A Muggia e Capodistria inaugura la mostra “Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento”.

Ξ novembre 19th, 2011 | → 0 Commenti | ∇ Mostre fuori Regione |

“Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento”: è questo il tema del progetto espositivo e di spettacolo che si intreccerà, a partire da mercoledì 24 novembre 2011, fra Italia e Slovenia, fra il linguaggio dell’arte e quello della parola –nei Comuni di Muggia (Trieste) e di Capodistria, in Slovenia.

Un omaggio che vuole puntare i riflettori su due grandi artisti della comunità slovena, Boris Pahor e Lojze Spacal, entrambi triestini di nascita, con trascorsi personali anche a Capodistria e Pirano, legati da comuni esperienze di vita ma anche dal comune impegno ad affermare, attraverso la propria produzione artistica, i valori della pacifica convivenza. Sostenuto dalla Regione Friuli Venezia Giulia, promosso e organizzato dal Comune di Muggia e dal Comune Città di Capodistria, su ideazione e coordinamento di Barbara Negrisin, il progetto “Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento” si articolerà in eventi di spettacolo e percorsi espositivi allestiti proprio nei Comuni di Muggia e Capodistria: con l’obiettivo solo di un incontro-confronto dell’opera di Pahor e di Spacal, sullo sfondo della Storia e delle vicissitudini personali di queste due notevolissime personalità, umani e artistiche.

Da questo sguardo sul contributo della comunità slovena in Italia alla pittura ed alla letteratura del Novecento ancora più evidente e fecondo emergerà l’apporto di una regione di confine, il Friuli Venezia Giulia appunto, all’evoluzione artistica e intellettuale nel contesto europeo.

Gli eventi proposti e in special modo la mostra, il cui percorso espositivo si articola sui due centri costieri, da un lato rappresentano l’inizio di un lavoro comune tra Muggia e Capodistria volto alla valorizzazione della produzione artistica delle terre di confine dall’altro si pongono quali momenti di incontro e scambio culturale tra popolazioni appartenenti a comunità nazionali diverse che vengono per la prima volta intese come un unico pubblico.

A sancire in forma stabile la volontà di dare massima diffusione alle proposte culturali del territorio la realizzazione di link tra i siti web dei due comuni. Il progetto è realizzato in collaborazione con l’Associazione degli Sloveni del Comune di Muggia Kiljan Ferluga presieduta da Mirna Viola, e con il contributo della Banca di Credito Cooperativo del Carso.

LA MOSTRA
Dal 24 novembre e fino al 31 gennaio 2011, a Muggia e Capodistria sarà visitabile la mostra “Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento”, a cura di Franco Vecchiet con il contributo di Martin Spacal. Un progetto dislocato fra la Sala d’arte “Giuseppe Negrisin di Muggia – Museo d’arte Ugo Carà di Muggia e la Galleria Loggia di Capodistria. La prima vernice è in programma a Muggia mercoledì 24 novembre, ore 18.30; seconda inaugurazione a Capodistria giovedì 2 dicembre, ore 18.30. Due sedi, dunque, sul territorio italo-sloveno, per restituire il dialogo intessuto nel tempo dai due Maestri: costruendo un percorso tra i paesaggi della memoria, del ricordo, della speranza dei due artisti, e lo spazio fisico nel quale esso si snoda: l’immagine di come la cultura e l’arte possano abbattere ogni barriera.

Attraverso la pittura di Spacal e una selezione di testi tratti dall’opera di Pahor verranno indagati luoghi, travagli, desideri vissuti dagli autori. Grazie all’apporto della Biblioteca Nazionale Slovena degli Studi e della Osrednja knjiznica Srecka Vilharja di Capodistria verranno esposti preziosi volumi che mostrano la collaborazione esistita tra i due autori, nonché edizioni originali delle opere di Boris Pahor illustrate da Lojze Spacal. L’allestimento è firmato da Obalne Galerije Piran. Il comitato scientifico della mostra è composto da Franco Vecchiet, Martin Spacal, Toni Biloslav, Tatjana Rojc, Barbara Negrisin.

In particolare, nel Museo Carà saranno esposti alcuni lavori fondamentali del primo periodo dell’artista. Si tratta di quadri ad olio del “realismo magico”, dell’impegno sociale e del paesaggio nell’immediato dopoguerra. Tra le opere in mostra si segnalano “Ferriera”, “Ostaggi” e “Cimitero partigiano”. Il grande arazzo “Città costiera” si inserisce in maniera pertinente nella pregevole architettura del museo. In questa sede sono esposte anche le varie edizioni dei romanzi di Boris Pahor illustrati da Spacal, come “Moj trzaski naslov” (“Il mio indirizzo triestino”), “Mesto v zalivu” (La città sul golfo) e “Kres v pristanu”. La mostra al Museo Carà si conclude con alcuni disegni inediti degli anni 50 e 60 e quelli che sono stati inseriti nelle varie edizioni dei libri di Pahor.

La mostra nella sala Negrisin di Muggia è invece incentrata sulla produzione grafica di Spacal con la quale l’artista ha ottenuto grandi consensi e consolidato la sua notorietà internazionale. Anche qui si tratta di opere realizzate dagli anni Quaranta agli anni Settanta, incisioni su legno dai temi del periodo più vicini all’artista: “Case carsiche”, “La mia cella”, “Porta del crematorio”. Conclude la mostra il grande pannello colorato “Il borgo di pescatori”, realizzato per la motonave Raffaello. Nella grande Galleria Loggia di Capodistria la mostra include dipinti ad olio di carattere sociale ma anche paesaggistico e di interni, come ”Forno crematorio”, “Campo di concentramento”, “Case carsiche” e “Venditori di castagne”. La sala attigua e più piccola è dedicata alla grafica, con intense intonazioni di carattere lirico (“Muri carsici”, “Motivo istriano”) e sociale (“Primo maggio”).

Come sottolinea il curatore, Franco Vecchiet, «I percorsi di Spacal e Pahor presentano alcuni tratti comuni: nati e cresciuti a Trieste, sloveni, hanno conosciuto le persecuzioni e il carcere. Per il rigore del loro atteggiamento morale, Spacal è stato inviato al confino e Pahor ha conosciuto la prigionia nei campi di concentramento in Germania. La mostra vuole mettere in evidenza sopratutto le opere dell’artista dalla fine della guerra agli anni Settanta, che è il periodo di più intensa collaborazione con lo scrittore. Il particolare approccio al percorso espositivo induce così a una serie di riflessioni sull’epoca, e apre orizzonti inattesi sul lavoro dell’artista.

Spacal e Pahor sono due protagonisti di spicco nel panorama della cultura e dell’arte a Trieste ma anche in Europa. Lojze Spacal, ha ottenuto durante sua lunga carriera premi prestigiosi, come il Premio Preseren a Lubiana e quello alla Biennale di Venezia. E’ sicuramente un punto di riferimento centrale per la grafica d’arte, della quale è stato innovatore, specialmente con i suoi lavori xilografici realizzati con approcci assolutamente personali e innovativi».
Spacal – Omaggio ai martiri della risiera (1973)

Boris Pahor – Lojze Spacal. Paesaggi nel Novecento
Museo d’arte Ugo Carà di Muggia; Galleria Loggia di Capodistria

Muggia – Capodistria

Paesaggi nel Novecento
Mostra a cura di Franco Vecchiet
Comitato scientifico Franco Vecchiet, Martin Spacal,
Toni Biloslav, Tatjana Rojc, Barbara Negrisin
Allestimenti Obalne Galerije Piran
Muggia – Sala d’arte Comunale G. Negrisin, Piazza Marconi, 1
Museo d’arte moderna U.Carà, Via Roma, 9
Orari: feriali 10.00-12.00/17.00-19.00 festivi 10.00-12.00
Chiuso il lunedì dal 24.11.2010 al 31.01.2011

Capodistria – Galleria Loggia, Piazza Tito, 1
Orari: feriali 11.00-17.00 festivi 11.00-13.00
Chiuso il lunedì dal 2.12.2010 al 31.01.2011

 

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