Musica creativa dell’Orchestra Senza Confini

Giovedì 3 agosto alle 21 alla Galleria Pizzinato arriva la musica creativa dell’Orchestra Senza Confini grazie ad associazione culturale Odeia con il progetto musicale Jazz Koiné – Timeframes, percorso sulla musica libera e sulla composizione istantanea coordinato e guidato da Massimo De Mattia, flautista e performer. Un percorso iniziato a nell’ottobre del 2015 con degli incontri aperti a tutti, nello spirito di condivisione della musica nei suoi aspetti ludici e sociali, perché il jazz è da sempre una musica che cerca di allargare e superare i propri confini, per tracciare nuove strade attraverso l’improvvisazione.

Il concerto di giovedì 3 agosto sarà eseguito da 19 musicisti (Giorgio Pacorig, piano, synthMS20, Andrea Gulli, live electronics, Elisa Ulian, voce, Paolo Pascolo, flauto, Gabriele Cancelli, tromba, Clarissa Durizzotto, clarinetto, sax alto, Jure Borsi?, Gian Agresti, sax alto, Boštjan Simon- sax tenore, sax alto, Flavio Brumat, Cene Resnik, sax tenore, Peter Kastrin, Roberto Fabrizio, chitarra elettrica, Marko Lasi?, Urban Kušar, Žiga Ipavec, batteria, percussioni, Matjaž Bajc, Costanzo Tortorelli, Carlo Franceschinis, contrabbasso) e due conduttori (Giovanni Maier e Zlatko Kau?i?). Un progetto inedito concepito con afflato internazionale.

Un’orchestra speciale perché riunisce in un’unica formazione musicisti italiani e sloveni di diverse generazioni, e per la sua direzione: l’Orchestra Senza Confini Orkester Brez Meja, infatti, sperimenta fin dalla sua fondazione la “doppia conduzione”: due direttori che simultaneamente dirigono l’orchestra, lo sloveno Zlatko Kau?i? e l’italiano Giovanni Maier. Nata nel 2011 l’orchestra ha avuto occasioni d’incontro didattico e artistico con musicisti di rilievo mondiale, come Evan Parker, Saadet Turkoz, Ab Baars, Phil Minton e Johannes Bauer. La Dob Orchestra, collettivo di ricerca sulla musica improvvisata nato nell’ambito dei laboratori creativi di Dobialab nel 2007, ha all’attivo la pubblicazione del cd “Tageskarte” (Palomar Records, 2008) e apparizioni a festival e meeting sulla musica di ricerca in Italia e all’estero, come Brda Contemporary Music Festival (SLO), Stazione di Topolò/Postaja Topolove, Tarcento Jazz, DobiArtEventi ed altri, dove si è esibita anche con artisti del calibro di Tristan Honsinger e Giancarlo Schiaffini. Il collettivo sperimenta forme di composizione istantanea e di ridistribuzione della responsabilità compositiva e di conduzione. A Nova Gorica invece, Zlatko Kau?i? ha dato vita con alcuni studenti, nell’ambito della sua attività didattica, a un’orchestra chiamata Kombo. Kombo, tra il 2005 ed il 2012, ha pubblicato tre cd, si è esibita a festival quali Jazz Koinè (Pordenone), Musica sulle Bocche (Santa Teresa di Gallura), Udine Jazz, Ljubljana Jazz Festival e ha collaborato con Herb Robertson, Javier Girotto, Massimo de Mattia e Bruno Cesselli.

Nel 2011, in occasione della prima edizione del festival di musica improvvisata di Šmartno in Slovenia, Giovanni Maier e Zlatko Kau?i? hanno pensato di unire le forze in una sola orchestra, chiamata appunto “senza confini”. Dal 2014 Maier e Kau?i? sperimentano con l’orchestra una nuova, originalissima forma di doppia conduzione simultanea, che dà vita a un caleidoscopio di suoni ed espressioni sempre cangianti, ma capaci di conservare coerenza e fruibilità, facilitate dalla gestualità dei due direttori, che si scambiano le “sezioni” più volte in corso d’opera. Da questa speciale collaborazione è nata un’esperienza che va oltre la stessa orchestra, perché ha permesso a musicisti diversi d’incontrarsi, conoscersi, fare amicizia, scambiarsi idee, suonare assieme anche in altri contesti. Si sono subito manifestate molteplici possibilità timbriche, tematiche, strutturali. “Per chi conduce – spiega Giovanni Maier – si tratta di una grossa sfida, che necessita di molta concentrazione: bisogna interagire non solo con i musicisti, ma anche con quello che sta facendo l’altro conduttore. Gli stimoli e le possibilità si moltiplicano e il tempo passa velocissimo. E’ quasi come se fosse un concerto in duo dei due “direttori”, in cui ciascuno di essi ha a disposizione uno “strumento” molto potente e complesso. Quindi il tutto è difficile da controllare e bisogna fare attenzione a mille dettagli. In formazioni così ampie è importante tenere a mente i concetti di “figura” e di “sfondo”, derivati dall’arte pittorica: sapere sempre chi sta impersonando la figura principale del quadro e chi si occupa invece dello sfondo è fondamentale per una coerenza musicale globale. D’altronde l’orchestra è anche un esperimento sociale: riuscire a far sì che ciascuno nel collettivo sia felice e realizzato, senza però che nessuno nuoccia alla serenità degli altri”.

Clelia Delponte
comunicazione Estate in Città
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