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	<title>BeppeBlog &#187; Mostre fuori Regione</title>
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	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
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		<title>Furio Bomben: “Viaggio letterario e romantico nella Trieste di Svevo e di Saba”</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 20:24:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Lunedì 6 febbraio 2012, alle ore 18.30, a Trieste, alla Sala Comunale d’Arte (in piazza dell’Unità d’Italia 4), avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale del pittore e illustratore Furio Bomben, intitolata “Viaggio letterario e romantico nella Trieste di Svevo e di Saba”. La rassegna, che sarà introdotta sul piano critico dall’architetto Marianna Accerboni, propone una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Opera-di-Furio-Bomben.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Opera-di-Furio-Bomben.jpg" alt="" title="Opera di Furio Bomben" width="430" height="294" class="aligncenter size-full wp-image-55604" /></a></p>
<p>Lunedì 6 febbraio 2012, alle ore 18.30, a Trieste, alla Sala Comunale d’Arte (in piazza dell’Unità d’Italia 4), avrà luogo l’inaugurazione della mostra personale del pittore e illustratore Furio Bomben, intitolata “Viaggio letterario e romantico nella Trieste di Svevo e di Saba”. <span id="more-55239"></span></p>
<p>La rassegna, che sarà introdotta sul piano critico dall’architetto Marianna Accerboni, propone una trentina di opere su carta realizzate dall’artista nel 2011 e rimarrà visitabile fino al 26 febbraio (orario: feriale e festivo 10-13 / 17-20).</p>
<p>L’anima letteraria di Trieste &#8211; scrive Accerboni &#8211; ispira ancora una volta la creatività di un artista, noto e sapiente illustratore, come Furio Bomben. Che, figlio d’arte (il padre era pittore famoso soprattutto per i suoi cavalli in corsa), ricostruisce con accurata pazienza e intensa sensibilità luministica le atmosfere un po’ fané della Trieste del primo Novecento, rievocando nelle vedute di mare e in quelle degli antichi caffè, il sapore di un passato glorioso, accanto alle due principali vocazioni della città: quella emporiale, testimoniata dai velieri ancorati sulle rive e sul Canale, che però Bomben sviscera nella loro accezione più romantica, e la vocazione letteraria, svolta attraverso il ricordo dei più grandi scrittori di Trieste.</p>
<p>Da Saba, ritratto all’esterno del Caffè Garibaldi, allora frequentatissimo ritrovo artistico-letterario al pianoterra del palazzo del Municipio, all’elegante atmosfera del Caffè San Marco, alla ricostruzione del Caffè Bizantino di Largo Barriera, a Scipio Slataper, autore de “Il mio Carso”, ritratto sullo sfondo di una vecchia casa di Prosecco; mentre Giotti, che amava tanto il mare, è ripreso a fumare sul molo Audace, con alle spalle la piazza Unità del primo Novecento, abbellita da un ricco giardino…e ancora Gianni Stuparich al Caffè Tommaseo, Svevo seduto al San Marco e Joyce, che conversa con una giovane signora all’entrata di una libreria…a comporre, attraverso il disegno a matita, seguito da quello a china e dalla coloritura a tempera &#8211; conclude Accerboni &#8211; un itinerario letterario e romantico che ci conduce con grazia anche in Cittavecchia, in salita Trenovia, a bordo del vecchio tram, oppure a passeggiare costeggiando un inedito viale XX Settembre, autunnale e intriso di luce.</p>
<p>Furio Bomben, triestino, ottimo illustratore formatosi professionalmente attraverso solidi studi di disegno e grafica, dipinge da sempre. Negli ultimi trent’anni ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti e il consenso di pubblico e critica nel corso delle numerose mostre personali e della partecipazione a collettive di prestigio. Già grafico e caricaturista per il settimanale “Trieste Sport”, ha illustrato, con opere dedicate a Cittavecchia e delicati nudi, le liriche della moglie Mara raccolte nel volume “Cittavecchia e nuovi amori” e con diversi disegni il graphic novel noir di successo della stessa autrice, intitolato “Il viaggiatore nel vento” e giunto oggi alla 3° edizione.</p>
<p>DOVE: Sala Comunale d’Arte – Piazza dell’Unità d’Italia 4 &#8211; Trieste<br />
QUANDO: 6 &#8211; 26 febbraio 2012<br />
ORARIO: feriale e festivo 10-13 / 17-20<br />
A CURA DI: Marianna Accerboni</p>
<p>Furio Bomben: “Viaggio letterario e romantico nella Trieste di Svevo e di Saba”<br />
Sala Comunale d’Arte<br />
piazza dell’Unità d’Italia, 4<br />
Trieste<br />
TS<br />
Orario &#8211; Ingresso: feriale e festivo 10-13 / 17-20<br />
Dal 06/02/12 al 26/02/12</p>
<p>Per maggiori informazioni<br />
Sito web: http://www.retecivica.trieste.it</p>
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		<title>&#8220;Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven&#8221; a Milano!</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:33:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Si terrà a Milano, presso lo Spazio Oberdan, in Viale Vittorio Veneto 2, dal 4 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven” promossa dalla Provincia di Milano, prodotta e organizzata da Alef cultural project management. Klimt, rappresentante autorevole della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Lo-straordinario-Fregio-di-Beethoven.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Lo-straordinario-Fregio-di-Beethoven.jpg" alt="" title="Lo straordinario Fregio di Beethoven" width="342" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-55553" /></a></p>
<p>Si terrà a Milano, presso lo Spazio Oberdan, in Viale Vittorio Veneto 2, dal 4 febbraio al 6 maggio 2012 la mostra “Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven” promossa dalla Provincia di Milano, prodotta e organizzata da Alef cultural project management.<span id="more-55531"></span></p>
<p>Klimt, rappresentante autorevole della Secessione e artista di straordinaria rilevanza nella storia dell’arte moderna, avrebbe festeggiato nel 2012 il suo 150° compleanno. In occasione di questa particolare ricorrenza una serie di importanti eventi internazionali celebrano la figura e l’opera del Maestro austriaco. Vienna, città in cui Klimt ha trascorso gran parte della sua esistenza, ospita, nelle sue sedi espositive più prestigiose, numerose mostre di grande levatura. </p>
<p>Altre città europee da Parigi a Barcellona, da Berlino a Londra, accolgono speciali e interessanti workshop per indagare e scoprire le opere del grande artista. Milano, prima città italiana che inaugurerà le celebrazioni del 150° anniversario della nascita di Klimt, si allinea all’offerta culturale internazionale con questa mostra che presenta la riproduzione a dimensioni reali dello straordinario Fregio di Beethoven accompagnata da quindici disegni originali correlati al famoso affresco custodito in una sala del Palazzo della Secessione di Vienna.</p>
<p>Il percorso espositivo si apre con i manifesti originali della Secessione viennese realizzati tra gli altri da Koloman Moser, Alfred Roller, Ferdinand Hodler e Leopold Stolba per le singole Esposizioni del movimento e appartenenti alla Collezione Salce della Soprintendenza per i beni storici, artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso. Completano l&#8217;esposizione alcuni numeri della celebre rivista “Ver Sacrum”, lo strumento più alto realizzato dagli artisti appartenenti al movimento secessionista, custode della poetica dell&#8217;arte totale – Gesamtkunstwerk.</p>
<p>La mostra guiderà il visitatore alla comprensione del capolavoro klimtiano, cogliendo i motivi grafici principali della composizione insieme alla forte simbologia e alle numerose allegorie che ne emergono. Un team di scenografi e decoratori darà infatti vita alla riproduzione del celeberrimo Fregio di Beethoven in scala 1:1. Il Fregio sarà posizionato in una sala dedicata all&#8217;interno della sede espositiva in cui risuoneranno le note della Nona Sinfonia di Ludwig van Beethoven.</p>
<p>Il Fregio lascia trasparire il grande eclettismo di Klimt che, con il suo stile inconfondibile, riesce a mescolare e a trarre ispirazione da vari elementi figurativi e artistici fondendo all’interno dell’opera echi e suggestioni diverse. Se dalla pittura egiziana e vascolare greca trae la concezione della parete come fascia su cui allineare una sequenza di figure ed eventi, è dalle stampe giapponesi di Hokusai e Utamaro che ricava il segno forte e incisivo. Sono invece di ispirazione africana le spaventose maschere del regno del male che il Cavaliere, protagonista maschile dell’opera, dovrà affrontare e combattere durante il suo lungo viaggio per congiungersi alla Poesia, incarnazione della figura femminile.</p>
<p>«Prosegue la convinta scelta della Provincia di Milano volta a valorizzare e preservare l’arte. – dichiara il Presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà &#8211; Attraverso questo evento, promosso in occasione della centocinquantesima ricorrenza della nascita del più importante esponente della secessione viennese, desideriamo fornire un’ulteriore risposta alla domanda di cultura che giunge dalla Grande Milano. L’obiettivo è, dunque, quello di rendere fruibile ai cittadini, pure con l’ausilio del ricco contributo esibito dai disegni correlati al famoso “Fregio”, l’epoca rivoluzionaria e forse irripetibile, dello “Jugendstil”, colma di fermento culturale e artistico».</p>
<p>“Il 2012, per l’Assessorato alla Cultura in Provincia di Milano, si apre con una mostra dal respiro internazionale e dai molteplici significati &#8211; sottolinea il Vice Presidente e Assessore alla Cultura, Novo Umberto Maerna &#8211; Dopo aver celebrato i 150 anni della Provincia e i 150 anni dell’Unità Nazionale, questo ideale trittico di celebrazioni continua con l’omaggio ai 150 anni di Gustav Klimt, artista che rappresenta una delle più alte espressioni della pittura europea. </p>
<p>Un ideale omaggio alla Cultura Europea, che nell’Ottocento ha rappresentato il cuore pulsante della grande tradizione culturale occidentale e cristiana; una tradizione formatasi nei secoli attraverso la scultura, la pittura, la letteratura e la musica. Spazio Oberdan, in questi anni, si è posto l’obiettivo di diventare un centro diffusore di questa tradizione, che noi desideriamo divulgare e condividere in quanto elemento costitutivo della nostra Identità.”</p>
<p>Il Fregio di Beethoven, lungo trentaquattro metri e sviluppato su tre pareti del Palazzo della Secessione, fu dipinto da Klimt nel 1902 in occasione della XIV mostra del movimento della Secessione Viennese. L’esposizione, progettata come cornice per la grande scultura in marmo policromo di Max Klinger dedicata a Ludwig van Beethoven, fu una corale celebrazione del compositore tedesco particolarmente stimato e apprezzato durante quegli anni. </p>
<p>Beethoven, attraverso la sua opera d’esaltazione dell’amore e dell’abnegazione, era considerato da Klimt e dai suoi compagni l’incarnazione del genio e degli ideali secessionisti. Ispirato alla Nona Sinfonia, il Fregio fu concepito come parte di un percorso espositivo in cui la visita si trasformava in una sperimentazione sinestetica dove la musica diventava parte costituente e fondamentale dell’opera; in occasione dell’inaugurazione della mostra fu infatti eseguito l’Inno alla Gioia diretto da Gustav Mahler.</p>
<p>L’opera si compone di tre parti: L’anelito alla felicità, Forze ostili e Inno alla Gioia. Nell’ultimo pannello Klimt riporta la citazione biblica: “Il mio regno non è di questo mondo”, la stessa citazione che ritroviamo nel saggio di Wagner 1846 dedicato a Beethoven per sottolineare la funzione liberatrice della musica in contrasto con la corruzione del mondo terreno. Nell’opera di Klimt emerge anche la contrapposizione tra bene e male e l’aspirazione al riscatto ideale attraverso l’arte nel rapporto tra uomo e donna.</p>
<p>L’uomo, raffigurato dal Cavaliere, dovrà affrontare una sorta di viaggio agli Inferi per raggiungere la Poesia, protagonista femminile del dipinto. La strada verso il sublime è tortuosa e colma di tentazioni pericolose ma il Cavaliere ne esce vittorioso e arriva finalmente il momento della liberazione rappresentato dal raggiungimento dell’estasi amorosa. L’abbraccio finale tra il Cavaliere, spogliato delle sue armi, e la Poesia simboleggia il raggiungimento del regno ideale. Gli ornamenti fluttuano come note musicali e dalle pareti emerge il tipico stile klimtiano caratterizzato da colori sapientemente accostati, linee sinuose e profusione dell’oro.</p>
<p>Milano &#8211; dal 3 febbraio al 6 maggio 2012<br />
Gustav Klimt &#8211; Disegni intorno al fregio di Beethoven<br />
SPAZIO OBERDAN &#8211; CINETECA<br />
Viale Vittorio Veneto 2 (20124)<br />
+39 0277406300 http://www3.provincia.mi.it</p>
<p>orario: martedì e giovedì 10.00-22.00; mercoledì, venerdì, sabato, domenica 10.00-<br />
19.30 (la biglietteria chiude trenta minuti prima dell’orario di chiusura)</p>
<p>biglietti: intero 8,00 €, ridotto convenzionati 7,00 €, ridotto 6,00 €, ridotto scuole 5,00 €<br />
vernissage: 3 febbraio 2012. ore 19.00</p>
<p>Evento segnalato dal sito web: http://www.exibart.com</p>
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		<title>Incanti di terre lontane Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra Otto e Novecento!</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 22:01:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[La mostra sarà visitabile presso Palazzo Magnani a Reggio Emilia dal 4 febbraio al 29 aprile 2012. All&#8217; inizio fu l&#8217;Oriente vicino, l&#8217;esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Una-delle-opere-in-mostra.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/02/Una-delle-opere-in-mostra.jpg" alt="" title="Una delle opere in mostra" width="271" height="375" class="aligncenter size-full wp-image-55600" /></a></p>
<p>La mostra sarà visitabile presso Palazzo Magnani a Reggio Emilia dal 4 febbraio al 29 aprile 2012. All&#8217; inizio fu l&#8217;Oriente vicino, l&#8217;esotismo e la seduzione degli hammam e degli harem, le palme, i minareti ma anche i deserti popolati di beduini e cammelli, o i colori delle città del Magreb. Poi lo sguardo degli artisti migrò ancora più ad Oriente, verso quelle culture e quelle atmosfere dell&#8217;estremo oriente altrettanto esotiche e forse ancora più incantevoli. <span id="more-55147"></span></p>
<p>Ed è su questo lontano Oriente, lo stesso che diviene popolare grazie ai romanzi d&#8217;avventura popolati da tigri o dal fumo conturbante dell&#8217;oppio, lo stesso che ammaliò tutta Europa grazie alle delicate armonie dei racconti e delle incisioni giapponesi, che si sofferma la grande mostra che Palazzo Magnani, a Reggio Emilia, promuove con il titolo &#8220;Incanti di terre lontane Hayez, Fontanesi e la pittura italiana tra otto e novecento&#8221;. Un titolo articolato per dar conto delle diverse anime che danno vita a questa affascinante esposizione.</p>
<p>I due protagonisti innanzitutto, Hayez e Fontanesi. L&#8217;Oriente del primo è quello vicino, mediterraneo, non direttamente vissuto ma sapientemente evocato. Quello del secondo, invece, è l&#8217;Oriente estremo, o almeno un lembo di esso, il lontano Giappone, regno che lo ospitò a lungo, onorandolo, e che lui a sua volta volle onorare.</p>
<p>Intorno ai due, i molti altri che lungo gran parte di questo secolo, l&#8217;Ottocento appunto, hanno descritto gli incanti, le malie di terre ai più ignote e per questo ancora più affascinanti.</p>
<p>Un centinaio di opere degli Orientalisti italiani, con molte novità. A partire dalla presenza, straordinaria di alcuni dei più importanti dipinti diFrancesco Hayez. A Palazzo Magnani si potranno infatti ammirare l&#8217;Odalisca della Pinacoteca di Brera, la Ruth delle Collezioni Comunali di Bologna e Un&#8217;odalisca alla finestra di un Harem di una nota collezione privata.</p>
<p>La mostra dà conto della ventata d&#8217;Oriente che suggestionò la pittura italiana nel secondo &#8217;800 riconoscendo come punto d&#8217;avvio, non unico ma certo particolarmente importante, Francesco Hayez. Da Parma, prima Alberto Pasini e poi Roberto Guastalla, il &#8220;Pellegrino del sole&#8221;, percorsero carovaniere e città per raccontare questi altri mondi. Il secondo lo fece portandosi dietro, oltre a tavolozza, cavalletto e pennelli, anche uno strumento nuovo, la macchina fotografica.</p>
<p>Da Firenze parti alla volta dell&#8217;Egitto Stefano Ussi che subito dopo l&#8217;apertura del Canale di Suez, lavorò per il Pascià prima di trasferirsi in Marocco.</p>
<p>Al fascino della scoperta che si fa suggestiva visione di mondi &#8220;altri&#8221; soggiacquero Eugenio Zampighi, Pompeo Mariani, Augusto Valli,Giulio Viotti, Achille Glisenti, Giuseppe Molteni, a conferma della trasversalità e del dilagare in tutta la penisola di un&#8217;affascinante attrazione. Dall&#8217;Orientalismo non sfuggì certo il Mezzogiorno d&#8217;Italia. Ne fu testimonianza, a Napoli, Domenico Morelli che, senza mai aver messo piede nei territori d&#8217;oltremare, descrisse magistralmente velate odalische, figure di arabi, mistiche atmosfere di preghiere a Maometto. Visioni esotiche soffuse di raffinato erotismo si ritrovano anche negli olii scenografici di Fabio Fabbi, del siciliano Ettore Cercone e del pugliese Francesco Netti. Quest&#8217;ultimo in particolare, di ritorno da un viaggio in Turchia, si dedicò alla produzione di opere orientaliste di tono intimista, come per esempio Le ricamatrici levantine, venate dallo stesso &#8220;garbo mediterraneo&#8221;, presente nelle odalische di Morelli</p>
<p>Una attenzione peculiare la mostra riserva, anche per ragioni di nascita reggiana, a Antonio Fontanesi. Egli, tra il 1876 e il 1878, venne chiamato, insieme al altri artisti italiani, ad insegnare alla neo-fondata Accademia di Belle Arti d Tokyo, restituendo immagini disegnate e dipinte del Giappone interpretate dal suo squisito linguaggio lirico. Nella ricca produzione pittorica di questo artista le opere di soggetto orientale non sono che poche unità: tre dipinti, tra cui uno non ultimato e alcuni disegni a matita. Preziose e rare testimonianze raccolte per la prima volta in una mostra.</p>
<p>Diversa critica ha voluto, nel tempo, attribuire all&#8217;esperienza in Giappone di Fontanesi uno scarso valore in termini di ricaduta sulle sue modalità espressive e stilistiche e per certi versi ciò corrisponde a verità. Ma un altro aspetto va sicuramente sottolineato. Nessun pittore dell&#8217;Ottocento europeo ha mostrato di possedere meglio di Fontanesi una intensa consonanza con alcuni elementi della poetica e dell&#8217;estetica orientale, giapponese nello specifico, per quanto attiene, ad esempio, all&#8217;interpretazione del rapporto uomo/natura e a una visione profonda del mondo.</p>
<p>Questa affinità elettiva tra Fontanesi e l&#8217;Oriente, sebbene forse non del tutto meditata e consapevole, emerge in modo evidente se si analizza la vicenda artistica del pittore dalla sua formazione alla maturità, con uno sguardo attendo alla sua esperienza in Giappone. Un soggiorno che lo vide protagonista nella Tokyo del periodo Meiji che mostrava una crescente apertura nei confronti dell&#8217;Occidente, proprio nel momento in cui in Europa si poteva assistere all&#8217;ampia diffusione in arte del gusto &#8220;orientalista&#8221; in particolare in pittura.</p>
<p>L&#8217;attenzione dell&#8217;arte italiana per lo stile e le atmosfere naturalistiche estremo orientali era, sul finire del secolo, davvero notevole. Si innestava sulla &#8220;moda&#8221; del giapponismo che ha affascinato nel corso dell&#8217;Ottocento tutta Europa grazie in particolare alla diffusione delle raffinate stampe giapponesi ukiyo-e di artisti quali Utamaro, Hiroshige e Hokusai, che vengono avidamente collezionate da intellettuali, mercanti d&#8217;arte e, naturalmente, artisti.</p>
<p>Ma i contatti tra l&#8217;arte italiana con l&#8217;estremo oriente saranno nella seconda metà dell&#8217;Ottocento più articolati e profondi, grazie alla progressiva apertura commerciale e politica di questi paesi verso l&#8217;Occidente. Molti artisti italiani compirono viaggi di lavoro, chiamati dai governi locali a portare la loro arte in quelle &#8220;remote contrade&#8221; e ebbero modo di comprenderne a fondo la cultura, i valori coloristici e le atmosfere che restituiranno in modo intenso nei loro schizzi e dipinti, con una capacità di penetrazione e racconto molto lontane dall&#8217;approccio &#8220;in stile&#8221; che aveva caratterizzato la moda europea.</p>
<p>Così Fontanesi in Giappone. Così Galileo Chini, nel favoloso Siam dove si recò insieme all&#8217;architetto torinese Annibale Rigotti, tra il 1911 e il 1914, per partecipare alla fastosa decorazione del Palazzo del Trono a Bangkok. E con Chini, Salvino Tafanari che con lui aveva già lavorato a Firenze e che qui venne incantato dalla flessuose danzatrici dell&#8217;isola di Giava, esempio fra i molti di artisti italiani stregati dal mal d&#8217;Oriente, malia che trasmisero in patria, in una meravigliosa contaminazione di cui la mostra reggiana è superba testimonianza.</p>
<p>SCHEDA DELLA MOSTRA</p>
<p>INCANTI DI TERRE LONTANE.HAYEZ, FONTANESI e la pittura italiana tra otto e novecento<br />
Palazzo Magnani &#8211; Reggio Emilia 4 febbraio &#8211; 29 aprile 2012</p>
<p>Promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani<br />
Catalogo Silvana editoriale</p>
<p>Orari: dal martedì al venerdì 10.00 -13.00 / 15.30 &#8211; 19.00<br />
Sabato, Domenica e Festivi 10.00 &#8211; 19.00<br />
Chiuso lunedì</p>
<p>Ingressi: Intero 9 euro; Ridotto 7 euro; Studenti 4 euro</p>
<p>Visite Guidate</p>
<p>per gruppi fino a 20 persone: 60,00 euro + ingresso ridotto<br />
per gruppi fino massimo 40 persone: 3,00 a persona + ingresso ridotto<br />
per classi di studenti: 1,00 euro + ingresso studenti<br />
visita guidata in lingua: 100 euro + ingresso ridotto</p>
<p>Visite guidate in programma: ogni sabato e domenica ore 16.00<br />
(3,00 euro + ingresso ridotto &#8211; necessaria la prenotazione)</p>
<p>Visite riservate ed eventi in mostra:<br />
Per Associazioni, gruppi ed aziende è possibile prenotare visite riservate alla mostra</p>
<p>Per informazioni e prenotazioni:<br />
Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 29<br />
Biglietteria Tel. 0522 454437<br />
Email.info@palazzomagnani.it</p>
<p>Direzione e Organizzazione:<br />
Fondazione Palazzo Magnani, Corso Garibaldi 29/31<br />
Tel. 0522 444446 &#8211; 408 &#8211; 415<br />
Email.info@palazzomagnani.it<br />
www.palazzomagnani.it</p>
<p>Ufficio Stampa nazionale:<br />
Studio ESSECI, Sergio Campagnolo</p>
<p>http://www.studioesseci.net</p>
<p>info@studioesseci.net </p>
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		<title>Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon, Miseria e splendore della Carne Tesori e la grande pittura europea.</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 21:57:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 12 febbraio al 17 giugno 2012 dopo le mostre dedicate a Roberto (2003), a Francesco Arcangeli (2005) e a Corrado Ricci (2008), il MAR Museo d&#8217;Arte della Città di Ravenna, prosegue la sua indagine su figure di primo piano della critica d&#8217;arte, rendendo omaggio a: Giovanni Testori (1923-1993). La mostra, realizzata grazie al generoso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Caravaggio-Ragazzo-morso-da-un-ramarro.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Caravaggio-Ragazzo-morso-da-un-ramarro.jpg" alt="" title="Caravaggio Ragazzo morso da un ramarro" width="294" height="375" class="aligncenter size-full wp-image-55456" /></a></p>
<p>Dal 12 febbraio al 17 giugno 2012 dopo le mostre dedicate a Roberto (2003), a Francesco Arcangeli (2005) e a Corrado Ricci (2008), il MAR Museo d&#8217;Arte della Città di Ravenna, prosegue la sua indagine su figure di primo piano della critica d&#8217;arte, rendendo omaggio a: Giovanni Testori (1923-1993). <span id="more-55139"></span></p>
<p>La mostra, realizzata grazie al generoso sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna, si inserisce nella programmazione del museo dopo le vaste rassegne dedicate ai Preraffaelliti (2010), in collaborazione con l&#8217;Ashmolean Museum di Oxford, e Arte in Italia nel secondo dopoguerra (2011), sarà curata da Claudio Spadoni e sarà inaugurata il prossimo 11 febbraio per proseguire fino al 17 giugno 2012.</p>
<p>Per l&#8217;occasione, oltre alla fondamentale collaborazione della Compagnia del Disegno di Milano e dell&#8217;Associazione Testori, è stato costituito un prestigioso Comitato Scientifico composto da Andrea Emiliani, già direttore della Pinacoteca di Bologna, Mina Gregori, Presidente della Fondazione di Studi di Storia dell&#8217;Arte Roberto Longhi, Antonio Paolucci, Direttore dei Musei Vaticani, Ezio Raimondi, già Presidente dell&#8217;Istituto per i Beni Culturali, Alain Toubas e Claudio Spadoni.</p>
<p>Figura complessa &#8211; pittore, drammaturgo, giornalista e storico e critico d&#8217;arte &#8211; Giovanni Testori si è distinto per il coraggio di scegliere strade anche impervie perché distanti da quelle &#8220;maestre&#8221; dell&#8217;ufficialità.</p>
<p>Il suo sguardo sulla pittura di realtà, intesa nella sua epidermica evidenza, mostra tutta la miseria e lo splendore della vita. La preferenza verso temi protesi all&#8217;esaltazione delle domande ultime &#8211; le Erodiadi o le teste del Battista del Cairo, le Crocifissioni di Gaudenzio e del Sacro Monte di Varallo, le figure di Tanzio al pari di quelle di Bacon o Giacometti &#8211; ne segnalano la personalità eccentrica, il coraggio dei risvolti più scabrosi, l&#8217;affermazione prepotente e tutta organica, e dunque corruttibile, della carne.</p>
<p>Il percorso della mostra si articolerà in diverse sezioni dedicate ai vari periodi della storia dell&#8217;arte studiati dal critico milanese e agli artisti da lui amati, a partire dai suoi primi scritti su Manzù, Matisse, Morlotti, poi i francesi Courbet e Géricault; dagli approfondimenti e le riscoperte sulla linea della pittura di realtà in Lombardia del &#8217;500 (Gaudenzio Ferrari, Foppa, Savoldo, Romanino, Moretto) e del &#8217;600 (Moroni, Ceresa, Fra Galgario, Ceruti), i &#8220;manieristi&#8221; lombardo piemontesi (Cerano, Morazzone, Tanzio da Varallo, Daniele Crespi, Cairo,) accompagnati da Caravaggio, sua grande passione dichiarata, passando attraverso l&#8217;attenzione a figure della Nuova Oggettività (Dix, Grosz, Radzwill), Nuovi Selvaggi (Fetting, Hodicke, Zimmer, Salomè) e Nuovi Ordinatori (Albert, Chevalier, Schindler, Merkens), e artisti come Bacon, Giacometti, Sutherland, Sironi, Guttuso, Gruber, Marini, Vacchi, Varlin, Jardiel, Vallorz, Rainer &#8211; per citare alcuni nomi &#8211; per giungere fino a Cucchi e Paladino.</p>
<p>Di ognuno di questi artisti saranno esposte diverse opere, in alcuni casi quelle stesse scelte e possedute da Testori. La rassegna presenterà anche un omaggio Testori con selezione di ritratti fra i tanti eseguiti da diversi pittori per lo studioso.</p>
<p>Catalogo Silvana editoriale con i contributi di: Marco Antonio Bazzocchi, Stefano Crespi, Davide Dall&#8217;Ombra, Marco Rosci, Claudio Spadoni, Bruno Toscano, Alain Toubas, Marco Vallora e Elena Volpato.</p>
<p>Mostra:<br />
Caravaggio, Courbet, Giacometti, Bacon, Miseria e splendore della Carne<br />
Testori e la grande pittura europea</p>
<p>Sede:<br />
Museo d&#8217;Arte della città di Ravenna</p>
<p>Enti organizzatori:<br />
Mar &#8211; Museo d&#8217;Arte della città di Ravenna</p>
<p>Sponsor ufficiale:<br />
Fondazione Cassa di Risparmio di Ravenna</p>
<p>Con il contributo di: Coop Adriatica e EniPower</p>
<p>Periodo:<br />
12 febbraio &#8211; 17 giugno 2012</p>
<p>Orari :<br />
fino al 31 marzo: martedì- venerdì 9-18, sabato e domenica 9-19,<br />
chiuso lunedì<br />
dall&#8217;1 aprile: martedì &#8211; giovedì 9-18; venerdì 9-21;<br />
sabato e domenica 9-19 , chiuso lunedì</p>
<p>Ingresso:<br />
Intero: 9 euro, ridotto: 7 euro</p>
<p>MAR &#8211; Ufficio relazioni esterne e promozione<br />
Nada Mamish &#8211; Francesca Boschetti<br />
tel. +39.0544.482017 / 482775<br />
fax +39.0544.212092<br />
ufficio.stampa@museocitta.ra.it</p>
<p>http://www.museocitta.ra.it</p>
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		<title>Mostra fotografica &#8220;An Italian perspective-Una prospettiva italiana&#8221; a New York</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 09:31:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Inaugura il 2 febbraio 2013, presso la Howard Greenberg Gallery di New York, la mostra &#8220;An Italian perspective/una prospettiva italiana&#8221;, voluta e organizzata da Studio la Città di Verona. La rassegna, curata dalla storica e critica italiana Angela Madesani, presenta il lavoro di quattro fra i più importanti fotografi italiani: Gabriele Basilico (1944), Vincenzo Castella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Luigi-Ghirri.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Luigi-Ghirri.jpg" alt="" title="Luigi Ghirri" width="430" height="330" class="aligncenter size-full wp-image-55473" /></a></p>
<p>Inaugura il 2 febbraio 2013, presso la Howard Greenberg Gallery di New York, la mostra &#8220;An Italian perspective/una prospettiva italiana&#8221;, voluta e organizzata da Studio la Città di Verona. La rassegna, curata dalla storica e critica italiana Angela Madesani, presenta il lavoro di quattro fra i più importanti fotografi italiani: Gabriele Basilico (1944), Vincenzo Castella (1952), Luigi Ghirri (1943-1992) e Massimo Vitali (1944). La volontà è quella di riuscire a stimolare un pensiero su una possibile identità italiana di fotografia. <span id="more-55411"></span></p>
<p>Saranno in mostra alcune immagini vintage di Luigi Ghirri, realizzate tra gli anni Settanta e l&#8217;inizio dei Novanta. Immagini che propongono diversi soggetti immortalati nell&#8217;arco di vent’anni e che pongono in evidenza l&#8217;approccio concettuale dell&#8217;autore.</p>
<p>Di Gabriele Basilico, tra i più noti protagonisti della fotografia italiana, sono in mostra fotografie appartenenti a diversi cicli di lavori da Bord de Mer, le immagini che ha realizzato per la Mission Photographique de la DATAR, nel 1984, alle immagini delle città da Mosca a San Francisco.</p>
<p>Di Massimo Vitali, figura di spicco nel panorama internazionale, sarà in mostra una delle recenti opere, tratta dalla famosa serie sulle spiagge, in cui sono raccontati spazi collettivi dove le masse si aggregano.</p>
<p>Vincenzo Castella, tra i più interessanti autori dello scenario fotografico italiano, presenta qui alcune immagini inedite di Istanbul, Malta e la prima del 2012: Venezia, prodotta appositamente per questa mostra.</p>
<p>GABRIELE BASILICO<br />
è nato a Milano nel 1944, dove vive e lavora.<br />
Il lavoro di Gabriele Basilico è stato esposto in musei e istituzioni come il San Francisco Museum of Modern Art (SFMOMA), lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Biennale di Venezia, il Musée Européen de la Photographie a Parigi, e Ivam a Valencia. Le sue opere sono presenti nelle collezioni della maggior parte delle principali istituzioni pubbliche e private.</p>
<p>VINCENZO CASTELLA<br />
è nato a Napoli nel 1952. Vive e lavora a Milano.<br />
Dal 1980 espone i suoi lavori in Europa e negli Stati Uniti.<br />
Le sue opere sono conservate nei maggiori archivi e collezioni pubbliche e private. Recentemente ha partecipato alla mostra Layers of Malta, organizzata presso il Centro per la Creatività &#8211; La Valletta &#8211; e ha presentato le sue opere durante la Biennale di Tirana. Il video “Cronache da Milano” è stato proposto nel 2009 da Studio la Città ad Art Unlimited &#8211; Basel nel 2009. </p>
<p>LUIGI GHIRRI<br />
è nato a Scandiano nel 1943 ed è morto a Roncocesi il 14 Febbraio 1992. Tra le sue più importanti esposizioni si annoverano: la partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1979, &#8220;Iconicittà&#8221; a Ferrara nel 1980, &#8220;Viaggio in Italia&#8221;, organizzata a Bari nel 1984 insieme a Gianni Leone ed Enzo Velati, ed &#8220;Esplorazioni sulla via Emilia. Vedute nel paesaggio&#8221;, realizzata a Bologna nel 1986 e allestita in numerose altre sedi italiane e straniere.</p>
<p>MASSIMO VITALI<br />
è nato a Como nel 1944. Vive e lavora a Lucca.<br />
Vitali ha esposto in musei e gallerie a livello internazionale, e il suo lavoro è incluso nelle collezioni del Reina Sofia di Madrid, del Guggenheim Museum di New York dello Stedelijk Museum, di Amsterdam, del Centre Pompidou di Parigi della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, del Metropolitan Bank Photo Collection Trust di Chicago, del Museum of Contemporary Art di Denver, del MMK di Francoforte sul Meno, della Sammlung E-On di Duesseldorf, della Fondation Cartier di Parigi e della Collezione Arts Plastiques a Charleroi.</p>
<p>An Italian perspective<br />
Dal 2 febbraio al 13 marzo 2012<br />
Opening reception: giovedì 2 febbraio 2012, dalle 17.30 alle 20.00<br />
Howard Greenberg Gallery<br />
41 E 57 Street, 14th Floor, NEW YORK</p>
<p>http://www.howardgreenberg.com</p>
<p>info@howardgreenberg.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>&#8220;Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein&#8221; al forte di Bard.</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2012/01/30/capolavori-delle-collezioni-del-principe-del-liechtenstein-al-forte-di-bard/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 19:15:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[I tesori del Principe: Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Canaletto, Hayez, al forte di Bard – Valle d’Aosta dal 9 dicembre al 31 maggio 2012. Mostra realizzata in collaborazione con Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz-Vienna. Il Forte che domina l’imbocco della Valle d’Aosta conferma la sua vocazione di spazio espositivo d’eccellenza. Curata da Johann Kräftner, direttore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Peter-Paul-Rubens-Il-Compianto-di-Cristo.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Peter-Paul-Rubens-Il-Compianto-di-Cristo.jpg" alt="" title="Peter Paul Rubens Il Compianto di Cristo" width="430" height="317" class="aligncenter size-full wp-image-55516" /></a></p>
<p>I tesori del Principe: Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Canaletto, Hayez, al forte di Bard – Valle d’Aosta dal 9 dicembre al 31 maggio 2012. Mostra realizzata in collaborazione con Liechtenstein. The Princely Collections, Vaduz-Vienna. <span id="more-55511"></span></p>
<p>Il Forte che domina l’imbocco della Valle d’Aosta conferma la sua vocazione di spazio espositivo d’eccellenza. Curata da Johann Kräftner, direttore delle collezioni del principe del Liechtenstein e da Gabriele Accornero, ad del forte di Bard, la mostra porta in Italia una selezione di opere della più importante collezione d’arte privata esistente al mondo, arricchita da importanti capolavori della collezione Schönborn-Buchheim.</p>
<p>I principi del Liechtenstein, una delle più antiche famiglie nobili austriache, sono collezionisti da cinque secoli con particolare attenzione per l’epoca barocca, il Classicismo e l’800. Oggi la collezione è raccolta nel Castello del Principe Hans-Adam II, a Vaduz, e in parte visitabile nel settecentesco Palazzo in Villa Liechtenstein nell’allora sobborgo di Rossau.</p>
<p>A partire dalla primavera 2012 la collezione Biedermeier sarà esposta nel restaurato palazzo di città della Bankgasse nel primo distretto di Vienna, la stessa mostra di Bard, nel 1985 fu portata al Met di new York.</p>
<p>Il Forte ospiterà 80 opere, alcune di dimensioni monumentali e diversi sono i capolavori nella selezione di opere realizzate tra il 1500 e la seconda metà del XIX secolo e collocate in un percorso articolato per correnti stilistiche.</p>
<p>Si passa così da Rubens, di cui il Principe Hans-Adam II e il più grande collezionista privato al mondo, ai fiamminghi (Van Dick, Jan Brueghel Il Vecchio, Jan Brueghel Il Giovane, Hals, Jordaens, Balen, Van Loon); ci s’imbatte in Cranach e negli Olandesi (Dou, Huysum, Momper, Kick, Berckheyde, Heem, Cranach il Vecchio, Rembrandt, Van Huysum); si arriva in Italia per una sezione che attraversa i secoli (Berrettini, Pasinelli, Procaccini, Cantarini, Pietro da Cortona, Reni, Giambologna, Franceschini, Bellucci, Soldani-Benzi, Allori, Moroni, Maggiotto, Solimena, Hayez, Marinari); s’incontrano Canaletto e i maestri del vedutismo per toccare, infine, il classicismo e il Biedermeier viennese.</p>
<p>E se nella prima sala spiccano per dimensione e qualità artistica i Rubens: “Marte e Rea Silvia” e “Il Compianto di Cristo”, nella seconda non ci si può non soffermare sul Van Dick: “Ritratto di Johann VIII Conte di Nassau-Siegen” e sul capolavoro di Frans Hals “Ritratto di uomo”, uno dei pezzi più rappresentativi della collezione.</p>
<p>Passando alla terza sala alcuni meravigliosi Cranach tra cui il “Sant’Eustachio” e l’unico Rembrandt della collezione, il “Cupido con la bolla di sapone”. Nelle sale 4 e 5 due e sculture di Giambologna tra cui l’opera “Venere dopo il bagno” e il pregiato Cabinet di Melchiorre Baumgartner, mobile in avorio e ebano impreziosito da mosaico fiorentino di pietre dure. E poi il “Ritratto di Prospero Alessandri” di Giovanni Battista Moroni e “La Punizione di Ercole” di Pietro da Cortona. In sesta sala Canaletto abbaglia con le sue due vedute veneziane, mentre in settima, tra il classicismo e il movimento romantico del Biedermeier, ecco il capolavoro di Hayez “Il consiglio della vendetta” e una serie di ritratti di Friedrich von Amerling .</p>
<p>La passione dei Liechtenstein per il collezionismo arriva da lontano, nasce con il primo principe della famiglia, Karl I (1569-1627) che, spronato anche dall’imperatore Rudolf II, iniziò a raccogliere opere d’arte ma anche a commissionarne. Sappiamo che nella sua residenza di Praga, possedeva una significativa collezione di dipinti e oggetti, tipici di una “camera d’arte”.</p>
<p>Senza soluzione di continuità, le generazioni che si sono succedute hanno ampliato la collezione e lasciato ciascuna la propria impronta. E, fatta eccezione per un fermo nei decenni a cavallo della Seconda Guerra mondiale, la nobile famiglia ha proseguito nel consolidamento della raccolta. A partire dalla metà degli anni Settanta l’attività collezionistica è ripartita in pieno con Hans-Adam II von Liechtenstein (nato nel 1945) che si allinea tra i grandi collezionisti che l’hanno preceduto.</p>
<p>LE AREE ESPOSITIVE</p>
<p>Mostra I Tesori del Principe<br />
Dal 9 dicembre 2011 al 31 maggio 2012<br />
Intero: 9,00 €<br />
Ridotto/Ragazzi: 6,00 €<br />
Audioguida: 3,00 €<br />
Visita assistita alla mostra: 70 € ogni 25 persone (su prenotazione)</p>
<p>Prenotazioni visite guidate per i gruppi:<br />
T. 0125 833817<br />
prenotazioni@fortedibard.it</p>
<p>http://www.fortedibard.it</p>
<p>Evento segnalato dal sito web: http://www.aostasera.it</p>
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		<title>Il design che avanza in mostra al Cumini Store di Gemona (UD)!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2012/01/29/il-design-che-avanza-in-mostra-a-gemona/</link>
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		<pubDate>Sun, 29 Jan 2012 10:28:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto risplende di creatività nella seconda edizione de &#8220;Il design che avanza&#8221;, che si è inaugurata nella Cumini Gallery di Gemona del Friuli, giovedì 26 gennaio 2012. L&#8217;iniziativa, firmata ADI &#8211; delegazione FVG &#8211; e Gruppo Cumini Spa, vede per questa nuova edizione la prestigiosa collaborazione di Mittelmoda. Tema dell&#8217;esposizione è il materiale che, spaziando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Logo-Cumini-Store.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Logo-Cumini-Store.jpg" alt="" title="Logo Cumini Store" width="321" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-55327" /></a></p>
<p>Tutto risplende di creatività nella seconda edizione de &#8220;Il design che avanza&#8221;, che si è inaugurata nella Cumini Gallery di Gemona del Friuli, giovedì 26 gennaio 2012. L&#8217;iniziativa, firmata ADI &#8211; delegazione FVG &#8211; e Gruppo Cumini Spa, vede per questa nuova edizione la prestigiosa collaborazione di Mittelmoda.<span id="more-55210"></span></p>
<p>Tema dell&#8217;esposizione è il materiale che, spaziando dai settori dell&#8217;arredo, dell&#8217;abbigliamento e della quotidianità, è alla base della produzione e della ricerca innovativa nel design contemporaneo. All&#8217;interno della mostra è presente una sezione dedicata a Material ConneXion® &#8211; organo di riferimento mondiale per tutto ciò che riguarda l&#8217;innovazione e le soluzioni nel campo dei materiali – di cui saranno esposti esemplari materici di tutti i tipi dal vetro alla ceramica, dai tessuti ai metalli.</p>
<p>Ampio spazio sarà anche dato alla moda grazie all&#8217;importante partecipazione di Mittelmoda che, in concomitanza con il suo ventennale, offrirà la visione di capi e accessori di abbigliamento di interesse per il materiale utilizzato dai finalisti del prestigioso concorso internazionale.</p>
<p>Come in tutte le manifestazioni organizzate nella Cumini Gallery, parte dell&#8217;iniziativa punta sui giovani talenti che, rappresentati dagli studenti del Laboratorio integrato di Design 1 della Facoltà di Architettura dell&#8217;Università di Udine, esporranno progetti di ricerca sul materiale.</p>
<p>Parte integrante dell&#8217;esposizione saranno anche alcune opere artistiche selezionate dal Premio Valcellina, concorso internazionale organizzato ogni due anni dall&#8217;Associazione Le Arti Tessili che ha come leitmotiv l&#8217;utilizzo della fibra come spunto per creare e realizzare oggetti d&#8217;arte.</p>
<p>A latere della mostra, appuntamenti con i Material Talks: una serie di incontri e approfondimenti tecnici su innovazioni tecniche applicate da designer e aziende che si sono distinte in Friuli Venezia Giulia per il loro contributo nazionale e internazionale.</p>
<p>Ulteriore occasione di incontro e visibilità sarà dato dalla Cerimonia di Premiazione delle aziende friulane che hanno vinto la nomination all&#8217;ADI INDEX 2011, l&#8217;autorevole pubblicazione che raccoglie il meglio del design italiano prodotto ogni anno e selezionato dall&#8217;Osservatorio permanente del Design.<br />
L&#8217;iniziativa si terrà nella Cumini Gallery, uno spazio dedicato all&#8217;interno del punto vendita Cumini di Gemona il cui obiettivo culturale è proprio quello di diventare un angolo privilegiato dove ospitare mostre, manifestazioni e rassegne d&#8217;arte e design, per dare risalto alle eccellenze offerte dalle aziende friulane.</p>
<p>La mostra IL DESIGN CHE AVANZA, patrocinata da Camera di Commercio di Udine, Comune di Gemona del Friuli, Banca Antonveneta, Università degli Studi di Udine, Ordine degli Architetti della provincia di Udine, Associazione Le Arti Tessili, si avvale della collaborazione delle aziende Grafiche Filacorda, Loewe e Jermann.</p>
<p>Gemona Del Friuli (UD) &#8211; dal 26 gennaio al 24 marzo 2012<br />
Il design che avanza</p>
<p>CUMINI GALLERY<br />
Via San Daniele 1 (33013)<br />
+39 0432982546 , +39 0432891668 (fax)<br />
store@cumini.it</p>
<p>http://www.cumini.it</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Forlì onora e omaggia un Maestro del Novecento artistico: lo scultore Adolfo Wildt!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2012/01/27/forli-onora-e-omaggia-un-maestro-del-novecento-artistico-lo-scultore-adolf-wildt/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:30:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Adolfo Wildt (Milano, 1868 – 1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano. La grande mostra che Forlì gli dedica al San Domenico (dal 28 gennaio al 17 giugno) per iniziativa della locale Fondazione Cassa dei Risparmi e del Comune, è certo una scommessa: rendere popolare un artista tra i più sofisticati e colti del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Carttere-fiero-Anima-gentile-di-Adolfo-Wildt.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Carttere-fiero-Anima-gentile-di-Adolfo-Wildt.jpg" alt="" title="Carttere fiero Anima gentile di Adolfo Wildt" width="370" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-55257" /></a></p>
<p>Adolfo Wildt (Milano, 1868 – 1931) è il genio dimenticato del Novecento italiano. La grande mostra che Forlì gli dedica al San Domenico (dal 28 gennaio al 17 giugno) per iniziativa della locale Fondazione Cassa dei Risparmi e del Comune, è certo una scommessa: rendere popolare un artista tra i più sofisticati e colti del nostro Novecento. La mostra è a cura di Fernando Mazzocca e Paola Mola affiancati da un comitato scientifico presieduto da Antonio Paolucci.<span id="more-55254"></span></p>
<p>Da sottolineare come questa esposizione, eccezionale per completezza e qualità delle opere, rappresenti il primo tempo del “Progetto Novecento. Percorsi – Eventi – Interpretazioni” che si svilupperà nel 2013 con la grande mostra DUX, dedicata ad una ricognizione sull’ “arte italiana negli anni del consenso”, legittimamente proposta da Forlì, città del Duce.</p>
<p>Nel percorso al San Domenico, allestito dal parigino Wilmotte et Associès e dallo Studio Lucchi e Biserni, la grande arte di Wildt sarà messa a confronto con i capolavori di maestri del passato che per lui furono sicure fonti di ispirazione. Da Fidia a Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambagia, Bernini, Canova, e con i moderni con cui si è originalmente confrontato: Previati, Mazzocutelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Fontana, Melotti. Ma anche con artisti come Klimt che a lui si ispirarono. Nell’uno e nell’altro caso non si tratta di richiami o confronti casuali, ma puntualissimi, diretti, evidenti. Insomma la più grande retrospettiva mai realizzata su Wildt ma anche una sequenza di capolavori mozzafiato, scelti come confronto, quasi due mostre in una, quindi.</p>
<p>Estraneo al mondo delle avanguardie e anticonformista, capace di fondere nella sua arte classico e anticlassico, Wildt è un caso unico in questo suo essere in ogni istante tutto e senza luogo.<br />
La sua incredibile eccellenza tecnica e lo straordinario eclettismo furono attaccati sia dai conservatori, che non lo vedevano allineato per i contenuti, ancora pervasi dal Simbolismo, e per le scelte formali caratterizzate da richiami gotici ed espressionisti estranei alla tradizione mediterranea e all’arte di regime, sia dai sostenitori del moderno che mettevano in discussione la sua fedeltà alla figura, la vocazione monumentale, il continuo dialogo con i grandi scultori e pittori del passato, e la predilezione della scultura come esaltazione della tecnica e del materiale tradizionalmente privilegiato, il marmo, che lui sapeva rendere con effetti sorprendenti sino alla più elevata purificazione dell’immagine. Questi aspetti, che ne hanno condizionato per lungo tempo la fortuna, esercitano oggi su di noi un fascino nuovo che solo una grande mostra può finalmente restituire.</p>
<p>Partendo dall’eccezionale nucleo di opere conservate a Forlì, dovute al mecenatismo della famiglia Paulucci di Calboli, protagonista della storia della città e della storia nazionale, e grazie alla disponibilità dell’Archivio Scheiwiller (il grande editore milanese che per via familiare ha ereditato molte opere e materiali di Wildt), è oggi possibile radunare una serie di straordinari capolavori di Wildt e ricostruire il percorso più completo della sua produzione sia scultorea sia grafica.</p>
<p>L’idea che governa questa esposizione non è semplicemente quella di una rassegna di carattere monografico, ma di un percorso che (come nel caso della recente mostra di Forlì su Canova) metta in relazione profonda le sue opere con quelle degli artisti &#8211; pittori e scultori &#8211; del passato (come Fidia, Cosmè Tura, Antonello da Messina, Dürer, Pisanello, Bramante, Michelangelo, Bramantino, Bronzino, Bambaia, Cellini, Bernini, Canova) e dei moderni (Previati, Mazzucotelli, Rodin, Klimt, De Chirico, Morandi, Casorati, Martini, Fontana, Melotti) con cui si è intensamente e originalmente confrontato, attraversando ambiti e momenti diversi della vicenda artistica.</p>
<p>I temi da lui privilegiati, come quelli del mito e della maschera, gli consentirono di dialogare anche con la musica (Wagner) e la letteratura contemporanea, da D’Annunzio (che fu suo collezionista) a Pirandello e Bontempelli; così, da ritrattista eccezionale quale era, con i magnifici busti colossali di Mussolini, Vittorio Emanuele III, Pio XI, Margherita Sarfatti, Toscanini e di tanti eroi di quegli anni, egli ha saputo creare un Olimpo di inquietanti idoli moderni. Wildt vuole condurre i gesti, i volti, le figure umane a una nudità essenziale, coglierne l’anima consentendo al pensiero di giungere a un’armonia maturata e composta tra la linea e la forma.</p>
<p>Nell’ambito del Progetto Novecento, da segnalare che a “Wildt. L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt, allestita al San Domenico sono collegate altre esposizioni sul territorio: a Faenza, al MIC – Museo Internazionale delle Ceramiche, “La ceramica nell’età di Wildt”, a Cervia, ai Magazzini del Sale, “Giuseppe Palanti. La pittura, l’urbanistica. La pubblicità da Milano a Milano Marittima”, e a Predappio, nella Casa Natale di Mussolini, due mostre in successione: “Archivio del Novecento. Marisa Mori, donna e artista del ‘900, il talento e il coraggio” e “Renato Bertelli, la parentesi futurista”.</p>
<p>Adolfo Wildt &#8211; L’anima e le forme tra Michelangelo e Klimt,<br />
Dal 27 Gennaio al 17 Giugno 2012<br />
COMPLESSO MONUMENTALE DI SAN DOMENICO<br />
Piazza Guido Da Montefeltro 2 (47100) FORLI&#8217;<br />
Orario di visita: da martedì a venerdì: 9.30-19.00; sabato, domenica, giorni festivi: 9.30-20.00; lunedì chiuso. 9 e 30 aprile apertura straordinaria. La biglietteria chiude un’ora prima.+39 0543712659 ,<br />
Biglietti: INTERO € 10,00, RIDOTTO € 7,00<br />
Info; +39 0543712658 (fax), +39 0543712606<br />
museisandomenico@comune.forli.fc.it<br />
sito web:  http://www.mostrawildt.it</p>
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		<title>Wildlife Photographer of the Year 2011 in Valle d&#8217;Aosta.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 06:52:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 28 gennaio all&#8217;8 maggio 2012, il Forte di Bard, principale polo culturale della Valle d&#8217;Aosta, ospiterà la prima tappa italiana del tour mondiale della mostra fotografica &#8220;Wildlife Photographer of the year 2011&#8243;. L&#8217;esposizione raccoglie oltre cento immagini, vincitrici nelle 17 categorie del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-Foto-esposta.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-Foto-esposta.jpg" alt="" title="Una Foto esposta" width="430" height="291" class="aligncenter size-full wp-image-55155" /></a></p>
<p>Dal 28 gennaio all&#8217;8 maggio 2012, il Forte di Bard, principale polo culturale della Valle d&#8217;Aosta, ospiterà la prima tappa italiana del tour mondiale della mostra fotografica &#8220;Wildlife Photographer of the year 2011&#8243;. L&#8217;esposizione raccoglie oltre cento immagini, vincitrici nelle 17 categorie del concorso indetto dal Natural History Museum di Londra in collaborazione con il BBC Wildlife Magazine e giunto ormai alla sua 47esima edizione. <span id="more-55137"></span></p>
<p>Il premio, che si tiene ogni anno dal 1964, è senz&#8217;altro il più prestigioso al mondo nel suo genere, e in questa edizione ha visto la partecipazione di oltre 40.000 concorrenti provenienti da ogni angolo della Terra. Gli scatti di fotografi dilettanti e professionisti affermati sono giunti per la prima volta anche da paesi molto lontani, come Cambogia, Moldova, Brunei e Kirghizistan. Si è assistito, inoltre, a un notevole aumento delle fotografie inviate da India, Cina e Russia. In ognuna delle categorie, sono stati selezionati i vincitori da una giuria di stimati esperti e fotografi naturalisti.</p>
<p>Il premio più ambito, il Veolia Environnement Wildlife Photographer of the Year, è stato assegnato al fotografo spagnolo Daniel Beltrà per la sua fotografia Still life in oil, dal suo portfolio per il Wildlife Photojournalist of the Year Award. L&#8217;istantanea, che cattura otto pellicani salvati dalla marea nera a Fort Jackon in Louisiana, colpisce per la sua semplicità che la rende bella e scioccante allo stesso tempo.</p>
<p>Il Veolia Environnement Young Wildlife Photographer è stato vinto dal polacco Mateusz Piesiak, con Pester Power nella categoria 11-14 anni. La foto ritrae una giovane beccaccia di mare mentre cerca di strappare un pezzetto di cibo ad un esemplare adulto. La giuria è rimasta impressionata dalla grande abilità tecnica del fotografo, soprattutto vista la sua giovane età.</p>
<p>Anche due fotografi italiani sono stati eletti vincitori di altrettante prestigiose categorie. Marco Colombo, di Varese, ha vinto il premio nella categoria Ritratti di animali con la sua Sinuosità. L&#8217;opera definita dalla giuria una composizione affascinante, è stata scattata in Lombardia, ed ha per protagonista una natrice femmina, immortalata accanto ad un bellissimo ruscello. Il valdostano Stefano Unterthiner invece, si è aggiudicato ben due riconoscimenti: con la sua fotografia Illusione, si è piazzato al primo posto nella categoria Visioni creative della natura, mentre Disposizione di cigni ha ricevuto una menzione speciale nella categoria Ritratti animali.</p>
<p>In questa edizione il Forte di Bard ha voluto abbinare alla mostra un&#8217;iniziativa benefica a sostegno di un&#8217;associazione impegnata nella lotta contro le sevizie sugli animali. Parte dell&#8217;incasso verrà devoluto all&#8217;associazione Animals Asia Foundation a favore del Progetto &#8220;Salviamo gli orsi della Luna&#8221; che avrà uno spazio specifico anche in mostra. In tutta l&#8217;Asia migliaia di Orsi della Luna sono rinchiusi per anni in gabbie minuscole che non consentono alcun movimento al fine di estrarne la bile con scopi commerciali. Il ricavato finanzierà la campagna volta alla chiusura di queste &#8216;fabbriche della bile&#8217; e alla liberazione e reinserimento degli orsi in riserve protette.</p>
<p>Inaugurazione: venerdì 27 gennaio 2012 ore 18.00</p>
<p>Gli eventi collaterali</p>
<p>I comportamenti animali negli scatti di Wildlife 2011<br />
Venerdì 2 marzo 2012 ore 21.00 Salone manifestazioni Palazzo Regionale. Aosta</p>
<p>Giuseppe Bogliani professore di Scienze e tecnologie per la natura presso l&#8217;Università di Pavia approfondirà gli aspetti più salienti legati alle specie animali e vegetali ritratte nelle immagini presenti in mostra. Nel corso della serata interverranno anche esponenti dell&#8217;associazione Animals Asia Foundation impegnata nella tutela degli Orsi della Luna cui è dedicata l&#8217;iniziativa benefica legata alla mostra.</p>
<p>Ingresso gratuito su prenotazione.</p>
<p>Il portfolio di tre fotografi wildlife venerdì 4 maggio 2012 ore 21.00 Salone Biblioteca Comprensoriale. Châtillon (Ao)</p>
<p>I fotografi naturalistici Daisy Gilardini, Stefano Unterthiner e Marco Spataro saranno i protagonisti di una serata interamente dedicata alla fotografia wild.</p>
<p>Ingresso gratuito su prenotazione.</p>
<p>Forte di Bard Professional Education: Master of Wildlife Photography sabato 5 e domenica 6 maggio 2012</p>
<p>Il Master, con modalità residenziale, offre un percorso formativo altamente qualificato con professionisti del settore, dedicato all&#8217;approfondimento delle tecniche di fotografia naturalistica, alla lettura del portfolio dei partecipanti e all&#8217;utilizzo degli strumenti di fotoritocco. Le lezioni saranno curate da Daisy Gilardini, Stefano Unterthiner e Marco Spataro.</p>
<p>Eventi su prenotazione.<br />
Master: T. 0125 833886<br />
Conferenze: T. 0125 833826</p>
<p>Info<br />
Associazione Forte di Bard<br />
Bard. Aosta<br />
T. + 39 0125 833811<br />
F. + 39 0125 833830<br />
info@fortedibard.it<br />
fortedibard.it &#8211; facebook.com/fortedibard</p>
<p>Orari:<br />
martedì/venerdì dalle ore 11.00 alle 18.00<br />
sabato/domenica e festivi dalle ore 10.00 alle 19.00 &#8211; chiuso il lunedì.</p>
<p>Tariffe: intero 5 euro &#8211; ridotto 3 euro &#8211; gruppi/scuole: 3 euro<br />
Cumulativo con la mostra I tesori del principe: 12 euro</p>
<p>Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard<br />
evento segnalato dal sito web:http://www.eventiesagre.it</p>
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		<title>Mostra personale di Sandro Chia a Milano!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 22:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre fuori Regione]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 26 gennaio al 3 marzo 2012 negli spazi espositivi della Galleria Art&#038;co di Milano si terrà la personale di Sandro Chia, realizzata in collaborazione con Spirale Milano, già organizzatrice della mostra &#8220;La Transavanguardia italiana&#8221; a cura di Achille Bonito Oliva, a Palazzo Reale di Milano. L&#8217;esposizione, infatti, si pone volutamente come un ideale approfondimento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Opera-di-Sandro-Chia.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Opera-di-Sandro-Chia.jpg" alt="" title="Opera di Sandro Chia" width="295" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-55023" /></a></p>
<p>Dal 26 gennaio al 3 marzo 2012 negli spazi espositivi della Galleria Art&#038;co di Milano si terrà la personale di Sandro Chia, realizzata in collaborazione con Spirale Milano, già organizzatrice della mostra &#8220;La Transavanguardia italiana&#8221; a cura di Achille Bonito Oliva, a Palazzo Reale di Milano. L&#8217;esposizione, infatti, si pone volutamente come un ideale approfondimento della poetica di Sandro Chia e offre la possibilità ai visitatori della mostra di Palazzo Reale di continuare a indagare la sensibilità artistica del maestro.<span id="more-54535"></span></p>
<p>In mostra 30 opere uniche, in cui il maestro toscano ripercorre e porta alle estreme conseguenze il suo contributo al movimento della Transavanguardia. La pittura dell&#8217;artista si caratterizza per un costante dialogo con il passato, alle origini dei suoi dipinti ci sono, la storia, il senso di un&#8217;arte figurativa e manuale che ha ancora tanto da dire e da dare. Il visitatore potrà notare, inoltre, le novità cromatiche che esplodono con pennellate dai colori accesi, verdi acidi e pigmenti rossi, azzurri e gialli quasi luminescenti, che deflagrano su figure umane e animali che si stagliano su sfondi cosmici che illudono l&#8217;interlocutore con una dimensione che si estende al di là della superficie dell&#8217;opera stessa.</p>
<p>SANDRO CHIA</p>
<p>Sandro Chia nasce a Firenze nel 1946. Nel 1969 si diploma all&#8217;Accademia di Belle Arti della città natale e nel 1970 si trasferisce a Roma, dove inizia a esporre presso la galleria La Salita. Dopo un periodo di sperimentazione nell&#8217;alveo della cultura concettuale, si avvicina nel 1974 alla manualità della pittura, coniugando però questa ricerca con una sensibilità tutta particolare per la parola scritta. Nel 1977 avvia una lunga collaborazione con il gallerista Gian Enzo Sperone e nel 1979 Achille Bonito Oliva inserisce il suo lavoro all&#8217;interno di una nuova tendenza denominata Transavanguardia e lo invita a esporre nelle mostre da lui curate per affermare il movimento a livello internazionale. </p>
<p>Tra il 1981 e il 1983 è presente in mostre che portano all&#8217;attenzione del grande pubblico il ritorno dell&#8217;arte alla figurazione e la nuova ricerca neo-espressionista. I suoi dipinti celebrano la sensualità del corpo e la vitalità della natura nell&#8217;esuberanza di figure sempre più monumentali, che trovano presto risoluzione concreta nel bronzo. Nei lavori s&#8217;intensifica il dialogo con temi iconografici, motivi e tecniche &#8211; compresa l&#8217;incisione &#8211; della Storia dell&#8217;arte, rielaborati con un&#8217;ironia scanzonata del tutto personale. Raffaello, Michelangelo, Tiziano, ma anche Picasso, Savinio, De Chirico, Cézanne e Chagall sono i riferimenti maggiormente riconoscibili nelle sue opere. Da sempre interessato al rapporto tra pittura e poesia, illustra opere di Alda Merini, Beppe Fenoglio e Gabriel Garcia Marquez. Nel 2009 è invitato da Luca Beatrice e Beatrice Buscaroli a esporre alla 53.Biennale di Venezia e nel 2010 Achille Bonito Oliva cura alla Galleria Nazionale d&#8217;Arte Moderna e Contemporanea di Roma la retrospettiva dell&#8217;artista.</p>
<p>Il catalogo monografico è riservato, in omaggio, a tutti i visitatori della mostra di Palazzo Reale, La Transavanguardia italiana, che presentino il relativo biglietto o coupon. Ingresso gratuito</p>
<p>Inaugurazione: 26 gennaio 2012 ore 19<br />
Orario Da lunedì alla domenica 9:30-20:00</p>
<p>Per informazioni: Galleria Art&#038;co<br />
0258011239 http://www.artcogallerie.it<br />
info@artcogallerie.it</p>
<p>Ufficio Stampa SPAINI &#038; PARTNERS<br />
Guido Spaini, Matilde Meucci, Rachele Giannessi</p>
<p>Evento segnalato dal sito web: http://www.eventiesagre.it</p>
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