<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>BeppeBlog &#187; Mostre nel Veneto</title>
	<atom:link href="http://www.giuseppeborsoi.it/category/mostre-nel-veneto/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.giuseppeborsoi.it</link>
	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Jul 2010 22:11:05 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.0</generator>
		<item>
		<title>&#8220;Voglio la neve in agosto&#8221; una singolare mostra a Feltre (BL).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/26/voglio-la-neve-in-agosto-una-singolare-mostra-a-feltre-bl/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/26/voglio-la-neve-in-agosto-una-singolare-mostra-a-feltre-bl/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Jul 2010 17:33:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=22830</guid>
		<description><![CDATA[Dal 24 luglio al 5 settembre 2010, presso la Galleria De Faveri a Feltre, si potrà visitare la mostra collettiva, intitolata: &#8220;Voglio la neve in agosto&#8221;. A prima vista il titolo di questa mostra può lasciarci sbalorditi, e prestarsi a diverse interpretazioni: dalla riflessione su come cambiano l&#8217;ambiente intorno a noi, le stagioni e il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Mostra-De-Faveri.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Mostra-De-Faveri.jpg" alt="" title="Opera in mostra alla galleria De Faveri" width="348" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22831" /></a></p>
<p>Dal 24 luglio al 5 settembre 2010, presso la Galleria De Faveri a Feltre, si potrà visitare la mostra collettiva, intitolata: &#8220;Voglio la neve in agosto&#8221;. A prima vista il titolo di questa mostra può lasciarci sbalorditi, e prestarsi a diverse interpretazioni: dalla riflessione su come cambiano l&#8217;ambiente intorno a noi, le stagioni e il clima fino alla provocazione di un mondo di ghiaccio che vive nell&#8217;immaginazione e nella fantasia poetica; dal destino della nostra terra, a cui tutti siamo legati, alla pretesa di poter controllare e mettere in ordine qualsiasi cosa in qualsiasi momento, dagli eccessi perversi del turismo invernale praticato nella stagione estiva fino allo scandaglio metaforico del ghiaccio, che racchiude in sé l&#8217;idea di irrigidimento, conservazione, quiete, ma anche di morte. <span id="more-22830"></span></p>
<p>Gli artisti, e la mostra stessa, hanno un taglio multimediale e integrano consapevolmente pittura classica, fotografia, video e installazione, offrendo risposte o ponendo domande: il loro discorso si volge all&#8217;immagine nei sui aspetti estetici, sociologici ma anche etici. Artisti provenienti da Italia, Svizzera, Austria, Spagna, ecc. sono stati invitati a offrire il loro contributo alla tradizionale mostra annuale affidata a un guest curator &#8211; che quest&#8217;anno è Peter Weiermair (Francoforte), ex-direttore della Galleria d&#8217;Arte Moderna di Bologna. La mostra, vuole anche essere un omaggio a Fiorenzo Tomea, pittore cadorino scomparso nel 1960, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita, attivo a Milano col Gruppo Corrente e conosciuto per le sue nature morte e come pittore del paesaggio alpino.</p>
<p>Feltre (BL) &#8211; dal 24 luglio al 5 settembre 2010 &#8220;Voglio la neve in agosto&#8221; GALLERIA DE FAVERI ARTE Via Mezzaterra 10b tel. +39 3358035597 , +39 043998046 (fax) info@defaveriarte.it http://www.defaveriarte.it</p>
<p>orario: da martedì a domenica ore 15.00 &#8211; 19.30, biglietti: free admittance, curatori: Peter Weiermair<br />
autori: F.lli Calgaro, Karin Andersen, Agostino Arrivabene, Elena Arzuffi, Ulrich Egger, Nicola Genovese, Daniele Giunta, Hubert Kostner, Siva Le Duc, Brigitte Niedermair, Walter Niedermayr, Bernardì Roig, Stefano Scheda, wilhelm scheruebl, Francesco Sena, Silvano Tessarollo, Fiorenzo Tomea, Silvia Vendramel, Devis Venturelli, martin walde, Michael Ziegler.</p>
<p>Evento segnalato dal sito web: http://www.exibart.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/26/voglio-la-neve-in-agosto-una-singolare-mostra-a-feltre-bl/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mostra-evento &#8220;Rinascimento tra Veneto e Friuli. 1450-1550&#8243; a Portogruaro (VE).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/24/mostra-rinascimento-tra-veneto-e-friuli-1450-1550-a-portogruaro-ve/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/24/mostra-rinascimento-tra-veneto-e-friuli-1450-1550-a-portogruaro-ve/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 22:04:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21040</guid>
		<description><![CDATA[La storia dell&#8217;arte italiana è ricchissima di situazioni territoriali dove le arti si sono espresse in forme originali, in diverso modo autonome. Di questa straordinaria ricchezza è esempio il territorio compreso tra due fiumi, la Livenza ed il Tagliamento, tra il versante orientale del Veneto e l&#8217;area pordenonese del Friuli, territorio storicamente riferito all&#8217;antica diocesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/San-Giovanni-Battista-particolare-Cima-da-Conegliano.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/San-Giovanni-Battista-particolare-Cima-da-Conegliano.jpg" alt="" title="San Giovanni Battista particolare Cima da Conegliano" width="323" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22641" /></a></p>
<p>La storia dell&#8217;arte italiana è ricchissima di situazioni territoriali dove le arti si sono espresse in forme originali, in diverso modo autonome. Di questa straordinaria ricchezza è esempio il territorio compreso tra due fiumi, la Livenza ed il Tagliamento, tra il versante orientale del Veneto e l&#8217;area pordenonese del Friuli, territorio storicamente riferito all&#8217;antica diocesi di Concordia.<span id="more-21040"></span></p>
<p>Qui, per un secolo e poco più, due diversissime scuole si sono reciprocamente fecondate: quella veneta e veneziana e quella friulana aperta a influssi nordici, andando a creare un modo autonomo di fare pittura, ma anche scultura e architettura. Ora una mostra dà conto di questo fenomeno tutt&#8217;altro che provinciale. A precederla, anni di ricognizione sul territorio e negli archivi, un convegno di studi in cui tutti i filoni di questo approfondito lavoro sono stati messi a confronto e ulteriormente approfonditi.</p>
<p>&#8220;Rinascimento tra Veneto e Friuli. 1450-1550&#8243;, questo il titolo dell&#8217;esposizione, è il frutto di quella estesa, capillare ricerca. A promuovere la mostra sono la Regione del Veneto, il Comune di Portogruaro, la Soprintendenza per i Beni storici artistici ed etnoantropologici per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, la Diocesi di Concordia-Pordenone e la Fondazione Marconi, con il sostegno e la collaborazione di: Provincia di Venezia, Soprintendenza BSAE Friuli Venezia Giulia, Fondazione Santo Stefano, Banca San Biagio del Veneto Orientale.</p>
<p>Nel 1420 Portogruaro e il suo territorio passarono alla Repubblica di Venezia che investì molte risorse nel polo commerciale appena acquisito (Portogruaro era il fulcro del commercio fluviale dall&#8217;Adriatico verso il Nord). In pochi anni al borgo medioevale si sostituì una nuova città rinascimentale con eleganti palazzi dalle facciate affrescate. Un radicale voltar pagina che coinvolse anche gli edifici religiosi, nel capoluogo ma non solo: dalla magnifica cattedrale romanica di Concordia alle chiese della città, ad ogni convento, monastero e chiesa parrocchiale. Non è un caso se qui si sviluppò una singolare congiuntura artistica.</p>
<p>Tanta vitalità richiamò e mise a contatto, spesso intorno alla medesima committenza, artisti diversi. Personalità di primo piano e comprimari. da Andrea Bellunello, a Pietro di San Vito e Gianfrancesco da Tolmezzo. Un confronto tra culture figurative che culminò al principio del XVI secolo con la realizzazione da parte di Cima da Conegliano e dell&#8217;udinese Giovanni Martini di due importanti pale per le maggiori chiese cittadine, San Francesco e Sant&#8217;Andrea. </p>
<p>Ma ciò che veramente interessa è il frutto originale di questo loro interagire: quello che è stato il grande Rinascimento tra Veneto e Friuli, appunto. Una interessantissima &#8220;enclave&#8221; che si differenzia rispetto all&#8217;ambito storico della Serenissima e allo stesso tempo da quello friulano, ma che, anche al suo interno, mostra non meno interessanti differenziazioni: tra città e contado, ad esempio; la prima soprattutto, ma non solo, &#8220;veneziana&#8221;, il secondo molto più attratto da modelli nordici.</p>
<p>Un secolo dopo, il Concilio di Trento sconvolgerà ciò che nelle chiese si era appena assestato; poi, in secoli più recenti, le soppressioni prima veneziane e poi napoleoniche. Così molte delle opere qui nate hanno preso la via di musei e collezioni italiane e europee. Questo progetto ha il merito di aver restituito la ricchezza del patrimonio territoriale che la mostra ripropone nelle sue linee essenziali. Riuscendo anche in alcuni piccoli miracoli, come il riunire tutte le Madonne lignee di Andrea Bellunello o il rintracciare molte delle le opere dell&#8217;esigua ma importante produzione pittorica di Giovanni Martini.</p>
<p>La mostra, allestita nello storico complesso dell&#8217;antico Seminario, oggi Collegio Marconi, continua sul territorio con itinerari che conducono alle chiese delle attuali province di Venezia e Pordenone che conservano affreschi, altari, pale, arredi non movibili. Una occasione per scoprire uno dei più eleganti e incontaminati territori veneti, dando all&#8217;aggettivo l&#8217;accezione storica e non amministrativa, dato che oggi l&#8217;ambito dell&#8217;antica diocesi concordiense spazia tra veneziano e pordenonese, tra Livenza e Tagliamento, appunto.</p>
<p>Rinascimento tra Veneto e Friuli (1450 &#8211; 1550), Portogruaro, Collegio Marconi, 7 agosto &#8211; 17 ottobre 2010. Orario: da martedì alla domenica dalle 10 alle 19; chiuso il lunedì. Catalogo edito da Terraferma.</p>
<p>Info: tel. 0421-277231</p>
<p>Ufficio Stampa: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo Padova, tel. 049.663499<br />
info@studioesseci.net; http://www.studioesseci.net</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/24/mostra-rinascimento-tra-veneto-e-friuli-1450-1550-a-portogruaro-ve/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il giovane Kubrick, esordiente fotografo, in mostra a Palazzo Cavalli Franchetti!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/23/il-giovane-kubrick-esordiente-fotografo-in-mostra-a-palazzo-cavalli-franchetti/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/23/il-giovane-kubrick-esordiente-fotografo-in-mostra-a-palazzo-cavalli-franchetti/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 21:16:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=22585</guid>
		<description><![CDATA[Dopo il grande successo ottenuto a Palazzo della Ragione di Milano, con oltre 38.000 visitatori, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti &#8211; Palazzo Cavalli Franchetti di Venezia ospita, dal 28 agosto al 14 novembre 2010 la mostra che presenta duecento fotografie, molte delle quali stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Archivio-Kubrick.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Archivio-Kubrick.jpg" alt="" title="Archivio Kubrick" width="357" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22630" /></a></p>
<p>Dopo il grande successo ottenuto a Palazzo della Ragione di Milano, con oltre 38.000 visitatori, l’Istituto Veneto di Scienze Lettere e Arti &#8211; Palazzo Cavalli Franchetti di Venezia ospita, dal 28 agosto al 14 novembre 2010 la mostra che presenta duecento fotografie, molte delle quali stampate dai negativi originali, realizzate da Stanley Kubrick dal 1945 al 1950 quando, a soli 17 anni, venne assunto dalla rivista americana Look. L’iniziativa s’inaugura in contemporanea con l’apertura della 67^ edizione della Mostra Internazionale del Cinema che, nel 1997, premiò Kubrick con il Leone d’oro alla carriera.<span id="more-22585"></span></p>
<p>L’esposizione, curata da Rainer Crone, realizzata da Giunti Arte Mostre Musei, in collaborazione con la Library of Congress di Washington e il Museum of the City of New York &#8211; che custodiscono un patrimonio ancora sconosciuto di oltre 20.000 negativi di Stanley Kubrick, giovanissimo, ma già grande fotografo &#8211; testimonierà la sua capacità di documentare la vita quotidiana dell’America dell’immediato dopoguerra, attraverso le inquadrature fulminanti e ironiche nella New York che si apprestava a diventare la nuova capitale mondiale, o l’epopea dei musicisti dixieland o degli artisti circensi. La mostra indagherà un aspetto finora poco conosciuto della carriera del regista americano, rivelando il suo modo di fare fotografia, una delle passioni che Kubrick, ancora minorenne, ereditò dal padre (l’altra sono gli scacchi), ma che si esaurì nel breve volgere di un quinquennio.</p>
<p>La prima fotografia viene pubblicata il 26 giugno 1945 e ritrae un edicolante affranto per la morte di Roosevelt, un’immagine che affascinerà cosi tanto gli editors di Look da offrire al fotografo dilettante la possibilità di entrare nello staff della rivista come fotoreporter. Il metodo Look, che era caratterizzato da una narrazione a episodi, non incontrava il gradimento dei più importanti fotogiornalisti. I responsabili della rivista volevano che il soggetto fosse seguito costantemente, che venisse fotografato in tutto ciò che faceva. Questo stile invadente esercitava un grande fascino su Kubrick al quale piaceva creare delle storie partendo proprio da quelle foto. </p>
<p>Per ottenere dai personaggi delle pose che fossero più naturali possibili, Kubrick metteva in atto una serie di stratagemmi per passare inosservato. Uno di questi consisteva nel nascondere il cavo della macchina fotografica sotto la manica della giacca e nell’azionare l’otturatore con un interruttore nascosto nel palmo della mano. Negli interni cercava di sfruttare il più possibile la luce naturale agendo opportunamente sul tempo di esposizione e sull’apertura del diaframma. Gran parte del senso estetico che ritroviamo nei suoi film veniva già espresso dal suo lavoro di questi anni. Anche ricorrendo a tecniche e punti di vista particolari e mantenendo sempre un certo distacco riesce a far trapelare l’aspetto psicologico dei soggetti ritratti, permettendo così all’osservatore delle foto di costruire una personale interpretazione del carattere delle persone riprese.</p>
<p>“Nascono così le prime fotografie di Stanley Kubrick, realizzate nell’America dell’immediato dopoguerra, che sorprendono poiché non si limitano alla rappresentazione di un’epoca, come ci si potrebbe aspettare da un fotoreporter. Le sue istantanee infatti &#8211; sottolinea il curatore -, che stupiscono per la loro sorprendente maturità, non possono essere considerate come archivi visivi della gioia di vivere, catturata dallo spirito attento e pieno di humor di un giovane uomo, ma costituiscono un consapevole invito a confrontarsi con le risorse del mezzo fotografico, con le sue possibilità di rappresentazione e con la propria percezione della realtà: una costante dell’opera artistica di Kubrick che comincia con le fotografie e continua nei film”. Un passaggio fondamentale, dunque, se si pensa che l’ambiguità dell’immagine e del cinema stesso sono al centro della riflessione che anima il cinema d’autore del secondo dopoguerra, per questo detto moderno e di cui Kubrick è stato uno degli indiscutibili maestri.</p>
<p>Il percorso espositivo, organizzato in otto sezioni, si svolgerà attraverso alcune delle storie che l’occhio dell’obiettivo di Kubrick ha immortalato, come Portogallo che racconterà il viaggio in terra lusitana di due americani nell’immediato dopoguerra, o ancora Crimini, che testimonierà l’arresto di due malviventi seguendo i movimenti dei poliziotti, le loro strategie, le loro furbizie, fino all’avvenuta cattura. Betsy Furstenberg, protagonista della sezione a lei dedicata e che la rappresenta come il simbolo della vivace vita newyorkese di quegli anni, farà da contraltare alle vicende dei piccoli shoe shine, i lustrascarpe che si trovavano agli angoli delle strade di New York.</p>
<p>Inoltre, s’incontreranno le sezioni dedicate alla vita che si svolgeva all’interno della Columbia University, un luogo d’élite dove l’America formava la classe dirigente del futuro, e all’interno del Campus Mooseheart nell’Illinois, una residenza universitaria, costruita da benefattori, per educare figli orfani di guerra che sarebbero andati a ingrossare le fila della middle class americana, o ancora quelle che ritraggono l’epopea dei musicisti dixieland di New Orleans o il variegato mondo degli artisti del circo.</p>
<p>STANLEY KUBRICK. Fotografo<br />
Venezia, Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti, Palazzo Cavalli Franchetti (Campo Santo Stefano)<br />
28 agosto &#8211; 14 novembre 2010<br />
Orari: tutti i giorni, 10:00 &#8211; 19:00 (la biglietteria chiude alle 18:30)<br />
Ingresso: intero € 9,00 &#8211;  ridotto € 7,50 – ridotto scuole €4,00<br />
Informazioni e prenotazioni: 199.199.111<br />
Preview stampa: venerdì 27 agosto, dalle ore 10.00 alle 16.00<br />
Inaugurazione: sabato 28 agosto, ore 11.00; (apertura al pubblico dalle ore 14.00)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/23/il-giovane-kubrick-esordiente-fotografo-in-mostra-a-palazzo-cavalli-franchetti/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La prima retrospettiva dedicata a Leonardo Cremonini, il pittore del domestico luminoso!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/21/la-prima-retrospettiva-dedicata-a-leonardo-cremonini-il-pittore-del-domestico-luminoso/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/21/la-prima-retrospettiva-dedicata-a-leonardo-cremonini-il-pittore-del-domestico-luminoso/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 15:38:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=22582</guid>
		<description><![CDATA[Per la prima volta, dopo la morte dell&#8217;artista bolognese, 35 olii e 40 disegni e acquerelli ripercorrono le articolate e incessanti ricerche di uno dei pittori figurativi più significa tivi del secondo Novecento. Dal 24 luglio al 12 settembre 2010, presso il Museo Le Carceri di Asiago (Vicenza), verrà presentata la mostra &#8220;LEONARDO CREMONINI. La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Leonardo-Cremonini.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Leonardo-Cremonini.jpg" alt="" title="Leonardo Cremonini" width="258" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22606" /></a></p>
<p>Per la prima volta, dopo la morte dell&#8217;artista bolognese, 35 olii e 40 disegni e acquerelli ripercorrono le articolate e incessanti ricerche di uno dei pittori figurativi più significa tivi del secondo Novecento. Dal 24 luglio al 12 settembre 2010, presso il Museo Le Carceri di Asiago (Vicenza), verrà presentata la mostra &#8220;LEONARDO CREMONINI. La luminosità della vita. Olii, disegni, acquerelli&#8221;. Nel suggestivo spazio del Museo Le Carceri saranno esposte circa 80 opere di uno dei più importanti protagonisti della pittura europea del &#8217;900, dagli anni di formazione presso l&#8217;Accademia di Brera sino ai lavori più recenti.<span id="more-22582"></span></p>
<p>Questa importante mostra antologica, voluta dal Comune di Asiago in collaborazione con la Associa zione Alberto Buffetti, a cura di Flavio Arensi, Nino Sindoni e Alberto Buffetti, vuole essere un rico noscimento e un omaggio all&#8217;opera di un grande artista, molto apprezzato all&#8217;estero e tuttavia ancora poco conosciuto nel nostro paese. Di recente le opere giovanili di Leonardo Cremonini sono state ospitate presso il Palazzo Leone da Perego di Legnano, mentre nel febbraio di quest&#8217;anno è stata presentata una grande antologica dei suoi lavori all&#8217;Istituto italiano di cultura di Atene e al centro culturale &#8216;Athinais&#8217;. </p>
<p>L&#8217;Associazione Alberto Buffetti ha voluto partecipare attivamente a questi due grandi eventi con la pubblicazione di un catalogo e di un importante volume monografico, che saranno disponibili anche in questa occasione presso il museo, per i visitatori che vorranno approfondire le sue tematiche. I quadri e i disegni in mostra, in gran parte inediti, rappresentano il primo tributo italiano all&#8217;arte del maestro dopo la sua recente scomparsa; sono anche un segno tangibile della ferma volontà da parte del Comune di Asiago di diffondere la Cultura, in ambito locale e non solo; anzi questa mostra vuole dimostrare chiaramente l&#8217;impegno concreto della Città per fare di Asiago e del suo Altopiano, meta già affermata del turismo internazionale, anche un centro importante della cultura e dell&#8217;arte. </p>
<p>Le opere giovanili di Leonardo Cremonini rappresentano il repertorio pittorico di un artista che cerca una propria strada linguistica. Cominciando dagli insegnamenti accademici, scopre nello studio del paesaggio una decisa libertà stilistica e un nuovo sistema compositivo, come per gli squarci lacustri dell&#8217;Isola Comacina o della laguna veneta. Le nature morte, o i richiami all&#8217;atelier, si alternano ai ritratti dei familiari e degli amici, maturando col tempo un segno sempre più innovativo. Lavora solamente sul visibile, col modello e il tema, mai dalla memoria; cercando di vedere come la materia può essere un supporto eloquente per tradurre il sentimento del visibile. </p>
<p>A partire dal 1950 accade quasi una rottura, totale e definitiva, nel suo lavoro: la scoperta di un osso di montone raccolto nei ghiacciai delle Alpi a nord di Bolzano. Cremonini disegna quest&#8217;osso bianco, perfettamente pulito dai rapaci, e capisce che la forma è il ricettacolo più generoso per riflettere l&#8217;irra­zionale, l&#8217;incosciente, dunque l&#8217;immaginario. Come se la forma d&#8217;osso nella sua perennità strutturale fosse il senso della vita. Da quel momento inizia a disegnare d&#8217;immaginazione; ha ancora dei rapporti col visibile, ma soltanto con la luce, non con la forma. Nelle sue opere il visibile è soltanto il mare, il cielo, un muro. Mostra nei suoi quadri, come pure nei disegni e acquerelli, il percorso di una ricerca tutta razionale, ma rivelatrice dell&#8217;inconscio, con i suoi turbamenti e le sue contraddizioni. </p>
<p>In questa sua esperienza così complessa, che sfugge a ogni codice, non può né contrapporsi né sot­tomettersi alle mode. Critico nei suoi giudizi sull&#8217;arte contemporanea, per lui &#8220;arte applicata&#8221;, gioco senza impegno, facile provocazione, indica la necessità della pittura &#8220;implicata&#8221;, cioè implicata nella vita e nella realtà. Cremonini ha fede incrollabile nella pittura come manifestazione del pensiero, come medium privi legiato per esprimere la verità dei sentimenti; per lui l&#8217;arte riguarda l&#8217;uomo e il suo destino ultimo. In tempi in cui si è perduta l&#8217;equivalenza tra arte e vita, ci voleva il genio e il coraggio di Cremonini per ricordarcelo fino in fondo.</p>
<p>Nota biografica<br />
Leonardo Cremonini nasce a Bologna nel 1925. Si diploma, nella sua città natale, all&#8217;Accademia di Belle Arti e si trasferisce, nel dopoguerra, a Milano, dove ha modo di frequentare l&#8217;Accademia di Brera. La sua prima personale risale al 1947, presso il Circolo Sandro Bisi di Verona, seguita nel 1949 da quella alla Sala del Sindacato pittori di Bologna, dove presenta le prime prove sul tema degli animali squartati, che avrà seguito nella sua pittura nel decennio successivo. Nel 1951 partecipa al Premio Diomira, che gli consente di recarsi a Parigi, dove finisce per stabilirsi: negli anni francesi Cremonini ha l&#8217;occasione di divenire rappresentante di spicco della corrente artistica della &#8220;Nuova Figurazione&#8221;. </p>
<p>Le personali americane alla Catherine Viviano Gallery nel 1952, 1954, 1957 e 1962 contribuiscono a sancire il suo successo internazionale. Seguono un numero imponente di mostre collettive e per sonali in tutto il mondo, da Parigi, a Chicago, a Houston, fino a Barcellona. Dal 1960 le sue gallerie di riferimento in Italia sono Il Milione a Milano e la Galatea a Torino, mentre a Parigi è la Galleria Claude Bernard. Fra i nuovi soggetti di questo periodo compaiono interni di stanza riflessi in specchi ed esterni di terrazze al sole, in opere colme di un silenzio straniante, denso di echi metafisici. Dalla metà del decennio compaiono invece nei suoi dipinti figure di bambini intenti al gioco. </p>
<p>Nel 1964 ha una intera sala a lui dedicata alla Biennale di Venezia. Nel 1979 viene insignito del Premio nazionale Presidente della Repubblica, mentre negli anni successivi viene nominato membro dell&#8217;Accademia Reale del Belgio, dell&#8217;Accademia Nazionale di San Luca in Roma, di cui diventa anche principe (ovvero presidente) e dell&#8217;Accademia di Belle Arti a Parigi. In quest&#8217;ultima insegna come docente dal 1983 al 1992. Tiene una personale nella sede milanese della Galleria Montrasio, nel 2002. Nel febbraio-aprile 2003, nell&#8217;antologica tenutasi alla Pinacoteca Nazionale di Bologna, sono state esposte circa centoventi opere, provenienti da collezioni private americane, dalla collezione Dreyfuss di Parigi e da istituzioni pubbliche italiane. </p>
<p>La sua attività prosegue instancabile con esposizioni e retrospettive nei più importanti musei d&#8217;arte contemporanea d&#8217;Europa e del mondo. Dopo la grande mostra di Legnano nel 2008 dedicata ai lavori giovanili, segue nel 2010 una grande antologica ad Atene, dove oltre agli oli si presentano anche i disegni e gli acquerelli dal 1945 al 2006, raccolti in un ampio volume di quasi quattrocento lavori edito da Allemandi e Associazione Alberto Buffetti. Si spegne a Parigi, dove risiedeva con la moglie pittrice Roberta Crocioni, il 12 aprile 2010.</p>
<p>LEONARDO CREMONINI<br />
La luminosità della vita &#8211; Olii, disegni, acquerelli<br />
Dal 24 luglio al 12 settembre 2010<br />
ASIAGO (VI) &#8211; MUSEO LE CARCERI<br />
Via Benedetto Cairoli, 13<br />
Orari di apertura:<br />
Lunedì &#8211; venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00<br />
Sabato &#8211; domenica dalle 10.00 alle 19.00<br />
Ingresso libero</p>
<p>Inaugurazione:<br />
Venerdì 23 luglio 2010, ore 18.00<br />
Informazioni:<br />
Comune di Asiago (VI)<br />
Ufficio del Turismo tel. 0424 464081<br />
asiagoturismo@comune.asiago. vi.it</p>
<p>http://www.comune.asiago.vi.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/21/la-prima-retrospettiva-dedicata-a-leonardo-cremonini-il-pittore-del-domestico-luminoso/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Auronzo di Cadore: omaggio al pittore-compositore Giusto Pio con una mostra!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/20/auronzo-di-cadore-omaggio-con-una-mostra-il-pittore-giusto-pio/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/20/auronzo-di-cadore-omaggio-con-una-mostra-il-pittore-giusto-pio/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 15:00:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=22510</guid>
		<description><![CDATA[Il Comune di Auronzo di Cadore (BL), in collaborazione con il Centro per la Cultura e le Arti Visive Le Venezie, ha organizzato l’esposizione dedicata alle opere di pittura dell’insigne musicista veneto Giusto Pio. La mostra è stata precedentemente presentata al Museo di Santa Caterina di Treviso. Sulla vicenda artistico pittorica del Maestro che comprende [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Opera-di-Giusto-Pio.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Opera-di-Giusto-Pio.jpg" alt="" title="Opera di Giusto Pio" width="334" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22532" /></a></p>
<p>Il Comune di Auronzo di Cadore (BL), in collaborazione con il Centro per la Cultura e le Arti Visive Le Venezie, ha organizzato l’esposizione dedicata alle opere di pittura dell’insigne musicista veneto Giusto Pio. La mostra è stata precedentemente presentata al Museo di Santa Caterina di Treviso. Sulla vicenda artistico pittorica del Maestro che comprende dipinti a olio, pastelli e chine Luigina Bortolatto ha scritto, &#8220;Nelle Partiture Pio si abbandona alla portata del gesto e alle sue prospettive per offrire una realtà della conoscenza&#8221;. <span id="more-22510"></span></p>
<p>Dopo aver meditato sull’influenza della tecnologia, su immagini bidimensionale e in movimento, su moti apparenti, luci lampeggianti, apparizioni e scomparse, modella le partiture con opere aniconiche, le caratterizza con il ricorso a volumi ridotti a superfici cromatiche, a semplici contorni, configurate da colori primari tra cui prediletto è il giallo e i suoi derivati: arancio, oliva, bruni. Spesso le forme con un misto di effetti planari, di profondità e prospettici si sovrappongono su reti ondulate, gabbie musicali dell’invisibile, indici di uno slancio vitale per cui lo sguardo non ripercorre il passato ma assapora l’eterno presente del momento creativo&#8230; il Maestro vive la sua stagione sotto il segno del movimento, di questo continuo e fisico far scorrere le forme nello spazio e nel tempo. </p>
<p>È dentro a quello che crea, nel divenire di suoni, di colori, di luce. Rifrazioni cromatiche splendenti e sonore lo impegnano a rendere il cosmo, contrapponendo all’alta armonia la sua fatica, sublimata da un limpido esistere quotidiano.” All’apertura della mostra nella Sala Consiliare del Comune di Auronzo saranno proiettati: Giusto Pio Legione straniera 1981 DVD;Giusto Pio Restoration 1981 DVD e sarà eseguito Sua maestà il Pelmo dalla Suite Dolomiti proposto come Inno all’UNESCO a seguito della proclamazione Dolomiti patrimonio dell’umanità.</p>
<p>Auronzo Di Cadore (BL) &#8211; dal 17 al 30 luglio 2010 Giusto Pio-Struttura e poesia nella musica dipinta MUNICIPIO DI AURONZO DI CADORE Via Roma 24 tel. +39 0435400035 , +39 0435400106 (fax) orario: tutti i giorni dalle 10 alle 12:30 e dalla 16 alle 19:30. Organizzazione: Comune di Auronzo di Cadore in collaborazione con il Centro per la Cultura e le Arti Visive LE VENEZIE email: info@levenezie.it </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/20/auronzo-di-cadore-omaggio-con-una-mostra-il-pittore-giusto-pio/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>“Shock in my Town” mostra Personale di Isabella Ruzzene a Jesolo (VE).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/%e2%80%9cshock-in-my-town%e2%80%9d-mostra-personale-di-isabella-ruzzene-a-jesolo-ve/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/%e2%80%9cshock-in-my-town%e2%80%9d-mostra-personale-di-isabella-ruzzene-a-jesolo-ve/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 14:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21980</guid>
		<description><![CDATA[Personale d&#8217; Isabella Ruzzene dal titolo, “Shock in my Town”, presso il Palazzo del Turismo di Jesolo, introdotta dall&#8217;intervento critico di Andrea Diprè, con durata dal 11 luglio al 19 Luglio 2010. La mostra gode del patrocinio dal Comune di Jesolo ed è organizzata dalla Galleria Polin. L&#8217;inaugurazione è prevista alle ore 18.30 di domenica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Opera-di-Isabella-Ruzzene.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Opera-di-Isabella-Ruzzene.jpg" alt="" title="Opera di Isabella Ruzzene" width="282" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-21981" /></a></p>
<p>Personale d&#8217; Isabella Ruzzene dal titolo, “Shock in my Town”, presso il Palazzo del Turismo di Jesolo, introdotta dall&#8217;intervento critico di Andrea Diprè, con durata dal 11 luglio al 19 Luglio 2010. La mostra gode del patrocinio dal Comune di Jesolo ed è organizzata dalla Galleria Polin. L&#8217;inaugurazione è prevista alle ore 18.30 di domenica 11 luglio 2010, con brindisi.<span id="more-21980"></span></p>
<p>Nelle opere di Isabella Ruzzene l’umanità diventa protagonista di un viaggio interiore, diventa protagonista attraverso il volto, attraverso ciò che più di ogni altra parte del corpo può esprimere e dettare emozioni all’esterno. I mille volti comuni che incorniciano la nostra quotidianità, vengono a loro volta incorniciati e portati al limite dei loro tratti caratteristici cosi da apparire mostruosi, irriconoscibili, coperti dalle loro stesse maschere, protetti e muti, incapaci di urlare il disprezzo o il terrore che li condiziona giorno dopo giorno. </p>
<p>Questi volti comuni vengono esaminati da Isabella attraverso varie fonti reali, schizzi, dipinti, collages o attraverso le fotografie che lei stessa scatta immortalando l’attimo, il frammento di vita o lo sguardo che impresso nella macchina resta pietrificato, immobile e silenzioso. La trasformazione materica di questi volti li segna, li modifica secondo quel che la loro ricerca interiore chiede, i volti scavati e a volte grotteschi stanno cercando la loro giusta espressione per esser ancora una volta fotografati, cercati e capiti, la ricerca interna è quella dell’io, ma soprattutto del modo in cui il loro io dev’essere presentato. </p>
<p>Sperimentando materiali e indagando su temi prettamente sociali e psicologici, l’artista raggiunge l’essenza umana, la sua animalità, la non ragionevolezza, l’aggressività o la timidezza, toglie quella maschera che ci portiamo sempre davanti e scava sotto la pelle, per mostrare quel che può essere solo immaginato, quel che di solito è sopito sotto una coltre di superficialità. Il senso di questi volti è il contrario di quello che ci appare immediatamente davanti, queste non sono maschere ma visi che vanno oltre alle apparenze, che non si nascondono più, che hanno perso la parola, che hanno perso la fiducia nella comunicazione, ma che si esprimono magistralmente solo con gli occhi. </p>
<p>Occhi trasparenti, occhi di vetro, occhi di plexiglas, surrogati di veri occhi, che guardano, osservano e s’illuminano di energia interna e pensiero, occhi spaventati, occhi abbassati, che caratterizzano tutto il volto, occhi che per tradizione sono specchio dell’anima, occhi che sono metaforicamente gli occhi dell’artista che osserva il mondo, che va oltre alle apparenze, che va oltre al velo che copre tutte le cose e le rende opache e omologate. Tutti questi ritratti interiori sono collegati da un fil rouge, che li rende unici nel panorama artistico contemporaneo, la polimatericità della quale sono composti, la commistione di più materiali, dalla malta al ferro, dai bottoni agli specchi alla sabbia, essi creano superfici tridimensionali, che offrono inusuali esperienze tattili, che danno calore, che aggregano e disgregano e che soprattutto rendono unica ogni opera grazie a materiali peculiari. </p>
<p>I materiali e gli stili, con i quali l’artista si esprime sono dei più vari ed eterogenei, l’aver frequentato l’Accademia di Belle Arti di Milano e prima la Scuola di Restauro Edilizio a Venezia le ha consentito di poter conoscere ed utilizzare al meglio la sostanza e renderla parte integrante del suo lavoro e cammino artistico. Il contatto con la materia, con gli intonaci e le malte preparatorie ha dato spessore non solo fisico ma anche formale alle opere, esse vengono personalizzate e sensibilizzate dalla mano dell’artista che le rende uniche e consistenti; oltre alla vista e all’intelletto viene soddisfatto anche il tatto, il lieve piacere sensoriale del tocco dell’opera stessa, di poter accarezzare questi volti scavati, attoniti e reali. </p>
<p>Anche le cornici, per tradizione confine fra l’opera d’arte e l’ambiente esterno, in qualche caso cercano di assorbire come delle spugne ciò che gli sta intorno, il poliuretano si gonfia e si espande nell’ambiente quasi per lasciarsi impregnare di voci e sensazioni, non è un confine da temere, è semplicemente una barriera da attraversare per comprendere. Ogni opera correlata della sua cornice mira ad una nuova consapevolezza, ad uno stato di aggregazione- disgregazione che rappresenta l’evoluzione di questa artista, la sua ricerca materica e psicologica, la sua curiosità. </p>
<p>Evoluzione del colore, materia ed energia caratterizzano il suo lavoro, forza espressiva e dettagli che non lasciano nulla al caso, ritratti interiori che fluttuano in sfondi che non riescono a contraddistinguerli. La sua grande capacità è quella di fornirci emozioni e sensazioni leggibili sulla pelle, palesate dai rilievi e dagli occhi, volti che soffrono senza poter dire una parola, racconti di vita muti, sentimenti esasperati… Ironico e tagliente è il titolo di una delle opere esposte : “Soffri in silenzio, per favore”, urlo silenzioso, chiuso in una teca, azzittito dal cortese per favore di una società che non ha voglia di sentire il dolore altrui, perché troppo concentrata ad ascoltare i rumori di fondo che riempiono senza lasciare traccia del loro passaggio.</p>
<p>Ilaria Simeoni</p>
<p>In the works of Isabella Ruzzene humanity becomes the protagonist of an interior journey, it becomes the protagonist through faces, through what more than any other part of the body may express and dictate emotions that we have inside. The thousand common faces that frames our daily lives, are in turn framed and brought to the limit of their characteristic traits as well as to appear monstrous, seems scrambled, faces covered by their masks, protected and silent, unable to scream contempt or terror of their condition, day after day. These faces are examined by Isabella through various sources: from real, sketches, paintings, collages or through the photographs that she shoots, the fragment of life or their gaze which imprinted in the machine remains petrified, silent and still. </p>
<p>The transformation of these faces into their own masks, shall amend according to their inner research calls, the faces excavated and sometimes grotesque, are trying their right expression to be still once photographed, searched and understood. Its the ego’s internal research. The way in which the artist investigates in them is very interesting, she is experimenting with materials and investigating themes purely social and psychological, and she reaches human essence, its main thing, not the reasonableness, aggressive or the shyness, alter the fact that the mask that they wear appears immediately in front. </p>
<p>These are not masks but faces that go beyond the appearances, that does not hide more, that have lost the Word, who have lost confidence in communication, but they say masterfully only with the eyes. Transparent eyes, glass eyes, Eyes of Plexiglas, surrogates for real eyes, that watches, observe and light up with internal energy and thought, eyes frightened, eyes lowered, that characterize all the face, eyes only for tradition, so eyes that are metaphorically the artist’s eyes that observe the world, that goes further to appearances, that is beyond the veil that covers all the things and makes it opaque and approved. </p>
<p>All these portraits are connected by a inner fil rouge, which makes them unique in the artistic contemporary outline, the materials of which are compounds, mixing more materials, from mortar to iron, from buttons, glitters or the mirrors and the sand, they all create 3d areas, which offer unusual tactile experience, that give warmth, that merged and much and for it to make it unique each work thanks to peculiar materials. The materials and styles, with which the artist is expressed are the most various and heterogeneous, she attended the Academy of Fine Arts of Milan and before the Restoration School building in Venice has enabled it to be known and for the best use of  the substance making it part of her work and an artistic journey. </p>
<p>The contact with the matter, with the plaster and mortars preparatory gave thickness not only physical but also formal, to her works, they are customised and sensitized by the artist’s hand that makes them unique and strong; in addition to sight and instead is pleased with the Touch, the slight sensory pleasure of touching work itself, to be able caresses these faces excavated, astonished and real. Also the frames, for tradition border between the work of art and external environment, in some cases are trying to absorb as sponges what is around, the polyurethane swells and is expanding into the environment almost to let ourselves be impregnate by voices and sensations, it is not a border to fear, it is simply a barrier to cross to feel and understand. Every work related to its frame is intended to a new awareness, to a state of aggregation/disintegration that represents the evolution of this Artist, her material and psychological research, her curiosity. </p>
<p>Evolution of colour, materials and energy characterize completely her work of art, expressive force and details that do not leave anything to chance, interior portraits that fluctuate in backgrounds that are unable to indentified them. Isabella greatest capacity is to provide us emotions and sensations legible on the skin, feelings, responsible for the demonstration from the reliefs and from the eyes, faces that suffer without being able to say a word, life stories, exasperated feelings… ronic and sharp is the title of one of her works: &#8220;Suffer in silence, please&#8221;, howl silent, closed in a reliquary, from hush courteous to favour a society that do not want to hear the pain of the others, because they are too concentrated to listen to the background noise that fills without a trace of their passage.</p>
<p>Ilaria Simeoni</p>
<p>“Shock in my Town” mostra personale di isabella Ruzzene Palazzo del Turismo di Jesolo dall&#8217;11 al 19 luglio 2010 orario della mostra 18.00-23-00 info@galleriapolin.com http://www.palazzodelturismo.it </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/%e2%80%9cshock-in-my-town%e2%80%9d-mostra-personale-di-isabella-ruzzene-a-jesolo-ve/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Gabbie per Signora&#8221; mostra personale di Alessandra Zorzi a Venezia.</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/gabbie-per-signora-mostra-personale-di-alessandra-zorzi-a-venezia/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/gabbie-per-signora-mostra-personale-di-alessandra-zorzi-a-venezia/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 08 Jul 2010 13:00:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21973</guid>
		<description><![CDATA[La mostra di Alessandra Zorzi, artista milanese di origini trevigiane, &#8220;Gabbie per Signora&#8221;, curata da Martina Corgnati, sarà visitabile dal 12 al 29 luglio 2010, presso il Magazzino del Sale 3, spazio didattico-espositivo dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, con inaugurazione lunedì 12 alle ore 18.00. A Venezia si entrerà nel personalissimo mondo artistico e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Zorzi.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Zorzi.jpg" alt="" title="Opera di Alessandra Zorzi" width="430" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-21975" /></a></p>
<p>La mostra di Alessandra Zorzi, artista milanese di origini trevigiane, &#8220;Gabbie per Signora&#8221;, curata da Martina Corgnati, sarà visitabile dal 12 al 29 luglio 2010, presso il Magazzino del Sale 3, spazio didattico-espositivo dell&#8217;Accademia di Belle Arti di Venezia, con inaugurazione lunedì 12 alle ore 18.00. <span id="more-21973"></span></p>
<p>A Venezia si entrerà nel personalissimo mondo artistico e multimediatico di Alessandra Zorzi, architetto di formazione ma pittrice e video artista di professione, il cui principale protagonista è il video d&#8217;animazione. Ad esso l’artista ha ultimamente dedicato gran parte delle sue energie e della sua ricerca realizzando numerosi filmati, alcuni dei quali in omaggio a grandi artisti del passato, come Mantegna, Depero o Leonardo.  Accanto ai video ne verrà esposto anche il progetto e i materiali che hanno dato origine al percorso creativo.</p>
<p>Lontano da ogni tentazione effettistica, il percorso dei video utilizza modalità proprie dell’occhio cinematografico: carrellate, zoomate in avvicinamento o allontanamento, dissolvenze, sovrapposizioni, variazioni di campo esplorano, attraversano, scompongono e ricompongono l’opera di questi maestri, raccontano poetiche storie, o denunciano la follia del fanatismo e della distruzione ambientale.</p>
<p>Addentrandosi nello spazio espositivo ci si imbatte per prima cosa nei visionari arazzi (2002/2010) ispirati ad Abramennone, Morgiallo, Spampi e altri cittadini dell’avvolgente mondo di Babelopoli, abitato da figure tra il mostruoso e l’ironico, che, alla fine del percorso artistico, si animano improvvisamente nel film dallo stesso titolo. Accanto ad essi, negli altri spazi del Magazzino 3, le grandi opere degli anni successivi, caotiche e caratterizzate da un eccitato horror vacui che rende difficile discernere le singole figure e perfino gli elementi figurativi da quelli astratti e che costituisce uno dei tratti caratteristici della Zorzi pittrice.</p>
<p>Infine, in occasione della mostra veneziana, sarà presentata una nuova serie di disegni e dipinti dedicati alla donna e alle innumerevoli limitazioni o vere e proprie torture che ogni società maschile ha cercato o saputo imporle. Questo corpus, “Gabbie per Signora”, dà il titolo alla mostra.  Burka, crinolina, disco labiale, anelli per allungare il collo, piedino cinese, infibulazione e altro, con le relative mutilazioni più o meno permanenti, costituiscono  il tema sul quale l’artista si è a lungo interrogata.</p>
<p>“Sandra Zorzi  appartiene ad una categoria d’artisti infrequente se non rara, cioè di coloro che esigono dalla propria arte che sia un linguaggio profondamente “responsabile” di fronte a se stesso e all’epoca in cui si esprime”. (Martina Corgnati). Catalogo Canova, con testi di Martina Corgnati e Carlo Montanaro, disponibile all’interno dello spazio espositivo.</p>
<p>Alessandra Brustolon Zorzi nasce a Treviso in una famiglia di editori. Spinta dal desiderio di finalizzare le sue  capacità espressive e, con l’intento di misurarsi con lo spazio, a diciannove anni si avvicina ai temi dell&#8217; architettura. Frequenta così la Facoltà di Venezia e si laurea con una tesi sulla milanese Piazza Fontana. Alla fine degli anni ’80, incomincia a dipingere con continuità, elaborando un linguaggio immaginifico fluido e autonomo, fuori da schemi e scuole, che ama definire pop-espressionista. </p>
<p>Fedele a un linguaggio legato all&#8217;immaginario, dal 2000 in avanti ha approfondito specialmente le possibilità che gli strumenti tecnologici offrono (in particolare il video d’animazione), dedicandosi a una ricerca composita, linguistica, pittorica e contemporaneamente narrativa, che prende corpo dagli archetipi figurativi della pittura classica, trasferendoli e utilizzandoli nelle animazioni digitali, in un gioco di ambiguità, ricco di riferimenti alla pittura tradizionale. Negli ultimi anni, in particolare, elabora una propria personale tecnica di video animazione realizzando diversi corti, fra cui Abramennone a Babelopoli (2003), Il pelo nell’uovo (2004-05), Da Andrea Mantegna (2006), Homo sanza littere (2007), Il viaggio di Prometea (2008) e Giocando con Depero (2009).</p>
<p>Fra le mostre pubbliche degli ultimi anni segnaliamo: ‘Abramennone a Babelopoli’ del 2003 a palazzo Racani &#8211; Arroni per il Comune di Spoleto, ‘Viaggio a Babelopoli’ al Maschio Angioino per il Comune di Napoli, del 2005, curate da Martina Corgnati, ‘Interni di Babelopoli’, settembre 2007, curata da Carlo Micheli, responsabile cultura del Comune di Mantova, congiuntamente a Corgnati, e svoltasi nelle sale di Palazzo Ducale, a Mantova, (Cataloghi Canova), ed infine &#8220;Gabbie per Signora&#8221;, che ha avuto un&#8217;anteprima a Torino nel mese di giugno, a Palazzo Bertalazone di San Fermo.</p>
<p>ALESSANDRA ZORZI Gabbie per Signora a cura di Martina Corgnati Venezia, aperta dal 12 al 29 luglio, dalle 10.00 alle 18.00, giorni di chiusura domenica e lunedì. Magazzino del sale 3 &#8211; Zattere Dorsoduro 264 &#8211; 30123 Venezia &#8211; tel.041 2413752 info@accademiavenezia.it http://www.accademiavenezia.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/08/gabbie-per-signora-mostra-personale-di-alessandra-zorzi-a-venezia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>&#8220;Geografie umane&#8221; mostra personale di Liuba Giro a Conegliano (TV).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/04/geografie-umane-mostra-personale-di-liuba-giro-a-conegliano-tv/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/04/geografie-umane-mostra-personale-di-liuba-giro-a-conegliano-tv/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 04 Jul 2010 21:03:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21659</guid>
		<description><![CDATA[Dal 9 al 31 luglio 2010 presso il Garage eventi Conegliano, verrà proposta la mostra &#8220;Geografie umane&#8221; di Liuba Giro. Nel percorso intrapreso, l&#8217;artista inizia a interrogarsi se il corpo femminile è un luogo o meglio, il luogo della realtà materiale, matrice, principio di produzione di senso, chiave di lettura di varie realtà quotidiane. CRITICA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/geografie-umane1.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/geografie-umane1.jpg" alt="" title="Geografie umane" width="284" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-21673" /></a></p>
<p>Dal 9 al 31 luglio 2010 presso il Garage eventi Conegliano, verrà proposta la mostra &#8220;Geografie umane&#8221; di Liuba Giro. Nel percorso intrapreso, l&#8217;artista inizia a interrogarsi se il corpo femminile è un luogo o meglio, il luogo della realtà materiale, matrice, principio di produzione di senso, chiave di lettura di varie realtà quotidiane. <span id="more-21659"></span></p>
<p>CRITICA LIUBA GIRO “Geografie umane”</p>
<p>Nella mostra Geografie umane Liuba Giro inizia a interrogarsi se il corpo femminile è un luogo o meglio, il luogo della realtà materiale, matrice, principio di produzione di senso, chiave di lettura di varie realtà quotidiane attraverso lo studio della “Globalità dei linguaggi” di Stefania Guerra Lisi. Liuba arriva a sublimare la donna in un omaggio costante alla sua armonia fisica, alla sua sensualità, al suo erotismo, porgendola come simbolo terreno dell’offrirsi e del ritirarsi. </p>
<p>La tematica a molti potrebbe apparire noiosa e sempre la stessa, ma viene affrontata ogni volta con tecniche differenti, alcune volte portate al vero e proprio figurativo classico come nelle opere “Tacet” e “Silere” altre volte arriva a compiere delle opere al limite con il surrealismo e infine arriva fino all’astrattismo, ma in ognuno la sua trama strutturale si conclude come una diagnosi del tutto convincente e precisa del momento narrativo che l’autrice ha scelto di fissare con il pennello sulla superficie della tela. </p>
<p>Ma un vero e proprio processo di analisi dell’immagine lo troviamo nei tratti sottili: questi filamenti assomigliano sempre più a una trama tessuta che rappresenta i fili della vita stessa, e sono tesi alla generazione di quest’ultima fino ad arrivare alla figura umana e alla percezione corporea, portandoci alla sua verità interiore, cercando la bellezza nel segreto di uno sguardo, nel fremito controllato di una bocca, nel movimento di una ciocca di capelli. Le sue figure femminili sono per alcuni versi drammatiche e contorte, per altri indifese e disperate.</p>
<p>Soprattutto i suoi ritratti, studi minuziosi del suo corpo, arrivano ad essere dei costrutti analitici, nei quali vibrano temperature esistenziali tenute sotto controllo dal pudore dei sentimenti ma che vogliono trasmetterci una forte sensualità senza mai arrivare a un turpiloquio delle stesse. Le sue radici potrebbero essere ricollegate agli anni Venti del ‘900, in quella fase di ricerca sul vero che aveva segnato il superamento dell’ermetismo futurista. </p>
<p>Liuba ha una forte reminiscenza di Lucien Freud, i quali tendono ad una forte espressività, deformando dei volti e oggetti in direzione della Nuova Oggettività  la quale si distingue dal realismo in quanto conserva una componente emozionale all’estremo ed intensificata espressivamente. La pittrice compie una sfida continua, sgomitolando, giorno dopo giorno, una matassa, cercando di trovare attraverso la sperimentazione delle luci, delle ombre e dei passaggi cromatici un suo unico filo conduttore per dare il giusto risalto al soggetto figurale e per conferire alla visione una sensualità appagante.</p>
<p>Mara Campaner</p>
<p>Garage eventi Conegliano (TV) Corso Vittorio Emanuele 13 Conegliano (TV) Geografie umane dal 09/07 al 31/07/2010 Vernissage: 09/07/2010 alle ore 21.00. Aperto: giorni dal lunedì al sabato dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 19.30 mercoledì chiuso. Indirizzi: macamp@email.it ingresso libero, la mostra è curata da Mara Campaner </p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/04/geografie-umane-mostra-personale-di-liuba-giro-a-conegliano-tv/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Focus on Venice: Umberto Armiraglio e la sua Venezia très chic!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/03/focus-on-venice-umberto-armiraglio-e-la-sua-venezia-tres-chic/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/03/focus-on-venice-umberto-armiraglio-e-la-sua-venezia-tres-chic/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 09:48:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21655</guid>
		<description><![CDATA[Da sabato 26 Giugno 2010, nell&#8217;elegante charming Hotel Ad Place si potranno ammirare le raffinate immagini di Umberto Armiraglio nella rassegna &#8216;Focus on Venice&#8217;, che si protrarrà fino al prossimo 10 settembre 2010. Venezia: il soggetto è di per sé una sfida ardua, rappresenta il terreno di ricerca più evitato da chi teme la ripetizione; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/galleria-02-b.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/galleria-02-b.jpg" alt="" title="Venice" width="430" height="286" class="aligncenter size-full wp-image-21687" /></a></p>
<p>Da sabato 26 Giugno 2010, nell&#8217;elegante charming Hotel Ad Place si potranno ammirare le raffinate immagini di Umberto Armiraglio nella rassegna &#8216;Focus on Venice&#8217;, che si protrarrà fino al prossimo 10 settembre 2010. Venezia: il soggetto è di per sé una sfida ardua, rappresenta il terreno di ricerca più evitato da chi teme la ripetizione; è disarmante affrontare l&#8217;interpretazione del luogo &#8220;cartolina&#8221;, della città più visitata sia per immagini che realmente. Ecco la proposta: definire un preciso punto di osservazione nella vista d&#8217;insieme.<span id="more-21655"></span></p>
<p>Grazie all&#8217;uso del banco ottico e del basculaggio, vengono prodotte delle ampie sfocature che costringono lo sguardo ad una attenzione selettiva. La tecnica mette assieme due elementi agli antipodi tra di loro: la tradizione meccanico/ottica del grande formato di una camera a soffietto, con la tecnologia più attuale, costituita da un dorso digitale sfruttato per tutti i suoi 50 milioni di pixel. Il risultato è un&#8217;immagine che associa aree sfumate a segmenti di dettagli sorprendenti.</p>
<p>Sarebbero troppi i particolari all&#8217;interno di una singola immagine, sarebbe impossibile poterli osservare tutti, anche per chi ha tempo. E il tempo non è sufficiente ausilio per una memoria umanamente fallace di fronte a tale abbondanza di elementi visivi, meritevoli di perpetua conservazione e archiviazione nel ricordo. Meglio diluire una parte, per semplificare la lettura e sfumare nel vago quanto disponibile per una prossima, eventuale, sperata, immaginata visione di quei luoghi.</p>
<p>Un&#8217;anteprima è avvenuta oltre oceano a Dicembre 2009, durante Art Basel di Miami e da lì le fotografie non sono tornate. Le 11 stampe Fine Art, in quel caso stampate su carta cotone nel formato 30&#215;40 cm, fanno ora parte di una importante collezione privata.</p>
<p>orari: tutti i giorni<br />
dalle 15,00 -19,00</p>
<p>ingresso libero</p>
<p>tel. +39 041 2413234<br />
fax +39 041 2413109</p>
<p>http://www.adplacevenice.com</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/03/focus-on-venice-umberto-armiraglio-e-la-sua-venezia-tres-chic/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gellius ad Oderzo: The Big Apple by Flavio Favero protagonista de &#8220;I Sensi dell&#8217;Arte&#8221;!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/02/gellius-ad-oderzo-the-big-apple-by-flavio-favero-protagonista-de-i-sensi-dellarte/</link>
		<comments>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/02/gellius-ad-oderzo-the-big-apple-by-flavio-favero-protagonista-de-i-sensi-dellarte/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 15:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Mostre nel Veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.giuseppeborsoi.it/?p=21785</guid>
		<description><![CDATA[Sarà la “Grande Mela”, quella immortalata e ritratta da Flavio Favero, fotografo e artista trevigiano, la protagonista del terzo appuntamento con “I Sensi dell’arte”, seconda edizione di un evento espositivo dedicato all’arte veneta contemporanea ospitato dai prestigiosi spazi del Ristorante Gellius di Oderzo. La vernice, che vedrà la partecipazione anche dell’artista, sarà venerdì 2 luglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/brooklyn-botanic-garden-new-york.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/brooklyn-botanic-garden-new-york.jpg" alt="" title="Brooklyn Botanic Garden new york" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-21795" /></a></p>
<p>Sarà la “Grande Mela”, quella immortalata e ritratta da Flavio Favero, fotografo e artista trevigiano, la protagonista del terzo appuntamento con “I Sensi dell’arte”, seconda edizione di un evento espositivo dedicato all’arte veneta contemporanea ospitato dai prestigiosi spazi del Ristorante Gellius di Oderzo.<br />
La vernice, che vedrà la partecipazione anche dell’artista, sarà venerdì 2 luglio 2010 alle ore 18.<span id="more-21785"></span></p>
<p>Protagoniste assolute saranno le fotografie di Favero, il cui sguardo ha magistralmente catturato prospettive e scenari metropolitani di inedita bellezza. Veneto come tutti gli artisti della rassegna, Favero è riconosciuto sul panorama italiano e internazionale per la sperimentazione applicata alla fotografia. L’artista insegue da tempo una ricerca personale volta ad analizzare territori, in particolare le grandi città, ma anche a studiare con introspezione situazioni ed eventi che caratterizzano il comportamento umano.</p>
<p>Perché New York? “Dopo lo stupore creato dalla sua stucchevole verticalità” rivela l’artista “ci si accorge che la vita newyorchese si svolge nei vari strati orizzontali. Contraddittoria spregiudicata, tavolozza di colori forti, striduli, armonici, frizzanti, unica e fiera nel suo essere, è come assistere ad un idilliaco incontro tra Dante Alighieri e Andy Warhol, tra Elisabetta I e Moana Pozzi. Quindi un intreccio di modernità, classicità, trasgressione che dialogando fra loro creano continue e suggestive visioni dell’essere e dell’apparire”.</p>
<p>“I Sensi dell’arte” uniscono alla vista il piacere dei suoni. Per allietare gli ospiti con raffinate atmosfere blues si esibiranno due artisti d’eccezione: Davide Drusian, una delle voci più apprezzate sul panorama blues italiano, e Cocco Marinoni, ex bassista della Tolo Marton Band che vanta collaborazioni con il mitico Lou Reed.</p>
<p>La vernice del 2 luglio sarà presentata dal critico Carlo Sala. Seguirà un buffet dedicato, curato nella realizzazione e nella presentazione dallo chef Alessandro Breda, preziosa firma del Gellius e membro di giuria all’ultimo “Bocuse d’Or”. </p>
<p>Oderzo (TV) &#8211; dal 2 luglio al 21 agosto 2010<br />
Flavio Favero &#8211; Dall’antica Opitergium a New York<br />
GELLIUS<br />
Calle Pretoria 6 (31046)<br />
+39 0422713577 Oderzo</p>
<p>http://www.ristorantegellius.it</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/02/gellius-ad-oderzo-the-big-apple-by-flavio-favero-protagonista-de-i-sensi-dellarte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
