Mostra di pittura di Ugo Giletta “L’immagine come rivelazione” a Trieste.

Ξ aprile 24th, 2009 | → 0 Commenti | ∇ Mostre fuori Regione |

“Corpo” opera di Ugo Giletta, datata 2005

Volute e sinuosità, movenze e torsioni, richiami ed echi del linguaggio corporale, dipinto e vissuto, nell’arte di Ugo Giletta, con estrema naturalezza e totale spontaneità: ecco il nucleo ispirativo che anima la personale dell’artista, dal titolo “L’immagine come rivelazione”, in corso fino al 10 giugno 2009 alla triestina Galleria Lipanjepuntin. Appropriandosi della visione selettiva della lente fotografica, Ugo Giletta ha realizzato per anni, con la tecnica dell’acquerello a lui cara, una serie di lavori in cui la fascinazione del e per il corpo femminile è espressa senza filtri intellettualistici e senza giustificazioni o estremizzazioni di sorta.

Quello che Giletta dipinge è un corpo primitivo ed evoluto, che non ha bisogno della “testa” per esprimersi, ma che si muove in virtù del linguaggio che gli è proprio. Le ombre di nero e grigio enfatizzano le sinuosità e le posture senza compiacimento, ma con il rispetto assoluto per una bellezza naturale ed eterna. Avendo con questa serie raggiunto altissimi livelli d’espressività, Giletta ha poi voluto sondare il territorio del pensiero puro, espresso dalla ieraticità di volti che nella loro mancanza di forti caratterizzazioni non eliminano i sensi, ma li elevano a idea.

I volti, come sostiene l’artista, non sono né maschera né ritratto, sono simbolo e rappresentazione. Giletta rifiuta qualsiasi riferimento aneddotico, ogni rimando letterario al tempo e al luogo, ad una concreta spazialità, a qualcosa di simbolico o culturalmente o storicamente identificabile. Sono teste e volti soli e isolati in uno spazio vuoto plasticamente indefinito, metaforicamente indefinibile e non contestualizzabile. Non sono ritratti, non rappresentazioni di una qualche identificabile persona.

Sono impersonali ed estranianti, tangibili e muti. La loro enigmatica estraneità non si lascia catalogare o classificare in qualsiasi o qualsivoglia sistema. Sono semplicemente là, nella loro reale oggettività, senza spiegazione sulla propria appartenenza, sulla propria provenienza, sulla propria storia o sul proprio essere. Come la mancanza di tratti caratteristici personali e fisici della figura, così pure l’assenza di una conosciuta composizione cromatica della loro fisicità, li estranea da qualsiasi narratività. Loro stanno là, senza una storia propria, senza pathos e senza patria.

Orario: da martedì a venerdì 15.30-19.30, sabato 16.30-19.30
biglietti: free admittance

Lipanjepuntin Arte Contemporanea
Via Armando Diaz 4 (34121)
+39040308099 , +39 040308287 (fax)
info@lipuarte.it ; http://www.lipanjepuntin.com

 

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