La metafisica pittorico-cinematografica di Edward Hopper ammalia Milano!
Ξ ottobre 7th, 2009 | → 0 Commenti | ∇ Mostre fuori Regione |

Edward Hopper (1882-1967) è il più popolare e noto artista americano del XX secolo: pittore della vita quotidiana, delle solitudini umane e dei paesaggi, è certamente il riconosciuto caposcuola del Realismo americano. Arthemisia Group, grazie all’eccellente lavoro di questi anni, al riconoscimento della propria professionalità e agli elevati standard qualitativi delle proprie produzioni, riconosciuti in Italia e all’estero, è riuscita in un’operazione senza precedenti: portare a Palazzo Reale, dal 14 ottobre 2009 e poi a Roma, quindi a Losanna, la prima grande retrospettiva di Hopper.
La mostra è promossa dal Comune di Milano e dalla Fondazione Roma – cui va riconosciuto lo stimolo iniziale al progetto – uniti per la prima volta in una partnership culturale, con il Whitney Museum of American Art di New York, la Fondation de l’Hermitage di Losanna e Arthemisia Group.
La mostra è curata da Carter Foster, curatore e conservatore del Whitney Museum. La storia del Whitney Museum of American Art e dell’artista Edward Hopper sono intrinsecamente legate: la prima mostra personale di Edward Hopper, nel 1920, si tenne al Whitney Studio Club. Nel corso degli anni il Whitney ospitò varie mostre dell’artista, tra cui quelle memorabili del 1950, 1960 e 1984. Dopo la morte di Hopper, nel 1970, la vedova Josephine lasciò proprio al Whitney Museum tutta l’eredità dell’artista in suo possesso: oltre 2500 opere tra dipinti, disegni e incisioni.
In mostra saranno esposte oltre 160 opere tra oli, acquerelli e disegni provenienti principalmente dal Whitney ma anche dai più importanti musei americani. La narrazione antologica sarà accompagnata dall’approfondimento sul metodo di lavoro di Hopper – estremamente complesso e rigoroso – grazie all’accostamento dei disegni preparatori alle opere finite. Questa visione svela quanto il “realismo hopperiano” sia spesso il frutto di una sintesi di più immagini e situazioni colte in tempi e luoghi diversi e non una semplice riproduzione dal vero.
Suddivisa in sette sezioni, la mostra ripercorre tutta la produzione di Hopper dagli anni in cui studiava a Parigi – con il capolavoro di questo periodo Soir Bleu – fino al periodo “classico” e più noto degli anni ‘30, ‘40 e ‘50. Tra i capolavori in mostra: Cape Cod Sunset, Second Story Sunlight e A Woman in the Sun. In mostra eccezionalmente anche uno dei suoi Artist’s ledger Book, i famosi taccuini che riempiva insieme alla moglie, dove si vedono abbozzati molti dei suoi dipinti a olio.
La mostra sarà arricchita di un apparato biografico e storico, in cui verrà ripercorsa la storia americana dagli anni ’20 agli anni ’60 del XX secolo: la grande crisi, il sogno dei Kennedy, il boom economico, ecc. Un’occasione dunque anche per capire di più e meglio l’America di Barak Obama. Dopo la sede milanese la rassegna sarà a Roma, presso il Museo della Fondazione Roma, dal 16 febbraio al 13 giugno 2010 e successivamente a Losanna per l’estate 2010.
14 Ottobre 2009 – 31 Gennaio 2010 Milano Palazzo Reale a cura di Carter Foster, questa mostra è stata organizzata in collaborazione con il Whitney Museum of American Art, New York.
Orari: tutti i giorni 9.30-19.30, lunedì 9.30-14.30, giovedì 9.30-22.30
BIGLIETTI: intero 9,00 euro, ridotto 7,50 euro, la biglietteria chiude un’ora prima. INFORMAZIONI E PREVENDITA BIGLIETTI T. 199 202 202 – T. 0455 230304 sito web http://www.edwardhopper.it








