E’ morto il pittore udinese Carlo Ciussi: protagonista della scena artistica del secondo Novecento!

Lunedì 23 aprile 2012: il pittore Carlo Ciussi, allievo di Pittino e Vedova, considerato uno dei maggiori esponenti del Novecento pittorico friulano è morto poco dopo la mezzanotte a Udine, a 82 anni. Frequento’ il liceo artistico a Venezia e studio’ con De Luigi e Maioli. Il contatto con l’ambiente veneziano lo avvicino’ alle esperienze artistiche di Vedova, Santomaso, Pizzinato e Viani. Nei primi anni Sessanta frequento’ assiduamente il critico Giuseppe Marchiori e Afro Basaldella.

Quadri, cerchi, colonne decorate, mondi ideali, percezioni, pittura e immaginario del pubblico: Ciussi era tutto questo e altro ancora. Si trattava di un artista contemporaneo in ogni aspetto. Per questo motivo, e per la sua intensa attività di scambio con la sua generazione, fu Afro a volerlo fortemente protagonista alla 32esima Biennale di Venezia nel 1964.

L’iter artistico del Ciussi, uno dei maestri italiani della pittura astratta, era caratterizzato da un’inesauribile ricerca, che lo ha portato a rinnovare continuamente il suo linguaggio: dalle opere dei primi anni Sessanta, percorse ancora da un certo influsso informale, ma già aperte al dialogo tra forme geometriche e scritture segniche, che costituisce l’avvio del suo linguaggio maturo, fino ai lavori realizzati nell’ultimo decennio, che raccolgono l’intero suo percorso e aprono nello stesso tempo a nuove modalità operative e nuove possibilità di significato.

Proprio nei lavori del Nuovo Millennio gli piaceva scardinare ogni ipotesi di strutturazione degli elementi geometrici, che abitavano le sue superfici, abbandonando le sovrapposizioni duplicanti. Il singolo elemento geometrico diventava, così, un campo di liberi accadimenti formali e cromatici per il Maestro. Pittore e scultore, con la stessa inconfondibile sigla stilistica, per Ciussi elaborare lavori plastici rappresentava la naturale evoluzione di un pensiero concreto, che vedeva animarsi le forme suscitate sulla superficie e dialogare con lo spazio aperto circostante. Rispetto alla pittura, la sua scultura sottolineava la tensione verso uno spazio infinito…la sovrapposizione di elementi, il movimento interno, che riflette una vitalità sempre attiva nella sua ideazione, portavano le sue realizzazioni in ferro, a privilegiare il senso dell’evoluzione sulla pretesa di solidità.

Ripercorrendo il modus exprimendi delal sua Arte il filosofo Massimo Donà ha parlato di una ossessione riconoscibile in tutte le opere dell’artista, di una tensione costruttiva a modificarsi incessantemente per avvicinarsi all’unità “inscalfibile e originaria” del cosmo, che, se da noi è percepita parzialmente, in ogni sua manifestazione particolare riconduce sempre a una totalità di spazio e tempo. In tal senso Ciussi appartiene già alla classicità, perché cercava di far risuonare questa unità, attraverso una geometria che si faceva colore, attraverso una pittura mai legata a una singola formula, ma sempre aperta al divenire, perché strettamente connessa alla materia stessa dell’esistenza. La sua, la nostra e quella di sempre, nell’eterno divenire delle sue geometrie.

DATI ANAGRAFICI

Carlo Ciussi nasce a Udine nel 1930 e compie le prime esperienze artistiche nell’atelier di Fred Pittino (1943). Tra il 1945 e il 1949 frequenta il liceo artistico a Venezia e studia con De Luigi e Maioli. Il contatto con l’ambiente veneziano lo avvicina alle esperienze artistiche di Vedova, Santomaso, Pizzinato, Viani. Nel 1948 ha altresì modo di visitare la Biennale e rimane positivamente impressionato dalle novità delle opere in essa contenute. Nel 1952 partecipa alla Biennale Internazionale dei Giovani di Gorizia, mentre nel 1953 tiene la sua prima mostra personale a Palazzo Barberini, a Roma.

Nel 1954 partecipa al Premio di pittura Città di Pordenone e nel 1955 alla VII Quadriennale d’Arte Contemporanea Italiana al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Tra il 1957 e il 1959 è al Caffè Formentini di Monfalcone, alla Galleria Girasole di Udine (1958 e 1959), e alla Galleria Il Camino di Pordenone. Negli anni Cinquanta Carlo Ciussi lavora presso la tipografia del padre e intanto lascia che giungano a maturazione gli influssi su di lui esercitati dai pittori prima citati e dagli strali dell’ambiente veneziano.

I primi esperimenti artistici di Carlo Ciussi sono di matrice cubista ed espressionista. Nel 1960 alcune nature morte rappresentano una svolta nel suo lavoro, gradualmente traghettato dalla figurazione all’astrazione.
Nei primi anni Sessanta frequenta inoltre assiduamente il critico Giuseppe Marchiori e Afro; è influenzato dalla pittura di quest’ultimo per poi prenderne le distanze. Al termine della stagione informale, Carlo Ciussi ha quindi già elaborato un suo linguaggio che lo porta ad interpretare il mezzo pittorico in maniera sempre più personale.

In questo periodo tiene alcune mostre personali di dipinti e disegni e partecipa anche ad alcuni premi (vince il Premio Marche del 1963). Nel 1964 espone alla XXXII Biennale di Venezia, invitato da Afro che era membro della Sottocommissione per le Arti Figurative della Biennale. Esporrà insieme a Mario Nigro (a sua volta invitato da Lucio Fontana) in una sala personale nella quale i due artisti espongono cinque opere a testa.

Nell’aprile-maggio 1965 Carlo Ciussi espone a Milano in una personale alla Galleria Stendhal con la quale inizierà un buon rapporto di collaborazione. In seguito prende anche uno studio in piazza S. Alessandro. Lo stesso anno partecipa alla Biennale di San Marino, ai Premi Trento e Silvestro Lega di Modigliana (al quale viene premiato).

Ancora nel 1966 tiene una personale alla Galleria Stendhal di Milano, e altre personali alla Galleria Il Camino di Pordenone, alla Galleria L’Arco di Macerata, al centro Proposte Feltrinelli di Firenze. Nel 1967, presentato in catalogo da Seuphor e Marchiori, espone per la prima volta alla Galerie Paul Facchetti di Parigi, partecipa al Premio Marche, alla IX Bienal de São Paulo, ed è premiato alla Biennale Nazionale di Pittura e Scultura di Bolzano.

Nel 1968 tiene una personale alla Galleria Stendhal di Milano e una alla Galleria del Cavallino di Venezia, presentato in catalogo da Giulio Carlo Argan. Partecipa inoltre al XXIII Salon des Réalités Nouvelles, Parigi, alla I Biennale degli Artisti della Regione Friuli e al XIII Premio Spoleto.
Nel 1971 tiene due personali alla Galerie Paul Facchetti di Parigi e Zurigo e una personale alla Galleria Martano 2 di Torino e partecipa alla Biennale di Alessandria d’Egitto.

Nel 1972 riceve un premio partecipando al Morgan’s Paint di Ravenna, mentre nel 1973 tiene un’altra personale alla Galleria Stendhal di Milano e riceve altri riconoscimenti al Premio Sperticano di Bologna e al Michetti di Francavilla a Mare e partecipa anche al Premio Teramo. Nel 1974 tiene una personale in cui espone i lavori degli ultimi dieci anni, cioè dal 1964 al 1974, a Palazzo Torriani di Gradisca d’Isonzo, partecipa alla XXVIII Biennale Città di Milano, allestita al Palazzo della Permanente, al Premio Gallarate e alla IX Biennale Internazionale d’Arte di Campione d’Italia.

Nel 1976 Carlo Ciussi tiene due personali: una alla Galleria Stendhal, che lo presenta anche al FIAC di Parigi, e una alla Galleria Ghelfi di Vicenza. Nel 1977 tiene una doppia personale alle gallerie Plurima e Girasole di Udine, presentato da Tito Mamacco. Dello stesso anno è anche l’Antologica al Padiglione d’Arte Contemporanea di Palazzo Massari a Ferrara. Nel 1980 tiene la sua personale da Lorenzelli Arte, Milano, esponendo opere dal 1975 al 1979, tiene altre due personali, una alla Studio la Città di Verona e una in coppia con Igino Legnaghi alla Galleria Torbandena di Trieste, partecipa al Premio Biella per l’incisione e ad alcune mostre collettive e tematiche in Friuli.

Nel 1982 tiene altre due personali, una alla Galleria Plurima di Udine e una all’Antra Studio di Milano, che lo espone anche alla Fiera di Basilea. Lo stesso anno realizza una scultura monumentale in acciaio inox di circa due metri e mezzo a Gibellina. Tra il 1983 e il 1985 Carlo Ciussi partecipa a diverse mostre collettive e tematiche e tiene alcune personali. Nel gennaio 1986 inaugura una nuova personale alla Galleria Plurima di Udine e partecipa alla XLII Biennale di Venezia.

Espone la scultura in ferro II. Sempre nel 1986 realizza un’altra scultura in ferro alta quattro metri poi installata sul prato di fronte alla sede della Manifattura Goriziana. Sul finire degli anni Ottanta si susseguono altre personali e collettive in varie gallerie a Udine e alla Galleria Fioretto di Padova. Nel 1989 realizza inoltre un lavoro a parete per la Banca Rurale e Artigiana di Azzano Decimo. Nel 1990, tra le mostre, tiene una personale al Museo Civico d’Arte Contemporanea di Gibellina, mentre nel gennaio-febbraio 1991 tiene una nuova personale da Lorenzelli Arte, Milano, esponendo diciassette grandi oli su tela e un’ antologica con opere scelte dal 1964 al 1991 alla Galleria Plurima di Udine.

Negli anni Novanta si susseguono mostre personali e collettive a Udine e in altre città del Friuli. Nel 1996, nella sala congressi dello Stabilimento Fantoni di Osoppo, Ciussi realizza una pittura per il soffitto ellittico. All’estero il lavoro di Ciussi è esposto in importanti fiere internazionali come Colonia, Basilea, Francoforte. Nel 1997 realizza una personale da Lorenzelli Arte intitolata “Armonico Percorso”, con esposte venti pitture datate 1996 e partecipa inoltre alla grande antologica “Gefühle Der Konstruktion. Künstler in Italien seit 1945” allestita al Museum Rabalderhaus di Schwaz.

Nel 1998 tiene una personale alla Esslinger Kunstvereins di Esslingen: “Carlo Ciussi: verso la geometria”, mentre nel 1999 tiene una personale alla fondazione Ado Furlan di Pordenone e partecipa a numerose collettive e antologiche organizzate in Italia. L’ultima mostra tenuta da Carlo Ciussi nei locali di Lorenzelli Arte è del 2005, e precisamente dal 15 settembre al 15 ottobre, tenutasi in contemporanea anche presso la Galleria A arte Studio Invernizzi, a Milano, e a Palazzo Isimbardi, davanti al cui ingresso viene installata una scultura monumentale in ferro.

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