La fiaba “Harluk e la finestra nell’albero”, un libro di Annalisa Cappellari.

Ξ dicembre 2nd, 2009 | → 0 Commenti | ∇ Recensioni libri |

 “Harluk e la finestra nell’albero”

La fiaba di Harluk le del larice secolare, un libro di Annalisa Cappellari. Harluk è un folletto che domina la valle dove si trova un secolare larice, uno dei più vecchi e grossi del bosco. Un sentiero da fiaba quello proposto da Annalisa Cappellari a Forni di Sopra. In un libro, “Harluk e la finestra nell’albero”, editore Moro da Tolmezzo (9.50 euro), l’autrice fornese propone la fiaba di Harluk e del larice secolare di Valmias.

Annalisa racconta la sua fiaba, legata a ricordi di quando bambina si recava con la nonna in quei prati ora fagocitati dal bosco e dall’abbandono del territorio da parte dell’uomo. Si racconta di Harluk, il folletto che domina la valle Valmias, dove si trova il secolare larice, recentemente ritornato alla cronaca, uno dei più grossi e antichi della zona, che vanta circa mezzo millennio di vita con una circonferenza, alla base di 6.5 metri.

Una riscoperta di una zona che sino alla fine degli anni ‘70 era dominata da prati e pascoli, ma che negli ultimi decenni si è ricoperta di un fitto bosco che ha cancellato gran parte dei sentieri. Da un paio di anni il vecchio larice è tornato a far parlare di sé, ammaliando anche Annalisa Cappellari. La curiosità e la nostalgia l’hanno fatta risalire quei sentieri, da località Masaroul su verso Cuol Boscon, La Val Sampania, Pedilegn e Valmias, dove appunto si trova quel maestoso larice che ha fatto riscoprire in Annalisa “il bimbo che c’è in noi.”

Da qui la fiaba di Harluk, il folletto che le ispiravano quei luoghi della sua infanzia, e la voglia, assieme al marito Antonio, per tutti Toni Ros, e al Cai, di riproporre la sua storia e quel vecchio sentiero, che in poco più di un’ora dall’abitato di Ingravideit porta al gigantesco larice. Copertina di Angelo Cella, disegni e correzione bozze di Luca e Daisy, figli di Annalisa che nelle domeniche estive incontrerà a Forni di Sopra i lettori autografando la sua opera.

Recensione tratta dal sito web: http://www.altofriuli.com

 

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