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	<title>BeppeBlog &#187; Mostre fuori Regione</title>
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	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
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		<title>Mostra collettiva &#8220;Foto Grafia/Uomo Spazio&#8221; a Trieste</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 08:28:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 28 luglio al 31 agosto 2010 presso l&#8217;Expo Bar Buffet Franceschini a Trieste, si potrà visitare la mostra collettiva, intitolata &#8220;Foto Grafia/Uomo Spazio&#8221;. La fotografia è uno dei tanti strumenti utilizzati dalle discipline progettuali per indagare la realtà che ci circonda. Essa ha la capacità di restituirci, fissando nel tempo e nello spazio, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-di-Martina-Valenik.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Foto-di-Martina-Valenik.jpg" alt="" title="Foto di Martina Valenik" width="298" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-23106" /></a></p>
<p>Dal 28 luglio al 31 agosto 2010 presso l&#8217;Expo Bar Buffet Franceschini a Trieste, si potrà visitare la mostra collettiva, intitolata &#8220;Foto Grafia/Uomo Spazio&#8221;. La fotografia è uno dei tanti strumenti utilizzati dalle discipline progettuali per indagare la realtà che ci circonda. Essa ha la capacità di restituirci, fissando nel tempo e nello spazio, la quotidianeità. Immagini uniche, in quanto irripetibili, custodi gelose e privilegiate di verità soggettive che il nostro occhio, bombardato da una moltitudine di input differenti per natura ed intensità, non è più in grado di comprendere con la dovuta profondità di lettura. <span id="more-23095"></span></p>
<p>Impossibilità data dall’assurda velocità con la quale situazioni differenti si susseguono, costringendoci a dimenticare in fretta quanto abbiamo appena contemplato, in ragione di nuove imminenti novità, sinteticamente sostenute da dinamiche/necessità post-consumistiche. La città è da sempre il palcoscenico principe della rappresentazione della vita. In essa si svolgono gran parte delle azioni di un essere umano: dormire, lavorare, spostarsi, ricrearsi, ecc&#8230;Questi comportamenti, risultato del compromesso tra la soggettività dei diversi atteggiamenti antropici e l’oggettività dello spazio fisico che li supporta, se osservati alla normale velocità dello scorrere del tempo, poco ci raccontano dell’intimo rapporto che esiste, in ogni momento, tra l’uomo e ed i molteplici risultati concreti dei propri progetti. </p>
<p>La fotografia (parola composta etimologicamente dai termini greci photos &#8211; luce e graphia &#8211; rappresentazione / scrittura) oltre ad essere uno strumento semi-sincero (in quanto, se non vengono utilizzati programmi di fotoritocco, restituisce la realtà catturata dall’obbiettivo, a cui seguirà una doppia interpretazione artista-osservatore), ed altamente diffuso (viviamo nella società dell’immagine) potrebbe aiutarci a comprende come si sono modificate oggigiorno le modalità con le quali le persone dialogano con lo spazio (inteso come intervalli di realizzazioni e vuoti). </p>
<p>Ciò che abbiamo chiesto ai fotografi è stato di restituire, attraverso l’immagine, la grammatica con la quale uomo e spazio dialogano, cercando di evidenziare situazioni in cui domini un equilibrio sostanziale tra essi oppure circostanze in cui il rapporto penda a favore del primo (restituendo una sorta di capacità di adattamento dell’uomo nei confronti di scelte “altrui”) o del secondo (gravi errori progettuali o di realizzazione) termine di paragone. </p>
<p>Parlare di architettura, design, arredo urbano, urbanistica isolando tali discipline dal principale destinatario per le quali sono nate, l’uomo, ci sembra assurdo quanto paradossale. Raccontare gli esiti di alcune precise scelte progettuali attraverso una serie di fotografie, altro non è che uno dei tanti modi per iniziare a costruire un dibattito al contempo critico e propositivo su plausi e responsabilità di chi, ogni giorno, si auspica di trovare soluzioni sempre migliori per facilitare la vita di ogni essere umano.&#8221;</p>
<p>Trieste dal 28 luglio al 31 agosto 2010 Foto Grafia/Uomo Spazio EXPO BAR BUFFET FRANCESCHINI Via Cesare Beccaria 3, autori: Elisa Biagi, Francesco Chiot, Silvia Cittadini, Federico Duse, Martina Valenik, Nadia Vedova<br />
a cura dell&#8217;Associazione Mimexity di Trieste info: email: m.svara@mimexity.com web: www.mimexity.com<br />
Evento segnalato dal sito web: htttp://www.exibart.com</p>
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		<title>Le &#8220;Meraviglie del Barocco&#8221; risplenderanno a San Severino Marche (MC)</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 20:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Bernini, Guercino, Pomarancio, ed ancora Orazio Gentileschi, Valentin de Boulogne, Baciccio, Carlo Maratti… insomma il gotha dell’arte italiana del Seicento, riunito per la mostra che torna a far parlare di San Severino Marche, come tappa clou nel circuito dei grandi artisti del Seicento e delle grandi mostre oggi. La mostra appare dunque una occasione unica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Sassoferrato-Angelo-annunziante.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Sassoferrato-Angelo-annunziante.jpg" alt="" title="Sassoferrato Angelo annunziante" width="295" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22883" /></a></p>
<p>Bernini, Guercino, Pomarancio, ed ancora Orazio Gentileschi, Valentin de Boulogne, Baciccio, Carlo Maratti… insomma il gotha dell’arte italiana del Seicento, riunito per la mostra che torna a far parlare di San Severino Marche, come tappa clou nel circuito dei grandi artisti del Seicento e delle grandi mostre oggi. La mostra appare dunque una occasione unica per conoscere capolavori ignoti del Seicento straordinariamente suggestivi protagonisti di una complessa e variegata stagione del barocco nelle Marche, ma anche per visitare luoghi indimenticabili, nei quali il tempo sembra essersi fermato senza recare violenza ad una civiltà fatta di armonia.<span id="more-22828"></span></p>
<p>Nei saloni del settecentesco Palazzo Servanzi Confidati a San Severino Marche e nella chiesa della Misericordia, da poco restaurata, sono esposte novanta opere fra dipinti, sculture ed oreficerie destinate alle chiese ed ai palazzi del vasto territorio che da Macerata si inoltra verso i Sibillini, toccando San Severino, Camerino, Matelica e Fabriano. Luoghi oggi remoti, eppure nel Seicento capaci di attirare i maggiori artisti del secolo.</p>
<p>I prelati al vertice delle diocesi, espressione delle famiglie più in vista dell’Urbe, come gli Altieri, i Barberini, i Mattei ed un folto manipolo di esponenti del patriziato locale legati da stretti rapporti di clientela con la curia pontificia, favorirono la venuta di artisti e di capolavori da Roma, riproponendo in un quieto e bellissimo angolo delle Marche le raffinate creazioni che nell’Urbe suscitavano la meraviglia di collezionisti e di appassionati d’arte.</p>
<p>Dopo le memorabili mostre dedicate ai Fratelli Salimbeni (1999) ed ai Pittori del Rinascimento nel 2001 e nel 2005, San Severino Marche, autentico gioiello di di architettura e urbanistica, riprende il percorso di promozione e di valorizzazione delle peculiarità storico-artistiche del territorio, organizzando un evento articolato che rappresenta il primo di una serie di progetti espositivi della Regione dedicati alla civiltà del Seicento.</p>
<p>La mostra &#8220;Meraviglie del Barocco nelle Marche&#8221;, catalogo SILVANA Editoriale, è promossa dal Comune di San Severino Marche in collaborazione con la Soprintendenza PSAE delle Marche, la Direzione Generale Beni e Attività Culturali delle Marche e la Fondazione Salimbeni per le Arti Figurative. La mostra, che riceve l’importante sostegno della Regione Marche, si tiene sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e con il Patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Il Comitato Scientifico è presieduto da Vittorio Sgarbi, presidente onorario Mina Gregori, e vede tra i presenti tra gli altri Antonio Paolucci, Francesco Scoppola, Maurizio Marini, Stefano Papetti, con il coordinamento e la direzione di Liana Lippi.</p>
<p>Un progetto e una mostra che rappresentano un percorso ambizioso volto ad illustrare i caratteri artistici e culturali in senso ampio, di un secolo per i più sconosciuto e comunque mai a fondo abbastanza valorizzato nelle Marche. I vertici della Curia, spesso legati alle più importanti famiglie principesche dell&#8217;Urbe, nonché gli esponenti del patriziato locale animarono infatti una vivace stagione che intrecciava l&#8217;attività di validi artisti locali, come Giulio Lazzarelli, Cipriano Divini e Paolo Marini, con quella di maestri molto noti venuti da fuori e che lavorarono nelle Marche e in particolare nel maceratese.</p>
<p>Ecco allora che dalla mostra emergono le dinamiche artistiche del Seicento e si mettono in luce i legami culturali del territorio con i due centri più importanti dello Stato Pontificio: Roma e Bologna. Lungo le sale di Palazzo Servanzi Confidati sfilano tele di artisti come Pomarancio e Andrea Lilli, figure di collegamento tra il Tardo Manierismo e il Barocco, alcune significative testimonianze del caravaggismo, Orazio Gentileschi, Giovanni Francesco Guerrieri, Valentin de Boulogne, Ribera e interessanti copie antiche e famose del Caravaggio come San Francesco e l’Angelo proveniente dal Museo Civico di Udine e testimonianze del Classicismo con Guido Reni, Guercino, Sassoferrato, Paolo Marini.</p>
<p>L’esposizione evidenzia anche l’attività di alcuni artisti locali come il settempedano Paolo Marini o Giacomo Giorgetti (umbro di Assisi che lavorò molto nell’Alto Maceratese) che, forti di un soggiorno di studi a Roma, ma soprattutto suggestionati dalle opere giunte dall’Urbe nelle chiese del territorio, seppero sintonizzarsi su quelle lunghezze d’onda offrendone una versione più domestica e “dialettale”.</p>
<p>L&#8217;affermarsi del nuovo gusto viene documentato anche con la presentazione di alcuni capolavori di Gian Lorenzo Bernini e dei suoi collaboratori, di Giovanni Battista Gaulli, di Carlo Maratti e di intagliatori e di orafi che introducono, in ambito locale, le novità del Barocco trionfante. Anche nel campo delle arti minori, dell&#8217;intaglio ligneo e dell&#8217;oreficeria, troviamo in mostra, infatti, oggetti di elevatissimo livello artistico prodotti anche da artisti di grande fama, come ad esempio, il francese Denis Plouvier. Suoi i candelieri con putto, i busti reliquario, gli angeli porta torcia. In mostra anche il Busto reliquario di Santa Maria Maddalena, il busto d’argento di Santi Lotti.</p>
<p>I dipinti di Valentin e le sculture di Bernini donate alle chiese di Camerino dal cardinale Angelo Giori, i dipinti di Guercino e Guido Reni commissionati e raccolti dal nobile tolentinate Benadduce Benadduci, le tele ferraresi dello Scarsellino commissionate dal capitano Margarucci, compongono una trama che si sovrappone a quella tessuta dalle committenze ecclesiastiche, restituendoci l’immagine di un secolo animato da vivaci fermenti intellettuali che si esprimono anche in ambito teatrale e letterario.</p>
<p>Proprio a questi aspetti è dedicata una sezione della mostra ospitata presso la Pinacoteca Civica dove è possibile ammirare incisioni, antichi testi teatrali e strumenti scientifici che illustrano le passioni segrete dell’aristocrazia marchigiana. Un percorso che tocca anche due importanti chiese di San Severino Marche, i Santuari del Glorioso e della Madonna dei Lumi, che con i loro imponenti apparati decorativi, che vedono l’integrazione di sculture e dipinti, ci offrono un quadro complessivo dell’aggiornamento culturale di committenti e devoti di provincia.</p>
<p>Una mostra che ha il merito oltre che di portare alla luce alcuni aspetti poco noti dell’arte barocca marchigiana, quello di aver concorso al restauro di numerose opere esposte: l’antica copia per esempio della tela di Caravaggio raffigurante “San Francesco e l’angelo” ritrovata a San Severino nella chiesa di San Rocco che verrà messa confronto con la versione del Museo Civico di Udine; il busto in bronzo di Urbano VIII del palazzo comunale di Camerino finalmente visibile da vicino, evidenziandone la qualità straordinaria di un originale di Gian Lorenzo Bernini, capace di cogliere con grande forza introspettiva l’indole indomita del pontefice.</p>
<p>Con la mostra di Palazzo Servanzi Confidati, nella Chiesa della Misericordia e nella Pinacoteca Civica non si esaurisce l’intero progetto: al fine di ritessere infatti la trama di questo complesso periodo, ricco di testimonianze in gran parte inedite, in calendario ci sono una serie articolata di appuntamenti e di iniziative sul territorio e di eventi collegati al contesto culturale seicentesco a cominciare da un itinerario nel “sommerso” collegato all’ambito culturale della mostra attraverso alcune chiese segnalate, spazi architettonici e contenitori straordinari di altrettanto preziosi e sconosciuti documenti della Storia e dell’Arte del XVII secolo.</p>
<p>E ancora, concerti di organo di musica barocca nelle chiese cittadine, una rassegna cinematografica dei film che hanno rappresentato o anche solo citato il barocco, conferenze a tema e perfino incontri conviviali legati alla gastronomia barocca a partire da un patrimonio del gusto ancora oggi rintracciabile sul territorio.</p>
<p>San Severino Marche (MC) &#8211; dal 24 luglio al 12 dicembre 2010 Meraviglie del Barocco nelle Marche PALAZZO SERVANZI CONFIDATI Via Cesare Battisti tel. +39 0733232218 orario: 25 luglio-19 settembre 10,00- 12,30 (ultimo ingresso);16,30-20,00 (ultimo ingresso) venerdì, sabato, domenica apertura serale fino alle 23,00 (ultimo ingresso), lunedì chiuso 20 settembre-12 dicembre 9,30-12,30 (ultimo ingresso; 16,00-19,00 (ultimo ingresso)</p>
<p>biglietti: intero Euro 8, ridotto Euro 6, gruppi e scuole Euro 5 Il biglietto comprende anche per la visita alla Pinacoteca (con lo stesso orario della mostra) e al Museo Archeologico “Giuseppe Moretti” (con l’orario del Museo), curatori: Vittorio Sgarbi, autori: Giovanni Francesco Barbieri, Gian Lorenzo Bernini, Valentin de Boulogne, Giovan Battista Gaulli detto il Baciccio, Orazio Gentileschi, Carlo Maratti<br />
Sedi: Palazzo Servanzi Confidati; Pinacoteca Civica; Chiesa della Misericordia per info sito web: http://www.comune.sanseverinomarche.mc.it evento segnalto dal sito web: http://www.exibart.com</p>
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		<title>Porto Ercole chiama Roma: dalla Borghese giunge nella Chiesa di Sant&#8217;Erasmo il Giovanni Battista di Caravaggio!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 13:22:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 18 luglio al 18 agosto 2010 la chiesa di Sant’Erasmo di Porto Ercole (GR) ospiterà la mostra-evento &#8220;Michelangelo Merisi da Caravaggio: Chiuder la vita&#8221;. Curata da Valeria Merlini e Daniela Storti con il coordinamento scientifico di Francesca Temperini, l’esposizione intende celebrare gli ultimi momenti della vita del grande artista che proprio a Porto Ercole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Caravaggio-San-Gioanni-Battista.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Caravaggio-San-Gioanni-Battista.jpg" alt="" title="CARAVAGGIO - San Giovanni Battista" width="276" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22796" /></a></p>
<p>Dal 18 luglio al 18 agosto 2010 la chiesa di Sant’Erasmo di Porto Ercole (GR) ospiterà la mostra-evento &#8220;Michelangelo Merisi da Caravaggio: Chiuder la vita&#8221;. Curata da Valeria Merlini e Daniela Storti con il coordinamento scientifico di Francesca Temperini, l’esposizione intende celebrare gli ultimi momenti della vita del grande artista che proprio a Porto Ercole concluse la sua esistenza. Scrive il biografo Bellori: “Così il Caravaggio si ridusse a chiuder la vita e l’ossa in una spiaggia deserta, ed allora che in Roma attendevasi il suo ritorno, giunse la novella inaspettata della sua morte, che dispiacque universalmente”.<span id="more-22795"></span></p>
<p>Protagonista dell’esposizione sarà lo straordinario San Giovanni Battista della Galleria Borghese. Il dipinto verrà posto in una speciale teca di cristallo e illuminata in modo che il pubblico la possa ammirare da vicino in tutta la sua bellezza. In mostra anche un filmato che raccoglierà gli spezzoni dei film che negli ultimi ottanta anni hanno raccontato gli istanti finali della vifta del grande artista lombardo, rivissuti attraverso la sensibilità dei maggiori registi e interpreti internazionali.</p>
<p>Molteplici riferimenti stilistici a opere di poco precedenti o contemporanee confermano la datazione della tela all&#8217;ultimo periodo dell&#8217;attività di Caravaggio, tra l&#8217;ottobre 1609 e il luglio 1610. Risalta l&#8217;eccezionale invenzione compositiva del dipinto che ha caratteri di forte sensualità. Il Battista fanciullo è rappresentato disteso, più che seduto, su un ampio drappo rosso che è il suo mantello e che copre una sorta di sedile naturale.</p>
<p>Il giovane poggia il piede sinistro su un tronco tagliato e il rispettivo braccio sulla improvvisata spalliera, ponendovi sopra la mano destra come per aiutarsi a sostenere la lunga canna che regge con la mano sinistra. È quasi interamente nudo, salvo il panno bianco che nasconde l&#8217;inguine avvolgendo il fianco sinistro e scendendo sulla coscia destra. Lo sguardo è rivolto a chi guarda. Alla sua destra è rappresentato un ariete, colto nell&#8217;atto di brucare dei pampini della vite che si inerpica sulle rocce dello sfondo.</p>
<p>Sul limite inferiore del piano visivo sono dipinte due piante di tasso barbasso, simbolo di morte, spesso utilizzate da Caravaggio nei soggetti di arte sacra. In questa come in altre figure di san Giovannino la massiccia figura dell&#8217;ariete sostituisce l&#8217;agnello, certamente più consueto alla raffigurazione del Battista. L&#8217;animale, per il fatto di rosicchiare i pampini di vite, è stato interpretato come simbologia del Divino Amore che si nutre del sacrificio di Cristo, oppure come allegoria della Croce della Redenzione, mentre le foglie di vite indicherebbero la Vita Eterna.</p>
<p>Dall&#8217;analisi delle indagini radiografiche condotte sul dipinto emerge come il fondo sia stato lasciato abbozzato, quasi allo stato preparatorio. Incisioni sono presenti nell&#8217;omero e nell&#8217;avambraccio sinistri e nei bordi del braccio destro, mentre si notano alcune &#8220;correzioni&#8221;: la curva dei capelli è stata ridotta, come anche le ultime tre dita del piede destro; il viso, il polpaccio, il fianco, la spalla e il petto destri sono stati ampliati. Il ciuffo di capelli sulla fronte e il perizoma sono stati eseguiti con la consueta sovrapposizione di strati pittorici che è tipica &#8211; quasi una firma &#8211; del modus operandi di Caravaggio.</p>
<p>Accompagneranno l’evento una serie di appuntamenti collaterali. L’esposizione, promossa dal Comune di Monte Argentario e dal Ministero per le Attività e i Beni Culturali e resa possibile grazie alla S.S.P.S.A.E e del Polo Museale della Città di Roma, è aperta al pubblico gratuitamente per la sua intera durata. La piccola chiesa in stile romanico toscano che sovrasta l’antico borgo di Porto Ercole è stata edificata in concomitanza con lo sviluppo del borgo, verso la metà del Trecento ed è dedicata a sant’Erasmo vescovo e martire. Gli orari di visita sono dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 18.00 alle 24.00 dal lunedì al sabato, mentre la domenica rispetterà l’orario dalle 11.30 alle 13.00 e dalle 18.00 alle 24.00.</p>
<p>Info mostra: numero verde 800.149617</p>
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		<title>Il glamour, la moda e la frenesia dei mitici Eighties in mostra a Gallarate (VA)!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 12:29:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;universo camaleontico degli anni Ottanta in una mostra che offre un percorso ideale tra le mode e le tendenze che hanno costellato l&#8217;universo eclettico e camaleontico degli anni Ottanta, attraverso alcune opere della collezione del MAGA, arricchite da oggetti di design, abiti di alta moda, manifesti di cinema e teatro, film e brani musicali che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Duran-Duran-1981.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Duran-Duran-1981.jpg" alt="" title="Duran Duran 1981" width="430" height="411" class="aligncenter size-full wp-image-22743" /></a></p>
<p>L&#8217;universo camaleontico degli anni Ottanta in una mostra che offre un percorso ideale tra le mode e le tendenze che hanno costellato l&#8217;universo eclettico e camaleontico degli anni Ottanta, attraverso alcune opere della collezione del MAGA, arricchite da oggetti di design, abiti di alta moda, manifesti di cinema e teatro, film e brani musicali che hanno caratterizzato questo decennio.<span id="more-22740"></span></p>
<p>Dai Nuovi Nuovi, alla Transavanguardia, al Nuovo Futurismo e al Citazionismo, le opere di Marco Lodola, Luigi Ontani, Plumcake, Giuseppe Maraniello, Sandro Chia, Enzo Cucchi, Mimmo Paladino, Omar Galliani testimoniano da una parte il ritorno alla pittura e alla citazione degli stili del passato, dall&#8217;altra l&#8217;attenzione alla modernità pop attraverso la scelta di materiali industriali e sperimentali. Gli abiti d&#8217;alta moda e gli oggetti di design rivelano la tendenza verso forme eccentriche, aperte e inconsuete, enfatizzate da colori accesi e spesso chiassosi, come la libreria Carlton o il mobile Ashoka di Sottsass per Memphis.</p>
<p>Un&#8217;accurata scelta di film suddivisi in sezioni tematiche (la Commedia anni Ottanta, i dittici d&#8217;autore, l&#8217;horror) e omaggi a registi come Cronenberg, Greenway, Carpenter, Pupi Avati, Oliver Stone, Kiesloski viene proposta in visione secondo un programma al pubblico. Locandine e manifesti di film e spettacoli teatrali originali arricchiscono la sezione. Copertine di dischi autografate, musiche sperimentali italiane e straniere, la rivista Buscadero, fondata a Gallarate nel 1980, offrono una varia campionatura del panorama musicale di quegli anni, fruibile sia attraverso specifici punti di ascolto, sia in una saletta dedicata alla proiezione di video musicali. La mostra, allestita nei due piani della zona dedicata alle mostre temporanee, e&#8217; quindi un focus sulla molteplicità degli input creativi e degli stili che hanno segnato gli anni Ottanta, raccontando un decennio controverso, ma dalla forte identità e riconoscibilità estetica.</p>
<p>Commissione di progetto:<br />
Arte: Emma Zanella, Laura Carru&#8217;, Giulia Formenti<br />
Cinema: Cristina Boracchi con la collaborazione di Alessandro Soresini<br />
Teatro: Alberto dell&#8217;Orto<br />
Musica: Paolo Caru&#8217;, Mauro Zambellini<br />
Moda: Jacopo e Giovanni Orsini<br />
Oreficeria: Luciana Zaro<br />
Letteratura: Luigi Mascheroni</p>
<p>Cinema Flash 80<br />
Martedi&#8217; &#8211; domenica: 10.00 / 15.00 / 17.00<br />
Venedi&#8217; e sabato: 10.00 / 15.00 / 17.00 /20.30<br />
Il programma delle proiezioni e&#8217; disponibile sul sito del Maga </p>
<p>MAGA &#8211; MUSEO D&#8217;ARTE DI GALLARATE Via Egidio De Magri 1 (21013) GALLARATE (VA), la mostra rimane aperta dall&#8217;8 luglio al 29 settembre 2010; info tel. +39 0331791266, +39 02542757; sito web  http://www.museomaga.it orario: 9.30-19.30 da martedi&#8217; a giovedi&#8217; e domenica, 9.30-22.30 venerdi&#8217; e sabato, lunedi&#8217; chiuso</p>
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		<title>Colle Val d&#8217;Elsa (FI): l&#8217;opera di Sergio Scatizzi firma &#8220;Sant&#8217;Appiano d&#8217;autore 2010&#8243;!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 05:11:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sarà &#8220;La collina di Monteloro&#8221; del grande pittore toscano, recentemente scomparso, a vestire quest&#8217;anno la magnum del Monteloro 2005. Prosegue il progetto &#8220;Sant&#8217;Appiano d&#8217;autore&#8221; che ogni anno unisce l&#8217;arte di grandi interpreti alla produzione vinicola della Fattoria Sant&#8217;Appiano, una delle più antiche fattorie con produzione di Chianti DOCG della Toscana. Dal 21 luglio al 21 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Sergio-Scatizzi.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Sergio-Scatizzi.jpg" alt="" title="Sergio Scatizzi" width="430" height="358" class="aligncenter size-full wp-image-22751" /></a></p>
<p>Sarà &#8220;La collina di Monteloro&#8221; del grande pittore toscano, recentemente scomparso, a vestire quest&#8217;anno la magnum del Monteloro 2005. Prosegue il progetto &#8220;Sant&#8217;Appiano d&#8217;autore&#8221; che ogni anno unisce l&#8217;arte di grandi interpreti alla produzione vinicola della Fattoria Sant&#8217;Appiano, una delle più antiche fattorie con produzione di Chianti DOCG della Toscana. Dal 21 luglio al 21 settembre 2010 nella cantina della Fattoria Sant&#8217;Appiano sarà possibile ammirare le opere del grande Maestro Sergio Scatizzi.<span id="more-22747"></span></p>
<p>La campagna toscana ha ispirato nei secoli l&#8217;opera dell&#8217;uomo nelle sue diverse forme. La produzione vinicola che l&#8217;ha resa famosa del mondo è solo una di queste, come testimoniano i diversi cimenti artistici di poeti, scultori, pittori e commedianti. Difficilmente però la sua anima ruvida e colorata è emersa in maniera così netta come in uno degli ultimi dipinti di Sergio Scatizzi, il grande pittore toscano recentemente scomparso, che nell&#8217;opera &#8221; La collina di Monteloro&#8221;, appositamente commissionata dalla famiglia Cappelli, ha dipinto, con il suo stile inconfondibile,capace di sintetizzare in pochi tratti la profonda anima della realtà circostante, la collina dove vengono coltivate le vigne di sangiovese i cui grappoli baciati dal sole producono il nettare che dopo quattro anni di maturazione e affinamento darà vita al Supertuscan &#8220;Monteloro&#8221;.</p>
<p>Uno stile, quello del Maestro Scatizzi, che ha conquistato la famiglia Cappelli proprietaria della Fattoria Sant&#8217;Appiano, una delle più antiche fattorie toscane con produzione di Chianti DOCG della Toscana, che ha declinato l&#8217;amore verso il proprio territorio in un progetto volto alla valorizzazione dell&#8217;arte attraverso le sue bottiglie: &#8221; Sant&#8217;Appiano d&#8217;autore &#8220;. Ogni anno la Fattoria produce un&#8217;etichetta speciale che riporta l&#8217;immagine di un&#8217;opera d&#8217;arte, per le bottiglie magnum di uno dei vini di punta della produzione dell&#8217;azienda, il Supertuscan &#8220;Monteloro&#8221;.</p>
<p>Sarà proprio l&#8217;opera di Scatizzi a vestire l&#8217;etichetta di quest&#8217;anno: &#8220;Siamo stati subito conquistati dall&#8217;opera che abbiamo scelto quest&#8217;anno per accompagnare le magnum del Monteloro 2005 &#8221; spiegano i fratelli Maria Grazia e Stefano Cappelli, proprietari dell&#8217;azienda &#8220;In &#8220;La collina di Monteloro&#8221; si ritrova quell&#8217;eleganza e quella forza espressiva che genera emozioni intense tipiche del grande pittore toscano. Emozioni che si imprimono anche in chi, come noi, vive ogni giorno di questa meraviglia che è la campagna toscana.Sergio Scatizzi ha avuto il merito di farci appassionare a lei ancor più di quanto già non lo fossimo&#8221;. In occasione del tributo che &#8220;Sant&#8217;Appiano d&#8217;autore&#8221; renderà a Scatizzi, la Fattoria ospiterà 26 opere del pittore, in una mostra aperta al pubblico a titolo gratuito dal 21 luglio al 21 settembre .</p>
<p>SERGIO SCATIZZI<br />
Sergio Scatizzi nasce a Gragnano il 20 ottobre 1921 e trascorre la giovinezza in Valdinievole e nella campagna lucchese. Giovanissimo soggiorna a Napoli per poi passare a Roma, dove si avvicina all&#8217;ambiente artistico e conosce Mafai. Del &#8217;36 è il primo soggiorno a Parigi, da dove nel &#8217;38 ritorna stabilendosi a Montecatini . A questo anno risalgono i primi dipinti di paesaggi e le prime nature morte. Nel &#8217;38 conosce Comisso e nel corso della guerra incontra anche De Pisis e Morandi. Tornato a Montecatini riprende a dipingere nel &#8217;43, conoscendo Soffici . Nuovo viaggio a Parigi (1948) con Comisso e altri amici e nuovo incontro con De Pisis.</p>
<p>Tiene la prima personale nel 1949 a Montecatini e l&#8217;anno successivo espone alla Biennale di Venezia. Dal &#8217;51, per qualche tempo, frequenta Rosai e si lega d&#8217;amicizia con Tirinnanzi, Marcucci, Capocchini, Pregno, mentre si stabilisce a Firenze. Dal &#8217;56 in poi entra in rapporti con la Galleria L&#8217;Indiano e comincia a presentarsi annualmente o quasi in mostre che si tengono in varie città italiane. Nel 1976 all&#8217;Accademia di Belle Arti di Carrara si tiene una vasta antologica e sei anni più tardi la Galleria La Strozzina di Firenze dedica a Scatizzi una mostra di 200 opere dal 1936 al 1982. Negli anni Ottanta e Novanta tiene numerose mostre nelle maggiori gallerie italiane e due a Los Angeles . Nel 1977 la Galleria d&#8217;Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze organizza una retrospettiva delle sue opere &#8220;informali&#8221; dipinte a cavallo degli anni Sessanta. A cura di Valentina Paolini.</p>
<p>Fattoria Sant&#8217;Appiano<br />
Indirizzo: Strada di Sant&#8217;Appiano, 11<br />
50021 Barberino Val d&#8217;Elsa FI<br />
Tel. +39 055 8075541 &#8211; Fax +39 055 8066242 &#8211; info@santappiano.it</p>
<p>http://www.santappiano.it</p>
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		<title>Da Brescia, a Trieste e poi Tolmezzo: l&#8217;arte di Marina Marcolini fa tappa in Carnia!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 08:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il successo dell&#8217;esposizione triestina prosegue in un viaggio itinerante la mostra di Marina Marcolini. Sabato 24 luglio 2010, alle ore 17.00, si terrà presso lo spazio espositivo della Corte del libro di Tolmezzo (via Roma, 11/13) l&#8217;apertura della mostra dell&#8217;artista bresciana l&#8217;arte oltre lo stile antologica 1989/2009. La mostra organizzata da Elena Cantori in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Marina-Marcolini.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Marina-Marcolini.jpg" alt="" title="Marina Marcolini" width="261" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22715" /></a></p>
<p>Dopo il successo dell&#8217;esposizione triestina prosegue in un viaggio itinerante la mostra di Marina Marcolini. Sabato 24 luglio 2010, alle ore 17.00, si terrà presso lo spazio espositivo della Corte del libro di Tolmezzo (via Roma, 11/13) l&#8217;apertura della mostra dell&#8217;artista bresciana l&#8217;arte oltre lo stile antologica 1989/2009. La mostra organizzata da Elena Cantori in collaborazione con L&#8217;Associazione culturale DayDreaming Project, presenta per la prima volta nel capoluogo carnico le opere dell&#8217;artista bresciana Marina Marcolini.<span id="more-22702"></span></p>
<p>La pittrice si definisce autodidatta, ma la sua formazione avviene presso l&#8217;Accademia Cignaroli di Verona dove apprende l&#8217;arte figurativa classica anche se una delle maggiori qualità della Marcolini quella di non essere fedele ad uno stile perchè non si può restare in nessun dove. L&#8217;artista ha esplorato diversi linguaggi pittorici passando dall&#8217;arte povera, realizzata in un paese povero ma ricco di suggestioni come l&#8217;Arica, attraverso l&#8217;utilizzo delle carte stagnole, del catrame e del cemento, per arrivare all&#8217;iperrealismo subito superato nel lirismo della memoria di antichi panneggi e nell&#8217;erotismo della carnositdelle pieghe delle macro-verdure, agli intensi e silenziosi ritratti di donne africane, alla malinconia romantica dei notturni, dove la scomparsa dell&#8217;uomo lascia posto alla vegetazione e agli animali che si rimpossessano della terra, alle ultime ironiche e a volte dissacranti opere di rivisitazione dei grandi capolavori. </p>
<p>Il critico Osvaldo Ponzetta definisce la sua arte citando Friedrich l&#8217;unica fonte vera dell&#8217;arte il nostro cuore, il linguaggio di un&#8217;anima pura e candida. Un quadro che non scaturisca di lpuessere solo un vano virtuosismo. Ogni opera autentica, concepita in un&#8217;aura sacra, attuata in un&#8217;aura benedetta; un interno impulso la crea spesso all&#8217;insaputa dell&#8217;artista.</p>
<p>info: LA CORTE DEL LIBRO  Via Roma 11/13 Tolmezzo (Ud), tel e fax 0433.2648 email info@cortedellibro.com</p>
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		<title>Capri: magie e creature marine negli scatti di Mimmo Jodice!</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Jul 2010 06:57:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ambito delle mostre dedicate ai grandi artisti della fotografia, la Fondazione Capri organizza la mostra di Mimmo Jodice, dal titolo &#8220;Figure del mare&#8221;, in corso fino al 4 settembre 2010 alla Certosa di San Giacomo, nella meravigliosa Isola di Capri (NA). Mimmo Jodice (Napoli, 1934) è uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, la cui [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Mimmo-Jodice.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Mimmo-Jodice.jpg" alt="" title="Mimmo Jodice" width="367" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22685" /></a></p>
<p>Nell&#8217;ambito delle mostre dedicate ai grandi artisti della fotografia, la Fondazione Capri organizza la mostra di Mimmo Jodice, dal titolo &#8220;Figure del mare&#8221;, in corso fino al 4 settembre 2010 alla Certosa di San Giacomo, nella meravigliosa Isola di Capri (NA).<span id="more-22645"></span></p>
<p>Mimmo Jodice (Napoli, 1934) è uno dei maestri della fotografia italiana contemporanea, la cui opera è riconosciuta a livello internazionale. Dalle prime sperimentazioni sui codici, le tecniche, i concetti della fotografia, alle indagini sui mali sociali di Napoli e del Sud dell&#8217;Italia. Dal lungo lavoro sulla complessità del paesaggio contemporaneo e sulle grandi città di molte parti del mondo, all&#8217;approfondimento del tema dell&#8217;archeologia, dell&#8217;arte antica, della cultura del Mediterraneo, fino alla narrazione del mare come luogo assoluto, la sua opera vasta e intensa attraversa più di quattro decenni.</p>
<p>Questa mostra, composta da oltre quaranta opere e organizzata in collaborazione con il Museo di Fotografia Contemporanea di Cinisello Balsamo, raccoglie la riflessione più profonda e più recente dell&#8217;artista, nella quale due grandi temi si intrecciano: la visione del mare come luogo del vuoto, dell&#8217;assenza di paesaggio, del silenzio, della sospensione temporale come risposta al caos della vita contemporanea; la persistenza del passato nel presente, attraverso la rappresentazione di frammenti di corpi e di volti di sculture della classicità, resti dell&#8217;antica civiltà del Mediterraneo che il mare stesso si è incaricato di conservare, rimodellare e infine restituirci. </p>
<p>Il Mediterraneo, ventre e laboratorio di storia e di cultura, è per Jodice un luogo sentimentale e mentale che gli permette di portare a piena espressione, nella stagione della maturità, la coincidenza tra immagine ed emozione che aveva caratterizzato le irrequiete ricerche dei suoi esordi. Il titolo della mostra, Mimmo Jodice. Figure del mare, indica non solo la plasticità di questi antichi volti e corpi restituiti dall&#8217;acqua, ma anche il mare stesso come vera e propria figura che appartiene profondamente al pensiero e alla visionarietà di Jodice, artista lontano da un&#8217;idea di fotografia come strumento descrittivo e documentario e invece da sempre sostenitore di un tipo di immagine carica di memoria, ricca delle molte forme dell&#8217;arte, orientata verso un sentimento metafisico della realtà visibile.</p>
<p>Catalogo Silvana. Testi di Roberta Valtorta. Ingresso libero dal martedì alla domenica dalle 10 alle 14 e dalle 17 alle 20. MFC ufficio stampa.</p>
<p>Titolo: Mimmo Jodice. Figure del mare<br />
Date: dal 10 luglio al 4 settembre 2010<br />
Orari: martedì &#8211; domenica 10-14; 17-20<br />
Luogo (indirizzo completo): Certosa di San Giacomo &#8211; Stanze del Priore, Capri<br />
Biglietto: ingresso gratuito<br />
Sito internet: http://www.fondazionecapri.org</p>
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		<title>&#8220;Vette&#8221;, ovvero sentieri verso l&#8217;arte contemporanea a Tolmezzo (UD).</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 21:02:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il paesaggio montano è connaturato alla Carnia, territorio di ricche valli e di alti picchi. La montagna la si può percorrere attraverso i suoi boschi per giungere fino alle sommità; così facendo, tra esperienza fisica e dello spirito, l&#8217;uomo si riappropria di un contatto con la natura ed anche con se stesso. Ma si possono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Taglia_24.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Taglia_24.jpg" alt="" title="Locandina" width="430" height="290" class="aligncenter size-full wp-image-22637" /></a></p>
<p>Il paesaggio montano è connaturato alla Carnia, territorio di ricche valli e di alti picchi. La montagna la si può percorrere attraverso i suoi boschi per giungere fino alle sommità; così facendo, tra esperienza fisica e dello spirito, l&#8217;uomo si riappropria di un contatto con la natura ed anche con se stesso. Ma si possono raggiungere altre &#8220;vette&#8221;, quelle del mondo delle idee, della ricerca, dell&#8217;espressività. Tutti questi elementi, messi in relazione, costituiscono il progetto intitolato &#8220;Vette&#8221;. <span id="more-22603"></span></p>
<p>Palazzo Frisacco a Tolmezzo si ripropone infatti come sede di un nuovo progetto annuale d&#8217;arte contemporanea legato al rapporto tra arte e ambiente. La prima mostra di questo nuova serie è intitolata appunto &#8220;Vette&#8221; ed è stata concepita partendo dalla riflessione attorno a diverse tematiche legate al territorio e all&#8217;arte che diventa il veicolo di una stretta relazione tra uomo e lo spazio del vissuto. Dall&#8217;ambiente in quanto natura all&#8217;arte in quanto rappresentazione, dalla vista al pensiero, dall&#8217; esperienza dei sensi alla contemplazione, Vette prende spunto dalla morfologia del peculiare ed affascinante territorio montano della Carnia per raggiungere le vette del pensiero e della creatività.</p>
<p>Palazzo Frisacco diventa negli intenti dei curatori un laboratorio di idee che si incontrano su diversi livelli; anche per questo motivo la mostra è strutturata in più sezioni con molte presenze: al primo piano opere di artisti di generazioni e matrice diversa che si esprimono con la pittura, la fotografia, il video, l&#8217;installazione; alcuni emergenti, altri di chiara fama: Gino De Dominicis, Giulio Frigo, Andrea Kwas, Bruno Muzzolini, Louis Nixon, Maria Elisabetta Novello, Bernhard Rüdiger, Paolo Ravalico Scerri, Manuela Sedmach, Massimo Uberti; al secondo piano documenti d&#8217;arte di grande rilievo legati a protagonisti e a realtà internazionalmente riconosciute come il collezionista d&#8217;eccezione Egidio Marzona di cui vengono presentate una selezione di opere, la rassegna Arte all&#8217;Arte dell&#8217;Associa-zione Arte Continua di San Gimignano e il DIVA Station Video Archive / SCCA Ljubljana Center for Contemporary Arts con la rassegna Video Programme.</p>
<p>L’immagine della mostra e l’organizzazione generale è curata da Comunicarte, agenzia che opera dal 1997 nel settore dell’arte e della comunicazione e che ha già avuto modo di collaborare in fatto di arti visive con tutte le principali istituzioni museali regionali (Museo Revoltella, Trieste, Galleria d&#8217;arte moderna, Udine, Musei provinciali, Gorizia, Civici Musei d&#8217;arte di Pordenone, Villa Manin di Passariano). Nel segno dell’ apertura a più voci e nello spirito di condivisione la curatela generale è stata suddivisa tra Lorenzo Michelli e Ilaria Bignotti per la sezione “artisti”. La sezione “Collezionisti d’eccezione” è stata curata da Elena Carlini, “Dieci anni d’Arte all’Arte “ da Lorenzo Michelli, e “VideoProgramme” da Laura Spolaore.</p>
<p>Fondante nel progetto di Comunicarte è considerare Palazzo Frisacco non un contenitore in cui far giungere proposte scollegate con il territorio, ma un sito che si trasformi in produttore di cultura, ed in una istituzione più vicina al concetto contemporaneo di Museo. «Nella contemporaneità infatti &#8211; spiega il curatore Lorenzo Michelli &#8211; il museo non è esclusivamente &#8220;il museo delle raccolte&#8221;, ma è divenuto uno spazio in cui ci si trova e si vive collettivamente l&#8217;esperienza culturale che ti trasforma, che ti arricchisce. Si vedono opere, ma anche video, si leggono riviste e libri». </p>
<p>«In questo modo vorremmo che il Palazzo divenisse collettore della curiosità di un pubblico diversificato e speriamo allargato: vorremmo non limitarci all&#8217;organizzazione di mostre che si concludono con la vernice, ma organizzare numerosi eventi collaterali, per trasformare quel luogo in uno spazio vivo e ricco di proposte».</p>
<p>Il progetto complessivo affidato a Comunicarte si svilupperà in quattro mostre principali, sempre supportate un ricco materiale esplicativo (video, schede relative ai diversi progetti e agli artisti coinvolti) con l’intento di colmare una certa frattura esistente nel nostro Paese tra il pubblico e l&#8217;arte contemporanea, che necessita di alcune indicazioni per essere adeguatamente fruita e apprezzata.</p>
<p>ARTISTI:<br />
Gino De Dominicis<br />
Giulio Frigo<br />
Andrea Kvas<br />
Bruno Muzzolini<br />
Louis Nixon<br />
Maria Elisabetta Novello<br />
Bernhard Rüdiger<br />
Paolo Ravalico Scerri<br />
Manuela Sedmach<br />
Massimo Umberti</p>
<p>&#8220;Vette&#8221; &#8211; sentieri verso l&#8217;arte contemporanea<br />
Palazzo Frisacco<br />
via Renato Del Din, 7<br />
Tolmezzo<br />
UD<br />
Orario &#8211; Ingresso: tutti i giorni 10.30-12.30 e 16.30-19.30 (martedì chiuso)<br />
Dal 08/07/10 al 26/09/10<br />
Per maggiori informazioni<br />
Telefono: +39-040-3728526</p>
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		<item>
		<title>Monfalcone: Pinacoteca d’Estate, Viaggio nel Primo ‘900 pittorico!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/22/pinacoteca-d%e2%80%99estate-viaggio-nel-primo-%e2%80%98900/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 22:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (GO) ha il piacere di presentare una nuova e importante mostra nata in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia: &#8220;Pinacoteca d’Estate. Viaggio nel Primo ‘900&#8243;. Opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia&#8221;, che verrà inaugurata venerdì 23 luglio, alle ore 18.30, presso la Galleria cittadina. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Auchentalle-Josef-Maria-Portraet-von-Peter-1906.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Auchentalle-Josef-Maria-Portraet-von-Peter-1906.jpg" alt="" title="Auchentalle Josef Maria Portraet von Peter 1906" width="329" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22612" /></a></p>
<p>La Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone (GO) ha il piacere di presentare una nuova e importante mostra nata in collaborazione con i Musei Provinciali di Gorizia: &#8220;Pinacoteca d’Estate. Viaggio nel Primo ‘900&#8243;. Opere della Pinacoteca dei Musei Provinciali di Gorizia&#8221;, che verrà inaugurata venerdì 23 luglio, alle ore 18.30, presso la Galleria cittadina. <span id="more-22601"></span></p>
<p>La mostra, in programma dal 23 luglio al 23 agosto 2010, è l’occasione per realizzare una proficua sinergia tra le istituzioni – i Musei di Gorizia ospiteranno la rassegna L’immagine sottile proveniente dalla Galleria entro il 2011 – con l’intenzione di offrire al pubblico un confronto tra un’arte già storicizzata e le ricerche artistiche più attuali che trovano nella Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone un sensibile ricettore a livello internazionale.</p>
<p>All Art Has Been Contemporary recita l’enorme scritta al neon sull’Altes Museum di Berlino, spazio dedicato all’arte antica, che sottolinea come ogni arte sia stata contemporanea nella sua epoca. Questo progetto nato di comune accordo tra le due istituzioni vuole evidenziare l’aspetto di riscoperta e polivalenza che la Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone ha per il nostro territorio, senza tralasciare mai il suo intento primaria, ma presentando progetti studiati e concepiti per apprendere meglio quelle che sono le basi della cultura artistica odierna.</p>
<p>Il settecentesco Palazzo Attems Petzenstein rappresenta senz’altro un fiore all’occhiello della Provincia di Gorizia. Proprio per questo nel settembre del 2009 è stato sottoposto a un importante intervento di restauro che si concluderà entro l’anno – in anticipo rispetto alla tempistica preventivata – che restituirà alla collettività un edificio pienamente funzionale e destinato ad accogliere la direzione dei Musei Provinciali e la Pinacoteca del Novecento. </p>
<p>Quest’evento eccezionale offre dunque l’occasione per portare sul territorio, e nel concreto alla Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone, almeno una parte dei dipinti che formano la Pinacoteca provinciale e che nella selezione proposta, con opere che vanno dalla fine dell’Ottocento agli anni Trenta del Novecento, ripercorrono uno snodo cruciale della nostra storia più recente: il cruento passaggio, avvenuto sui campi di battaglia, dalla monarchia asburgica a quella italiana degenerata poi nella dittatura fascista.</p>
<p>Nella scelta effettuata dalla curatrice della mostra, Annalia Delneri, l’esposizione intende offrire una panoramica sui primi tre decenni del Novecento che hanno segnato in modo indelebile l’arte contemporanea europea. Il percorso si apre all’insegna del passaggio tra Otto e Novecento e della tradizione pittorica veneziana settecentesca, mentre nel nuovo secolo le generazioni degli allora giovani artisti già recepiscono le sollecitazioni maturate nelle principali capitali europee dell’arte: da Roma a Firenze, da Vienna a Monaco di Baviera a Berlino e naturalmente a Parigi. Gli anni Venti, gli anni della ricostruzione post bellica, suscitano grandi tensioni ma anche attese che trovano sponda nelle avanguardie di marca espressionista e futurista. In questo frangente svolge un ruolo di primo piano il Movimento Futurista Giuliano, fondato nel 1919 da Mario Mirko Vucetich e Sofronio Pocarini. </p>
<p>L’intenzione del movimento di divenire “un’internazionale degli artisti di genio” avrà però breve durata sia per il clima politico, che andrà mutando di lì a pochi anni portando alla diaspora delle forze migliori, sia con la morte, improvvisa, dello stesso Pocarini nel 1934. Ma proprio per onorare la memoria dello scomparso numerosi pittori e scultori isontini e giuliani invieranno all’allora Museo della Redenzione una loro opera significativa: nascerà così il primo nucleo di arte contemporanea degli odierni Musei Provinciali di Gorizia.</p>
<p>In mostra si potranno ammirare una sessantina di opere tra dipinti, incisioni e manifesti degli autori: Josef Maria Auchentaller, Rodolfo Battig (Melius), Vittorio Bolaffio, Italico Brass, Glauco Cambon, Ivan Cargo, Giorgio Carmelich, Avgust Cernigoj, Bruno Ernesto Cossaro, Gino de Finetti, Edoardo Del Neri, Luigi Fattorello, Adolfo Levier, Piero Marussig, Mario Mirko Vucetich, Arturo Nathan, Gino Parin, Veno Pilon, Sofronio Pocarini, Eugenio Scomparini, Sergio Sergi, Luigi Spazzapan, Eugen Spiro, Carlo Wostry.</p>
<p>GC.AC Galleria Comunale d’Arte Contemporanea di Monfalcone Piazza Cavour 44 34074 Monfalcone, sito web http://www.galleriamonfalcone.it e-mail galleria@comune.monfalcone.go.it dal 23 luglio al 23 agosto 2010, orario: tutti i giorni dalle 18 alle 22, lunedì chiuso, ingresso libero</p>
<p>&#8220;Pinacoteca d’Estate. Viaggio nel Primo ‘900&#8243;<br />
GC.AC – Galleria Comunale d’Arte Contemporanea<br />
Piazza Cavour 44  Monfalcone GO<br />
Per maggiori informazioni sito web: http://www.galleriamonfalcone.it</p>
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		<title>Arezzo: ricordando Aligi Sassu nel decennale della morte!</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 22:39:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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<p>17 luglio 2000, 17 luglio 2010: sono trascorsi dieci anni dalla morte di Aligi Sassu, a ragione considerato tra i maggiori protagonisti del Novecento italiano. Per commemorare questa ricorrenza, il Comune di Arezzo e l&#8217;Associazione Culturale Amici dell&#8217;Arte di Aligi Sassu hanno presentato, con inaugurazione lo scorso sabato, settanta disegni realizzati dal Maestro fra il 1929 e il 1999. Il lungo arco cronologico preso in esame nella retrospettiva e, soprattutto il carattere inedito di quanto esposto in mostra, consente una rivisitazione singolare e straordinaria del percorso creativo dell&#8217;artista.<span id="more-22512"></span> </p>
<p>Come ricorda il Prof. Giovanni Faccenda, curatore della mostra, &#8220;tempere, chine, carboncini e pastelli, che Sassu ha conservato gelosamente per sé fino all’ultimo dei suoi giorni e che noi ora possiamo finalmente ammirare in questa toccante ricorrenza, a dieci anni dalla sua scomparsa, riverberano intensità di analisi ed una verità di sentimenti che resiste, in modo specifico, nello sguardo delle figure femminili tenute a modello, donne alle quali il mestiere di vivere non ha rubato tutti i sogni.&#8221;</p>
<p>Le settanta opere in mostra presso la Galleria D&#8217;Arte Comunale di Arezzo sono tutte provenienti dall&#8217; Archivio Aligi Sassu, curato da Carlos Julio Sassu Suarez, figlio dell&#8217; artista. Una selezione atta a ripercorrere questi settanta anni di arte a partire dalle opere della fine degli anni Venti, in cui Sassu, terminata l&#8217;esperienza futurista, abbandona gradualmente la durezza delle linee precedenti per caratterizzare la sua arte di una quotidianità e di una spiritualità tipiche del primitivismo.</p>
<p>Seguiranno poi opere degli anni Trenta, forse il decennio più importante per l&#8217;arte di Sassu, e che vede un mutamento di linee e dell’uso del colore che era impossibile sottovalutare. Negli anni Trenta si passa inoltre dall&#8217;attenzione alle novità delle metropoli, ad un ritorno alla nudità e alla purezza negli Uomini rossi. Ma gli anni Trenta sono anche il punto di partenza per un&#8217;altra fase fondamentale della vita dell&#8217;artista: i due viaggi a Parigi ed il suo essere così attivo e preoccupato per il momento storico politico che stava attraversando hanno portato alla nascita del suo periodo realista, testimoniato in questa mostra attraverso Ritratti, Caffè e Maison Tellier degli anni Quaranta e dei decenni successivi.</p>
<p>Le opere dagli anni Cinquanta in poi testimonieranno la ripresa di grandi temi dei periodi precedenti, tra cui i famosi cavalli, il mito e l’arte sacra, non trascurando l’amore dell’artista per la Spagna e per l’America Latina. La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Fabio Migliorati e Natalia Sassu Suarez ed è accompagnata da un catalogo bilingue Editoriale Giorgio Mondadori.</p>
<p>Arezzo &#8211; dal 17 luglio al 12 settembre 2010<br />
Aligi Sassu &#8211; Settant&#8217;anni di pittura su carta<br />
GALLERIA COMUNALE DI ARTE CONTEMPORANEA Piazza San Francesco 4 (52100) +39 0575299255 , +39 0575404518 (fax) orario: da martedì alla domenica dalle 10,00 alle 17,00 (possono variare, verificare sempre via telefono) biglietti: free admittance.</p>
<p>ufficio stampa: Associazione Culturale onlus Amici dell’Arte di Aligi Sassu<br />
Via Viarana 16, 20045 Besana in Brianza (MB) Tel. 0362 996368<br />
email: info@amicialigisassu.it http://www.amicialigisassu.it<br />
curatori: Giovanni Faccenda, Carlos Julio Sassu Suarez</p>
<p>note: La mostra è stata realizzata con la collaborazione di Fabio Migliorati e Natalia Sassu Suarez<br />
genere: personale, disegno e grafica</p>
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