Percorso sull’identità femminile nei secoli a Pordenone

E’ uno sguardo storico e antropologico sulla considerazione della figura femminile in relazione alla spiritualità e alle conoscenze mediche di guarigione, quello proposto da Silvia Lorusso Del Linz in Biblioteca civica per l’Estate in Città, in un mini ciclo di due incontri dal titolo Da Dea a strega in programma martedì 18 luglio e martedì 25 luglio alle 18.

Il primo incontro, martedì 18 luglio alle 18 si concentra sull’antichità più remota, quando il culto della Dea Madre, diffuso in tutta l’area mediterranea, racchiudeva in sé i simboli legati al mondo della natura, ai suoi elementi, nonché alle fasi di crescita e rigenerazione dei cicli della vita. La Dea Madre era conosciuta con il nome di Potnia, che significa Signora, Sovrana, Dominatrice, ma anche Augusta e Veneranda. Fin dal Paleolitico la Potnia, che possedeva la consapevolezza della vita e dei suoi più intimi misteri, ha costituito il punto di riferimento nei secoli a venire per la conoscenza ancestrale posseduta dalle donne che praticavano l’arte della cura: medichesse ed herbarie. Le dee salutari femminili di epoca classica erano protettrici della medicina femminile, della sfera della fertilità e della maternità, detenevano i segreti delle erbe curative.

Poi avvenne il passaggio: una damnatio memoriae della Potnia in cui la sapiente conoscitrice di segreti, la custode della simbologia magica legata ai componenti della terra e delle forze sovrannaturali, da figura positiva e benefica assunse i connotati di orrifica manipolatrice di quegli stessi elementi, dipinta come malefica, perseguitata come Strega. La studiosa ripercorre dunque le tappe di un’identità mutata nel tempo, con tutte le sfaccettature che le sono state attribuite – dea, maga, santa, strega – facendo riferimento agli studi di storiche e antropologhe come Erika Maderna, Dinora Corsi, Marija Gimbutas, Riane Eisler.

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