Il regista Pietro Marcello porta il suo ultimo film “La bocca del lupo” a Pordenone.

Ξ marzo 2nd, 2010 | → 0 Commenti | ∇ News |

E’ stato l’evento al recente Festival di Berlino 2010, dove si è aggiudicato due premi, il premio Caligari (“fin dall’inizio il film trascina il pubblico in un mondo scuro, malinconico che affascina per la mescolanza di bizzarra bellezza e asprezza”, si legge nella motivazione al premio) e il Teddy Award come miglior film documentario: stiamo parlando di “La bocca del lupo”, il bellissimo e coinvolgente lavoro del regista Pietro Marcello, che sarà ospite di Cinemazero per incontrare il pubblico pordenonese giovedì 4 marzo 2010 nella SalaGrande del Cinemazero di Pordenone, alle ore 20.45.

Prodotto dalla Indigo film, la casa di produzione fondata da Nicola Giuliano e da un talento cinematografico di casa nostra, la sacilese Francesca Cima (Nastro d’argento 2009 per la miglior produzione con Il divo e David di Donatello 2008 per la miglior produzione con La ragazza del lago), La bocca del lupo racconta storie di emarginazione a Genova. Il regista Pietro Marcello approda a Quarto dei Mille scortato dal ricordo del romanzo verista di Remigio Zena e poco a poco si addentra nei vicoli, osserva, non giudica, condivide e, con questo passo, lucido e discreto ma anche libero ed evocativo, arriverà fin dentro la casa dei suoi personaggi.

Il movimento della narrazione è lo stesso: dalla fotografia corale dei genovesi di ieri e di oggi si stringe su Enzo, emigrato siciliano, e Mary, conosciuta in carcere, nella sezione dei transessuali, alla quale Enzo si è legato da vent’anni, sostenuto dal sogno comune di una casetta in campagna. Per Mary, Enzo è apparso da subito una bellezza da cinema, uno che poteva fare l’attore, in quei film western –suggerisce il montaggio- che non solo non si fanno più ma dei quali è scomparso anche l’immaginario dedicato.

La verità, direbbe Zena, è che questa è una storia di vinti e di ambizioni non soddisfabili, di gente destinata a finire sempre “nella bocca del lupo”: è così che, prima della casetta con l’orto e il camino, Enzo si è fatto quattordici anni di prigione e Mary lo ha aspettato e ora possono raccontarsi alla videocamera, come una vecchia coppia, dividendosi le frasi, dandosi ragione per amore e per pazienza. Il film racconta in modo poetico amore e miseria tra gli indigenti e gli emarginati di Genova. Tutta la stampa concorde lo ha definito: “…Cinema puro, punto e basta…“

(Mauro Gervasini Film TV) “…La notizia vera è che questo bellissimo film…è altamente consigliato…

(Alberto Crespi L’Unità) “…Un’esperienza di cinema unica e affascinante…” (Roberto Silvestri Il Manifesto) “…documento sulla dura felicità della promessa …Non mancate, per palati fini…”

(Maurizio Porro Il Corriere della Sera) “…la storia di tutte le storie d’amore, quelle autentiche, che ti cambiano la vita e la fanno lievitare al di sopra delle miserie quotidiane …”

(Paola Casella Europa) “…è un racconto semplice e prezioso…”

(Davide Turrini Liberazione) “…il film assomiglia a un vero e proprio poema visivo …”

(Fabrizio Corallo Il Mattino) “…un impasto visivo-sonoro evocativo, dell’atmosfera suggeritrice e della suggestione allusiva. La sua cifra è austeramente aristocratica, poetica e fieramente minoritaria …”

(Paolo D’Agostini La Repubblica) La bocca del lupo è l’opera seconda di Pietro Marcello, giovane regista casertano che, dopo la regia di corti e documentari, ha esordito nel lungometraggio con Il passaggio della linea, che si è aggiudicato il premio Pasinetti DOC e menzione speciale nella sezione DOC.it alla 64esima Mostra del Cinema di Venezia nel 2007.

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