Quaranta opere di Modigliani tengono a battesimo il Maga di Gallarate!

Ξ marzo 10th, 2010 | → 0 Commenti | ∇ Mostre fuori Regione |

Il 19 marzo 2010, con un omaggio ad Amedeo Modigliani la Fondazione Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Silvio Zanella Onlus, presieduta da Angelo Crespi, inaugura la sua nuova sede museale. La Fondazione è stata costituita nel dicembre 2009 e ha come soci fondatori il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Comune di Gallarate (VA), l’accordo è stato siglato dal Ministro Sandro Bondi e dal Sindaco di Gallarate Nicola Mucci. A seguito di questa svolta istituzionale il museo, storicamente conosciuto come Civica Galleria d’arte moderna di Gallarate, acquisisce il nome di Museo d’Arte di Gallarate MAGa.

La mostra inaugurale è curata da un comitato scientifico presieduto da Claudio Strinati, a cui partecipano tra gli altri Beatrice Buscaroliche cura il catalogo, Luis Godart, Consigliere per la Conservazione del Patrimonio Artistico del Presidente della Repubblica Italiana, Sandrina Bandera, direttrice di Brera, Maria Cristina Bandera, direttrice della Fondazione Longhi, Emma Zanella, direttrice del MAGa, Claudio Salsi, direttore dei Musei Civici di Milano, Rudy Chiappini eRenato Miracco. Il coordinamento generale della mostra è affidato a Cinzia Chiari, responsabile del censimento delle opere e della valorizzazione del patrimonio della Collezione d’Arte di Eni Spa.

L’allestimento è curato da Maurizio Sabatini, scenografo di Baaria di Giuseppe Tornatore, che ha studiato una messa in scena sobria e raffinata dove 20 capolavoridi Modigliani trovano una perfetta collocazione intorno al “Nudo coricato con le mani unite” della Pinacoteca Giovanni e Marella Agnelli, quadro scelto per la comunicazione e la copertina del catalogo prodotto da Electa. A chiudere la mostra 50 splendidi disegni provenienti dai più grandi musei e dalle più grandi collezioni italiane e internazionali, e oltre 250 documenti originali che ripercorrono la vita del grande artista di cui quest’anno ricorrono i 90 anni dalla morte.

Il Nuovo Museo d’arte di Gallarate (MAGa), diretto da Emma Zanella, aprirà le porte al pubblico, a quarant’anni dalla sua costituzione, in un complesso architettonico di grande prestigio firmato da Maria Luisa Provasoli (primo lotto) e da Permichele Miano e Carlo Moretti (secondo lotto), secondo un progetto museologico dello Studio Pandakovic e Associati. Fondata nel 1966, in seguito alle acquisizioni del Premio Nazionale Arti Visive Città di Gallarate istituito nel 1950, la Galleria d’Arte Moderna di Gallarate, per ricchezza della collezione permanente, è una delle più importanti sul territorio nazionale.

A tutti è noto il percorso della vita e dell’opera di Amedeo Modigliani, in modo particolare dal 1906, data del suo arrivo a Parigi, quando il giovane italiano incontra i fermenti vivi e contagiosi della nascita della contemporaneità. Il 1906 è l’anno della morte di Paul Cézanne. La pittura impressionista ha da tempo conquistato i cuori di un grande collezionismo internazionale: Rodin con la sua scultura romantica stabilisce la regola e il gusto di una borghesia dominante e colloca il suo Pensatore di fronte al Panthéon.

Nello stesso anno Picasso lavora al dipinto Les Demoiselles d’Avignon, che renderà compiuto l’anno successivo. Un vento tutto europeo circonda e pervade le atmosfere creative di Parigi che stanno generando o di lì a poco genereranno il cubismo, il futurismo, il surrealismo e le esperienze dada. In quel clima Modigliani frequenta gli artisti e gli intellettuali, le ballerine e le grandi signore, gli abituées dei bistrot, del Lapin Agile e della Cloiserie de Lilas, gli alberghi a basso costo e il Teatro dell’Opera.

Nello stesso clima, in quegli anni a Parigi si consolida un sempre maggiore interesse per quelle opere di “Art Nègre” che, già nel 1897 mostrate alla Esposizione Universale di Bruxelles, stanno diffondendosi attraverso circuiti ristretti e marginali, in particolar modo tra quegli artisti che ritenevano necessario riferirsi ad elementi di ritrovata purezza spirituale e simbolica.

I suoi amici sono Picasso e Max Jacob, Matisse e Brancusi, Kisling, Soutine, Foujita e Soupault e con loro divide il cibo e i pensieri, le donne e l’assenzio, nella porzione di eccessi che il suo fisico minato da una grave tubercolosi poteva permettersi, ma non aderisce a nessuno dei movimenti in voga perché non rinuncia alla continuità ideale della sua formazione, dei suoi amori giovanili per l’arte italiana del Trecento, da scultore, come avrebbe voluto essere, per Tino da Camaino, che aveva visto al Museo Nazionale del Bargello a Firenze e a Napoli, a San Lorenzo, nella tomba di Caterina d’Austria, o da pittore, per continuità con la sua educazione postmacchiaiola, maturata nello studio di Fattori.

Se Modigliani quindi sviluppa a Parigi una personale evoluzione, senza referenti dichiarati, autonoma, per una pittura dell’animo, nei nudi e nei ritratti maschili e femminili che compongono la quasi totalità del suo lavoro, sarà dalla sua formazione giovanile che trarrà gli elementi che fino alla sua prematura scomparsa lo faranno divenire un riferimento inevitabile per le generazioni artistiche successive. Il percorso espositivo e la selezione delle opere di Modigliani che lo costituiscono renderanno conto delle linee critiche del pensiero dell’artista e della sua straordinaria personalità creativa.

Il nuovo MAGa ha a disposizione un complesso architettonico di oltre 5 mila metri quadri, costituito da due corpi edilizi attigui e comunicanti. Il primo è un fabbricato industriale degli anni Trenta del Novecento, appositamente ristrutturato, e il secondo è un edificio progettato e costruito ex novo, caratterizzato da una sorta di quinta scenica in laterizio che per sua forma curvilinea abbraccia la piazza circolare antistante diventando un elemento di accoglienza per i visitatori.

L’interno, variamente articolato, permette di organizzare lo spazio in modo dinamico e flessibile in linea con la mission del museo tesa alla valorizzazione del proprio patrimonio, alla ricerca attraverso mostre temporanee di diversa entità e tipologia, alla capacità di accogliere il pubblico invitandolo a vivere il museo come un vivace luogo di incontro e di dialogo culturale.

Lo spazio del museo è suddiviso in diverse aree specificatamente caratterizzate. All’incrocio dei due corpi di fabbrica, punto nevralgico di snodo al centro del nuovo MAGa, trovano posto la biglietteria, il bookshop, il guardaroba affiancati dalla caffetteria, dalla biblioteca, dagli archivi e dagli uffici. Dalla biglietteria si accede allo spazio espositivo dedicato alle mostre temporanee e alla collezione permanente, fruibili attraverso un percorso continuativo e fluido.

Un importante spazio è riservato ai laboratori didattici, luogo fondamentale per lo svolgimento delle attività rivolte più specificatamente alle scuole e al pubblico più giovane, e ai depositi per la conservazione e lo stoccaggio delle opere. La collezione permanente, in continuo incremento e costituita da più di 5.000 opere, propone un ricco ed articolato panorama degli orientamenti che hanno animato la scena artistica nazionale dalla metà del Novecento ai giorni nostri. Particolare attenzione è rivolta alla produzione artistica più attuale attraverso le esposizioni temporanee, gli eventi e le acquisizioni per il Museo. In Collezione, tra le altre, opere di Carrà, Morlotti, Fontana, Colombo, Munari, Studio Azzurro, Cecchini.

Il mistico profano. Omaggio a Modigliani
19 marzo – 19 giugno 2010
Info: http://www.gam.gallarate.va.it
Ufficio Stampa: Carlo Zasio

Ufficio Stampa: Studio ESSECI Sergio Campagnolo tel. 049.663499 http://www.studioesseci.net

 

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