Mostra personale di Guerrino Dirindin a Roncade (TV).
Ξ marzo 20th, 2010 | → 0 Commenti | ∇ Mostre nel Veneto |
Dal 12 marzo al 30 aprile 2010, presso la Cantina 47 Anno Domini a Roncade, si potrà visitare la mostra personale di Guerrino Dirindin, organizzata dalla Galleria Polin di Treviso. L’arte ha a che fare con la terra, con la polvere e con il fango, ma spesso oggi ce ne dimentichiamo presi come siamo da una nuova dimensione concettuale, immateriale, virtuale. Eppure l’arte non è nulla, o meglio è solo gioco tecnologico, se non pesca ancora nel profondo, nell’originario, nell’archetipico, nell’inconscio che si fa materia, terra, melma, indistinta fanghiglia e poi forma sublimante.
L’artista è il demiurgo che sfida dio volendo essere a sua volta creatore, o si fa strumento di dio per esaltare la bellezza e il senso profondo del creato. Tuttavia ogni forma d’arte non evasiva evoca l’emergere dal nulla, l’evolversi della materia primordiale, l’essere nel tempo, il principio, l’origine. La forma è logos, parola sottratta al nulla e fatta emergere dall’indistinto, dal pantano dell’essere e l’artista è un creatore di linguaggi, un suscitatore di senso che deve sporcarsi le mani con il fango, con la materia a cui appartiene, con la terra da cui proviene. La forma, sia pure essa il concetto, è il modo del suo riscatto, del suo confrontarsi con dio, con il vuoto, con il tutto, con il nulla, con la materia, con il tempo inesorabile.
L’arte contiene in se qualcosa di profetico proprio in quanto presentendo il futuro, ciò che ancora non è stato detto, si confronta tuttavia con il principio, ogni principio, con l’origine stessa della volontà o della necessità di dire. Guerrino Dirindin ha fatto propria una concezione della creatività che va nel senso della ricerca di autenticità, dei fondamenti primi che abbiano strette relazioni con ciò che sta all’origine, è primigenio, è nativo. La sua arte è da sempre un corpo a corpo con l’energia vitale e ancestrale della natura, ma da alcuni anni egli si serve proprio della terra, quella che l’ha visto nascere, come essenziale elemento materiale e simbolico.
In una sua opera vediamo i segni delle mani che febbrili e irrequiete si sono mosse sulla superficie terrosa come se avessero cercato di afferrare o delineare un qualcosa, forse una forma, forse un linguaggio. Ma in quest’opera non viene tanto evocata l’origine primordiale delle immagini quanto invece il senso stesso dell’arte, di una ricerca che è emersione della materia attraverso il confronto con la materia; non a caso Dirindin intitolava “Specchi” alcuni lavori analoghi di qualche anno fa, proprio per segnalare la necessità della ricerca di se stessi nel confronto diretto con la terra nuda, opaca, originaria.
Sono giunte poi le opere percorse da solchi profondi, da segni di andamento curvilineo: simili a corrugamenti tettonici ma anche a impronte digitali questi lavori delineano pur sempre paesaggi interiori in cui natura e cultura trovano espressione pacificata in una stessa forma. Nelle opere più recenti si è aggiunto però un elemento ancora più esplicito e al tempo stesso enigmatico che riguarda l’energia vitale della natura: qui la superficie di terra si flette, si inarca sotto la spinta di qualcosa che sta crescendo, che sta formandosi, là un bozzolo fatto con il fango sta per aprirsi e manifestare il suo contenuto: nasceranno certamente nuove creature, per un nuovo mondo, per un nuovo inizio. In fondo anche così l’arte ci parla di se stessa, della necessità di un perenne principio che non possiamo eludere.
Angelo Bertani
Guerrino Dirindin: Fondamenta di ogni suo lavoro e di ogni passo artistico, la terra. Artista di Pordenone, da anni presenza nota nel panorama artistico nazionale ed internazionale, intraprende un percorso che lo ha guidato negli anni alla ricerca di autenticità e verità, attraverso la continua sperimentazione di nuove tecniche artistiche e materiali. Inizia il suo percorso di studi, con una prima istruzione artistica a cui seguono mostre che maturano un pensiero attento alla vita naturale e alla materia agreste. Guerrino è un indagatore, mira a percepire, scrutare, l’identità dell’Esistenza, ciò che si cela al di là dell’Apparenza, lo fa attraverso l’uso di materiali che sono pura e semplice verità materica, nulla di artificioso, di contraffatto; la terra, nella sua materialità, gravità e oggettualità, diviene Sua musa ispiratrice, la “terra Madre”, bilico della fertilità della vita, artefice di mondi naturali.
L’esito della sua ricerca è una sorprendente produzione di opere, in cui, labirinti, spirali, intrecci, forme archetipe, che generano nell’incanto, rigogliosi paradisi naturali e incontaminati, con minuzia di particolari, senza trascurare le innumerevoli diversità dell’Humus del pianeta. Un materiale primordiale che ha attirato grandi maestri del secolo scorso e che continua tutt’ora ad essere utilizzato. L’artista quindi mosso da grande interesse per gli elementi della terra fa confluire nella sua arte il riconoscimento, l’identificazione stessa della terra tra apparenza e certezza, tra visibile e tattile. Solo un istante per percepire, come nella rappresentazione il tempo viene bloccato nel qui e ora nell’istante in cui la terra viene collocata sulla tela, è l’attimo in cui il tempo acquisisce un ruolo determinante fissando il momento vivo dell’Humus.
Il tempo assume quindi una effettiva durata, come conseguenza del fatto che, l’osservazione non si puo’ limitare allo sguardo di un istante, ma l’artista si trova ad esprimere il rapporto temporale della continuità dell’immagine percepita durante la ricostruzione emotiva e razionale della rappresentazione pittorica. Tale “virtualizzazione della materia“, di fatto reale, genera un universo virtuale parallelo a quello reale, considerato tale in quanto tradizionalmente oggettivo, facente cioè riferimento consolidato alla materia anziché alla energia.
Singolare la necessità di andare oltre la conoscenza empirica della realtà oggettiva, giungere alla rappresentazione della pura realtà energetica, la forza della terra la sua capacità rigenerativa contro ogni tempo e logica possibile, dal postulato di Lavoisier, che dice, “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, osserviamo sbalorditi questo incessante divenire, questo equilibrio delle parti, slancio unico che viene fissato per un istante sulla tela e nella mente dell’osservatore. La terra e la natura terrena sono le dimensioni del divenire, della potenza in continua trasformazione ed evoluzione, tendenti al raggiungimento di una perfezione che induce alla quiete, percepibile in ogni corpuscolo posato da Guerrino Dirindin, la natura è pervasa quindi in ogni suo aspetto dalla finalità ultima, dalla vita.
Anna Ruocco
RECENTI MOSTRE PERSONALI
2010 47 Anno Domini – Roncade (TV) organizzata dalla Galleria Polin
2009 Ristorante da Guido – Jesolo Paese organizzata dalla Galleria Polin
2008 Nel segno della terra – Associazione Amici di bambi, con l’intervento di Massimo de Mattia al flauto ed i poeti Iliana De Monte e Claudio Moras Porcia, PN
Al sarà, in principi/Sarà, in principio – Avostanis – Con Bruno Aita, a cura di Angelo Bertani, Associazion Cultural Colonos, Villacaccia di Lestizza, UD
2006 Tentativo Di-Verso – Centro Culturale Aldo Moro, Cordenons, PN
Verso – Galleria d’Arte Tarozzi, Pordenone
2004 Entrare nella terra – Spazio Cultura ExCerit, Pordenone
La terra è immortale perché contiene i segreti della vita – Caffè letterario, Pordenone
Istantanee – Guerrino Dirindin/Beatrice Crastini, Pordenone/Trieste
2003 2 Storie – con Giorgio Bianchet, InChiostro, Pordenone
2001 Sulle orme di Gea – Punto 6, San Vito al Tagliamento, Pordenone
Per info: http://www.galleriapolin.com tel. 0422-580004









