Incontri culturali al Centro Papa Luciani: 30 novembre e 7 dicembre 2012

Venerdì 30 novembre 2012, alle 20.30, Pino Petruzzelli (attore e regista, direttore del Centro Teatro Ipotesi di Genova) ne “Gli ultimi” (Chiarelettere). “Gli ultimi che intendo – scrive l’autore – sono persone, che riescono a capovolgere le sorti di una vita in apparenza compromessa”. Solitari ma non soli. La dignità prima di tutto.

A volte provocano, a volte possono disturbare, ma è la loro semplicità che può dar fastidio. La semplicità è una dote difficile da conquistare, diceva Chaplin. Petruzzelli accompagna il lettore in un viaggio lungo dieci anni. Incontri sorprendenti come quello con uno degli ultimi beduini che ancora vivono nel deserto del Negev, o con Zeidan, muratore palestinese che si è guadagnato da vivere costruendo il muro della vergogna che separa Israele dai Territori palestinesi. Fuori dal coro c’è il guardaboschi amico di Mario Rigoni Stern che difende la montagna e la sua cultura, il maestro d’ascia di Lampedusa che conduce una battaglia solitaria contro l’inquinamento, e molti altri. Non sono perdenti né vincenti. Loro hanno scelto altre regole del gioco.

CHI E’
Regista, autore e attore, Pino Petruzzelli nasce a Brindisi e, dopo gli studi a Roma, lavora per mettere la cultura al servizio di importanti cause sociali, andando a conoscere in prima persona le realtà che poi racconta. Nel 1988 crea con Paola Piacentini il Centro Teatro Ipotesi, che si occupa di temi legati al rispetto e alla conoscenza delle culture. Inizia così un viaggio che lo porta dalle riserve indiane del Nuovo Messico fino ai territori della ex Jugoslavia. Per anni attraversa le nazioni dell’area mediterranea vivendo come e con le persone che incontra. È ospite in case palestinesi e israeliane, dove tocca con mano la fatica di vivere quel conflitto, dall’una e dall’altra parte. Dorme sotto lo stesso tetto di chi trascorre la propria vita nei deserti. Conosce l’attore algerino Rachid, scampato a un attentato terroristico in cui fu sterminata tutta la sua compagnia teatrale rea di aver rappresentato un testo scomodo.

In Albania incontra chi ha conosciuto le torture e le prigioni del regime comunista di Enver Hoxha. Da questi viaggi nascono spettacoli in cui racconta la profonda umanità di chi è costretto a vivere situazioni difficili. Scrive così Piccolo viaggio lungo il Mediterraneo e, con il giornalista Massimo Calandri, Marocco, Albania e Il G8 di Genova. Nel 2004 scrive Grecia e Zingari: l’Olocausto dimenticato. Nel 2005, con Predrag Matvejevic’ e Massimo Calandri, scrive Periplo Mediterraneo, un testo che racconta la vita di chi, in un Mediterraneo tutt’altro che pacificato, vive sulla propria pelle gli orrori della grande Storia. Nel 2006 con L’Olocausto di Yuri racconta le responsabilità che ebbero scienza e medicina durante il nazismo. Nel 2007 percorre l’Italia di chi vive lavorando la terra e, dagli appunti di quel viaggio, nasce lo spettacolo Di uomini e di vini, dedicato alla vita e alla fatica dei vignaioli. La cultura rom e sinta, nel personale percorso dell’autore, è l’ultima tappa di un’erranza iniziata vent’anni prima.

Venerdì 7 dicembre 2012 alle 20.30
Mario Dal Bello (critico d’arte e di cinema) e Anita Kravos (attrice)
“La Bibbia di Caravaggio” (ed. Schnell&Steiner)
“Le famiglie italiane sullo schermo” (Editrice La Scuola)
IL LIBRO “La Bibbia di Caravaggio”
Un saggio agile, documentato, originale sulla visione religiosa e sull’interpretazione profondamente umana e laica che Caravaggio diede della Sacra Scrittura attraverso le sue tele. Mario Dal Bello attraverso lo studio di 18 dipinti ripercorre il cammino artistico del pittore lombardo, un regista della luce e del chiaroscuro che attraverso la Parola dipinta interpella ancora oggi l’esistenza umana, dove luci e ombre si susseguono in una perenne ricerca della Verità.

IL LIBRO “Le famiglie italiane sullo schermo”
La famiglia è sempre più spesso al centro dell’interesse della cinematografia italiana, osservatorio interessante per leggere le tendenze della società. Il libro tenta uno sguardo d’insieme, non esaustivo né giudicante, su come il cinema racconta la famiglia italiana, partecipando alle sue difficoltà, spesso con un atteggiamento di comprensione che offre a ciascuno una seconda possibilità. L’intervista a protagonisti del settore (i registi Anne Riita Ciccone, Alessandro D’Alatri e Giovanni Veronesi) e le approfondite schede di lettura di 16 film recenti si propongono come strumento di confronto e supporto formativo per operatori ed educatori.

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