Pinocchio! Dalla collezione di Severino Zannerini a Trieste.

La mostra, promossa dall’assessorato alla Cultura del Comune di Trieste-Direzione Area Cultura in collaborazione con il Lions Club Trieste Host, sarà visitabile presso la Sala Umberto Veruda palazzo Costanzi dal 24 aprile al 23 maggio 2010. Raccoglie la vasta collezione di Severino Zannerini con le più importanti edizioni del libro di Collodi e del popolare personaggio di Pinocchio, dalle versioni nei dialetti italiani e lingue straniere, agli adattamenti e le Pinocchiate, le versioni musicali, teatrali e cinematografiche, gli studi, i giocattoli e tante curiosità.

Vi si trovano esposte anche le tavole originali di Sigfrido Bartolini della Fondazione Nazionale Carlo Collodi. In tutto sono un migliaio di oggetti provenienti dalla collezione di Severino Zannerini con le più importanti edizioni del libro di Collodi non solo italiane, ma anche inedite copie cinesi e russe, fin dai tempi dell’edizione del primo giornalino da parte di Lorenzini del 1881.

Il visitatore della mostra sarà allietato anche da un sottofondo musicale con brani dedicati a Pinocchio, tanto amato nella letteratura dell’infanzia…All’iniziativa saranno dedicate due mattinate musicali previste per domenica 9 maggio e domenica 16 maggio, dalle ore 10.30 alle ore 11.00, in repertorio musiche di Roby Facchinetti, Nicola Piovani, Edoardo Bennato e Panzeri, dedicate al personaggio di Carlo Collodi, ed eseguito dal Coro Lions Singers di Trieste diretto dal maestro Severino Zannerini.

Inoltre, durante l’apertura della mostra, sono previste delle visite guidate di circa 40 minuti a cura dello stesso maestro Zannerini nelle seguenti giornate:
sabato 24 aprile 2010 alle ore 17
domenica 25 aprile 2010 alle ore 11
sabato 1° maggio 2010 alle ore 17
domenica 2 maggio 2010 alle ore 11
sabato 8 maggio 2010 alle ore 17
domenica 9 maggio 2010 alle ore 11
sabato 15 maggio 2010 alle ore 17
domenica 16 maggio 2010 alle ore 11
sabato 22 maggio 2010 alle ore 17
domenica 23 maggio 2010 alle ore 11

Si precisa che vengono organizzate anche visite guidate per scuole materne, elementari e gruppi,
orario: feriale e festivo 10-13 e 17-20 prenotazioni: lunedì dalle 9 alle 13, mercoledì dalle 13 alle 17.

Segreteria Servizio Didattico
tel. 040/6754480 e-mail: serviziodidattico@comune.trieste.it

3 pensieri su “Pinocchio! Dalla collezione di Severino Zannerini a Trieste.”

  1. Comunicato Stampa

    Pinocchiando con:

    Ognuno di noi ha un suo Pinocchio da raccontare. Esprimere e comunicare agli altri la propria visione dà nuova vita al burattino, lo rende presente ad ogni generazione e agli individui più diversi per cultura, personalità, età. Quando a farlo è un artista, può crearsi un momento di comunicazione universale particolarmente intenso e ricco. E quando lo fanno tanti artisti insieme, è un dono per tutti coloro che hanno l’occasione entrare in contatto con questa voce corale, dove le individualità possono essere apprezzate ognuna di per sé e al tempo stesso rafforzate dal loro accostamento. La Fondazione Collodi ne è profondamente convinta, e a partire dagli anni ’50 con l’idea del Parco di Pinocchio a Collodi – opera collettiva di grandi artisti ed architetti – ha sempre privilegiato le arti figurative per portare alla luce le mille suggestioni che la storia del burattino collodiano riserva ad ogni lettore.

    E’ conseguenza di questa scelta l’attività espositiva che da quasi venti anni la Fondazione Collodi affianca alla proposta permanente del Parco di Pinocchio offrendo ai visitatori altre specifiche proposte di lettura artistica. La ricca e sfaccettata “tribù” dei Pinocchi in legno o su carta che dà vita a “Pinocchiando con:” fa parte di queste mostre. Auspichiamo di cuore che, dopo il suo esordio nel Museo del Parco di Pinocchio a Collodi, il suo cammino sia lungo e fortunato. Il destino di Pinocchio è percorrere sotto mille forme le strade del mondo, per legarci idealmente tutti con un filo di affetto e fantasia.

    Fondazione Nazionale Carlo Collodi

    “Pinocchiando con:”
    Parco di Pinocchio, Collodi – Laboratorio delle Parole e delle Figure
    dal 10 luglio al 29 agosto 2010
    Collettiva di:
    Abate Romano, Bellotto Marco, Beraldo Franco,Bernardi Walter,Brancher Silvano,Brand Brigitte
    Campesan Sara, Carmi Eugenio, Cazzin Rossella, Celiberti Giorgio, Cestari Mario,
    Cicogna Luciana, Costalonga Franco, Costantini Nadia, D’Este Gea, Da Lozzo Roberto,
    Di Venere Giorgio, Finzi Ennio, Gard Ferruccio, Guarnieri Oddino, Jus Stefano, Licata Riccardo
    Lodi Silvestro, Miconi Sabrina, Minuti Diego, Morra Rosario, Musante Francesco, Orler Davide
    Pagnacco Andrea, Patelli Paolo, Pope, Ravà Tobia, Rifani Luigi, Rincicotti Luigi, Rossi Raffaele
    Santorossi Claudio, Scarpa Paolo, Scarton Renato, Stefanini Francesco, Steiner Claudia,
    Tiozzi Maria Angela, Valle Paolo, Venturini Agostino, Vergerio Franco, Voltolina Luigi
    Zamengo Paolo

    a cura di Tommaso Giorgio Costantino

  2. Pinocchiando con:
    nell’ambito di 1861 > 2011 >> 150° anniversario Unità d’Italia

    Promosso dalla Presidenza del Consiglio Comunale ed Assessorato alle Attività Culturali

    a cura di Giorgio T. Costantino

    Dal 5 marzo al 3 aprile 2011

    sabato 5 marzo, ore 12.00
    Inaugurazione della mostra

    orario:
    da martedì a venerdì 15.30 – 19.30
    sabato 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30
    chiuso domenica e lunedì

    aperture straordinarie
    domenica 6 marzo e 3 aprile 10.30 – 12.30 e 15.30 – 19.30
    scolaresche su prenotazione (t. 041 2386113 dal martedì al venerdì 9.00 – 13.00)

    sala Paolo Costantini terzo piano
    ingresso libero

    Espongono:
    Abate Romano, Bellotto Marco, Beraldo Franco, Bernardi Walter, Brancher Silvano, Brand Brigitte, Campesan Sara, Carmi Eugenio, Cazzin Rossella, Celiberti Giorgio, Cestari Mario, Cicogna Luciana, Costalonga Franco, Costantini Nadia, Costantino Giorgio T., D’Este Gea, Da Lozzo Roberto, Di Venere Giorgio, Finzi Ennio, Gard Ferruccio, Guarnieri Oddino, Jus Stefano, Licata Riccardo,Lodi Silvestro, Magli Luigi, Miconi Sabrina, Minuti Diego, Morra Rosario, Musante Francesco, Orler Davide, Pagnacco Andrea, Patelli Paolo, Pope, Ravà Tobia, Rifani Luigi, Rincicotti Luigi, Rossi Raffaele, Santorossi Claudio, Scarpa Paolo, Scarton Renato, Stefanini Francesco, Steiner Claudia, Tiozzi Maria Angela, Valle Paolo, Venturini Agostino, Vergerio Franco, Vianello Gloria, Voltolina Luigi, Zamengo Paolo

    Pinocchio, uno di noi
    Miti, narrazioni e storie sono matrici del definirsi della identità comune prima ancora che su di essa un insieme di persone consapevoli decida di dare assetto giuridico a quella realtà chiamandola Stato. Da questo punto di vista, l’elemento non sempre adeguatamente considerato è che l’Italia, prima di essere percepita come esigenza politica, è esistita nei vari secoli che hanno preceduto il Risorgimento nazionale dell’Ottocento, come dimensione culturale.
    Pur nella diversità degli Stati regionali, sanciti dalla Pace di Lodi nel 1454, grazie anche ad un confine geografico netto, le Alpi, e ad un protendersi in forma di penisola verso sud dell’insieme del territorio, a Firenze come a Napoli, a Venezia come a Milano, gli intellettuali sapevano di appartenere ad una medesima comunità, sostanziata da una lingua comune, cui aveva peraltro concorso in modo determinante il veneziano Pietro Bembo con le sue Prose della volgar lingua del 1525.
    Quando i patrioti porranno con forza il problema dell’unità politica, troveranno proprio nella straordinaria cultura italiana dei secoli che li avevano preceduti, le motivazioni più forti a questa esigenza, da Dante a Petrarca, a Machiavelli, per non dire della eredità classica di Roma.
    Ora che il calendario della storia ci offre la straordinaria opportunità di riattraversare il senso del nostro essere italiani, riscopriamo, anche con piacevole sorpresa, che questi ultimi 150 anni trascorsi dalla costituzione politica del nostro Paese si sono arricchiti di nuovi simboli e nuove suggestioni che hanno confermato e cementato l’Italia, trascendendone i confini, angusti se immaginati quali barriere anziché ponti verso il mondo. Come facevano i mercanti del Medioevo e della prima età moderna, che con le loro merci portavano in Europa un modo di essere e di vivere che oggi chiamiamo “Made in Italy” o “Italian style”, allora come ora il prestigio di un popolo deriva dalla sua capacità produttiva, ma anche dal valore immateriale che al prodotto si lega.
    Tra le creazioni più straordinarie dell’immaginario ottocentesco, vi è un burattino pensato da Carlo Lorenzini, meglio conosciuto con lo pseudonimo di Carlo Collodi (1826-90), a tutti noto come Pinocchio, le cui avventure apparvero a puntate, come si usava, a partire dal 1880 per essere raccolte in libro nel 1883.
    Lorenzini, di formazione mazziniana, partecipe alle vicende belliche del Risorgimento, con questo romanzo ci offre un affresco di un’Italia povera e contadina rispetto alla quale la condizione infantile diventa una possibilità di libertà, sostenuta dallo slancio della fantasia, anche per trascendere il perbenismo borghese. Perciò se l’epilogo delle vicende che riguardano Pinocchio riporta verso una normalizzazione dei comportamenti – l’intento di Collodi è pur sempre educativo – in realtà Pinocchio rimane nel sentire comune una creatura libera, che ingenuamente sbaglia e con convinzione si diverte. In lui troviamo quel desiderio di rovesciare ordini e abbattere divieti che ciascuno di noi avverte come esigenza insopprimibile. E proprio questo ha fatto di Pinocchio uno di noi, non solo in Italia, ma nel mondo.
    Per questo celebrare 150 anni di Unità nel suo segno significa riattivare quelle energie vitali di cui il nostro presente ha bisogno, nella molteplicità delle forme e delle riletture che solo artisti degni di questo nome, come sono quelli che hanno riscritto con i colori il personaggio di Pinocchio, ci sanno offrire.

    Tiziana Agostini

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