Le Terzine Dantesche per migliorare le competenze e le abilità manageriali!

Ξ gennaio 20th, 2012 | → 0 Commenti | ∇ News |

L’apprezzato ciclo sulla comunicazione d’impresa “Dieci domande a…” realizzato alla Libreria Lovat in collaborazione con lo studio AM di Alice Mattolin, venerdì 20 gennaio 2012 (ore 18,30), si concentra sulle terzine dantesche. No, non si tratta di un’erronea divagazione, ma dell’accattivante tema dell’incontro con Enrico Cerni, manager e formatore che mescola le teorie più avanzate del management con il percorso dantesco della Divina Commedia.

Cerni ha realizzato, tra gli altri suoi libri ispirati all’opera dantesca, “Dante per i manager. La Divina Commedia in azienda” (Il Sole 24 ore libri, 2010), nel quale indica come dietro ad ogni terzina di versi si nasconde uno spunto manageriale, da scoprire con la mente ben aperta e la volontà di ritrovare nell’impresa di oggi il piacere di quel viaggio verso l’alto compiuto da Dante sette secoli fa.

A cominciare dalla celebre terzina iniziale, “Nel mezzo del cammin di nostra vita,/ mi ritrovai per una selva oscura/ che la retta via era smarrita” che suggerisce al brillante autore veneziano la seguente interpretazione: “Chi dirige un gruppo di persone o un’azienda sa che aver smarrito la “diritta via” può essere causato da due tipi di mancanze. La più grave per il manager? L’assenza di una meta, ossia di un obiettivo chiaro e delineato cui protendere (di una vision).

La lucidità (lucidità è lux, luce, opposta all’oscurità della selva) nel ri-conoscere gli obiettivi da raggiungere è la chiave di volta di qualunque posizione di guida. La seconda possibile mancanza, da guardare con maggior benevolenza rispetto alla prima ma ugualmente minacciosa, è la non conoscenza del percorso per raggiungere gli obiettivi noti. In questo contesto, la meta è conosciuta, delineato il punto di arrivo; ignoto resta come arrivare fino a lì, dove imboccare la strada che conduce alla soluzione, quale sentiero seguire”.

Cerni riesce così a citare Gary Hamel, Michael Porter, Henry Mintzberg, Howard Gardener e altre menti eccelse del management contemporaneo, accanto a Ulisse, a Paolo e Francesca, al conte Ugolino, mentre indicano sulla mappa dantesca gli itinerari possibili e l’equipaggiamento utile nel gestire persone e risorse.

Il traghettatore Caronte diventa così metafora del leader dallo stile direttivo e autoritario, Minosse è un arcigno recruiting manager mentre Virgilio e Beatrice vestono i panni del mentor, il Purgatorio si rivela il regno degli interinali, dove le anime “a tempo” scontano le loro pene e dove la superbia diventa autoesaltazione, l’accidia si trasforma in demotivazione e la gola è analizzata come fame di incarichi. Meta finale resta il Paradiso, il regno delle virtù aziendali e delle anime dei beati che sono indicati quali modelli di comportamento, medievale e contemporaneo.

Inoltre…è aperta fino al 28 gennaio al Lovat Lab “Fantasticomondo – Viaggio nel paesaggio immaginario”: le fotografie di Rossana Bortolotto e i disegni di Daniele De Toni, che compongono i fotocollages di questa originale mostra che coniuga tecnica e fantasia in immagini surreali e divertenti, ma anche in messaggi ironicamente amari tutti da interpretare. E, soprattutto, da ammirare.

La Libreria Lovat di Villorba è aperta dal martedì al sabato dalle 9 alle 20 con ORARIO CONTINUATO la domenica e il lunedì dalle 15 alle 20, il Lovat Cafè – Lovat Vini e Vinili al primo piano è aperto negli stessi orari
Tel. 0422.92697 – 0422.920039 – http://www.librerielovat.com

Info per la Stampa: Marina Grasso, cell. 335.8223010 – info@marinagrasso.com

 

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