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	<title>BeppeBlog &#187; Curiosità</title>
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	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
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		<title>Decortica Amorin: una carezza per l’ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 17:21:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo di decortica per Amorim. Maggio, giugno e luglio sono i mesi in cui si spogliano le querce da sughero della loro corteccia. Avviata anche in Portogallo la stagione della decortica delle querce da sughero per produrre i tappi Amorim. Un processo estremamente rispettoso dell’ambiente e della pianta che può essere paragonato alla tosatura di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2009/05/alberi-di-sughero.jpg' title='Alberi da sughero'><img src='http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2009/05/alberi-di-sughero.jpg' alt='Alberi da sughero' /></a></p>
<p>Tempo di decortica per Amorim. Maggio, giugno e luglio sono i mesi in cui si spogliano le querce da sughero della loro corteccia. Avviata anche in Portogallo la stagione della decortica delle querce da sughero per produrre i tappi Amorim. Un processo estremamente rispettoso dell’ambiente e della pianta che può essere paragonato alla tosatura di una pecora. Un sottile equilibrio tra uomo e natura che richiede una approfondita conoscenza e amore per la quercia da sughero.<span id="more-21029"></span> </p>
<p>Un mercato da 300 mila tonnellate annue, per un volume di affari totale che significa 250 milioni di euro, dei quali 150 solo dal Portogallo. Il Portogallo produce il 52% del sughero mondiale, con oltre 150 mila tonnellate, il che rende questo Paese leader nella produzione. L’Italia è al terzo posto tra i produttori mondiali, con il 5,5%.</p>
<p>Sapere come vengono prodotti i tappi in sughero – afferma Carlos Santos, AD Amorim Cork Italia, azienda leader in Italia &#8211; è un’opportunità in più per apprezzare e scegliere queste chiusure rispetto alle alternative in plastica, alluminio o vetro. Il tappo in sughero non solo è la miglior chiusura per conservare le caratteristiche organolettiche del vino, ma è anche quella più ecologica poiché rispetta la natura e i suoi processi ed è interamente riciclabile.</p>
<p>E’ in soli tre mesi all’anno che si concentra questa attività esclusivamente manuale realizzata da tecnici esperti. Gli stagionali impiegati nel processo sono oltre 3000. La decortica – continua Santos &#8211; è il lavoro agricolo più ben pagato al mondo, poiché sono solo in pochi a possedere le competenze e la manualità necessarie. Si tratta di persone che vivono nelle zone della foresta per le quali questo processo diventa preziosa opportunità di lavoro e sostentamento. La decortica è quindi anche un importante contributo contro la desertificazione sociale, problema che nell’area mediterranea va ad aggiungersi a quello della desertificazione ambientale delle foreste del nord Africa e del sud Europa. </p>
<p>Le foreste da sughero del Mediterraneo, sviluppate in un’area di 2,2 milioni di ettari, sono inoltre in grado di assorbire più di 14 milioni di tonnellate di C02 ogni anno. La quercia da sughero è l’unica pianta in grado di sopravvivere in un suolo povero e con poca acqua. Dalla semina alla prima decortica trascorrono 25 anni. Il primo sughero è quindi “sughero vergine” e può essere utilizzato solo per la realizzazione di articoli decorativi e prodotti granulati. Dovranno trascorrere altri 9 anni prima della seconda decortica e ancora altri 9 prima che dalla corteccia si possano realizzare tappi in sughero: 43 anni minimo in tutto. E’ solo allora che il sughero raggiunge una stabilità strutturale tale da garantire le proprietà necessarie all’imbottigliamento. Con un ritmo di una decortica ogni 9 anni minimo la stessa pianta può subire questo processo per oltre 200 anni. </p>
<p>Dopo questo processo il sughero viene immediatamente spostato nei due stabilimenti di produzione Amorim e lasciato a stagionare nei suoi piazzali di cemento drenato per almeno 6 mesi (ogni stabilimento dispone di 150.000 mq di superficie). In passato -racconta &#8211; il sughero veniva lasciato a stagionare direttamente nella foresta, ma gli studi Amorim hanno evidenziato come questa tradizione fosse dannosa per la qualità sensoriale del sughero che rischiava di essere contaminato da funghi e batteri>. Solo una volta trascorso un periodo minimo di 6 mesi di stagionatura sarà finalmente possibile procedere alla lavorazione e alla realizzazione dei tappi. </p>
<p>I tappi in sughero sono riciclabili al 100% ed è stata proprio Amorim nel 2008 ad inaugurare in Portogallo la prima Azienda del mondo per il riciclo dei tappi in sughero, consentendo di ottenere dal prodotto rilavorato materiale per altri utilizzi come l’isolamento, la coibentazione, l’abbigliamento ecc. Il Gruppo Amorim, colosso portoghese leader mondiale nel mercato del sughero, ha posto sempre al centro delle sue attenzioni il tema dell’ecosostenibilità. </p>
<p>Ha ricevuto quest’anno a Londra anche un prestigioso riconoscimento internazionale per i suoi sforzi a favore della riduzione dell’impatto ambientale: un “The Drinks Business Green Award 2010”, premio assegnato dalla più importante pubblicazione di settore inglese “The Drinks Business” che già lo scorso anno aveva inserito Amorim, unica al mondo fra le aziende produttrici di chiusure per vino, nella classifica mondiale delle 50 realtà aziendali “verdi”, ossia con un minore impatto sull’ambiente. Amorim Cork Italia è impegnata dal dicembre 2009 in un progetto pilota nell’area di Valdobbiadene, “Tappoachi?”, per la raccolta e il riciclo dei tappi in sughero. </p>
<p>Amorim Cork Italia S.p.A. Unipersonale Via Camillo Bianchi, 8 Z.I. Scomigo &#8211; 31015 Conegliano (TV)<br />
Tel. 0438/394971 &#8211; Fax 0438/699970 e-mail: mail.acit@amorim.com http://www.amorim.com<br />
Francesca Bellemo: Ufficio Stampa: Carry On – tel. 0438 24007; info@carryon.it</p>
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		<title>Eat’s curerà lo stand gastronomico di “Blues in Villa” Blues &amp; Jazz Festival.</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 14:08:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà curato da Eat’s lo stand gastronomico della manifestazione “Blues in Villa”Blues &#038; Jazz Festival che si terrà nel Parco di Villa Varda a Brugnera (PN) il 2-3-4-14-15 luglio 2010. Il Festival giunto alla 12° edizione ha scelto di abbinare alle straordinarie note di grandi artisti internazionali le prelibatezze alimentari di Eat’s, l’innovativo foodstore di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/robert-johnson.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/robert-johnson.jpg" alt="" title="Robert Johnson the Blues" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-21500" /></a></p>
<p>Sarà curato da Eat’s lo stand gastronomico della manifestazione “Blues in Villa”Blues &#038; Jazz Festival che si terrà nel Parco di Villa Varda a Brugnera (PN) il 2-3-4-14-15 luglio 2010. Il Festival  giunto alla 12° edizione ha scelto di abbinare alle straordinarie note di grandi artisti internazionali le prelibatezze alimentari di Eat’s, l’innovativo foodstore di Conegliano che offre anche servizio di banqueting a numerose manifestazioni del territorio. <span id="more-21453"></span></p>
<p>Primi piatti espressi, ma anche tagliata e hamburger alla piastra, nel menu proposto da Eat’s un’ampia possibilità di scelta sempre di alta qualità per soddisfare i palati più diversi. Quella della manifestazione Blues in Villa è solo uno dei tanti appuntamenti in cui Eat’s si presenta al pubblico con sempre nuove ricette e soluzioni.</p>
<p>“Blues in Villa” parte venerdi 2 luglio con Leroy Emmanuel’s e l’apertura di Alberto Milani Trio, sabato 3 luglio Marco Pandolfi &#038; The Jacknives aprono il concerto di Deitra Farr, domenica 4 luglio si esibirà illeggendario batterista panamense/newyorchese Billy Cobham, mentre mercoledi 14 luglio è atteso il versatile chitarrista texano Jimmie Vaughan e The Til-a-Whirl Band featuring Lou Ann Barton mentre la chiusura è affidata a Tolo Marton con l’apertura di Max Prandi “Cha-tu King”.</p>
<p>I concerti iniziano alle 21.15, mentre lo stand Eno-gastronomico di Eat’s sarà aperto dalle ore 20. Blues in Villa fa parte di FVG FESTIVAL e viene promosso nel circuito dei grandi eventi della Regione Friuli Venezia Giulia con MUSIC &#038; LIVE. Info: http://www.fvgfestival.com tel. 348.3548113.</p>
<p>EAT’S STORE</p>
<p>Futuristico store di Conegliano unico nel suo genere, Eat’s, aperto da poco più di un anno nel nuovo Quartiere Setteborghi a pochi passi dal centro e già diventato un luogo cult della città.</p>
<p>Aperto ogni giorno (escluso la domenica pomeriggio) fino alle 21, comprende, oltre ai reparti con i principali marchi della grande distribuzione, le eccellenze alimentari, il mercato del fresco, del pesce, della carne, dell’ortofrutta di stagione e non solo, il banco dei lievitati (dal pane ai dolci), un’area pensata appositamente per chi soffre d’intolleranze, un’eco-area con prodotti sfusi, un bar con piccola pasticceria fresca, una cantina con oltre 600 etichette d’Italia e del mondo ed un centinaio di birre artigianali, un ristorante-bistrò con la cucina a vista, dove è possibile persino farsi cucinare alcuni prodotti appena acquistati al piano inferiore,il bistrò è aperto fino alle 24.</p>
<p>Eat’s Store è aperto dal lunedi al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica fino alle 13 (bar panetteria e gastronomia). Il Bistrò lunedi-sabato dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 24. Tel. Store: 0438.61996, Tel. Bistrò: 0438.60545, e-mail: info@eatstore.it</p>
<p>Francesca Bellemo Ufficio Stampa: Carry On &#8211; Tel. 0438.24007 – info@carryon.it</p>
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		<title>Le Grandi Mostre scaccia-crisi che fanno boom di pubblico e denaro!</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 10:00:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[582.577 visitatori nei conteggi finali e ufficiali. Che, facendo quattro conti da “casalinga di Voghera”, con un biglietto a 10 euro fanno già quasi sei milioni di euro. Aggiungendo proventi da vendita cataloghi, gadget, caffetteria e altro, si arriva certamente intorno ai 10 milioni. Considerando costi stimati sui 2 milioni, investimento quintuplicato! E senza contare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/Dettaglio-dellAmorino-dormiente-by-CARAVAGGIO.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/Dettaglio-dellAmorino-dormiente-by-CARAVAGGIO.jpg" alt="" title="Dettaglio dell&#039;Amorino dormiente by CARAVAGGIO" width="326" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-20909" /></a></p>
<p>582.577 visitatori nei conteggi finali e ufficiali. Che, facendo quattro conti da “casalinga di Voghera”, con un biglietto a 10 euro fanno già quasi sei milioni di euro. Aggiungendo proventi da vendita cataloghi, gadget, caffetteria e altro, si arriva certamente intorno ai 10 milioni. Considerando costi stimati sui 2 milioni, investimento quintuplicato! E senza contare l&#8217;enorme indotto per la città, e per tutto il paese. In altre parole il Caravaggio ha vinto anche sul piano delle logiche economiche: ha ampiamente ripagato le spese e rimpolpato pinguamente le casse nazionali.<span id="more-20905"></span></p>
<p>In silenzio, il pubblico (la sera i ragazzi e all&#8217;alba gli anziani) ha ribadito che quando la Cultura chiama, Roma risponde, Sempre. E lo ha dimostrato nel passato (che dire dei bagni di folla delle prime edizioni di Massenzio o all&#8217;Auditorium) e el presente. Per Caravaggio (ma lo stesso calcolo è stato fatto anche per MAXXI, Macro e Fiera dell&#8217;arte Road To contemporary Art ), almeno la metà dei visitatori è arrivata da fuori Roma: se il passaggio di un turista vale circa 187 euro, a beneficiarne non sono stati soltanto i botteghini dei musei.</p>
<p>È la concomitante chiusura di alcune grandi mostre d&#8217;arte italiane a sollecitare queste considerazioni, già più volte abbozzate: se gestiti con professionalità ed efficienza, i grandi eventi possono affiancare alla indiscussa &#8211; e prioritaria &#8211; valenza culturale, concreti riscontri economici. Come la mega-mostra di Caravaggio alle Scuderie del Quirinale, che ha quindi sfiorato i 600mila visitatori, andando a piazzarsi al terzo posto nella graduatoria italiana di tutti i tempi, dopo i Faraoni a Palazzo Grassi nel 2003 (619.478) e Van Gogh, sempre nel 2003, alla casa dei carraresi a Treviso (602.415).</p>
<p>Meglio fece Mantegna nel 2006-2007 con quasi un milione di persone (962.341) divise però in tre sedi espositive, ed anche alcune mostre allestite al Colosseo &#8211; il top nel 2003 per Nike-Il gioco e la vittoria, che ebbe 1 milione e mezzo di visitatori -, dove però bisogna tenere conto del biglietto unico che permette nel contempo di visitare il monumento più famoso del mondo, il Palatino e i Fori.</p>
<p>Grandi numeri anche per la doppia mostra di Edward Hopper, che nelle due sedi di Milano e Roma ha totalizzato un ragguardevole complessivo di 408.469 presenze, record per una mostra di arte del Novecento, con un significativo 25% dei visitatori provenienti dall&#8217;estero. E, fatte le dovute proporzioni, diventa notevolissimo anche il dato di 100mila visitatori raggiunto durante il fine settimana scorso da una mostra di nicchia come quella dedicata a Cima da Conegliano nella sua città natale.</p>
<p>Notizia segnalata dal sito http://www.exibart.com</p>
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		<title>&#8220;Eat’s Store&#8221; un nuovo modo di fare la spesa a Conegliano (TV).</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 22:41:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Non chiamatelo supermercato. Eat’s Store supera il tradizionale concetto di “fare la spesa”. E’ coinvolgimento e appagamento dei sensi, recupero del rapporto familiare con il negoziante di fiducia, occasione di incontro e socializzazione, approfondimento della conoscenza dei prodotti, ampia possibilità di scelta, risparmio e qualità. Situato nel quartiere Setteborghi di Conegliano (TV), a pochi passi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/Estratto-liebig-figurine.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/06/Estratto-liebig-figurine.jpg" alt="" title="Estratto liebig figurine" width="430" height="290" class="aligncenter size-full wp-image-20895" /></a></p>
<p>Non chiamatelo supermercato. Eat’s Store supera il tradizionale concetto di “fare la spesa”. E’ coinvolgimento e appagamento dei sensi, recupero del rapporto familiare con il negoziante di fiducia, occasione di incontro e socializzazione, approfondimento della conoscenza dei prodotti, ampia possibilità di scelta, risparmio e qualità. <span id="more-20296"></span></p>
<p>Situato nel quartiere Setteborghi di Conegliano (TV), a pochi passi dal centro, questo “prototipo zero” di foodstore è unico nel suo genere in Italia, ed è solo il primo di una serie di Store che saranno distribuiti sul territorio nazionale.</p>
<p>Aperto ogni giorno (escluso la domenica pomeriggio) fino alle 21, comprende, oltre ai reparti con i principali marchi della grande distribuzione, le eccellenze alimentari, il mercato del fresco, del pesce, della carne, dell’ortofrutta di stagione e non solo, il banco dei lievitati (dal pane ai dolci), un’area pensata appositamente per chi soffre d’intolleranze, un’eco-area con prodotti sfusi, un bar con piccola pasticceria fresca, una cantina con oltre 600 etichette d’Italia e del mondo ed un centinaio di birre artigianali, un ristorante-bistrò con la cucina a vista, dove è possibile persino farsi cucinare la spesa appena acquistata al piano inferiore, il bistrò è aperto fino alle 24.</p>
<p>Un anno di Eat’s<br />
Nato dall’idea dell’imprenditore coneglianese Sergio Menegazzo, del gruppo Canzian Menegazzo, Eat’s festeggia in Aprile un anno dalla sua apertura. 12 mesi di soddisfazioni e crescita durante il quale sono stati raggiunti tutti gli obiettivi con un anno di anticipo. </p>
<p>Una crescita al di sopra delle aspettative iniziali, un arricchimento per il territorio di Conegliano e anche un’opportunità di lavoro per molti professionisti del food. Da Eat’s store lavorano circa 60 persone e più 25 al ristorante bistrot. Si tratta di personale qualificato, che ha una formazione specifica nel settore di impiego e che frequenta continui corsi di aggiornamento. L’età media è intorno ai 30-35 anni e finora si è registrato un bassissimo turnover, elemento che contribuisce a rafforzare il clima di familiarità e di rapporto di fiducia con i clienti.</p>
<p>&#8220;E’ stata una sfida – spiega Sergio Menegazzo e all’inizio in pochi ci credevano. Volevamo creare uno store unico, all’avanguardia, che proponesse ai clienti un diverso approccio con la spesa, con il gusto, avvicinandoli a prodotti e produttori di eccellenze, ricercati, ma senza mai privarli della libertà di scelta dell’ampia gamma standard. In molti inizialmente erano diffidenti all’idea di vendere i loro prodotti da “boutique alimentare” vicino alle marche della grande distribuzione. Invece la formula di affiancare ai tradizionali reparti un’apposita area dedicata a prodotti di altissima qualità è stata un grande successo e ora i produttori fanno la fila per esporre da Eat’s. Ora siamo noi a selezionare uno per uno i singoli formaggi, le conserve, la pasta fatta a mano, i vini, il cioccolato, le spezie&#8221;. </p>
<p>La familiarità di un mercato dall’architettura moderna<br />
Fin dall’ingresso principale Eat’s dà al cliente l’impressione di essere sì un luogo familiare ma allo stesso tempo di fare un salto nel futuro. L’architettura moderna e irregolare degli spazi interni mette in risalto la presenza insolita dei lampadari in vetro di Murano di Venini, l’ampio spazio centrale che ospita le isole della frutta e verdura, della carne, dei salumi e dei formaggi, ricorda la piazza di un mercato di paese dove il cliente viene salutato per nome dal personale di servizio, altamente formato e preparato per dare ogni sorta di consiglio su ciò che serve. </p>
<p>I reparti della grande distribuzione offrono un’ampia scelta di prodotti delle più note marche a prezzi molto concorrenziali e comprendono anche un’intera corsia a basso impatto ambientali nella quale è possibile acquistare sfusi pasta, cereali, riso e dolciumi, ma anche cibo per cani e detersivi.</p>
<p>Le isole del fresco: frutta, verdura, formaggi, carni, salumi, pesce, pane e gastronomia<br />
Frutta e verdura vengono acquistate principalmente al mercato ortofrutticolo di Treviso. La responsabile del reparto ogni mattina alle 3 si reca di persona per la selezione dei prodotti che per l’80% provengono dallo spazio noto come “pensilina” dove i coltivatori fanno vendita diretta del frutto del loro lavoro. I formaggi sono per la stragrande maggioranza italiani, delle varie regioni italiane ma in particolare del Triveneto. Non mancano però i formaggi francesi, inglesi, olandesi e svizzeri. Al banco si può essere consigliati dal personale in servizio anche sui possibili abbinamenti con le confetture o mostarde.</p>
<p>Nell’isola della macelleria ampia scelta di prodotti freschi e di alta qualità. Le carni sono selezionate principalmente da allevamenti nostrani, ma non mancano anche le eccellenti produzioni estere, tutte rigorosamente certificate e garantite. Salumi e insaccati sono tagliati freschi ed è questo il motivo per cui a volte è necessario attendere un po’, ma nessuno finora si è mai lamentato poichè l’alta qualità dei prodotti val bene l’attesa. Velocissimo invece il passaggio alle casse. I dipendenti la chiamano informalmente “la regola di Sergio”: con tre persone in coda si apre un’altra cassa.</p>
<p>La pescheria, rifornita ogni giorno del migliore pesce fresco dispone di un acquario per conservare i crostacei vivi e mette a disposizione dei clienti un cuoco interno per dare consigli sulla cottura e la preparazione del pesce. Molto seguite sono anche le sue lezioni, capaci di radunare oltre 60 cuoche provette a settimana. Molto ricco è il reparto gastronomia, con cucina a vista, che offre più di 20 piatti pronti da asporto ogni giorno, così come il banco del pane che offre un’ampia varietà di formati e di ingredienti tra cui il pane prodotto con lievito madre. Al banco troverete una selezione di prodotti di pasticceria mignon, serviti anche dal bar interno.</p>
<p>Le eccellenze alimentari e la cantina<br />
E infine la punta di diamante dello store, l’area più prestigiosa e ciò che rende Eat’s unico: l’area dedicata alle eccellenze alimentari all’interno della quale vi si può trovare ogni sorta di prelibatezza gastronomica, prodotti selezionati uno a uno da un parterre di 140 produttori di altissimo livello. Gli olii e gli aceti balsamici più preziosi, le spezie più impensabili, le conserve, la pasta fatta a mano, il caffè più ricercato, il cioccolato più sopraffino.</p>
<p>Armonizzata con l’area delle eccellenze c’è poi la cantina dei vini, leggermente isolata rispetto al resto dei reparti, più raccolta, un ambiente intimo, dalla luce soffusa, il legno nelle pareti. Ospita più di 600 etichette di prestigio, che vanno a sommarsi a quelle più di consumo presenti in corsia. Vini provenienti da tutto il mondo, dal Giappone al Libano, dall’Africa all’isola di Santorini al Sudamerica. E ovviamente da tutte le regioni italiane.La presenza di un centinaio di etichette di birre artigianali da tutto il mondo completa la ricca gamma.</p>
<p>Il ristorante-bistrot e il servizio banqueting<br />
Altro punto di forza di Eat’s Store è la presenza al piano superiore di un ristorante-bistrot con vista sui reparti. Piatti veloci come club sandwich, toast farciti o taglieri di salumi, ma anche un menu ricercato legato ai prodotti di stagione e pizza con forno a legna: il tutto preparato davanti agli occhi degli ospiti nella cucina a vista. E’ anche possibile scegliere personalmente gli ingredienti del proprio pasto, acquistando i prodotti al piano inferiore e consegnandoli ai cuochi del ristorante. Dotato di un’entrata separata ma anche di un ingresso interno allo Store il bistrot è aperto tutti i giorni all’ora di pranzo e la sera fino alle ore 24 (esclusa la domenica). Ma la ristorazione prosegue anche fuori da Eat’s con il servizio “banqueting” per matrimoni, feste private, eventi e manifestazioni pubbliche. </p>
<p>Ci vediamo da Eat’s?<br />
Eat’s Store in questo primo anno di vita ha riscosso un immediato consenso da parte dei clienti diventando velocemente un vero e proprio luogo di ritrovo, di socializzazione. In molti si danno appuntamento per l’aperitivo al bar di Eat’s, organizzano la cena al bistrot oppure semplicemente si attardano a chiacchierare con il personale in servizio come con i conoscenti tra i reparti. Passare il tempo da Eat’s è piacevole, mette a proprio agio. Per incentivare maggiormente questo clima Eat’s organizza anche degli eventi all’interno dello store: si tratta di laboratori di approfondimento tematici con degli esperti oppure di incontri con i produttori (lo scorso 16 aprile è stato invitato Giovanni Rana) che avvengono nell’apposito “salotto” ricavato in modo originale tra le casse e il mercato del fresco. Ogni sabato ne viene invitato qualcuno per raccontarsi e fare assaggiare i propri prodotti ai clienti. </p>
<p>&#8220;L’intento –spiega Sergio Menegazzo – è quello di avvicinare i produttori, e soprattutto quelli dell’artigianalità alimentare, ai clienti, perchè possano così dialogare, fare domande, confrontarsi, scambiarsi opinioni e impressioni. Il cliente di oggi è sempre più consapevole e apprezza quando ha la possibilità di capire da vicino cosa sta mangiando. E’ sempre meno consumatore e sempre più protagonista delle sue scelte&#8221;. </p>
<p>E’ questa la filosofia di fondo che sta alla base del successo di Eat’s. La straordinaria risposta del pubblico lascia intendere che alla gente piace sempre più fare la spesa in modo consapevole, scegliere i prodotti in base alla provenienza, leggendo le etichette, lasciandosi consigliare i prodotti di alta qualità da personale di fiducia ma senza mai rinunciare alla libertà di scelta anche all’interno di una gamma convenzionale.</p>
<p>Eat’s è stato il primo a intuire e a realizzare tutto questo, costruendo così un modello di quello che saranno i foodstore del futuro. Eat’s Store è aperto dal lunedi al sabato dalle 8 alle 21 e la domenica fino alle 13 (bar panetteria e gastronomia). Il Bistrò lunedi-sabato dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 24. Tel. Store: 0438.61996, Tel. Bistrò: 0438.60545, e-mail: info@eatstore.it </p>
<p>Francesca Bellemo Ufficio Stampa: Carry On &#8211; Tel. 0438.24007 – info@carryon.it</p>
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		<title>Acquisto di spicco, firmato da Pietro de Marascalchi, per la Fondazione Cariverona!</title>
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		<pubDate>Sun, 23 May 2010 22:53:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[La Fondazione Cariverona, da sempre sensibile sostenitrice di importanti iniziative culturali sul nostro territorio, ha recentemente acquistato l’opera del pittore feltrino Pietro de Marascalchi (Feltre ? 1522 – 1589), &#8220;Nascita della Vergine&#8221;, ed intende concederla in comodato gratuito per dieci anni al Museo civico di Feltre. Lo comunicano il Sindaco, senatore Gianvittore Vaccari e l’Assessore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href='http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2008/07/magica-feltre1.jpg' title='Feltre Piazza Maggiore by Beppe'><img src='http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2008/07/magica-feltre1.jpg' alt='Feltre Piazza Maggiore by Beppe' /></a></p>
<p>La Fondazione Cariverona, da sempre sensibile sostenitrice di importanti iniziative culturali sul nostro territorio, ha recentemente acquistato l’opera del pittore feltrino Pietro de Marascalchi (Feltre ? 1522 – 1589), &#8220;Nascita della Vergine&#8221;, ed intende concederla in comodato gratuito per dieci anni al Museo civico di Feltre. Lo comunicano il Sindaco, senatore Gianvittore Vaccari e l’Assessore alle Politiche della Cultura, arch. Ennio Trento, esprimendo la loro soddisfazione per l’operazione, sostenuta in particolare dal fattivo intervento del consigliere provinciale della Fondazione Cariverona Prof. Paolo Conte, che arricchirà ulteriormente i Musei civici cittadini. <span id="more-19542"></span></p>
<p>L’olio su tela, misura cm. 70,5 x 97,5, è dotato di un’antica cornice in legno intagliato e dorato e rappresenta l’episodio delle vita di Maria. In un interno in penombra sei donne, S. Anna, familiari e fantesche, sono indaffarate nelle prime cure della neonata subito dopo il parto, scaldando, recando panni puliti e confortando la puerpera. In primo piano compaiono brocche e catini e un putto che sembra giocare con un mastello. Probabile frammento di un complesso maggiore, l&#8217;opera viene datata dalla critica alla seconda metà degli anni &#8217;50 del XVI secolo. </p>
<p>Esso documenta una fase tuttora poco nota dell&#8217;attività di Pietro de Marascalchi e, accanto alle quattro opere già presenti in Museo, viene a costituire una piccola antologia del più grande artista del ‘500 feltrino. Il dipinto sarà ufficialmente consegnato al Museo civico di Feltre il 7 giugno prossimo, alle ore 12.00 nel corso di una breve cerimonia cui interverranno il Presidente della Fondazione, ing. Paolo Biasi, il Sindaco di Feltre, senatore Gianvittore Vaccari, l’assessore alle Politiche della Cultura, arch. Ennio Trento, e i rappresentanti provinciali della Fondazione Cariverona. </p>
<p>Per info: ufficio.stampa@comune.feltre.bl.it</p>
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		<title>All&#8217;Oasi Cervara di Santa Cristina di Quinto, sono nati tre pulcini di cicogna!</title>
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		<pubDate>Tue, 11 May 2010 12:39:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Fiocchi rosa e azzurri all’Oasi Cervara di Santa Cristina di Quinto (TV), nel giorno della Festa della mamma: tre pulcini di cicogna si sono mostrati ieri in uno dei due grandi nidi della voliera. Il lieto evento racconta una storia tenerissima che conferma ancora una volta l’incredibile capacità di adattamento di questi splendidi uccelli migratori. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/05/Oasi-Crvara-coppia-con-pulcini-10-maggio-2010.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/05/Oasi-Crvara-coppia-con-pulcini-10-maggio-2010.jpg" alt="" title="Oasi Cervara coppia con pulcini 10 maggio 2010" width="303" height="379" class="aligncenter size-full wp-image-19084" /></a></p>
<p>Fiocchi rosa e azzurri all’Oasi Cervara di Santa Cristina di Quinto (TV), nel giorno della Festa della mamma: tre pulcini di cicogna si sono mostrati ieri in uno dei due grandi nidi della voliera. Il lieto evento racconta una storia tenerissima che conferma ancora una volta l’incredibile capacità di adattamento di questi splendidi uccelli migratori. <span id="more-19083"></span></p>
<p>Nell’aprile 2009,  con l’avvio del progetto “Un nido per la Cicogna”, due maschi e due femmine hanno cominciato lentamente a prendere confidenza con lo spazio loro dedicato e con la presenza dei visitatori che ogni sabato e domenica visitano i sentieri dell’Oasi e soprattutto hanno cominciato a scegliersi fra loro formando, già nell’estate scorsa, due coppie stabili.</p>
<p>All’inizio del mese di febbraio entrambe le coppie hanno cominciato a predisporre il nido, portando sulle piattaforme circolari, predisposte allo scopo ramoscelli, paglia  e ciuffi d’erba, avvicendandosi in questo minuzioso lavoro di preparazione all’accoglienza. Nel giorno di pasquetta è stata registrata la deposizione del primo uovo e nell’arco di circa una settimana la prima coppia di cicogne, oggi mamma e papà, ha deposto cinque uova. Dopo una paziente cova di circa un mese, la femmina oggi si è alzata in piedi nel nido lasciando intravedere sotto di essa tre vivaci pulcini color grigio cenere.</p>
<p>Grande la soddisfazione dello staff dell’Oasi. Per Erminio Ramponi, il direttore, “Si tratta ora di seguire con attenzione il comportamento dei neo-genitori per assicurarsi che l’istinto faccia il suo lavoro e i pulcini vengano adeguatamente alimentati e protetti dai due adulti. Il nostro lavoro adesso consiste nel garantire le migliori condizioni di alimentazione e tranquillità affinché la covata continui serenamente e il più naturalmente possibile il suo sviluppo. E poi, a inizio giugno attendiamo la schiusa delle uova del secondo nido.”</p>
<p>LA BIOLOGIA<br />
La Cicogna bianca appartiene alla famiglia Ciconiidae, comprendente grandi uccelli trampolieri che frequentano paludi, prati e zone boscose; è facilmente riconoscibile per le notevoli dimensioni, infatti può raggiungere i 100 cm di altezza con un’apertura alare di 200 cm per 4 kg di peso. Si tratta di un uccello del tutto particolare, che da tempi lontanissimi ha legato la sua esistenza alla nostra, pur mantenendo la sua natura selvatica. I progetti finalizzati alla sua salvaguardia sono gli stessi che consentono la protezione e la ricostruzione delle zone umide. E’ un animale che. Per le sue esigenze ecologiche, rappresenta una specie di bandiera in grado di stimolare l’uomo a porsi delle domande sulla gestione dell’ambiente che lo circonda.</p>
<p>Il prossimo appuntamento per tutti è domenica 16 maggio alle ore 11.00 con la “Tra Perle e Polle” una caccia al tesoro-natura raccontata da attori/narratori ma gestita, secondo le regole del gioco, dai bambini e dai loro genitori.</p>
<p>Ufficio stampa Antonella Della Giustina tel 335 1248514</p>
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		<title>Voglia di biologico a Feltre. L’8 maggio inaugura “Punto bio”</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 06:21:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Apre il più grande negozio di prodotti biologici della città e uno dei più importanti della provincia: a gestirlo un ex manager e una ex insegnante che hanno scelto di cambiare vita, per amore del bio e dello stile green. E’ una scelta che ha il sapore della svolta quella compiuta da Francesco Iovine e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/05/Biologico.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/05/Biologico.jpg" alt="" title="Biologico" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-18716" /></a></p>
<p>Apre il più  grande negozio di prodotti biologici della città  e uno dei più importanti della provincia: a gestirlo un ex manager e una ex insegnante che hanno scelto di cambiare vita, per amore del bio e dello stile green. E’ una scelta che ha il sapore della svolta quella compiuta da Francesco Iovine e dalla moglie Fabiola Zaramella: da dirigenti di azienda in una grande città a titolari di un negozio bio in mezzo alla bellissima vallata bellunese. <span id="more-18557"></span></p>
<p>A quarant’anni hanno deciso di cambiare vita e dedicarsi alla loro autentica passione: il biologico. Sabato 8 maggio realizzeranno il loro sogno con l’inaugurazione del negozio “Punto bio” a Feltre (presso il complesso “Le Torri”, in via Montelungo n. 12/G,  ex Via Vignigole), dalle ore 10.00.  </p>
<p>“Punto bio”, appartenente alle rete nazionale Cuorebio (oltre 270 punti vendita in tutta Italia) avrà le caratteristiche di un luogo accogliente in cui non solo si fa la spesa, ma si fa esperienza di uno stile di vita sostenibile, che difende l’ambiente e la salute dell’uomo. Tutto sarà all’insegna delle pratiche ecologiche: dagli shopper biodegradabili o in cartafrutta (derivante dal riciclo del Tetrapak) ai materiali stampati solo in carta riciclata, dagli arredi trattati con vernici naturali alla proposta di prodotti sfusi per risparmiare sul prezzo finale e ridurre la produzione di rifiuti. Saranno infatti disponibili alla spina sia i detersivi ecologici (per stoviglie e bucato), sia cereali e legumi erogati da appositi dispenser.  </p>
<p>Saranno oltre 2000 i prodotti biologici in assortimento nei 130 metri quadrati del negozio, tra alimentari confezionati, latticini e surgelati e ortofrutta, tutti rigorosamente controllati e certificati dagli organismi autorizzati dal Ministero per le Politiche agricole. Non mancheranno cosmetici naturali, detergenti ecologici per la persona e la casa e prodotti del commercio equo e solidale, all’insegna di uno stile di vita eco-compatibile. Particolarmente ampia la scelta di prodotti per chi ha esigenze alimentari a causa di intolleranze od allergie (ad esempio al glutine, al lattosio, alle uova). “Per completare adeguatamente l’assortimento – spiega Iovine,– sono stati introdotti anche prodotti biologici locali, vere eccellenze produttive del nostro territorio”.  </p>
<p>Francesco Iovine originario di Mel, di ritorno nel bellunese dopo una vita spesa a girare il mondo ha da poco lasciato un impiego come direttore marketing di uno dei maggiori gruppi della grande distribuzione, mentre la moglie era insegnante di lingue straniere ed ex manager di una azienda di abbigliamento. “L’amore per questo territorio ci ha sempre portato a trascorrere alcuni periodi nella casa dei miei Nonni a Mel fino a quando abbiamo deciso di trasferirci definitivamente per fare della nostra passione per il biologico una scelta di vita. Da qui l’azienda agricola di piante aromatiche biologiche e l’apertura del negozio Punto Bio”. </p>
<p>L’adesione a Cuorebio (http://www.cuorebio.it), consentiràe ai clienti del negozio di via Montelungo, di avvantaggiarsi delle interessanti iniziative come le numerose promozioni mensili, per una spesa bio conveniente e il progetto “12 mesi di trasparenza”, che ogni mese valorizza un produttore biologico d’eccellenza. In occasione dell’inaugurazione sarà offerto un buffet di specialità biologiche e i più piccoli potranno divertirsi insieme ad un simpatico mago-clown.  </p>
<p>Punto Bio &#8211; Cuorebio inaugurazione: sabato 8 maggio, dalle ore 10 alle 19.30. Orari di apertura: dal lunedì al sabato, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30, chiuso il mercoledì pomeriggio c/o complesso Le Torri, via Montelungo 12/G (ex via Vignigole) , 32032 Feltre (BL). </p>
<p>I negozi Cuorebio: nati da un’idea di Ecor, i negozi Cuorebio sono oggi una rete di circa 250 punti vendita specializzati in prodotti biologici presenti in tutta Italia, con  più di 500 addetti per un fatturato complessivo di circa 100 milioni di euro. Cuorebio rappresenta un’evoluzione di B’io (www.cuorebio.it) ed è sinonimo di  affidabilità, qualità, sicurezza, efficienza, unite ad una autentica passione per il biologico.  </p>
<p>Alla base di tutto il mondo Cuorebio infatti c&#8217;è un impegno comune per la salute dell&#8217;uomo e la vita della terra, che mette in relazione tra loro produttori, distributori, negozi e consumatori. L&#8217;integrazione di tutti gli attori della filiera, la trasparenza, la qualità, l&#8217;attenzione per le pratiche di sostenibilità sociale e ambientale insieme alla professionalità dei negozianti sono valori fondanti che rendono i negozi Cuorebio non solo spazi per fare la spesa, ma luoghi dove sperimentare e apprendere uno stile di vita.  </p>
<p>Beatrice Doretto Koiné Comunicazione koine@koinecomunicazione.it skype: beatrice.doretto Paese (TV) via Roma 126 &#8211;  c.a.p. 31038 tel. 0422 460836 &#8211; fax 1782776173  </p>
<p>Thiene (VI) via M. Corner 1 &#8211; c.a.p. 36016 tel. 0445 1888703 &#8211; fax 0445 380624 </p>
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		<title>E’ NATO IL BIANCO DELL’ARNASA</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 20:36:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Il “battesimo” si è tenuto al Castello di Roncade domenica 30 maggio, per un “Cantine Aperte” indimenticabile tra arte, cultura e giochi. “Una festa coi fiocchi”, quella realizzata dalla famiglia Ciani Bassetti nel suo Castello di Roncade domenica 30 maggio. Apprezzata dalle oltre 1.500 persone che hanno scelto di vivere la giornata di “Cantine Aperte” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il “battesimo” si è tenuto al Castello di Roncade domenica 30 maggio, per un “Cantine Aperte” indimenticabile tra arte, cultura e giochi. “Una festa coi fiocchi”, quella realizzata dalla famiglia Ciani Bassetti nel suo Castello di Roncade domenica 30 maggio. Apprezzata dalle oltre 1.500 persone che hanno scelto di vivere la giornata di “Cantine Aperte” tra l’arte, la cultura e la natura di una delle più singolari testimonianze della cultura rurale veneta. Gustata in tutte le sue sfaccettature con i sapori degli artigiani del gusto locali e nazionali, con i preziosi vini del Castello e, per i più piccoli, con i giochi sull’erba proposti dal Trabiccolo dei Sogni. <span id="more-20036"></span></p>
<p>Ma “il fiocco più prezioso” è stato sicuramente quello che ha evidenziato la nascita de “Il Bianco dell’Arnasa”, Chardonnay Doc Piave 2009 “battezzato” dal gastrosofo televisivo Sergio Grasso davanti ad un nutrito e curioso pubblico di appassionati che ha così potuto degustare “en primeur” il nuovo nato della vasta gamma di vini del Castello di Roncade e brindare al progetto complessivo che riguarda i vini dell’Arnasa. Progetto che a settembre dello scorso anno si è concretizzato nella presentazione del “Rosso dell’Arnasa” (Merlot Doc Piave che sta già riscuotendo notevoli consensi) e che ora raddoppia con il “Bianco”: due vini che Grasso ha definito “femminili”, ossia raffinati e complessi, sicuramente affascinanti e che per queste loro caratteristiche così preziose sembrano dedicati soprattutto agli esigenti palati femminili. </p>
<p>I vini dell’Arnasa provengono dai vigneti che appartengono alla patrizia villa-castello fin dai tempi di Girolamo Giustinian, che costruì la sua “azienda agricola” a Roncade all’inizio del XVI secolo: sono terreni caratterizzati da medio impasto argilloso sotto il quale si trova un consistente conglomerato sabbioso argilloso marino con cemento calcareo (caranto): peculiarità che, assieme ad un microclima estremamente asciutto, contraddistingue le due aree enoiche particolarmente curate dall&#8217;odierna azienda agricola Castello di Roncade: la &#8220;Pantiera&#8221; e il &#8220;Teson&#8221; due antichissimi toponimi da sempre legati alle colture della vite, che Luigi Veronelli indicò come i cru più interessanti della Marca. </p>
<p>Cinque secoli di dedizione alla viticoltura sono dunque all’origine di questo nuovo vino che nel suo grande carattere intreccia la complessità della sua lunga storia con le tecnologie di produzione d’avanguardia, un carattere deciso che sfugge ad ogni convenzione e la moderna vitalità di un prodotto ideato per un approccio diretto ma tutt’altro che banale. </p>
<p>BIANCO DELL’ARNASA: SCHEDA TECNICA</p>
<p>AREA DI PRODUZIONE: Roncade, in quella frazione denominata &#8220;Pantiera&#8221; nei pressi del Castello da sempre legata alla coltura della vite e che Luigi Veronelli definì uno dei cru più interessanti della Marca trevigiana.</p>
<p>TERRENO: caratterizzato da medio impasto argilloso sotto il quale si trova il caranto, consistente conglomerato sabbioso argilloso marino con cemento calcareo.</p>
<p>COLORE: giallo paglierino scarico.</p>
<p>PROFUMO: si presenta con il corredo varietale caratteristico, alternando gli aromi floreali di acacia, ginestra e mimosa a sentori fruttati che evocano la mela, la pesca bianca e l’albicocca. Profumi attraversati da fragranza di crosta di pane, di fieno e di miele di castagno, con note sommesse di tostato e di minerale</p>
<p>SAPORE: la bella consistenza si annuncia al palato con un ingresso intenso con progressione strutturale elegante e completa. Rivela così una decisa personalità dai toni alcolici caldi percorsi da una fresca acidità vegetale che accarezza burrosamente il palato. Finale persistente, nettamente varietale, minerale e decisamente appagante. </p>
<p>CARATTERISTICHE CHIMICHE</p>
<p>Alcool effettivo % vol. 12,50</p>
<p>Zuccheri: 3 g/l </p>
<p>Acidità totale g/l 5,00</p>
<p>VIGNETI: Densità d&#8217;impianto: 5000 ceppi per ettaro. Sistema di allevamento: Guyot.</p>
<p>VINIFICAZIONE: uve, raccolte a mano,  fermentate parzialmente in legno e affinate per tre mesi in vasche di cemento</p>
<p>ABBINAMENTI: ottimo da tutto pasto o da abbinare a primi piatti in genere e piatti a base di uova e di pesce.</p>
<p>SERVIZIO: temperatura ottimale tra i 10 e i 12°C.</p>
<p>Info per il pubblico: tel. 0422.708736 &#8211; www.castellodironcade.com &#8211; info@castellodironcade.com<br />
Info per la stampa: Marina Grasso, cell. 335.8223010 &#8211; info@marinagrasso.com</p>
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		<item>
		<title>Mionetto celebra il Design del Gusto al Vinitaly 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 11:10:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Un’esperienza che ha coinvolto il palato quanto gli occhi quella vissuta allo stand Mionetto dai numerosissimi visitatori del Vinitaly, svoltosi a Verona dall’8 al 12 aprile scorso. Bianco, nero e oro le cromie dominanti dello spazio che rappresentava le bollicine Mionetto. La nuova veste dello stand, di forte impatto visivo e accogliente per i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/04/Uva-bianca-prosecco-foto-by-Giuseppe-Borsoi.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/04/Uva-bianca-prosecco-foto-by-Giuseppe-Borsoi.jpg" alt="" title="Uva-bianca-prosecco-foto-by-Giuseppe-Borsoi" width="286" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-18368" /></a></p>
<p>Un’esperienza che ha coinvolto il palato quanto gli occhi quella vissuta allo stand Mionetto dai numerosissimi visitatori del Vinitaly, svoltosi a Verona dall’8 al 12 aprile scorso. Bianco, nero e oro le cromie dominanti dello spazio che rappresentava le bollicine Mionetto. La nuova veste dello stand, di forte impatto visivo e accogliente per i suoi ospiti, richiamava nei colori e nello stile l’immagine aziendale, raffinata, elegante ed essenziale. <span id="more-18317"></span></p>
<p>Un’architettura ricercata, distribuita su due piani con area business, cucina e un’ampia zona di degustazione, capace di coniugare in modo armonico le grandi dimensioni dell’ambiente con un clima di calorosa familiarità. Una location prestigiosa a rappresentare l’attenzione che la Cantina di Valdobbiadene vuole dedicare al design delle sue bollicine. Un percorso multisensoriale definito “Design del Gusto” che vuole coinvolgere tutti i sensi, fondendoli in un esclusivo unicum dall’inconfondibile stile italiano. </p>
<p>“Design del Gusto” è lo spirito che muove il lavoro di Mionetto nella cura dei suoi vini spumanti e frizzanti, nello studio delle loro forme, dal disegno della bottiglia alla chiusura, alla “forma” del prodotto nella spuma, nel perlage, nella creazione di una couvèe, dalla fermentazione fino al prodotto finale.  L’incontro con l’originale personalità di una bottiglia Mionetto appaga la vista – spiega Paolo Bogoni, Marketing and Communication Manager &#8211; sia che si ispiri al mondo del design e del fashion con la linea MO, sia che richiami la storia e la tradizione del territorio con la tipica chiusura con lo spago della Linea Legature.</p>
<p>Un gusto per l’estetica e il design che si incarna anche nella linea delle bottiglie dalla shape distintiva, che racchiude tutta la cultura enologica Mionetto. Vesti disegnate apposta per l’eccellenza delle bollicine fini, dorate e persistenti, dal profumo inconfondibile e dal gusto inimitabile, nate nell’area vocata al Prosecco della nuova denominazione D.O.C.G. Valdobbiadene-Conegliano e D.O.C. Treviso. Presentati ufficialmente al Vinitaly i nuovi spumanti e frizzanti D.O.C.G e D.O.C. (il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., il Cartizze D.O.C.G e il Valdobbiadene Prosecco “Spago” Frizzante D.O.C.G, il Prosecco D.O.C.Treviso Extra Dry e il Prosecco D.O.C. Treviso Brut) sono stati affiancati anche da forme accattivanti e dedicate a un target più giovane come la linea IL in cui anche la vista è pervasa dal tripudio del brillante colore con il nuovissimo “IL Spriz”, ispirato al più tradizionale aperitivo veneto, ora già pronto da versare nel bicchiere e di limitata gradazione alcolica (8° vol).</p>
<p>Numerosissimo il pubblico che ha visitato lo stand e piacevolmente colpiti dallo stile Mionetto i clienti italiani e internazionali che sono giunti a Verona dall’Estremo Oriente (Taiwan, Cina, Giappone e Corea), dal Sud America e dai vari Stati dell’Unione Europea, sorpresi di un incontro così emozionante con le Bollicine Italiane. </p>
<p>Tra gli ospiti molti esperti del settore, giornalisti e ristoratori che hanno potuto scoprire l’armonia e l’eleganza dell’abbinamento ai vini della Cantina con dei piatti creati ad hoc dallo chef trevigiano Marco Pincin di Casa Brusada (Crocetta del Montello –TV) come il Cappuccino agli asparagi verdi con crema allo yoghurt e polvere di liquirizia con il Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G., la Crema di riso e paprika con capasanta all’arancio esaltata dal Sergio Rosè e i Tortelli ripieni di branzino al porro con scampi alla busara che hanno trovato la loro massima espressione insieme alla couvèe Sergio.  </p>
<p>Per informazioni: Mionetto S.p.A. &#8211; via Colderove, 2, 31049 Valdobbiadene (TV), tel. 0423.9707, mionetto@mionetto.it  Ufficio Stampa: Carry On &#8211; tel. 0438.24007, info@carryon.it</p>
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		<title>Alla ricerca degli antichi sapori selvatici: le erbette della nostra infanzia!</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 13:29:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Curiosità]]></category>

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		<description><![CDATA[Pimpinella e crespigno. Gallinella e crescione. Papavero e raperonzolo. Le piante meno amate dai contadini, perché spesso infestanti orti e coltivazioni domestiche, nascondono in realtà un’insospettabile ricchezza di aromi e profumi. Niente insetticidi, niente diserbanti: le foglie più umili sono anche le più genuine. A dar retta alle ricerche dei paleontologi, le prime popolazioni umane [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/04/Dente-di-Leone-o-Tarassaco-by-GIUSEPPE-BORSOI.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/04/Dente-di-Leone-o-Tarassaco-by-GIUSEPPE-BORSOI.jpg" alt="" title="Dente di Leone o Tarassaco by GIUSEPPE BORSOI" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-17218" /></a></p>
<p>Pimpinella e crespigno. Gallinella e crescione. Papavero e raperonzolo. Le piante meno amate dai contadini, perché spesso infestanti orti e coltivazioni domestiche, nascondono in realtà un’insospettabile ricchezza di aromi e profumi. Niente insetticidi, niente diserbanti: le foglie più umili sono anche le più genuine. A dar retta alle ricerche dei paleontologi, le prime popolazioni umane utilizzavano per la loro alimentazione migliaia di specie vegetali diverse: radici e semi, germogli e tuberi, bacche ed erbe. Tracce di questa cultura, tramandata di madre in figlia, si ritrova nella mesticanza, una meraviglia botanica che nei mercati si presenta ancora solo in rari banchetti gestiti da anziane contadine.<span id="more-17215"></span></p>
<p>La cosiddetta “mistincanza” (o “mesticanza”), termine che definisce, soprattutto in Lazio e in Toscana, stando al vocabolario Zingarelli, una “mescolanza di particolari varietà d’insalata verde”. Quel che il vocabolario non dice è che le componenti sono in genere di origine selvatica. Ma, a girare per incolti, maggesi e prati, in questa stagione c’è davvero da fare una buona raccolta: le rosette fogliari di quelle che i produttori di erbicidi definiscono “malerbe” o “erbacce” o, più elegantemente, “infestanti”, sono lì, in attesa di trasformarsi in insalate di campo e zuppe vegetariane. I vantaggi di queste umili e bistrattate pianticelle sono diversi: innanzitutto sono assolutamente prive d’insetticidi, a patto che non nascano ai bordi di strade trafficate, dove potrebbero aver assorbito piombo o additivi dagli scappamenti delle auto. E poi la loro presenza esclude quella dei pericolosi diserbanti.</p>
<p>In secondo luogo, offrono aromi, sapori e consistenze genuini (oltre che vitamine, minerali, e altre sostanze), difficili da trovare nelle snervate e supertrattate insalate coltivate. Infine, cogliendole, farete un favore al contadino che teme la loro concorrenza e non avrete il rimorso di aver inferto qualche danno alla natura. Le specie che vogliamo illustrare sono quelle che in genere è meglio mangiare crude. Se interessano anche quelle da consumare preferibilmente cotte,la gamma si amplia parecchio, passando dalla borragine al romice, dalla bardana agli strigoli, dall’ortica alla malva e a numerose altre. Lasciamo da parte anche quelle più rare come il crescione (“ Nasturtium officinale”), la rughetta ( “Diploraxis muralis”), la rucola (“Eruca sativa”, il raponzolo o raperonzolo “Campanula rapunculus”) e la piantaggina di mare (“Plantago coronopus”), tipica delle aree salmastre e delle mesticanze maremmane. E veniamo alle classifiche infestanti delle messi e dei prati poco amate dagli agricoltori.</p>
<p>Non è facile trovare testi che illustrino in maniera comprensibile e chiara le piante di cui parleremo, ma coltiviamo la speranza che chiedendo lumi ai vostri nonni e nonne possiate stabilire un primo approccio alla loro conoscenza. Se si leggono i cataloghi delle ditte di diserbanti, si può vedere che tra le specie più avversate e combattute ce ne sono tre: il papavero, la cresta di gallo e il crespino. Il papavero o rosolaccio (“Papaver rhoeas”), che allieta i campi coltivati, ha delle rosette molto folte e appetitose. La margherita gialla o ingrassabue o crisantemo campestre (“Chrysantenum segetum”) ha almeno tre specie simili: bisogna preferire quella con le foglie di un bel grigioazzurro che hanno un intrigante sapore.</p>
<p>Il crespigno o crespino (“Sonchus oleraceus”), nonostante il suo aspetto irto e scostante, è considerato una delle assenze più importanti nelle insalatine estive. Attenzione: il vero crespigno ha fogle prive di pelosità. La famosissima cicoria “Cichorium intybus”), madre misconosciuta del radicchio di Treviso, dell’indivia belga e di tante altre nobilissime insalate domestiche, spunta dopo le piogge ai bordi dei coltivi e in autunno si copre dei bei fiori celesti. Si può mangiare cotta (all’agro o ripassata in padella) o cruda. Il dente di leone o soffione (Taraxacum officinale) è troppo noto per essere descritto. In pianura è già sfiorito ma nei campi di collina e di montagna è ancora fresco e appetibile. In più, anche i suoi fiori sono commestibili e buoni per guarirne le insalate.</p>
<p>La pimpinella (“Sanguisorba minor”), comunissima pianticella, conferisce alle insalate un gustoso sapore di cetriolo. “L’insalata non è bella se non c’è la pimpinella” recita un proverbio laziale”. L’erba Santa Maria (“Tordylium apulum”), dalle morbide foglie, vegeta nei luoghi più aridi intorno ai coltivi e dona un ottimo aroma di prezzemolo alla mesticanza. La gallinella (o lattughella, soncino ecc.) oggi è comunemente coltivata. Eppure nasce da sempre spontanea nei maggese nei campi coltivati. Naturalmente il suo sapore è molto più intenso di quello delle lattughelle vendute nei supermercati. Ma per dare un aroma particolare alle vostre insalatine occorrono due altre erbe: la finnocchiella (“Foeniculum vulgare”), nota per la sua importanza gastronomica (per esempio, nella pasta con le sarde alla palermitana), ottima soprattutto nella parte interrata, bianca e aromatica. E poi l’aglio selvatico (“Alium”) che, come le altre gigliacee simili, dall’erba cipollina al porro selvatico, aggiunge un gusto prezioso all’insalata di campo.</p>
<p>Come si servono le erbette di campo: in insalata o come zuppa!</p>
<p>Insalata: hanno un aspetto spesso poco affascinante, in quanto alcune erbe di campo presentano costolature rigide, altre pelosità sulle foglie, altre gambi duri da masticare (anche se ottimi, con le loro fibre, per favorire processi intestinali e tener sani denti e gengive). Allora il consiglio è di affettarle finemente e di unirle a qualche verdura più “gentile”, che ne mitighi la rusticità, come la scarola, l’indivia belga, il radicchio. Come condimento nei Paesi del Nord Europa, dove l’olio d’oliva no è molto diffuso, si usa dell’uovo sodo tritato unito a bacon o speck abbrustolito e caldo. Da noi si preferisce un miscuglio di olio d’oliva, succo di limone (o aceto) e sale da versare sulle foglie una volta amalgamato.</p>
<p>Zuppa acquacotta: l’acquacotta, antica minestra della Maremma toscana e laziale, è la regina delle zuppe a base di erbe selvatiche. Le versioni sono numerose. Ma quella che consigliamo è la più antica, perché non prevede l’uso del pomodoro (aggiunto solo nell’800 secondo Nico Valerio, “Il piatto verde”- “Oscar Mondatori). In un tegame di coccio si fa appassire in olio di frantoio abbondante cipolla affettata insieme a un peperoncino. Appena la cipolla diventa trasparente si unisce sale, acqua e un po’di vino. A bollore iniziato si mettono in pentola le erbe selvatiche, con un’aggiunta (facoltativa) di timo. Quando le erbe appaiono cotte, il tutto viene versato nelle scodelle già riempite con fette di pane integrale insaporite da non più di due uova sbattute. E ora buon appetito, ma, in primis, auguri per una raccolta proficua a tutti coloro, che sanno applicarsi, con attenzione e con cura, alla selezione dei frutti “erbosi” che Madre Natura ci offre spontaneamente!! Vostra Elena P.</p>
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