La storia dell’inimitabile “Scozzese”, che strega i palati di tutto il mondo!

Milonguero con bicchiere di whisky e sigarettina d’ordinanza.

La prima citazione del distillato di malto d’orzo su un documento scozzese risale al 1493. In realtà, tra le verdi colline di Scozia, l’acqua della vita (in gaelico “uisge beatha”, da cui deriva il termine whisky, distinto dallo “whiskey” che indica, con esattezza, le produzioni statunitensi e irlandesi) si produceva già da secoli, se non addirittura dall’epoca romana. Ma è dai primi del 1800 che quella del whisky è diventata una vera e propria industria. Oggi se ne producono, ogni anno, 80 milioni di casse da dodici bottiglie.

Il 95 per cento è costituito dal “blended”, una miscela di distillati di malto d’orzo e di altri cereali; il rimanente 5 per cento è rappresentato dall’aristocratico “puro malto”, orgoglio di circa 140 distillerie, molte di livello artigianale, che lavorano ancora con antichi alambicchi in rame. Gli ingredienti sono orzo maltato e acqua purissima. Ma è con un lungo invecchiamento, poi, che il whisky acquisisce la sua grande inarrivabile, fascinosa complessità. Il whisky si produce in varie parti del mondo, dagli Stati Uniti al Canada e, persino in Giappone. Ma solo quello distillato, invecchiato e confezionato in Scozia è “scotch whisky”.

Se è ottenuto esclusivamente da malto d’orzo è “pure malt” o “single malt”; se nella miscela entrano distillati ottenuti anche da altri cereali, diventa “blended”. Al contrario dei single, prodotti da una sola distilleria, i “vatted” sono una miscela di whisky di puro malto di diversa provenienza e spesso anche di differente età. Nei single, inoltre, viene quasi sempre indicata la regione scozzese da cui proviene ed, ecco allora il significato di denominazioni come Islay, Campbeltown, Orkney, Speyside. Le specifiche in etichetta, come Port Wood, Sherry Wood, Madeira Wood o Cask, indicano poi che la botte d’invecchiamento aveva contenuto, in precedenza, i vini di quella denominazione, cosa che conferisce aromi particolari al distillato. “Full proof”, infine, è il whisky con un’altra gradazione alcolica, che arriva intorno al 60 per cento. Nella quasi totalità dei casi, invece il whisky viene portato a una gradazione del 40-43 per cento di alcol, con aggiunta di acqua di sorgente.

Per prima cosa lasciamo il bicchiere largo e senza stelo ai whisky blended. Il whisky di malto ama bicchieri di cristallo a forma di tulipano, che raccolgono e concentrano le sue complesse fragranze. Versatene per meno di un quarto della sua capienza e, dopo averne ammirato il colore annusatelo per alcuni secondi più volte, per capirne le caratteristiche principali. Poi, come vuole la tradizione scozzese, aggiungete un po’ d’acqua minerale molto leggera. Rimarrete sorpresi da come cambi l’olfatto, da come si apra e diventi così immediatamente intellegibile. Miele, legno, cioccolata, erbe aromatiche, iodio: l’elenco dei profumi rintracciabili nei grandi whisky di malto è pressoché infinito. In bocca poi si apre caldo, morbido e ricco di sfumature, che dipendono dalla provenienza, da come è stato essiccato il malto, dalla forma dell’alambicco, dal legno utilizzato per l’invecchiamento e dalla sua durata.

Ci sono delle etichette entrate nella leggenda ed inseguite dai palati degli intenditori di tutto il mondo. Sono 14 whisky di puro malto, tra i più rappresentativi. Alcuni sono veri classici, altri piccole perle, a tiratura limitata. Ciascuno però è stato realizzato con ingredienti sceltissimi, distillato ad arte, quindi invecchiato e selezionato con peculiare attenzione. Eccoli a Voi i magnifici 14:

1) Dark Side of the Moon: Glen Grant Sherry Wood 1975. Invecchiato 23 anni in botti di sherry. Colore ambrato carico di sentori di vaniglia, frutta secca, noce moscata e miele. In bocca è spesso, grasso, morbido e dolce, con toni sfumati di caramella d’orzo, legno di rovere e ancora miele.

2) Macallan 18 y.o. Gran Reserva 1979. Speciale selezione maturata in botti di eccellente sherry oloroso. Colore ambrato dai riflessi brillanti e profumi intensi di agrumi canditi, frutta secca, spezie, uva passa e albicocca. Al gusto è rotondo e complesso.

3) Tomatin 1977. Perfetto equilibrio tra i sentori del malto e note fruttate e floreali. Al palato, dolci note di fiori d’erica e del loro miele, fieno maturo, lievito e grande morbidezza e persistenza.

4) Oban 14 y.o. Colore ambrato e profumi intensi dei whisky “di mare”. Al naso, sfumature di affumicato, miele e frutta matura, che preparano a un palato altrettanto intenso, avvolgente e pieno, sottolineato dai sentori ambrati.

5) Glenmorangie 18 y.o. Maturato in legni americani di bourbon, ha colore dorato brillante con riflessi ambra e profumi intensi ampi, con eleganti note di torba, vaniglia, legno e frutti secchi. In bocca è asciutto ma morbido e, chiude con una netta nota di miele.

6) The Glenlivet 18 y.o. Colore ambrato carico e, profumi incantevoli di frutta secca, sherry e spezie. In bocca è caldo, ricco di note affumicate, con sentori dolci di caramella d’orzo e, finale lunghissimo e accattivante.

7) Ardbeg 1978. Eccellente millesimato con sentori intensi di iodio, torba e note morbide di bourbon, nelle cui botti è invecchiato a lungo.

8)Legavulin 16 y.o. Un bel colore ambrato carico, con riflesso verdolino; profumi intensissimi, marcati da note di torba e di salsedine e, poi ancora di frutta secca, vaniglia e legno di quercia. Sapore asciutto, intenso, con sentori di iodio, miele e orzo affumicato.

9) Glengarioch 1966. Un whisky a piena gradazione, un “full proof”, che arriva al 52 per cento e, mantiene un carattere assolutamente giovanile rispetto all’età. Colore ambrato e sentori eleganti di arancia amara e liquirizia che si fondono in una struttura piena, austera, di grande persistenza aromatica.

10) Strathisla 12 y.o. Un classico malto. Mai aggressivo, questo 12 anni ha un bel colore dorato ambrato e profumi ricchi e complessi di frutta secca, nocciola e vaniglia. In bocca è vellutato, morbido, con eleganti toni di miele e di leggero tostato. Perfetto per il dopo cena.

11) Coilltean-No Age 2nd Cuvée. Una miscela di oltre 30 malti diversi con invecchiamenti da 10 a 37 anni. Di bel colore ambrato limpido, ha profumi intensi, ricchi di aromi fruttati e floreali, che si combinano in un elegante gioco di sentori dolci e amari, con toni di vaniglia, miele e fumo di torba ricco e persistente. Palato di grandissima armonia, con un ricordo di vini dolci.

12) Glenfiddich 18 y.o. Excellence. Conserva un tocco di dolci fragranze ereditate dalle botti di sherry oloroso nelle quali invecchia, che si combinano con delicati aromi torbati e speziati.

13) 30th Anniversari Highland Park 1968. Una piccola partita di un malto di 30 anni, maturato in botte di sherry. Ha sentori d’infusione d’orzo, marasca, legni speziati, che si fondono con note di liquirizia e torba e, sfumano dolci. In bocca è caldo, avvolgente, con sentori di erbe aromatiche e, finale di tabacco biondo.

14) Benromach 12 y.o. Carattere delicato ed elegante, con fini note fruttate e speziate che si avvertono al naso e al palato, dove si dimostra morbido e quasi dolce all’impatto, per chiudere poi asciutto e complesso nel finale.

La varietà del clima e la tipologia differente degli ingredienti, forniti da Madre Terra, si uniscono agli altri elementi della vita per creare un drink eccellente, da gustare, centellinandolo, in pieno relax, dopo una faticosa giornata, possibilmente in piacevole compagnia. Salute a Tutti i BeppeBloggisti! Vostra Elena P.

Un pensiero su “La storia dell’inimitabile “Scozzese”, che strega i palati di tutto il mondo!”

  1. Ciao , mi piacerebbe sapere la tua opinione sul Glenfiddich 18. Mi sono appasionato da poco al mondo dei single malt. Ho provato: Lagavulin, laphroaig, Oban, Dalwhinnie e Talisker

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