lavori storici è posta in dialogo con le opere di 44 artisti contemporanei provenienti dall’Italia, dalla Francia, dall’Inghilterra, dalla Germania, dall’Ungheria, dall’Austria e dalla Repubblica Ceca. Il visitatore potrà così confrontarsi con le varie declinazioni del tema che sta al centro della mostra: la meditazione sul volto di Gesù, sulla difficoltà di rappresentare il divino fattosi umano. Molte, in effetti, sono le possibili risposte artistiche a questo interrogativo, che fin dalle sue origini accompagna il Cristianesimo. Nata dalla collaborazione tra Brescia e Passau, l’una Diocesi natale di Paolo VI, l’altra di Benedetto XVI, la mostra è accompagnata da un catalogo bilingue italo-tedesco, realizzato dall’Associazione Arte e Spiritualità .
Dopo l’allestimento al Domschatz und Diözesanmuseum di Passau nell’estate scorsa, “Il volto di Cristo nell’arte contemporanea†approda ora al Museo Diocesano di Brescia. Nel frattempo l’Associazione Arte e Spiritualità , dalla cui collezione provengono molte delle opere più significative presenti in mostra, e alla quale si deve la realizzazione del catalogo bilingue che la accompagna, ha conosciuto importanti e già preventivati avvicendamenti all’interno della sua struttura organizzativa, che hanno condotto alla nomina di don Pier Virgilio Begni Redona a Presidente e del sottoscritto quale Direttore artistico.
Chiunque sia chiamato a ricoprire un simile incarico non può che portare in dote, nello svolgimento delle nuove mansioni affidategli, il retroterra umano, culturale e professionale delle sue esperienze, delle sue conoscenze, dei suoi orientamenti, imprimendo – più o meno marcatamente – lo stigma della propria personalità nell’attività dell’istituzione che si trova a dirigere. Ma, se ciò è fatale e inevitabile, saggio e opportuno sarà il rispetto per il prezioso lavoro di chi ci ha preceduti: farne tesoro non è tanto gesto di cortesia e tatto, bensì necessario atteggiamento di umiltà , prudenza e sensibilità .
Questo per dire che, se la mostra “Il volto di Cristo nell’arte contemporanea†fosse stata voluta, concepita e pensata con il concorso del sottoscritto, sarebbe stata probabilmente diversa; né migliore né peggiore, ma forse strutturata secondo scansioni differenti, impostata su indirizzi discordanti. Tuttavia, ho ritenuto che ogni intervento o modificazione applicati a un’iniziativa già sviluppata e compiuta avrebbero finito soltanto per snaturarne il senso e la ragion d’essere, stravolgendo un progetto scientifico di per sé assai rilevante, nato da presupposti ben consapevoli e precisi. Perciò, ho preferito limitare il mio apporto all’allestimento e all’articolazione delle opere già scelte ed esposte a Passau, nella speranza di contribuire così alla piena valorizzazione di quanto è stato compiuto dagli ideatori di questa mostra.
Il visitatore, quindi, si imbatterà dapprima nel nucleo dei pezzi storici della collezione di Arte e Spiritualità , numerosi dei quali furono presenti all’esposizione vaticana del 1974 “Evangelizzazione e Arteâ€. Dopodiché, potrà proficuamente confrontarsi con le varie, pregnanti manifestazioni del tema figurativo e concettuale di cui si sostanzia la mostra – la meditazione, appunto, sul volto di Cristo, sulla difficoltà di rappresentare, oggi, il divino fattosi umano – trovando molte possibili risposte agli interrogativi che esso auspicabilmente gli abbia suscitato, sia sotto il profilo artistico, sia dal punto di vista religioso e teologico.
“Il volto di Cristo nell’arte contemporanea”, dal 7 febbraio al 3 maggio 2009, MUSEO DIOCESANO, Via Gasparo Da Salò 13 (25122), Brescia; orario: tutti i giorni escluso il lunedì: 10-12 15-18; info tel.+39 03040233; e mail museo@diocesi.brescia.it, sito web di riferimento www.museodiocesanobrescia.info









