Regalatevi un viaggio d’arte nella Casa-Museo di Victor Horta!

Se passate da Bruxelles, non mancate assolutamente di visitare il Musée Horta, la casa-museo del magistrale architetto dello stile Liberty Victor Horta, nato a Gand nel 1861. Il Maestro studia architettura fra Parigi e Bruxelles, vince concorsi e borse di studio a raffica. Si butta nel lavoro con crescente successo. Progetta quattro grandi magazzini in Belgio, che gli procurano la notorietà. Partecipa a varie esposizioni internazionali. Dalle committenze private passa a quelle pubbliche: Museo di Tournay, ospedale Brugmann, il progetto del Museo di Belle Arti di Bruxelles e quello della stazione di Bruxeless.

Precursore dell’Art Nouveau, Horta ha rivoluzionato il modo di concepire gli edifici di abitazione, allargando il compito dell’architetto dalla progettazione degli spazi, interni ed esterni, a una concezione che comprendeva anche lo studio e la realizzazione delle luci, degli arredi, della decorazione delle pareti, perfino dell’oggettistica. Secondo la definizione di uno dei suoi ammiratori, l’architetto francese Hector Guimard, Horta è stato un «architetto artista» che concepiva la casa come opera d’arte “totale”, come una “conchiglia” costruita attorno al suo proprietario.

Gli ultimi anni della sua vita sono tormentati dalla depressione in cui cade dopo la morte della sua unica figlia Simone che lo induce a bruciare gran parte delle sue carte, il fior fiore dei suoi disegni. Oggi possiamo ammirare la sua opera soprattutto attraverso gli edifici rimasti, da cui purtroppo sono spesso spariti arredamento e mobili. Horta crea uno stile personale la cui caratteristica principale èl’impiego della linea curva. La ragione, il sentimento, lalogica sono ciò che Horna sa aggiungere alla grande lezione della natura e proprio in questo risiede il segreto del perfetto equilibrio, dell’impeccabile omogeneità di tutte le opere da lui ideate.

Siamo all’epoca in cui Gallé decora i suoi preziosi vasi di motivi floreali. Horta si rifiuta di stilizzare forme rubate direttamente alla natura. Non si compiace in questo gioco che gli smbra scontato. Passa invece ore a concepire un motivo analogo nello spirito delle linee sinuose, che predilige. Dichiara: “Della pianta concervo lo stelo, non il fiore”. Se la facoltà di comporre un ornamento è un Dono poetico, allora Horta possiede questa facoltà in modo assoluto. Si trova all’origine di creazioni di notevole perfezione, che prendono spunto da una base comune a molti artisti dell’epoca. Horta appartiene sì al suo tempo, eppure si distingue per la sua visione originale.

Ha vinto la sfida che gli sta a cuore: creare un linguaggio. Anche nel lavorare la pietra, che prediligerà per tutta la vita, quando costruisce case Horta si accosta al lavoro con la sensibilità di uno scultore. Cerca infatti di applicare la linea curva sia nel profilo generale della facciata che nel dettaglio delle modanature di fiori di pietra. Il suo impegno nel realizzare le case non si esaurisce con il lavoro di architettura. Ceratmente incoraggiato dall’esempio delle Arts & Crafts inglesi e dal francese Viollet-le-Duc, che predicava unità di stile tra facciata e arredamento interno, si lancia nella creazione di mobili. Siprodiga per un’unità di stile fra la decorazione dei muri esterni, delle pareti interne, delle vetrate, dei pavimenti e del mobilio.

Tutto parte dalla linea curva in una danza armoniosa, in cui linee s’intrecciano a diverse altezze e fuggono in varie direzioni. Il colore copre una duplice funzione: unificare lo spazio interno e creare un universo di sogno che s’immerga in un’atmosfera colorata irreale, sottolineando quindi l’autonomia di questo spazio interno rispetto alla realtà esterna. E’ qui che la vetrata trova il suo ruolo,pur non essendovi legame diretto fra vetrata e cornice architettonica, se non un rapporto simbolico. Altri complementi d’arredo sono i mosaici, i mobili, gli ottoni dorati (cerniere, campanelli, maniglie), che mettono in risalto le sfumature dei varilegni pregiati.

Il Musée Horta non è che la casa che Victor Hortacostruisce, per farne residenza e studio insieme. Dopo la morte di Horta segue un lungo periodo d’incuria: infatti nel 1947 si pensava ancora che l’Art Nouveau non fosse che un retaggio di pessimo gusto nella storia dell’architettura. Fortunatamente nel 1963 l’immobile viene messo sotto tutela delle Belle Arti e successivamente trasfromato in museo. Si tratta di un vero gioiello in cui l’arte di costruire e di arredare di questo mago dell’Art Nouveau si fondono in un insieme armonico di rara bellezza. Già sulla facciata si possono leggere gli echi formali, che si rimandano le diverse parti della facciata. Anche i particolari utilitaristici quali termosifoni o sfiatatoi diventano motivo decorativo.

In origine i colori erano freschissimi e attraverso delicate sfumature, formavano sottili contrasti. All’interno riesce a creare un ritmo con trovate ingegnose, quale un sistema di porte scorrevoli per definire gli spazi. Servendosi di archi metallici offre prospettive interessantissime. All’ultimo livello dello scalone le sfumature armoniose delle pitture murali, il fiorire di motivi decorativi, i due specchi che riflettono all’infinito la delicata struttura metallica, i vetri gialli del lucernario, tutto concorre a creare una vera esplosione di allegria. Horta scriverà nelle sue memorie: “Perché mai, durante la realizzazione avevo provato la sensazione che stavo toccando l’apice della mia felicità e che davanti a me si apriva una curva in discesa”.

La sera, il cuore della casa palpita al ritmo delle infinite variazioni della luce. Con l’imbrunire, i motivi dipinti si notano meno, in compenso la parte bassa delle pareti si anima delle ombre degli elementi metallici. Allora gli specchi dai misteriosi riflessi contribuiscono allo straordinario e affascinante incantesimo notturno. Vostra Elena P.

Horta Museum
25, rue Américaine
1060 Bruxelles (Saint-Gilles)
Tel.: + 32 2 543 04 90
Fax: +32 2 538 76 31

e-mail: info@hortamuseum.be

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