Il Cairo: scoperta la Testa del Faraone Amenofi III!
Ξ marzo 2nd, 2010 | → 0 Commenti | ∇ News |
Una testa gigante in granito rosso di Amenofi III, risalente a 3000 anni fa, e’ stata scoperta sul sito del suo tempio funerario a Luxor. Il faraone regno’ in Egitto tra il 1390 e il 1352 avanti Cristo, e fu il padre di Akhenaton, il cosiddetto ‘faraone eretico’ considerato come un precursore del monoteismo. ‘La testa scoperta e’ intatta ed e’ alta 2,5 metri’, ‘e’ un capolavoro di grande qualita’ artistica’, ha precisato il responsabile delle antichita’ egiziane, Zahi Hawass, egittologo di fama mondiale, senza dubbio lo Zar delle spedizioni archeologiche nel Regno di Iside.
Secondo la stessa fonte sulla testa sono visibili ancora delle tracce di pittura rossa. Una fonte della missione archeologica che ha fatto la scoperta ha precisato che la testa si trovava su una grande statua rappresentante il faraone della 18/a dinastia, in piedi con le braccia incrociate e con in mano insegne reali. Amenofi III regnò in Egitto tra il 1390 e il 1352 avanti Cristo, e fu il padre di Akhenaton, il cosiddetto ‘faraone eretico’ considerato come un precursore del monoteismo perché cercò di imporre il culto esclusivo di Aton.
Luxor è la città dell’Alto Egitto in cui sorgeva Tebe, l’antica capitale ai tempi del Medio Regno. A Luxor restano oggi due complessi monumentali, dedicati al dio Amon, il padre di tutti gli dei. La disposizione urbanistica della città era ben definita: a est, dove sorge il sole, la città dei vivi, ad ovest del Nilo, dove il sole tramonta, la città dei morti.Amenofis III, che successe naturalmente a suo padre, è noto come il ‘re Sole’ dell’Egitto, appellativo che gli deriva da motivi diversi.
Tra i suoi soprannomi ci fu quello di ‘disco splendente del Sole’, ma furono soprattutto lo splendore della corte di cui si circondò e la grandezza dei suoi monumenti a suggerirne l’assimilazione con Luigi XIV il più noto ‘re Sole’ della storia. In particolare la città di Tebe, dove il sovrano trasferì la sua residenza nel ventinovesimo anno del regno, si abbellì di splendide costruzioni che ne fecero il centro più prestigioso del Paese. Qui i numerosi palazzi reali si affiancarono alle dimore sontuose dei funzionari, ricche di nuovi e raffinati oggetti d’arredo, impreziosite dai fregi architettonici e ornate di verdi giardini che, con gusto importato dall’Oriente, divennero parte essenziale delle architetture.
La città vi accoglie degnamente la coppia reale, e Tye, la Grande Sposa, svolgeva un ruolo complementare rispetto al marito che sempre assistette nelle decisioni più importanti. Regina dai tratti fisici marcati, in particolare quelli del volto, Tye era forse di origine nubiana. Fu spesso identificata come la personificazione della dea Hathor e quasi sempre, nelle raffigurazioni, compare a fianco del marito a sottolineare il profondo accordo della coppia.
Il periodo del regno di Amenofi III fu improntato a grande tranquillità sia interna sia esterna. Qualche tentativo di ribellione fu domato, ma l’Egitto visse in pace con i potenti vicini che il sovrano, forse sottovalutandone le potenzialità offensive, era solito definire popoli “fratelli”. Quasi tutte le energie furono piuttosto impiegate nella realizzazione di opere civili, tra cui spicca il celeberrimo tempio di Amon a Luxor, frutto dell’iniziativa congiunta del re e del suo omonimo architetto. Qui, una volta l’anno, assunte le sembianze di Min, Amon giungeva dopo aver lasciato la sua sede di Karnak e aver oltrepassato il Nilo. Amenofi III fece ricostruire l’edificio originario in finissima pietra calcarea; a lui dobbiamo le sale posteriori e il noto cortile ipostilo caratterizzato da una selva di colonne.
Sovrano di un Paese al suo apogeo politico ed economico, Amenofi III forse confidò eccessivamente nella diplomazia (per rafforzare il legame con il popolo dei Mitanni prese come moglie secondaria una principessa asiatica), ma non si rese conto che l’assenza di campagne militari indeboliva i legami di obbedienza verso l’Egitto dei potenti vicini e non avvertì che, a causa dell’indebolimento del controllo, l’influenza ittita si andava imponendo sull’Asia Minore. Ricordato da numerosi scarabei commemorativi, il sovrano ‘Sole’, coerentemente con il suo appellativo, potenziò il culto di Aton, in ciò probabilmente influenzando le scelte religiose del figlio e successore che della fede in quel dio avrebbe fatto il suo unico credo. Del suo tempio funerario non sono rimaste che le due imponenti statue originariamente poste a guardia dell’ingresso, i celebri colossi di Memnone.
Notizia elaborata dal lancio dell’Ansa del 28/02/2010.









