Esordio coneglianese per il pittore che ama le Nature Morte: Claudio Missagia!
Ξ gennaio 5th, 2010 | → 0 Commenti | ∇ Mostre nel Veneto |
Debutto espositivo per il valdagnese Claudio Missagia, cultore e fine interprete della Natura Morta, nella città che l’ha adottato come artista, ovvero la Perla del Cima e di Giano: prenderà il via sabato 9 gennaio, alle ore 19.00, con la prolusione critica di Lorena Gava e l’accompagnamento musicale di Stefano Dall’Armellina la rassegna monografica, dal titolo “Per Amore”, promossa dall’Associazione artistica Prospettive, guidata dal professor Francesco Di Leo.
Claudio Missagia nasce a Valdagno (Vi) il 27 Maggio 1959. Giovanissimo si trasferisce e vive la sua adolescenza a Venezia, dove si laurea in economia aziendale. In questa magica città matura la sua vena artistica e subito comincia a dipingere esponendo in varie gallerie. Oggi Claudio Missagia vive e lavora a Conegliano Veneto.
I primi cenni di “natura morta” vengono riscontrati in alcuni affreschi del periodo romano con le prime composizioni di oggetti inanimati. In realtà questo genere ebbe la sua massima fioritura nel sedicesimo secolo con i pittori olandesi, fortemente attratti dal gusto della descrizione miniaturistica, molto coerente con la “natura morta”. Ma è un pittore italiano, Caravaggio, quello che può forse ritenersi il massimo esempio di questo tipo di pittura, ed è ancora un italiano Giorgio Morandi l’artista simbolo della “natura morta”, che fece di questo genere la sua realizzazione stilistica più rappresentativa.
Dagli anni cinquanta in poi le correnti informali relegarono la natura morta ad un interesse secondario, sostituito da altre istanze di ricerca. Sarà la Pop Art a rinnovare il genere, facendo dell’oggetto o più spesso della sua rappresentazione pubblicitaria, un protagonista assoluto. Il termine “natura morta” che normalmente viene utilizzato per indicare le rappresentazioni di forme ed oggetti inanimati, nel caso delle opere di Claudio Missagia non può essere applicato integralmente, questo perché i suoi quadri presentano tutti una forte valenza simbolica.
Nelle sue “composizioni”, la natura morta diventa quasi un elemento pretestuoso. La sua continua sperimentazione lo ha portato, nel corso degli anni, a scegliere materiali molto diversi tra loro: dai frammenti di testo, ricorrenti nei primi lavori, egli è passato agli strappi di tappeti orientali stampati su carta, per poi arrivare recentemente all’uso di stoffe cucite sulla tela.
Tutto questo in un gioco dagli effetti illusionistici e fortemente evocativi in cui il limite tra il supporto ed il collage diventa soglia spaziale verso luoghi oscuri. L’artista, seguendo la grande lezione di Morandi, raduna ed allinea su di un piano la frutta, le ciotole, le brocche e le bottiglie e per la loro resa cromatica predilige tonalità monocrome, tendenti talvolta alla trasparenza. Nelle sue opere il disegno emerge dalle spaccature che attraversano il fondo, richiamando l’idea di un muro scrostato come crepato dal sole e dal gelo.
Sono ancora visibili le linee che segnano la rotondità di una brocca, di un piatto, di un bicchiere, o dei frutti, tutte testimonianze del passaggio dell’uomo. Il suo modo di operare sfugge alle definizioni tradizionali, collocandosi in una dimensione di raccordo tra le sfere del figurativo e dell’arte informale. Si tratta di una ragionata ricerca di equilibrio mediante la quale egli raggiunge una sintesi espressiva carica di nuovi significati.
Nonostante le sue opere siano caratterizzate dall’inserimento di oggetti e di frutta, ognuno di questi elementi è ben lungi da assumere l’identità di soggetto privilegiato della composizione. Mele, agrumi, melograni, brocche, bicchieri, perdono volutamente quella collocazione primaria che li vedeva protagonisti nell’universo descrittivo delle “nature morte” tradizionali e diventano pretesti volumetrico-cromatici, catalizzatori di una luce dall’eco quasi surreale.
Le superfici rugose, che l’artista realizza con l’impiego di carte strappate, incollate o direttamente con le stoffe cucite, non sono dei semplici sfondi, delle quinte prospettiche, ma sono parte integrante della composizione stessa. È dall’interazione delle superfici con gli oggetti, che si percepisce l’essenza della profonda ricerca spaziale di Claudio Missagia.
“Per amore. Personale di Claudio Missagia”, dal 9/01 al 3/02/2010, spazio espositivo “Garage eventi”, Corso Vittorio Emanuele 12/15 di Conegliano; orari tutti i giorni, dalle 15.30 alle 19.30, chiuso il mercoledì; info. e mail professor Di Leo francescodileo4@tin.it









