L’arte grafica di Cesco Magnolato a Cordenons (PN)

Nel repertorio di conoscenze che danno corpo alle esperienze esistenziali, un ruolo particolare occupano i luoghi che la persona si porta dentro, così presenti al sentire che da lì muovono le emozioni, creando un cortocircuito tra la specificità di quei territori e la sostanza dei significati a cui rimandano.

Nella riflessione che innerva l’opera di Cesco Magnolato la campagna veneta si fa spazio per un’epopea della memoria, attivata sui registri dell’elegia inscritta in uno sguardo sul tempo andato. E lo slancio retrospettivo non risiede nella nostalgia per cose e persone irrimediabilmente perdute, ma nella focalizzazione di peculiarità fisiche e umane che stanno alla base di una cultura intessuta dall’amore per la propria terra, mai ridotta alla corda retorica di un’appartenenza di maniera, bensì estesa alla consapevolezza d’aver ricevuto in quell’alveo l’imprimitura necessaria alla propria sensibilità.

La forza del discorso grafico e pittorico sta tutta nell’esito di un’indagine appassionata sulla verità della sua gente, con l’attenzione specifica ad ascoltarne le pulsazioni in un respiro esistenziale che procede apparentemente dalla concretezza quotidiana. In questo senso la cronaca spicciola diventa storia personale, in quanto partecipata dall’artista con un affiato preciso per atmosfere, vicende e tipi umani evocati. La figurazione di Magnolato ha in sé lo scatto necessario a tradurre in cifra poetica il ritmo della vita, che scorre con semplicità assoluta, e a trasformare in eroi i personaggi di ogni giorno, che sfilano davanti agli occhi dell’artista nel presente e nella pellicola del ricordo, registrato in un vissuto denso di sollecitazioni.

Nell’attività incisoria e in quella pittorica si precisa un’idea di scena “fermata” come fotogramma di un film, dove si sviluppa un racconto dai ritmi convulsi e dalle sequenze incalzanti, in cui i colori accesi imbrigliano lo spazio grazie alla gestualità, che lascia trasparire un andamento obliquo e diagonale. Ne emergono i contorni drammatici di una figura umana che resta spesso ad affermare la propria presenza, grazie a un puro profilo segnico oppure dentro una scura fisionomia, martoriata da una sofferenza antica che si perpetua nell’attualità.

Il tratto, marcato in uno spessore variabile, accorpa in un magma fluttuante le persone sospinte da una forza misteriosa, insita nella natura: proprio questa è la protagonista assoluta della pittura dell’artista di Noventa, che la elegge a luogo di svolgimento e motore della storia umana. L’occhio talora sbarrato ha una chiara evidenza espressionista, mentre il quadro contiene una serie di tracce orbitanti che portano naturalmente lo sguardo del fruitore a spaziare oltre il limite fisico della tela o della carta.

Quella di Magnolato non è una testimonianza, ma l’interpretazione di un tempo e di uno spazio precisi, con la trasfigurazione delle persone e delle cose peculiari a quello scenario, la bassa pianura del Piave o – se si vuole – la zona del Veneto Orientale, che, peraltro, funziona da detonatore per una riflessione più ampia, capace di assorbire in sé i caratteri dell’universalità. Questa è una delle funzioni dell’arte, di congiungere in un unicum lo slancio all’identità con quello all’aggregazione globale, in una sintesi che non perde mai di vista la realtà particolare anche quando inquadra una dinamica cosmica.

Cordenons (PN) – dal 19 aprile al 17 maggio 2014
Cesco Magnolato – Memorie di figure e luoghi
CENTRO CULTURALE ALDO MORO
Via Traversagna 4 (33084)
Cordenons (PN)
+39 0434932725 , +39 0434931551 (fax), +39 0434930095
centroculturale@comune.cordenons.pn.it
https//www.comune.cordenons.pn.it
orario: lunedì, mercoledì, venerdì, sabato
ore 16-19
biglietti: free admittance
vernissage: 19 aprile 2014. ore 18,00

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