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	<title>BeppeBlog &#187; Musei</title>
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	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
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		<title>Apre a Bergamo il nuovo Museo storico dell&#8217;età veneta: Il Cinquecento interattivo.</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:27:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 28 gennaio 2012 Palazzo del Podestà Piazza Vecchia Bergamo un&#8217;esperienza sensoriale e multimediale, un nuovo modo di raccontare la storia al grande pubblico. Apertura speciale gratuita per il pubblico, con la &#8220;notte bianca del Palazzo del Podestà&#8221;, dalle 16.30 alle 02.00. Il nuovo Museo storico dell&#8217;età veneta aprirà le sale della sezione dedicata al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Museo-delletà-veneta-il-Cinquecento-interattivo.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Museo-delletà-veneta-il-Cinquecento-interattivo.jpg" alt="" title="Museo dell&#039;età veneta il Cinquecento interattivo" width="430" height="282" class="aligncenter size-full wp-image-55176" /></a></p>
<p>Dal 28 gennaio 2012 Palazzo del Podestà Piazza Vecchia Bergamo un&#8217;esperienza sensoriale e multimediale, un nuovo modo di raccontare la storia al grande pubblico. Apertura speciale gratuita per il pubblico, con la &#8220;notte bianca del Palazzo del Podestà&#8221;, dalle 16.30 alle 02.00.<span id="more-55027"></span></p>
<p>Il nuovo Museo storico dell&#8217;età veneta aprirà le sale della sezione dedicata al Cinquecento interattivo in Piazza Vecchia, nel Palazzo del Podestà comunale (XII secolo), al tempo di Venezia centro di amministrazione della giustizia, che al termine di un impegnativo restauro viene restituito ai cittadini.</p>
<p>Il nuovo museo mescola conoscenza e gioco, intelletto ed emozioni, ridestando nel visitatore con immagini e suoni il senso del meraviglioso: le testimonianze del passato &#8211; dipinti, manoscritti, mappe e documenti, selezionati con rigore scientifico &#8211; prendono vita e si fanno narrazione sensoriale e multimediale proponendoci l&#8217;immagine di una società attiva e partecipe della grande storia, in luoghi che ancora possiamo riconoscere intorno a noi. Conoscenze sin qui riservate ai soli specialisti sono messe a disposizione di tutti, avvicinando il grande pubblico alla ricchezza del passato.</p>
<p>Il progetto di allestimento dello studio N!03 di Milano &#8211; specialista nella produzione multimediale e nella realizzazione di scenari interattivi &#8211; in collaborazione con Alessandro Bettonagli Architecture Entertainment è integrato da schede di approfondimento, tablet, QRCode, che consentono a ogni visitatore di personalizzare il suo percorso.</p>
<p>La modernità dialoga con gli antichi spazi del Palazzo del Podestà proponendo al visitatore un viaggio lungo tutto il Cinquecento, secolo cruciale per la storia dell&#8217;Europa e del mondo. In questo contesto s&#8217;inserisce la storia della Bergamo veneziana, confine ed estremo presidio occidentale di quella Serenissima che siamo abituati ad associare all&#8217;Oriente.</p>
<p>Passando attraverso le sette sale interattive si viaggia da Venezia a Bergamo insieme a nunzi, rettori, mercanti, corrieri di posta, vagabondi, sino a giungere fin dentro la città &#8220;posta supra monte mirabellissima&#8221;, tra borghi e vicinie, dentro palazzi e conventi, con i loro uomini e le loro storie.</p>
<p>Questo paesaggio sarà poi profondamente trasformato dalla costruzione delle mura veneziane e appunto la città &#8220;ridotta in fortezza&#8221; si presenta al visitatore attraverso la mappa della Bergamo seicentesca di Stefano Scolari, per poi schiudergli le porte di due tra i molti suoi luoghi di commercio: la bottega dello speziale (&#8220;aromatario&#8221;) e quella del libraio (&#8220;bibliopola&#8221;), come sempre ricreate in forme interattive.</p>
<p>Il percorso si chiude sul grande Prato di S. Alessandro, nella città bassa, dove vanno in scena le voci e i suoni del gran mercato della fiera. Oltre all&#8217;età veneta, anche altre epoche storiche raccontano la loro storia nel Palazzo del Podestà. Entrando nel museo si attraversano infatti importanti scavi archeologici che per l&#8217;occasione saranno anch&#8217;essi aperti al pubblico per la prima volta.</p>
<p>Un decennio di indagini in profondità (sino a m. 2,50), dirette dalla Soprintendenza per i beni archeologici della Lombardia, ha riportato alla luce numerose testimonianze che attestano il continuo riutilizzo in epoche e forme sempre diverse dei luoghi più famosi della città: all&#8217;impianto protourbano di epoca protostorica (VI-V sec. a.C.) segue un complesso di botteghe nell&#8217;area del foro di epoca romana tardo repubblicana e imperiale, sino ai livelli di abbandono tardo antichi e alle fasi altomedioevali e medioevali. </p>
<p>E questo viaggio nel tempo continua nella città circostante, dove tutto parla del passato creando un suggestivo teatro della storia. La Fondazione Bergamo nella storia, con questa innovativa offerta culturale, si conferma nel suo ruolo di laboratorio della storia della città di Bergamo e in un momento difficile ribadisce la fiducia nella cultura e nella sua capacità di rafforzare identità, coesione, sviluppo del territorio.</p>
<p>Museo storico dell&#8217;età veneta &#8211; Il Cinquecento interattivo<br />
Bergamo Alta &#8211; Piazza Vecchia<br />
Orari: Invernale (da ottobre a maggio) > mar &#8211; dom 9.30-13 e 14-30-18 (chiuso lunedì)<br />
Estivo (da giugno a settembre) > mar &#8211; ven 9.30-13 e 14-30-18, sab e festivi 9.30-19 (chiuso lunedì)<br />
Ingresso:<br />
- Museo storico dell&#8217;età veneta &#8211; il &#8217;500 interattivo 5 €<br />
- Bergamo nella storia pass (valido per l&#8217;ingresso a Museo storico dell&#8217;età veneta &#8211; il &#8217;500 interattivo,<br />
Campanone, Rocca &#8211; Museo storico sezione Ottocento, Museo donizettiano,) 7 €<br />
- Gratuito per studenti fino a 18 anni, disabili e soci ICOM<br />
Info: tel 035.277116 / 035. 226332 info@bergamoestoria.it &#8211; http://www.bergamoestoria.it<br />
Per prenotazione visite guidate gruppi e scuole: tel. 035.247116 museostorico.educazione@bergamoestoria.it<br />
Come raggiungere il museo: Con i mezzi pubblici: dalla stazione dei treni in Città Bassa, o da Porta Nuova, autobus 1 fino alla funicolare (arrivo in piazza Mercato delle scarpe) oppure proseguire fino a Colle aperto e da qui raggiungere Piazza Vecchia a piedi. Con l&#8217;auto: uscendo dal casello autostradale della A4, seguire le indicazioni per Città Alta. Parcheggio lungo il viale delle Mura o in piazza Mercato del fieno, oppure lasciare l&#8217;auto nella Città Bassa e salire con la funicolare.</p>
<p>Ufficio stampa: B@bele Comunicazione<br />
Barbara Mazzoleni, tel. 320.8015469; info@babelecomunicazione.it; Skype babele73; http://www.babelecomunicazione.it</p>
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		<title>Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan” a Gradisca d&#8217;Isonzo (GO).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2012/01/07/galleria-regionale-d%e2%80%99arte-contemporanea-%e2%80%9cluigi-spazzapan%e2%80%9d-a-gradisca-disonzo-go/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 Jan 2012 19:17:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[La Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”, inaugurata a Gradisca d’Isonzo nel gennaio del 1977, fu il risultato di un’intensa attività espositiva condotta dalla locale Azienda di Soggiorno e Turismo. Nei dieci anni precedenti vennero allestite ben cento mostre che diedero occasione a tutti i migliori artisti del Friuli Venezia Giulia di far conoscere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-delle-opere-di-Spazzapan.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2012/01/Una-delle-opere-di-Spazzapan.jpg" alt="" title="Una delle opere di Spazzapan presenti nella Galleria" width="287" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-53806" /></a></p>
<p>La Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”, inaugurata a Gradisca d’Isonzo nel gennaio del 1977, fu il risultato di un’intensa attività espositiva condotta dalla locale Azienda di Soggiorno e Turismo. Nei dieci anni precedenti vennero allestite ben cento mostre che diedero occasione a tutti i migliori artisti del Friuli Venezia Giulia di far conoscere il loro lavoro. <span id="more-53725"></span></p>
<p>Tra le più importanti va ricordata la grande antologica dedicata a Luigi Spazzapan nel 1970, che costituì la base per l’istituzione, qualche anno dopo, della Galleria a lui intitolata. Determinante fu il contributo di Eugenio Giletti, collezionista torinese, grande amico di Spazzapan, che donò 87 opere della sua collezione alla Cassa di Risparmio di Gorizia perché fossero esposte al pubblico e che costituiscono tuttora la collezione permanente della Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”. Attraverso chine, tempere ed oli viene ripercorsa l’intera produzione del pittore gradiscano.</p>
<p>Uno spazio importante è quello dedicato, al secondo piano, alla realizzazione di eventi espositivi d’arte contemporanea che hanno portato la Galleria sulla scena nazionale e internazionale: dalle mostre antologiche dedicate a Luigi Spazzapan, alla mostra su Espressionismo e Nuova Oggettività in Slovenia, dalla mostra dei disegni di Pier Paolo Pasolini a Translimina, che ha riunito artisti della regione, dell’Austria e della Slovenia, alle rassegne dedicate agli aspetti delle arti visive del Friuli Venezia Giulia, che hanno svolto un’importante attività di approfondimento e di ricerca sulle attuali tendenze artistiche.</p>
<p>L’archivio della Galleria conserva un’interessante documentazione riguardante Luigi Spazzapan. Vi si trovano fotografie, manoscritti, lettere, una ricchissima rassegna stampa, cataloghi.</p>
<p>La Galleria promuove attività didattica, visite guidate e manifestazioni collaterali agli eventi espositivi. La Galleria è gestita dalla Provincia di Gorizia, dal Comune di Gradisca d&#8217;Isonzo e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia&#8221; e si fonda sul sostegno della Provincia di Gorizia, del Comune di Gradisca e della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia.</p>
<p>Galleria Regionale d’Arte Contemporanea “Luigi Spazzapan”<br />
Via Battisti, 34072 Gradisca d’Isonzo Tel-fax 0481-960816</p>
<p>Conservatore Annalia Delneri<br />
Comitato scientifico: dr. Raffaella Sgubin, dr. Maria Masau Dan, dr. dr. Isabella Reale</p>
<p>Orario d&#8217;apertura:<br />
Orari: martedì-domenica ore 10.00-18.00. Lunedì chiuso<br />
Ogni domenica ore 16.00 visita guidata<br />
Ingresso: intero 3 euro &#8211; ridotto 2 euro</p>
<p>http://www.amicigalleriaspazzapan.it/gall_spazzapan.html</p>
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		<title>Conegliano (TV): apertura straordinaria dei luoghi artistici cittadini sulla scia della mostra di Bernardo Bellotto!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2011/11/29/conegliano-apertura-straordinaria-dei-luoghi-artistici-cittadini-sulla-scia-della-mostra-di-bernardo-bellotto/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[È ancora vivo a Conegliano e in tutto il suo territorio il successo dell’antologica dedicata a Cima da Conegliano. L’ottimo riscontro ottenuto dall’iniziativa, che ha portato in città oltre 110.000 visitatori, è stato il risultato di un concorso di sinergie tra i vari attori locali, che si sono riproposti di scendere in campo in occasione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2009/09/Cera-una-volta-il-Municipio-Capolavoro-Fotografico-by-GIUSEPPE-BORSOI.jpg" alt="C&#039;era una volta il Municipio Capolavoro Fotografico by GIUSEPPE BORSOI" title="C&#039;era una volta il Municipio Capolavoro Fotografico by GIUSEPPE BORSOI" width="430" height="322" class="alignnone size-full wp-image-8707" /></p>
<p>È ancora vivo a Conegliano e in tutto il suo territorio il successo dell’antologica dedicata a Cima da Conegliano. L’ottimo riscontro ottenuto dall’iniziativa, che ha portato in città oltre 110.000 visitatori, è stato il risultato di un concorso di sinergie tra i vari attori locali, che si sono riproposti di scendere in campo in occasione della mostra Bernardo Bellotto. Il Canaletto delle corti europee, in programma fino al 15 aprile 2012 a Palazzo Sarcinelli.<span id="more-51396"></span></p>
<p>Tra le varie iniziative organizzate per l’occasione, promosse dal Comune di Conegliano, col contributo di Conegliano in Cima, vi è la possibilità di visitare, fino al 12 febbraio, i luoghi storico-artistici della città e dell’immediato entroterra, eccezionalmente aperti con orari prolungati.</p>
<p>Tra questi, si possono ricordare, il Museo del Castello Piazzale S. Leonardo, con la sua pregevole pinacoteca di quadri e affreschi recuperati da conventi e chiese del territorio, o il Duomo, dove è possibile ammirare l&#8217;unica opera del Cima conservata nella sua città natale, la Pala dei Battuti Sacra Conversazione, datata 1493 e posta dietro l&#8217;altare maggiore, oltre a opere di Palma il Giovane, Francesco Beccaruzzi, e altri. O ancora la Sala dei Battuti e la Sala del Capitolo; la prima, nata come sede delle adunanze della Confraternita dei Battuti, presenta un bellissimo soffitto in legno ed è ornata da trifore incastonate tra affreschi di Francesco da Milano e Ludovico Pozzoserrato, mentre la seconda, dove si riuniva il Consiglio Direttivo della Confraternita dei Battuti, conserva cinque arazzi di manifattura fiamminga, risalenti al &#8217;500.</p>
<p>Inoltre, dalla metà di febbraio fino alla conclusione della mostra (15 aprile 2012), le aperture varieranno con una maggior estensione sia durante la giornata che durante la settimana.</p>
<p>Per ulteriori informazioni: Informacittà, tel. 0438.413319 e IAT, tel. 0438.21230.</p>
<p>Come afferma Alberto Maniero, sindaco di Conegliano, “Palazzo Sarcinelli è oggi non solo il cuore delle nostre politiche culturali ma il fulcro di un movimento sociale, culturale ed economico che ha pervaso la Città e rivitalizzato il suo centro storico. Dalla Contrada Granda al Museo civico, passando per il Duomo e la Sala dei Battuti, i luoghi di valore di Conegliano hanno ripreso vita, grazie anche alla generosa opera di volontariato dell’Associazionismo locale”</p>
<p>“La positiva precedente esperienza dedicata a Cima &#8211; continua il sindaco &#8211; ha messo in evidenza come la collaborazione tra istituzioni e categorie sia l’unica vera leva con la quale è possibile imboccare la strada del rilancio”.</p>
<p>Dal suo canto, Andrea Brunello, amministratore delegato di Artematica, organizzatrice delle mostre di Cima e Bellotto, dichiara che le grandi mostre di Palazzo Sarcinelli “formano un nuovo modo di percepire le mostre d’arte: non solo occasioni per fare il punto su un artista o un movimento, ma come elemento traino per le attività di un territorio. Accanto all’esposizione di opere d’arte, questo evento dedicato a Bellotto vuole essere una “mostra diffusa” che vive nelle diverse iniziative territoriali, grazie alla collaborazione dei partner più attivi”.</p>
<p> ORARI DI APERTURA DEI LUOGHI STORICO-ARTISTICI IN CITTÀ</p>
<p>Dall&#8217;11 novembre 2011 al 12 febbraio 2012</p>
<p>Dalla metà di febbraio fino alla conclusione della mostra (15 aprile 2012) le aperture varieranno con una maggior estensione sia durante la giornata che durante la settimana. Per ulteriori informazioni: Informacittà 0438/413319 e IAT 0438/21230</p>
<p>Museo del Castello Piazzale S. Leonardo</p>
<p>apertura dal martedì alla domenica 10.00-12.30, 14.30-18.00; chiuso i lunedì non festivi e il mese di novembre ad eccezione dei sabati e delle domeniche. Ingresso a pagamento.</p>
<p>Tel. 0438/22871 &#8211; fax 0438/413556 – servizio.cultura@comune.conegliano.tv.it</p>
<p>Chiesetta della Madonna della Neve</p>
<p>lungo la Calle omonima che scende dal Castello. Apertura domenica 14.30-17.00, altri giorni su prenotazione</p>
<p>Tel. 0438/22769-31355 a cura degli Alpini &#8211; Gruppo Città “O. Battistuzzi”</p>
<p>Brolo del Convento di San Francesco,</p>
<p>con ingresso lungo la Calle Madonna della Neve, riconosciuto come luogo di valore dalla Fondazione Benetton tudi Ricerche. Apertura su richiesta, con congruo anticipo, Tel. 0438/35385, compatibilmente con le condizioni meteorologiche, a cura di Italia Nostra Onlus &#8211; sezione di Conegliano</p>
<p>Convento di San Francesco (chiostro)</p>
<p>Via De Amicis 4. Apertura tutti i giorni 10.00-12.00, 15.00-18.00 (suonare il campanello). A cura di Teatri e Umanesimo Latino S.p.A.</p>
<p>Casa di Giambattista Cima</p>
<p>Via Cima 24. Apertura dal martedì al venerdì 14.00-16.00, sabato e domenica 10.00-12.00, 14.00-16.00. A cura della Fondazione G.B. Cima e dell&#8217;Associazione Amici del pittore G.B. Cima</p>
<p>Duomo</p>
<p>Via XX Settembre. Apertura tutti i giorni 7.00-12.00, 15.15-19.00 (nel rispetto delle funzioni religiose)</p>
<p>Sala dei Battuti e del Capitolo</p>
<p>Via XX Settembre. Apertura venerdì, sabato e domenica 10.00-18.00. In altri giorni solo per gruppi su prenotazione tel. 0422/1848904 a cura del Rotary Club Conegliano e dell&#8217;Università Adulti e Anziani</p>
<p>Cimitero ebraico accesso da viale Gorizia</p>
<p>visita guidata la 1a domenica di ogni mese ore 10.00-12.00 (in caso di pioggia rinviata alla domenica successiva) oppure su prenotazione telefonando alla sig.ra Marisa Zanussi del Centro Coneglianese di Storia e Archeologia tel. 0438/60979</p>
<p>Museo degli Alpini Piazzale S. Martino</p>
<p>apertura sabato e domenica 15.00-19.00. Nei giorni feriali apertura per visite di gruppo previa richiesta telefonica almeno due giorni prima al 338/1825658. A cura dell&#8217;Associazione Nazionale Alpini &#8211; sez. di Conegliano</p>
<p>Museo del Caffé</p>
<p>Via Tiziano Vecellio, 2. Apertura e visita guidata gratuita il 1° sabato di ogni mese ore 14.00-18.00. In altri giorni per gruppi su prenotazione telefonica 0438/411200 o museodelcaffe@dersut.it (Dersut Caffé S.p.A.)</p>
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		<title>Vercelli: la collezione dell&#8217;Antico Egitto esposta al Museo Camillo Leoni!</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Nov 2011 11:04:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piccolo ed antichissimo tesoro è custodito nelle sale del Museo Camillo Leone di Vercelli. Si tratta di una collezione egizia interessante e curiosa, nata dall&#8217;unione di due collezioni vercellesi, quella del notaio Camillo Leone, apprezzabili nel museo che porta il suo nome e quella dell&#8217;avvocato Francesco Borgogna le cui raccolte oggi sono esposte nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/11/Camillo-Leone-titolazione-del-Museo.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/11/Camillo-Leone-titolazione-del-Museo.jpg" alt="" title="Camillo Leone titolazione del Museo" width="276" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-49967" /></a></p>
<p>Un piccolo ed antichissimo tesoro è custodito nelle sale del Museo Camillo Leone di Vercelli. Si tratta di una collezione egizia interessante e curiosa, nata dall&#8217;unione di due collezioni vercellesi, quella del notaio Camillo Leone, apprezzabili nel museo che porta il suo nome  e quella dell&#8217;avvocato Francesco Borgogna le cui raccolte oggi sono esposte nel Museo Borgogna.<span id="more-49946"></span></p>
<p>Il museo Leone è certamente noto per le sue ricche collezioni che dalla Preistoria accompagnano studiosi e visitatori fino al Settecento. Tra vasi a figure rosse della Magna Grecia, bucchero etrusco, trovano spazio in una vetrina della sala delle colonne. Amuleti e shabti, statuette di divinità e vasetti si sono contesi l&#8217;attenzione di adulti e bambini, vittime di un fascino che non conosce crisi.</p>
<p>Dopo un attento e sapiente lavoro di studio, i reperti tornano oggi a nuova vita attraverso un catalogo, un&#8217;iniziativa di VercelliViva in collaborazione con il Museo Leone e realizzato con il contributo della Regione Piemonte, a cura di Sabina Malgora, egittologa. L&#8217;idea di pubblicare la collezione venne in mente alla dottoressa una decina di anni fa, quando fresca di laurea e allieva della Scuola di specializzazione in Archeologia di Bologna, fece uno stage in museo e la studiò per la prima volta. </p>
<p>Poi il percorso professionale prese altre vie, fino allo scorso anno quando conobbe l&#8217;attuale presidentessa di VercelliViva, l&#8217;eclettica dott.ssa Mariella Gallo Ferraris. L&#8217;idea di studiare la collezione e di scrivere un catalogo fu subito sposata dalla brillante ed attiva associazione culturale vercellese e accolta con plauso dal presidente del Museo Leone Amedeo Corio e dal conservatore Anna Rosso.</p>
<p>Vercelliviva opera a Vercelli da ormai diciotto anni e si è caratterizzata e distinta nella collaborazione continua con le istituzioni cittadine, con i Musei e con l&#8217;Università, per promuovere e realizzare iniziative ed eventi qualificanti nella realtà culturale e sociale cittadina. Vercelliviva ha nel proprio statuto, come vocazione primaria, quella di salvaguardare e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico, museale, librario, di qualunque natura esso sia.</p>
<p>L&#8217;associazione cerca quindi di essere presente là dove qualche bella operazione culturale viene sperimentata e anche in questo caso ha collaborato con il Museo Leone e con la dott.ssa Malgora nella realizzazione del Catalogo dei reperti egizi del Museo Leone ritenendola una lodevole operazione di verità storica, che permette una migliore comprensione dei molteplici messaggi contenuti nei reperti esaminati e la valorizzazione di una parte del patrimonio artistico e culturale della città.</p>
<p>Sabina Malgora, egittologa piemontese, dottore di ricerca in Africanistica, laureata in Lettere Classiche e diplomata &#8220;archeologo&#8221; alla Scuola di Archeologia dell&#8217;Università Bologna, è oggi curatore della sezione egizia del Castello del Buonconsiglio e co-direttore del Mummy Project di Milano, salito alla luci della ribalta con le ricerche sulla mummia di Ankhpakhered oggetto di un recente documentario di SuperQuark, collabora con numerose riviste scientifiche e divulgative, progetta e realizza mostre ed eventi culturali, tra cui anche quello tenutosi al museo Leone lo scorso anno.</p>
<p>La realizzazione del catalogo è stata possibile grazie al contributo di VercelliViva, della Fondazione Istituto di Belle Arti e Museo Camillo Leone e della Regione Piemonte. I reperti sono stati fotografati da Francesca Brambilla e Serena Serrani, fotografe di Milano.</p>
<p>L&#8217;11 novembre alle ore 17.30 presso il Salone Dugentesco, via Galileo Ferraris a Vercelli, sarà quindi presentato al pubblico il catalogo che vuole essere sia uno strumento per studiosi, sia un libro per tutti, appassionati di archeologia, di collezionismo, amanti dell&#8217;Antico Egitto, ma anche un&#8217;occasione di promozione della realtà storico artistica della città di Vercelli, che vede nei due musei i suoi fiori all&#8217;occhiello. </p>
<p>Padrino dell&#8217;evento sarà il noto egittologo, Prof. Francesco Tiradritti, direttore della Missione Archeologica Italiana a Luxor (www.harwa.it), che interverrà a fianco di Mariella Gallo Ferraris, Amedeo Corio, Anna Rosso e Sabina Malgora che illustrerà alcuni reperti egizi, dimostrando come l&#8217;importanza di una collezione non sia determinata solo dal valore degli oggetti che la compongono, o dal loro numero, ma dal segno che essa ha lasciato nel passato, nelle influenza che ha lasciato e in quelle che lascerà nelle generazioni future. L&#8217;evento sarà allietato da intermezzi musicali e si concluderà con un rinfresco.</p>
<p>Sito web: http://www.museoleonevc.it</p>
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		<title>Conegliano battezza la sua Casa della Musica!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Sep 2011 09:29:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sabato 1 ottobre, alle ore 11.00, sarà ufficialmente inaugurata all&#8217;interno di una manifestazione interamente dedicata alla musica, dalle 9 del mattino a mezzanotte. &#8220;E&#8217; uno spazio funzionale e duttile, che dispone di un ampio salone di oltre 1.700 metri cubi per eventi musicali di vario genere e di spazi per le attività associative e ricreative [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/09/Casa-della-Musica-di-Conegliano.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/09/Casa-della-Musica-di-Conegliano.jpg" alt="" title="Casa della Musica di Conegliano" width="430" height="369" class="aligncenter size-full wp-image-47589" /></a></p>
<p>Sabato 1 ottobre, alle ore 11.00, sarà ufficialmente inaugurata all&#8217;interno di una manifestazione interamente dedicata alla musica, dalle 9 del mattino a mezzanotte. &#8220;E&#8217; uno spazio funzionale e duttile, che dispone di un ampio salone di oltre 1.700 metri cubi per eventi musicali di vario genere e di spazi per le attività associative e ricreative della Filarmonica Coneglianese &#8211; spiega il sindaco, Alberto Maniero &#8211; questo intervento, frutto della sinergia tra pubblico e privato, si inserisce nel piano di riqualificazione urbana via Vital-via Stadio, che ha consentito di realizzare un quartiere residenziale moderno ed efficiente, con elevata quantità di spazi pubblici e di servizio alla città&#8221;.<span id="more-47588"></span></p>
<p>La Casa della Musica, opera pubblica per un valore complessivo di 500mila euro, è ora a disposizione della Comunità Coneglianese, punto di riferimento cittadino per la promozione e la diffusione dell’arte musicale. &#8220;È per questo che abbiamo voluto organizzare, nel giorno della sua inaugurazione, la 1^ Giornata della Musica di Conegliano &#8211; aggiunge il sindaco, Alberto Maniero &#8211; ogni anno di qui in avanti, in questa data, Scuole, Cori, Istituti e Associazioni musicali, famiglie e cittadini si daranno appuntamento in questo luogo. Con il supporto della Filarmonica Coneglianese, la “banda cittadina”, che farà da padrona di casa, ci ritroveremo insieme, uniti dal piacere di condividere il nostro tempo per valorizzare un’arte che contribuisce ad elevare e rendere migliore la nostra Comunità&#8221;.</p>
<p>INAUGURAZIONE CASA DELLA MUSICA<br />
e 1^ GIORNATA DELLA MUSICA DI CONEGLIANO</p>
<p>SABATO 1 OTTOBRE 2011 ORE 11.00<br />
Fronte Giardino Comunale &#8211; via Vital / via Stadio</p>
<p>IL PROGRAMMA</p>
<p>ORE 09.O0 &#8211; 11.00 / CONCERTI MUSICALI<br />
a cura dei 3 Istituti Comprensivi Scolastici Grava, Cima e Brustolon</p>
<p>ORE 11.00 / INAUGURAZIONE<br />
Interventi delle Autorità &#8211; Taglio del nastro<br />
Benedizione &#8211; Visita alla struttura</p>
<p>ORE 14.30 &#8211; 20.30 / CONCERTI MUSICALI<br />
A cura di Istituto Musicale Benvenuti, Istituto Musicale Benedetti Michelangeli,<br />
Piccolo Coro MDG, Coro Conegliano, Novo Concento,<br />
Insieme Vocale Città di Conegliano, Coro Castel</p>
<p>ORE 20.45 / CONCERTO FINALE<br />
si esibisce la Filarmonica Coneglianese</p>
<p>Città di Conegliano<br />
Ufficio della comunicazione<br />
Tel. 0438/413472-382-358</p>
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		<title>I Musei veneti e non solo aperti per Ferragosto 2011!</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Aug 2011 05:47:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel giorno del 15 agosto 2011 molti luoghi della cultura italiani resteranno aperti per accompagnarti in vacanza. Anche quest’anno nel giorno di Ferragosto il Ministero dei Beni e le Attività Culturali mette a disposizione il suo ricco patrimonio fatto di musei, gallerie, monumenti, palazzi, ville, castelli, templi, parchi, giardini, aree e siti archeologici, necropoli e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Locandina-iniziativa.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Locandina-iniziativa.jpg" alt="" title="Locandina iniziativa" width="281" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-45203" /></a></p>
<p>Nel giorno del 15 agosto 2011 molti luoghi della cultura italiani resteranno aperti per accompagnarti in vacanza. Anche quest’anno nel giorno di Ferragosto il Ministero dei Beni e le Attività Culturali mette a disposizione il suo ricco patrimonio fatto di musei, gallerie, monumenti, palazzi, ville, castelli, templi, parchi, giardini, aree e siti archeologici, necropoli e scavi, appositamente aperti per tutta questa giornata di festa. Molti dei luoghi d’arte coinvolti, inoltre, arricchiranno la propria proposta organizzando eventi quali concerti, mostre tematiche e suggestivi percorsi guidati.<span id="more-45198"></span></p>
<p>Un’opportunità per fare un Ferragosto davvero speciale alla riscoperta della ricchezza culturale del nostro Paese ed un’occasione per tutti i cittadini e i turisti stranieri di riscoprire, visitare e conoscere, anche d’estate, le bellezze artistiche, architettoniche e paesaggistiche del nostro grande patrimonio culturale. “Essere italiani – dichiara il Ministro per i Beni e le Attività Culturali, Giancarlo Galan &#8211; è un colpo di fortuna. </p>
<p>Come si può definire altrimenti nascere in un Paese capace di offrire così tante meraviglie?! paesaggi, coste, borghi, citta&#8217; e campagne, un patrimonio naturale di immenso valore, reso ancor più prezioso da ciò che davvero tutto il mondo ci invidia, viene a visitare, copia, imita, sogna: i nostri musei, le nostre opere d&#8217;arte, il nostro inestimabile patrimonio artistico e culturale. Ringrazio il personale del Ministero per aver permesso a tutti, cittadini e turisti, di poter godere di questa straordinaria ricchezza anche nel giorno di Ferragosto.”</p>
<p>VENETO<br />
Area archeologica sottostante la Piazza 	BELLUNO 	FELTRE 	piazza Duomo 	10.00 &#8211; 13.00 / 16.00 &#8211; 19.00</p>
<p>Museo Nazionale Atestino 	PADOVA 	ESTE 	via Guido Negri, 9/c 	8.30 &#8211; 19.30</p>
<p>Area Archeologica di Via Scavi 	PADOVA 	MONTEGROTTO TERME 	via Neroniana 	15.30 &#8211; 19.00<br />
visita guidata su richiesta<br />
tel. 345 4646227 (min 10 pers.) </p>
<p>Museo Archeologico Nazionale 	ROVIGO 	ADRIA 	via Badini, 59 	8.30 &#8211; 19.30</p>
<p>Museo Archeologico Nazionale (barchessa di Villa Badoer) 	ROVIGO 	FRATTA POLESINE 	via Tasso 	8.30 &#8211; 19.30</p>
<p>Basilica Paleocristiana  	VENEZIA 	CONCORDIA SAGITTARIA 	piazza della Cattedrale 	8.30 &#8211; 19.30</p>
<p>Museo Nazionale Concordiese 	VENEZIA 	PORTOGRUARO 	via Seminario, 22 	9.00 &#8211; 20.00<br />
chiusura biglietteria 19.30</p>
<p>Museo Archeologico Nazionale di Altino 	VENEZIA 	QUARTO D&#8217;ALTINO 	piazza S. Eliodoro, 37 	8.30 &#8211; 14.30</p>
<p>Museo Nazionale di Villa Pisani 	VENEZIA 	STRA 	via Alvise Pisani, 7 	9.00 &#8211; 19.00</p>
<p>Biblioteca Nazionale Marciana 	VENEZIA 	VENEZIA 	piazzetta San Marco, 7 	10.00 &#8211; 19.00</p>
<p>Galleria G. Franchetti alla Ca&#8217; d&#8217;Oro 	VENEZIA 	VENEZIA 	Cannaregio 3932 	8.15 &#8211; 14.00</p>
<p>Gallerie dell&#8217;Accademia 	VENEZIA 	VENEZIA 	Dorsoduro Campo della Carità, 1050/a 	8.15 &#8211; 14.00</p>
<p>Museo Archeologico Nazionale 	VENEZIA 	VENEZIA 	piazza San Marco, 52 	8.15 &#8211; 14.00</p>
<p>Museo di Palazzo Grimani 	VENEZIA 	VENEZIA 	Ramo Grimani, Castello 4858 	8.15 &#8211; 14.00</p>
<p>Villa Del Bene 	VERONA 	VOLARGNE DI DOLCE&#8217; 	via Villa del Bene, 2 &#8211; Frazione di Volargne 	14.30 &#8211; 19.00</p>
<p>Ufficio Stampa MiBAC<br />
Tel. 0667232261</p>
<p>Le altre Regioni sul sito web: http://www.beniculturali.it</p>
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		<title>Attività naturalistiche e scientifiche per tutti i gusti al Museo Geologico di Predazzo (TN)!</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Aug 2011 11:31:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[A Predazzo, il Museo Geologico delle Dolomiti e il Museo delle Scienze di Trento propongono un tuffo nella natura e nella scienza con esperienze significative e trascinanti. Il museo e le sue esposizioni, la mostra sulle piante officinali di Aboca, le uscite e i laboratori geologici e botanici vi aspettano per coinvolgervi nelle meraviglie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Mostra-Aboca-a-Predazzo.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Mostra-Aboca-a-Predazzo.jpg" alt="" title="Mostra Aboca a Predazzo" width="430" height="351" class="aligncenter size-full wp-image-44565" /></a></p>
<p>A Predazzo, il Museo Geologico delle Dolomiti e il Museo delle Scienze di Trento propongono un tuffo nella natura e nella scienza con esperienze significative e trascinanti. Il museo e le sue esposizioni, la mostra sulle piante officinali di Aboca, le uscite e i laboratori geologici e botanici vi aspettano per coinvolgervi nelle meraviglie di questo territorio. Una natura tutta da scoprire: paesaggi e ambienti ormai scomparsi, mari ricchi di vita, isole tropicali e vulcani, minerali, rocce, fossili e ma anche piante e giochi botanici.<span id="more-44564"></span></p>
<p>Ecco a voi i tutti i dettagli.<br />
Dove si svolgono le iniziative? Al Museo Geologico delle Dolomiti – Predazzo, piazza Santi Filippo e Giacomo, 1.<br />
Quando? Dal lunedì al venerdì.<br />
Come? Alcune attività pratiche sono a pagamento e a numero minimo, per queste è necessaria la prenotazione entro le ore 17.00 del giorno precedente.</p>
<p>CALENDARIO DELLE ATTIVITÀ<br />
AL MUSEO GEOLOGICO DELLE DOLOMITI</p>
<p>LUNEDÌ<br />
PRESENTAZIONE DEL MUSEO E DELLE ATTIVITÀ ORGANIZZATE PER LA SETTIMANA<br />
Ogni lunedì dal 04 luglio al 29 agosto, ore 17.00. Partecipazione gratuita. Visita guidata alla sala espositiva e presentazione delle attività proposte per la settimana.</p>
<p>MARTEDÌ<br />
BOTANICI ODORI, FORME, TATTO E COLORI&#8230;<br />
Ogni martedì pomeriggio dal 12 luglio al 23 agosto, dalle 17.00 alle 18.30 circa. Esperienze sensoriali nel mondo delle piante, preparazione di un quadro profumato, di un cocktail odoroso&#8230; Per famiglie e per bambini a partire da 7 anni. Necessaria la prenotazione telefonica (0462-500366; 320-9224774). Tariffa di 3,00 € a persona.</p>
<p>MERCOLEDÌ<br />
UNA MATTINATA TRIASSICA  ALLA RICERCA DI ANTICHI FOSSILI<br />
Ogni mercoledì mattina dal 13 luglio al 24 agosto dalle 8.30 alle 12.00 circa. Esplorazione geologica per bambini e famiglie alla ricerca di antiche testimonianze di vita (bambini a partire da 7 anni). Itinerario: Predazzo, Frana di Fies e ritorno. Obbligatorio l’accompagnamento da parte di un adulto per ogni bambino o per ogni gruppo di bambini iscritti.<br />
In caso di maltempo verrà svolto presso il Museo di Geologia di Predazzo un laboratorio dedicato alla geologia (Tariffa 3,00 € a persona). Necessaria la prenotazione telefonica (0462-500366; 320-9224774). Tariffa di 5,00 € a persona.</p>
<p>UN POMERIGGIO TRIASSICO<br />
Ogni mercoledì pomeriggio dal 13 luglio al 24 agosto, dalle 17.00 alle 18.30 circa. Laboratorio dedicato ai fossili, testimoni della vita del passato: conchiglie, ossa e resti di piante di milioni di anni fa; i bambini costruiranno come ricordo la replica di un&#8217;antica ammonite. Per famiglie e per bambini a partire da 7 anni. Necessaria la prenotazione telefonica (0462-500366; 320-9224774). Tariffa di 3,00 € a persona.</p>
<p>GIOVEDÌ<br />
BOTANICI ODORI, FORME, TATTO E COLORI&#8230;<br />
Ogni giovedì pomeriggio dal 14 luglio al 25 agosto, dalle 17.00 alle 18.30 circa. Esperienze sensoriali nel mondo delle piante, preparazione di un quadro profumato, di un cocktail odoroso&#8230; Per famiglie e per bambini a partire da 7 anni. Necessaria la prenotazione telefonica (0462-500366; 320-9224774). Tariffa di 3,00 € a persona.</p>
<p>VENERDÌ<br />
VISITA GUIDATA ALLA  MOSTRA ABOCA<br />
Ogni venerdì dal 08 luglio al 26 agosto, ore 17.00. Partecipazione gratuita. Visita guidata alla mostra &#8220;L&#8217;arte di curare&#8221; di Aboca dedicata alle piante officinali.</p>
<p>Info e prenotazioni:</p>
<p>Tel.: 0462-500366 (in orario di ufficio); Cel.: 320-9224774.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Al Museo delle Bambole di Rocca Borromeo (VA) sul palcoscenico salgono le Vostre Altezze Regali!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2011/08/02/al-museo-delle-bambole-sul-palcoscenico-salgono-le-vostre-altezze-regali/</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Aug 2011 09:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Per l’evento non sono stati spediti cartoncini stemmati, non sono stati previsti squilli di tromba, eppure quello che alla Rocca di Angera si è avverato il 30 luglio scorso è stato un vero e proprio insediamento. L’insediamento delle Loro Maestà: la Regina d’Inghilterra Vittoria, l’Imperatrice di Francia Eugenia di Montijio, la giovane Elisabetta II, la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Le-Bambole-di-Rocca-Dangera.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/08/Le-Bambole-di-Rocca-Dangera.jpg" alt="" title="Le Bambole di Rocca Dangera" width="430" height="358" class="aligncenter size-full wp-image-44431" /></a></p>
<p>Per l’evento non sono stati spediti cartoncini stemmati, non sono stati previsti squilli di tromba, eppure quello che alla Rocca di Angera si è avverato il 30 luglio scorso è stato un vero e proprio insediamento. L’insediamento delle Loro Maestà: la Regina d’Inghilterra Vittoria, l’Imperatrice di Francia Eugenia di Montijio, la giovane Elisabetta II, la Queen Mother Elisabetta.<span id="more-44427"></span></p>
<p>Maestà alte alcune decine di decimetri, la cui bellezza è destinata a non conoscere caducità, altere e elegantissime nei loro abiti di gala.<br />
A festeggiare il loro arrivo saranno in almeno cinquemila: tante sono infatti le bambole, i giocattoli, gli automi che hanno casa nella medioevale Rocca Borromeo, sul Lago Maggiore, protagonisti del più importante Museo della Bambola e del Giocattolo dell’intero Vecchio Continente.</p>
<p>Le Bambole Regali sono infatti ospiti del primo Museo italiano dedicato alle bambole e ai giochi, fondato nel 1988, e che da allora si è costantemente arricchito con acquisti e donazioni, moltissime anche dall’estero. A raccontarci la storia di queste nuove regali ospiti del Museo è Marco Tosa, coordinatore dell’istituzione. “Sono bambole create da mani di artigiani esperti, veri e propri artisti e ritrattisti, da ditte specializzate francesi e tedesche, in pochi esemplari, e, per alcuni casi, in esemplari unici. </p>
<p>Erano destinate alle piccole eredi dell’alta società, per abituare le future protagoniste della vita aristocratica ad avere consuetudine con le loro Regine, prefigurandosi magari ruoli da damigelle e perché no, da principesse. In fondo nulla di diverso da tutte le altre bambole, creature ideate e realizzate un po’ per far sognare i bambini un po’ per educarli. La loro funzione didattica, verso il pubblico infantile, univa la funzione celebrativa a quella estetica e di modello, perfettamente incarnate dalla “Regina”; la più alta carica politica e morale delle rispettive nazioni d’appartenenza”.</p>
<p>Tra queste bambole Regali entrate in Rocca, per qualità, rarità e bellezza spicca la “Regina Vittoria”, un capolavoro di manifattura inglese: testa, spalle, avambracci e gambe sono stati modellati in cera, gli occhi intensamente azzurri sono in vetro, le orecchie forate sono pronte ad accogliere orecchini d’oro, i capelli castano-chiari sono veri e risultano fissati, uno ad uno, nella cera mentre il corpo è in tela di cotone, imbottito. </p>
<p>La bambola, vero e proprio ritratto del personaggio, raffigura la Regina Vittoria con l’abito dell’incoronazione. Forse attribuibile alla manifattura dei Pierotti, famosi artigiani di origine italiana che produssero bellissime pupe in cera nell’Inghilterra vittoriana, rappresenta fedelmente la sovrana con la ricca veste cerimoniale completa di corona, gioielli, insegne e manto di velluto bordato d&#8217;ermellino. Il tutto è completamente originale. </p>
<p>Un pezzo che farebbe impazzire qualsiasi collezionista ma che ha anche un enorme valore storico. Accanto a lei, come antagonista non solo storica, la bambola ritratto dell’Imperatrice Eugenia, testa e spalle di biscuit “pario”, creata in Germania negli anni sessanta dell’Ottocento.<br />
Spesso le donne celebri erano prese come modelli, oltre che nella vita reale, anche per realizzare teste di bambole, in questo caso si tratta della celebrata bellezza di Eugenia di Montijio, moglie dell’imperatore di Francia Napoleone III. </p>
<p>La raffinata testa ha i lineamenti e l’elaborata acconciatura finemente modellati e accuratamente dipinti. La sciarpa annodata tra i capelli è rifinita con vernice iridescente rosa acceso, la piuma di struzzo sul lato mostra tracce residue di colore azzurro, i capelli biondi sono trattenuti sulla nuca da una reticella dipinta in verde pallido. Indossa ancora l’abito originale in due pezzi, corpetto aderente e gonna ampia, in damasco di seta operato a motivi floreali. Il termine di biscuit “pario” ben si adatta a questa tipologia di teste, talmente pallide da sembrare realizzate con il celebre marmo greco.</p>
<p>Anche Elisabetta II siede sul suo trono ad Angera. La bambola con la sua effige, la tramanda ancor giovane principessa, le fattezze infantili, molto prima della sua incoronazione sul trono d’Inghilterra. È’ di un realismo impressionante, vero e proprio ritratto, la popolarissima Queen Mother, Elisabetta I, con una delle sue celebrate toilette da sera, celeste pallido, adorna di brillanti e diadema come si confaceva al suo ruolo.</p>
<p>Il Museo della Bambola è allestito nella storica Rocca Borromeo di Angera, costruita probabilmente sul sito di un&#8217;antica fortificazione romana. Degli oltre cinquemila esemplari qui raccolti, quelli esposti sono circa 1500 e documentano l’arte della bambola dal Settecento ad oggi. Sono realizzati nei materiali della tradizione antica: legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit, composizione, tessuto. Ciascuna bambola è riccamente abbigliata, spesso munita di corredi in miniatura. </p>
<p>Con le bambole, il Museo accoglie molti giocattoli di vario tipo, accessori domestici, rari modelli di mobili, case di bambola completamente arredate, negozi in miniatura, giochi di società e didattici, libri, riviste, fotografie, raccolte di ex-libris a soggetto infantile, figurine; il tutto sempre assolutamente attinente al mondo dei piccoli. </p>
<p>L’esposizione si sviluppa attraverso dodici sale collocate nell&#8217;Ala Borromea e nell&#8217;”Oratorio”; a queste sono state affiancate sezioni monotematiche separate: una dedicata alle bambole e giocattoli provenienti da culture extraeuropee nelle &#8220;scuderie&#8221;, l&#8217;altra, nelle tre sale al primo piano, ospita la collezione del Petit Musée du Costume di Tours, raccolta da Gisele Peschè, consistente in una straordinaria collezione di automi francesi e tedeschi, vere meraviglie animate, prodotti durante l’Ottocento.</p>
<p>Per volontà di Bona Borromeo, il Museo ha un obiettivo principalmente didattico. L’apparato informativo bilingue e le audio guide aiutano il visitatore durante il percorso che seguente una precisa sequenza storica scandita dall&#8217;alternanza dei materiali, dalle evoluzioni costruttive e formali.</p>
<p>A svelarsi in questo castello incantato è un universo di emozioni e di storie. E’ un tornare tutti bambini, ritrovando ricordi e suggestioni. Il Museo è anche uno straordinario documento della storia del costume, della moda, della società di ieri e di oggi ospitato in una Rocca che merita di per se una visita: per le sue sale storiche arricchite da arredi d’epoca, per gli affreschi quattrocenteschi, per il suggestivo Giardino Medievale proteso sull’azzurro del Lago Maggiore.</p>
<p>Rocca Borromeo di Angera, Angera (VA)<br />
telefono: +39 0331 931300 &#8211; fax: +39 0331 932883<br />
e-mail: roccaborromeo@isoleborromee.it </p>
<p>http://www.borromeoturismo.it</p>
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		<title>Laguna: riapertura dello storico Museo del Merletto!</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 13:04:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dopo un radicale intervento di restauro, ristrutturazione, messa a norma dell’intero edificio e riallestimento delle collezioni, ha riaperto al pubblico dal 25 giugno 2011 il Museo del Merletto, situato nello storico palazzetto del Podestà di Torcello, in Piazza Galuppi a Burano, già sede dal 1872 al 1970 della celebre Scuola del Merletto, fondata dalla contessa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/06/Museo-del-merletto.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/06/Museo-del-merletto.jpg" alt="" title="Museo del merletto" width="430" height="279" class="aligncenter size-full wp-image-42200" /></a></p>
<p>Dopo un radicale intervento di restauro, ristrutturazione, messa a norma dell’intero edificio e riallestimento delle collezioni, ha riaperto al pubblico dal 25 giugno 2011 il Museo del Merletto, situato nello storico palazzetto del Podestà di Torcello, in Piazza Galuppi a Burano, già sede dal 1872 al 1970 della celebre Scuola del Merletto, fondata dalla contessa Andriana Marcello, divenuta museo nel 1981 ed entrata a far parte dei Musei Civici Veneziani nel 1995.<span id="more-42199"></span></p>
<p>Grazie all’impegno, alla competenza e alla dedizione di più protagonisti interni ed esterni alla Fondazione Musei Civici di Venezia, è stato possibile riproporre il Museo del Merletto in una veste completamente rinnovata, a seguito dei lavori di adeguamento impiantistico, risanamento e riqualificazione, a cura del Servizio Tecnico della Fondazione Musei Civici di Venezia e della Direzione PEL del Comune di Venezia.</p>
<p>L’intento è quello di valorizzare una delle espressioni più alte dell’artigianato artistico locale &#8211; quell’arte del merletto così inscindibilmente legata al costume e alla storia culturale della laguna e in particolare all’isola di Burano &#8211; e di riscoprire un nobile ed antico mestiere, quasi esclusivamente di matrice femminile, che dall’unione di materiali “poveri” (ago e filo) e mani sapienti, continua a creare veri e propri capolavori.</p>
<p>L’allestimento, di Daniela Ferretti, porta anche all’interno del museo la policromia tipica dell’isola, e, mediante l’impiego di vetrine innovative, appositamente studiate e realizzate per l’occasione, viene offerta al pubblico una completa panoramica delle vicende storiche e artistiche dei merletti veneziani e lagunari dall’origine ai nostri giorni. La mostra, realizzata per l’inaugurazione, a cura di Doretta Davanzo Poli, presenta oltre centocinquanta esemplari di merletti selezionati tra i più significativi delle collezioni dei Musei Civici Veneziani, ma anche dipinti dei secoli XV-XX, incisioni, disegni, documenti, riviste, tessuti e costumi.</p>
<p>Il Museo</p>
<p>Il museo, aperto nel 1981, ha sede negli spazi della storica Scuola dei Merletti di Burano, fondata nel 1872 dalla contessa Andriana Marcello per recuperare e rilanciare una tradizione secolare. Dopo la chiusura della scuola, un Consorzio creato dagli Enti pubblici veneziani e dalla Fondazione Andriana Marcello – nel frattempo costituitasi – inizia, a partire dal 1978, un’attenta attività di riscoperta e valorizzazione culturale di quest’arte: l’archivio dell’antica Scuola, ricco di importanti documenti e disegni, viene riordinato e catalogato; la sede viene ristrutturata e trasformata in spazio espositivo. </p>
<p>Nasce così il Museo del Merletto. Vi sono esposti oltre cento preziosi esemplari della ricca collezione della Scuola, oltre a importanti testimonianze della produzione veneziana dal XVI al XX secolo. Incluso dal 1995 nei Musei Civici Veneziani, questo spazio offre oggi non solo l’esposizione di pezzi di grande valore, ma anche la possibilità di osservare dal vero le tecniche di lavorazione proposte dalle merlettaie, ancora oggi depositarie di quest’arte e presenti al mattino in museo. Inoltre è a disposizione degli studiosi l’archivio, importante fonte di documentazione storico &#8211; artistica, con disegni, foto e varie testimonianze iconografiche.</p>
<p>Durante l’orario di apertura del museo sarà possibile vedere all’opera le abili ed instancabili maestre merlettaie, ancor oggi depositarie di un’arte tramandata di generazione in generazione, mentre, in occasione del prossimo anno scolastico, riprenderanno anche le attività didattiche, con laboratori ed iniziative rivolte a scolaresche e famiglie. La nuova guida del museo, edita da Skira-Marsilio, sarà a disposizione a partire da lunedì 27 giugno, in tutti i book-shop della Fondazione. </p>
<p>Museo del Merletto<br />
Piazza Galuppi 187,<br />
30012 Burano<br />
Tel. ++39041 730034<br />
Fax. ++39041 735471<br />
Dal 1 aprile al 31 ottobre<br />
10-18 (biglietteria 10 &#8211; 17.30)<br />
Dal 1 novembre al 31 marzo<br />
10-17 (biglietteria 10 &#8211; 16.30)<br />
Biglietto singolo<br />
intero euro 5,00<br />
ridotto euro 3,50</p>
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		<title>Etnografia d&#8217;eccellenza al Museo dell&#8217;Uomo di Susegana (TV)!</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jun 2011 21:00:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musei]]></category>

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		<description><![CDATA[Nuova linfa culturale per il Museo dell’uomo di via Barriera, sulle colline suseganesi. Il Natale 2010 ha sortito un prodigio da non trascurare, sul fronte di una rinnovata frequentazione da parte del pubblico. Un fermento d’iniziative socio-educative hanno rivitalizzato l’attività quasi quarantennale dell’istituzione privata di carattere etno-scientifico, voluta e fondata dal collezionista-filantropo Alberto Cosulich nel [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/01/casa-colonicamini.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2011/01/casa-colonicamini.jpg" alt="" title="casa colonicamini" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-31966" /></a></p>
<p>Nuova linfa culturale per il Museo dell’uomo di via Barriera, sulle colline suseganesi. Il Natale 2010 ha sortito un prodigio da non trascurare, sul fronte di una rinnovata frequentazione da parte del pubblico. Un fermento d’iniziative socio-educative hanno rivitalizzato l’attività quasi quarantennale dell’istituzione privata di carattere etno-scientifico, voluta e fondata dal collezionista-filantropo Alberto Cosulich nel 1972, dedicata alla civiltà contadina e alla maestria artigianale di un tempo. Nel dettaglio, ci riferiamo a una serie di laboratori didattici di natura ludico-creativa, con cadenza annuale, destinati all’infanzia. <span id="more-31964"></span></p>
<p>Nel periodo prenatalizio e per l’epifania gli incontri pomeridiani coinvolgono, con crescente riscontro, bimbi in età scolare, nella scoperta della manualità e dell’abilità pratica, strettamente legate alle sezioni “giochi antichi” e “mestieri artigianali” del museo. Attorno ai laboratori si promuovono corsi di aggiornamento per gli insegnanti e visite di approfondimento per le classi dei vari istituti scolastici presenti nella Provincia, nell’ambito dei corsi di storia locale ed educazione tecnica. </p>
<p>Un museo da sempre vicino ai più piccoli, impegnato nella promozione e nella valorizzazione d’iniziative per lo sviluppo armonioso e la tutela sociale dell’infanzia. Un “cursus honorum” dalle alterne fortune, quello del museo di via Barriera. Nasce con la denominazione “Museo del vino” in una tipica casa colonica collinare, con la ricostruzione filologica d’ambienti d’epoca. Spicca la forte vocazione a salvaguardare l’identità rurale locale, che rispecchia saperi e tradizioni del genius loci e può contare su una ricca e documentata collezione di utensili, attrezzi, arnesi, fabbricati anche con materiale millenario (legno d’ulivo). </p>
<p>Dopo un periodo di oblio negli anni Ottanta, nel 1991 viene ampliato con la costruzione di un ulteriore edificio, che diventa il fulcro del passaggio dalla fase rurale a quella artigianale: dai campi alla bottega, dalle stalle alle filande, dalla mungitura a mano al telaio industriale, dai vigneti alle fucine dei fabbri. Dal 2001 al 2004 le attività gestionali e organizzative vengono rette, per una parentesi triennale, dall’Associazione coneglianese “Artestoria”. Oggi una seconda giovinezza culturale, sotto la scrupolosa curatela della dottoressa Elisabetta Bianchetto. </p>
<p>“Il museo si suddivide in due macroaree espositive, all’interno di due case coloniche contigue- spiega la curatrice- nella prima si spazia dagli ambienti di un tempo, come una vera cucina con il “foghér”, il “secèr” e la camera da letto di una volta, alle stanze contenenti strumenti per il lavoro nei campi (mais, frumento, fieno…), nel bosco, strumenti per la coltivazione del baco da seta, i pesi e le misure ed infine un’ampia sala all’ultimo piano con oggetti e strumenti per il lavoro con gli animali e il loro allevamento”. “Nella seconda oltre alle botteghe dei macellai, dei bottai e dei fabbri- continua Elisabetta- è possibile venire a contatto con la vita dei bambini di una volta nella ricostruzione della “classe 2 C”, dei giochi e dello sport”. A completamento della visita il viaggio s’addentra nelle radici storiche delle genti venete. Tre sezioni specifiche per indagare gli antenati: i Paleoveneti, i Romani e la Repubblica di Venezia. Per il 2011 il museo prepara un carniere corposo di proposte. </p>
<p>“Sabato 8 gennaio 2011 si sono conclusi i laboratori didattici con l’appuntamento “Nella calza della Befana”, affiancato dal progetto Pigotta dell’Unicef, prossimamente sarà, inoltre, disponibile all’interno della sede, dopo un accurato restyling, una nuova sala predisposta per mostre temporanee, serate cultuali, meeting, degustazioni vini- illustra la responsabile Bianchetto- e in primavera avvieremo una serie d’incontri culturali sull’arte locale a 360 gradi, dalla cucina, alla letteratura, alla pittura”. L’intenzione del Museo è anche quella di poter mettere a punto un qualificato programma culturale anche al visitatore adulto, non limitandosi alla sola visita dei locali. &#8220;Attualmente stiamo predisponendo alcuni eventi anche in collaborazione con “L’Osteria Veneta al Museo” che si trova adiacente al museo- conclude la dottoressa Bianchetto- tra questi eventi il più vicino è stato pensato per la serata di San Valentino, dove si coniugherà una romantica cena a lume di candela con la visita al museo il tutto in un’atmosfera d’altri tempi&#8221;. Il Museo dell’Uomo è aperto dal martedì al venerdì, dalle 9 alle 12.30, domenica dalle 15 alle 18, sabato su prenotazione (minimo 10 persone); biglietto 5,00 euro. Info. tel. 0438/738610.<br />
Vostra Elena P.</p>
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