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	<title>BeppeBlog</title>
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	<description>Chi vuol fare trova i mezzi, chi non vuole trova le scuse!</description>
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		<title>Val d&#8217;Aosta: musica e danze di prestigio al &#8220;Musicastelle&#8221; 2010!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 22:11:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Torna ed entra nel clou, dopo il lusinghiero successo della prima edizione nel 2009, l’appuntamento con &#8220;Musicastelle&#8221;, il festival internazionale di musica e spettacolo presso le corti del Forte di Bard, del Castello Fènis e del Castello di Sarre ad Aosta. Ancora 4 spettacoli di altoprofilo vi attendono sui 10, che hanno riempito il cartellone [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Toquinho-fotografato-da-Luiz-Tripolli.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Toquinho-fotografato-da-Luiz-Tripolli.jpg" alt="" title="Toquinho fotografato da Luiz Tripolli" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-23028" /></a></p>
<p>Torna ed entra nel clou, dopo il lusinghiero successo della prima edizione nel 2009, l’appuntamento con &#8220;Musicastelle&#8221;, il festival internazionale di musica e spettacolo presso le corti del Forte di Bard, del Castello Fènis e del Castello di Sarre ad Aosta.<span id="more-23025"></span></p>
<p>Ancora 4 spettacoli di altoprofilo vi attendono sui 10, che hanno riempito il cartellone di questa seconda edizione del Musicastelle: dopo il grandissimo successo di presenze nel 2009, con oltre 6mila spettatori, è stata riconfermata la seconda edizione di questo appuntamento dedicato agli amanti della musica, della danza e dello spettacolo. Dieci appuntamenti che si sono snodati tra luglio e agosto in alcuni dei posti simbolo di agosto e della Valle D’Aosta: Forte di Bard, Castello di Fénis e il Salone dei Trofei del Castello di Sarre.</p>
<p>Ecco gli ultimi appuntamenti prestigiosi in calendario:</p>
<p>30 Luglio 2010: La Carmen – Rossella Brescia / Forte di Bard<br />
31 Luglio 2010: Caetano Veloso / Forte di Bard<br />
6 Agosto 2010: Toquinho con Badi Assad / Piazza d’Armi del Forte<br />
8 Agosto 2010: Omaggio a Neureyev con Alessio Carbone / Forte di Bard</p>
<p>I biglietti per il Musicastelle sono in vendita presso i punti vendita e online sul circuito Ticketone.</p>
<p>info:</p>
<p>http://www.ticketone.it</p>
<p>http://www.fortedibard.it</p>
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		<title>Spettacolo teatrale &#8220;Chi se ne frega del Varietà&#8221; a Ponte San Nicolò (PD).</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 19:07:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Irriverente, sarcastico ma al tempo stesso poetico Chi se ne frega del Varietà – Sotto la crisi niente, sarà il nuovo appuntamento della rassegna &#8220;Estate a Ponte&#8221; che si terrà venerdì 30 luglio 2010 alle ore 21.00, presso il Parco Vita del Comune di Ponte San Nicolò. Lo spettacolo vedrà in scena l&#8217;attore Filippo Tognazzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/tognazzo_011.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/tognazzo_011.jpg" alt="" title="Filippo Tognazzo" width="297" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-23170" /></a></p>
<p>Irriverente, sarcastico ma al tempo stesso poetico Chi se ne frega del Varietà – Sotto la crisi niente, sarà il nuovo appuntamento della rassegna &#8220;Estate a Ponte&#8221; che si terrà venerdì 30 luglio 2010 alle ore 21.00, presso il Parco Vita del Comune di Ponte San Nicolò. Lo spettacolo vedrà in scena l&#8217;attore Filippo Tognazzo e il cantante della Piccola Bottega Baltazar, Giorgio Gobbo accompagnati da Sergio Marchesini alla fisarmonica, Ivan Tibolla al pianoforte e al flauto traverso e Daniele Vianello al contrabbasso. <span id="more-23152"></span></p>
<p>In questa produzione i due artisti padovani hanno deciso di unire le forze per proporre uno spettacolo che fosse una critica di costume, nella quale il pubblico potesse ritrovare nella satira e nel paradosso gli strumenti per una riflessione intelligente sulla contemporaneità. A fianco di celebri brani tratti dal miglior repertorio musicale italiano, verranno proposte canzoni originali ispirate alle atmosfere delle grandi commedie musicali degli anni ’30 e ’40.<br />
Nella piéce Filippo e Giorgio, soci in affari, si trovano a fronteggiare senza successo le loro piccole crisi quotidiane: non solo quella cronica legata ai soldi e alle incertezze sul proprio futuro lavorativo, ma anche una più profonda crisi personale ed esistenziale, che sfocia in una crisi affettiva, culturale, sociale e perfino religiosa. Sognano la maniera giusta per poter finalmente dare una svolta e lasciarsi tutti i problemi alle spalle. Per riuscirci si lanceranno in imprese surreali e sgangherate dall’esito scontato. Fino all’inatteso finale.<br />
Lo spettacolo, già presentato con successo presso i giardini di Palazzo Zuckermann di Padova, all’interno dell’ESTATE CARRARESE, intende recuperare lo straordinario patrimonio del varietà italiano, dall&#8217;avanspettacolo al teatro di rivista, dal café chantant alla canzone d&#8217;autore italiana e francese fino ad arrivare al teatro canzone. A fianco di brani celebri tratti dal miglior repertorio musicale e teatrale italiano (da Fred Buscaglione al Quartetto Cetra) verranno proposte canzoni originali ispirate alle atmosfere delle grandi commedie musicali degli anni &#8217;30 e &#8217;40. Lo spettacolo propone la comicità teatrale, in contrasto con quella televisiva, oramai soffocata dai tempi del marketing e della pubblicità.<br />
L&#8217;importante componente musicale verrà valorizzata da un arrangiamento raffinato e mai banale, grazie a musicisti di prim&#8217;ordine che garantiranno un&#8217;esecuzione dinamica e coinvolgente ma sempre al servizio della parola e dei tempi della comicità teatrale.</p>
<p>Ingresso gratuito. Per informazioni 049 8961532.<br />
In caso di maltempo il concerto avrà luogo nella sala civica Unione Europea.</p>
<p>FORMAZIONE</p>
<p>Filippo Tognazzo. Nato a Padova nel 1976, nel 2001 si laurea con lode in discipline del teatro al DAMS di Bologna. Inizia quindi un percorso di formazione attraverso stage e seminari approfondendo il lavoro sulla maschera e la Commedia dell’Arte (Carlo Boso, Nora Fuser, Antonio Fava) e quello sulla narrazione (Laura Curino, Ascanio Celestini). Nel 2003 vince la borsa europea Nexus e lavora a Parigi presso lo Studio Théâtre de Montreuil, poi Académie Internationale des Arts du Spectacles. Come autore (dal 2005 iscritto alla SIAE sez. DOR ) e attore, fra il 2005 e il 2009 porta in scena Le affinità elettive (libero adattamento dall’omonimo romanzo di Goethe), Musi Neri (sull’emigrazione italiana nelle miniere belghe), I Vulnerabili (innovativo spettacolo sulla sicurezza stradale con oltre 100 repliche solo in Veneto) e Le cose mute (surreale monologo sulla Grande Guerra). </p>
<p>Come formatore e regista ha collaborato con numerose realtà venete, sviluppando progetti rivolti a bambini, studenti universitari, adulti e disabili. Nel 2005 ha vinto il terzo premio a Piccoli palcoscenici con Un Ubu Re, il secondo premio con Macbeth! e nel 2004 Primo Premio e Premio speciale con Viaggiatori. Dal 2008 è direttore artistico di Zelda, compagnia teatrale professionale.</p>
<p>Giorgio Gobbo (voce e chitarra), Sergio Marchesini (fisarmonica) provengono dalla stessa formazione artistica, la Piccola Bottega Baltazar. La loro musica e le loro parole vivono in un piacevole stato di anacronismo, dove all&#8217;interesse per la canzone d&#8217;autore si intrecciano venature di musica popolare, classica e jazz. Nel corso degli anni la PBB ha ricevuto diversi riconoscimenti (Premio Valmarana 2000, Premio Risonanze 2002, Premio RockitEyes 2004, Premio Monferr&#8217;autore 2005, finalista a L&#8217;artista che non c&#8217;era 2007, 2^ classificata al Venice Music Festival 2007) e lusinghiere recensioni dalla stampa nazionale. </p>
<p>Ad oggi, ha pubblicato tre dischi prodotti e distribuiti dalla collana D&#8217;autore di Azzurra music: Poco tempo, troppa fame &#8211; omaggio a Fabrizio De André nel 2002, Canzoni in forma di fiore nel 2004 e Il disco dei miracoli nel 2007 (quest&#8217;ultimo nominato tra i 20 migliori dischi indipendenti italiani del 2007 dal P.I.M.I., Premio Italiano Musica Indipendente). </p>
<p>Il disco quarto Ladro di rose sarà presentato il 24 giugno presso i giardini di Palazzo Zuckermann a Padova. Con la PBB, Gobbo e Marchesini hanno scritto ed eseguito musiche per vari spettacoli teatrali, reading, documentari RAI. Hanno inoltre composto le colonne sonore del film-documentario La Mal&#8217;ombra (Premio Avanti! al Torino Film Festival 2007) prodotto da Jolefilm e di Come un uomo sulla terra (vincitore del Salina Doc festival).  Da alcuni anni la PBB tiene concerti in tutta Italia e ha avuto modo di esibirsi anche in Spagna, Svizzera, Germania, Grecia e Messico.</p>
<p>Ivan Tibolla (pianoforte e flauto traverso). Nato a Belluno nel 1975, nel 1997 si diploma in organo e composizione organistica presso il Conservatorio di musica “B.Marcello” di Venezia. Parallelamente allo studio della musica classica si interessa al linguaggio del jazz e segue il corso di improvvisazione del pianista Bruno Cesselli. Ha collaborato con artisti del mondo del jazz come  D.Di Gregorio, E.Bandini, D.Satragno, D.Regazzoni, L. Frizzera, S.Scutari,F.Rossato, J.Clayton e dello spettacolo come M.Macario, G.Cinquetti, L.Dalla, C.Gasdia, N.Ulivieri ed altri.</p>
<p>Ha partecipato a Festival e rassegne in Italia e all’estero quali Dubrovic Festival 2004- 2005, Villa Celimontana 2004,Terni Jazz 2006, Garda Jazz 2007, Umbria Jazz 2007,Festival di Spoleto 2004 e molti altri. Ha composto musiche originali per esposizioni d’arte visiva collaborando con il Festival Internazionale d’arte cinematografica di Venezia, il museo internazionale d’arte di Israele e la fondazione veneziana Bevilacqua La Masa. Nel 2005 compone con Chantango la colonna sonora per il cortometraggio del regista toscano Stefano Terenziani intitolato &#8220;amor sacro e amor profano&#8221;, che viene premiato come miglior colonna sonora al festival “Corto fiction” di Chianciano Terme e al festival &#8220;Oscarino&#8221; di Bergamo (edizioni 2006). </p>
<p>Dal 2002 collabora stabilmente con il quartetto del violinista Gunther Sanin, spalla dell&#8217;ente lirico Arena di Verona, e con il nuovo quintetto della cantante Cecilia Gasdia, proponendo una rilettura di pezzi italiani del secondo dopoguerra. Di recente pubblicazione un disco di solo piano dedicato interamente alla musica del compositore brasiliano Egberto Gismonti prodotto da  Euphonè pro Music e pubblicato da Universal con l’etichetta Emercy, al quale segue una serie di concerti piano solo.</p>
<p>Daniele Vianello (contrabbasso). Nato  a Mestre, laureato in Lettere presso l’università Cà  Foscari di Venezia. Inizia la sua attività musicale nel 1990, in quegli anni partecipa in qualità di bassista elettrico a numerosi progetti locali nel campo della musica rock, rhythm’n’blues, reggae, e studia basso elettrico con P.Trevisan, A.Fedrigo, D.Santaniello. Oggi è coinvolto in numerosi progetti musicali, dalla musica popolare alla musica &#8220;colta&#8221;, e collabora attivamente con le seguenti formazioni:L&#8217;orchestra da camera&#8221;Ensemble San Marco&#8221;, l&#8217;orchestra di musica Barocca &#8220;Accademia Bach&#8221; diretta dal M°Marco Tamburini, il gruppo &#8220;Quatro Quartet&#8221; col compositore e chitarista Bruno Pizzati e Dario Zennaro. Attualmente insegna basso elettrico e contrabbasso presso la scuola Forte/Piano di Feltre, e studia contrabbasso classico presso il conservatorio “F. Venezze” di Rovigo con il maestro U.Fioravanti e Musica Jazz con M° Tamburini.</p>
<p>Federica Bittante Zelda &#8211; compagnia teatrale professionale promozione e distribuzione<br />
e-mail: promozione@zeldasrl.com mobile: +39 340 9362803 skype: fedebit http://www.zeldasrl.com</p>
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		<title>Terzetto d&#8217;assi cinematografici al &#8220;Cine in Piazza&#8221; della Parrocchia di Duino Aurisina!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:28:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Grande attesa per il week-end di fine luglio nel Comune di Duino Aurisina (TS) con tre serate di Cinema all&#8217; aperto per la prima volta a Borgo San Mauro, presso l&#8217;area sportiva parrocchiale, il 30/31 luglio e il 1 agosto 2010 l&#8217;amministrazione comunale offrirà alla cittadinanza tre spettacoli cinematografici, con inizio proiezione alle ore 21.15, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><ahref="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/wallpaper-del-film-il-concerto-5-136984.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/wallpaper-del-film-il-concerto-5-136984.jpg" alt="" title="Il Concerto The Movie" width="430" height="320" class="aligncenter size-full wp-image-22825" /></a></p>
<p>Grande attesa per il week-end di fine luglio nel Comune di Duino Aurisina (TS) con tre serate di Cinema all&#8217; aperto per la prima volta a Borgo San Mauro, presso l&#8217;area sportiva parrocchiale, il 30/31 luglio e il 1 agosto 2010 l&#8217;amministrazione comunale offrirà alla cittadinanza tre spettacoli cinematografici, con inizio proiezione alle ore 21.15, ossia &#8220;Up&#8221;, &#8220;Il Concerto&#8221; e &#8220;Tra le Nuvole&#8221;, campioni d&#8217;incassi nella scorsa stagione. Le serate realizzate grazie al contributo della Regione Fvg e della Camera di Commercio vede la collaborazione della Parrocchia San Francesco il supporto organizzativo della Proloco Mitreo, del Gruppo Ajser 2000 e della Consulta Giovani del Comune di Duino Aurisina.<span id="more-22819"></span></p>
<p>Trama del film &#8220;Up&#8221;, che verrà proiettato venerdì 30 luglio 2010:<br />
Carl Fredricksen è un anziano signore che per tutta la vita ha sognato di girare il mondo, ma ha dovuto scontrarsi coi problemi della realtà quotidiana come le bollette e gli acciacchi dell&#8217;età. Quando a 72 anni la vita sembra non offrirgli più tempo per realizzare il suo sogno bussa alla sua porta Russell, un boyscout di 8 anni che deve fare la sua buona azione. Sarà con lui che Carl Fredricksen intraprenderà il viaggio dei suoi sogni in Sudamerica, dove incontreranno animali selvaggi e persino degli inaspettati nemici.</p>
<p>USCITA CINEMA: 15/10/2009<br />
REGIA: Peter Docter, Bob Peterson<br />
SCENEGGIATURA: Bob Peterson<br />
ATTORI: Giancarlo Giannini, Arnoldo Foà, Neri Marcorè</p>
<p>Ruoli ed Interpreti</p>
<p>MUSICHE: Michael Giacchino<br />
PRODUZIONE: Pixar Animation Studios<br />
DISTRIBUZIONE: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia<br />
PAESE: USA 2009<br />
GENERE: Animazione, Commedia, Avventura<br />
DURATA: 96 Min<br />
FORMATO: Colore 1.85: 1</p>
<p>Trama del film &#8220;Il concerto&#8221;, che verrà proiettato sabato 31 luglio 2010:<br />
All&#8217;epoca di Breznev, Andreï Filipov è il più grande direttore d&#8217;orchestra dell&#8217;Unione Sovietica e dirige la celebre Orchestra del Bolshoi. Ma viene licenziato all&#8217;apice della gloria quando si rifiuta di separarsi dai suoi musicisti ebrei, tra cui il suo migliore amico Sacha. Trent&#8217;anni dopo lavora ancora al Bolchoi, ma&#8230;come uomo delle pulizie. Una sera Andreï si trattiene fino a tardi per tirare a lustro l&#8217;ufficio del direttore e trova casualmente un fax indirizzato alla direzione del Bolshoi: è del Théâtre du Châtelet che invita l&#8217;orchestra ufficiale a suonare a Parigi&#8230; All&#8217;improvviso, Andreï ha un&#8217;idea folle: riunire i suoi vecchi amici musicisti, che come lui vivono facendo umili lavori, e portarli a Parigi, spacciandoli per l&#8217;orchestra del Bolshoi. E&#8217; l&#8217;occasione tanto attesa da tutti di potersi finalmente prendere una rivalsa&#8230;</p>
<p>USCITA CINEMA: 05/02/2010<br />
REGIA: Radu Mihaileanu<br />
SCENEGGIATURA: Radu Mihaileanu, Matthew Robbins<br />
ATTORI: Mélanie Laurent, François Berléand, Miou-Miou, Valerij Barinov, Lionel Abelanski, Alexeï Guskov, Dmitry Nazarov, Anna Kamenkova Pavlova, Alexander Komissarov</p>
<p>Ruoli ed Interpreti</p>
<p>MONTAGGIO: Ludovic Troch<br />
MUSICHE: Armand Amar<br />
PRODUZIONE: BIM, Castel Films, Les Productions du Trésor, Panache Productions<br />
DISTRIBUZIONE: BIM distribuzione<br />
PAESE: Francia 2009<br />
GENERE: Commedia, Drammatico<br />
DURATA: 120 Min<br />
FORMATO: Colore 35mm</p>
<p>Trama del film &#8220;Tra le nuvole&#8221;, che verrà proiettato domenica 1 agosto 2010:<br />
TRA LE NUVOLE, un film che racconta la contemporanea odissea di Ryan Bingham, un &#8220;tagliatore di teste&#8221; aziendale, un professionista di viaggi d&#8217;affari che, dopo tanti anni spesi felicemente in volo, improvvisamente si sente pronto a cambiar vita. Ryan è sempre stato soddisfatto della sua libertà, vissuta fra i vari aeroporti, alberghi e automobili in affitto d&#8217;America. Tutto ciò di cui ha bisogno entra comodamente in una valigia a rotelle: Ryan è un viaggiatore privilegiato, un membro esclusivo di tutti i programmi &#8220;mille miglia&#8221; di ogni compagnia aerea. E ora che sta per raggiungere l&#8217;ambito obiettivo di 10 milioni di miglia&#8230; si rende conto che nulla nella sua vita ha davvero senso. Quando si innamora di un&#8217;attraente viaggiatrice, il suo &#8220;capo&#8221;, su consiglio di una giovane e rampante &#8220;ottimizzatrice&#8221; aziendale, gli propone di lavorare per sempre in sede, privandolo dei suoi amati e frequenti viaggi. Di fronte alla nuova &#8211; terrorizzante! &#8211; prospettiva di mettere radici in qualche posto, Ryan inizia a riflettere su cosa significa realmente avere una casa&#8230;</p>
<p>USCITA CINEMA: 22/01/2010<br />
REGIA: Jason Reitman<br />
SCENEGGIATURA: Jason Reitman, Sheldon Turner<br />
ATTORI: George Clooney, Jason Bateman, Anna Kendrick, Vera Farmiga, Melanie Lynskey, Danny McBride, Tamala Jones, Adam Rose, Amy Morton, Steve Eastin, J.K. Simmons, Sam Elliott, Zach Galifianakis </p>
<p>Info sul sito: http://www.comuneduinoaurisina.it</p>
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		<title>Andrea Braido Trio Jazz al Valsugana Jazz Tour 2010!</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/29/andrea-braido-trio-jazz-al-valsugana-jazz-tour-2010/</link>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 13:58:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica live-Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 6 al 20 Agosto 2010 i comuni di Pergine Valsugana, Tenna, Calceranica al Lago e Caldonazzo (TN) ospiteranno eventi di tutto rilievo nell&#8217;ambito del Valsugana Jazz Tour. Anche quest&#8217;anno il festival jazz è stato plasmato in modo da poter offrire una proposta varia, interessando da un lato artisti italiani, europei e americani, dall&#8217;altro i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Andrea-Braido.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Andrea-Braido.jpg" alt="" title="Andrea Braido" width="370" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22718" /></a></p>
<p>Dal 6 al 20 Agosto 2010 i comuni di Pergine Valsugana, Tenna, Calceranica al Lago e Caldonazzo (TN) ospiteranno eventi di tutto rilievo nell&#8217;ambito del Valsugana Jazz Tour. Anche quest&#8217;anno il festival jazz è stato plasmato in modo da poter offrire una proposta varia, interessando da un lato artisti italiani, europei e americani, dall&#8217;altro i giovani talenti e le nuove formazioni tramite la manifestazione parallela Jazz Happening.<span id="more-22705"></span></p>
<p>All&#8217;interno del cartellone principale del festival spiccano i nomi tra gli altri di Andrea Braido con il Jazz Garden and Friends, Renzo Ruggieri Duo ed i nuovi progetti Tongues of Fire con J Kyle Gregory e Robert Bonisolo e The Roar at the Door di Raffaello Pareti. Parallelamente sarà ripresa la grande novità che accompagna il festival dall&#8217;edizione 2006, cioè l&#8217;idea di dare spazio tramite la manifestazione parallela Jazz Happening a nuove formazioni italiane selezionete a livello nazionale tra i gruppi jazz emergenti.</p>
<p>TONGUES OF FIRE</p>
<p>06/08/2010 Ore 21.00<br />
Pergine Valsugana &#8211; Piazza Municipio</p>
<p>Kyle Gregory &#8211; tromba, Anke Helfrich &#8211; pianoforte,<br />
Rossano Emili &#8211; sax baritono, Robert Bonisolo &#8211; sax tenore, Giulio Corini &#8211; contrabbasso, Mauro Beggio &#8211; batteria</p>
<p>Tongues of Fire é il nome del nuovissimo progetto del trombettista americo-italiano J Kyle Gregory. Questo formidabile sestetto internazionale persegue un linguaggio ultraterreno, ma immediatamente comprensible all&#8217; anima. Tongues of Fire esprime sentimenti troppo infocati per le parole. Tutti i musicisti hanno condiviso lo stesso viaggio personale dedicando tutta la loro vita musicale ad un lungo percorso attraverso il centro della tradizione jazzistica, senza fare scorciatoie. Adesso si uniscono in un nuovo spazio aperto, integrando composizioni e improvvisazioni colletive contaminate da tante tradizioni etniche, come all&#8217; inizio dell epoca Jazz. La loro sensibilitá musicale, passando da New Orleans, Kansas City e New York, all&#8217; Europa di oggi, esprime una fresca culminazione di nuove possibilitá sonore e speranza nell&#8217;unitá di popoli diversi.</p>
<p>DUO RENZO RUGGIERI E MAURO DE FEDERICIS</p>
<p>07/08/2010 Ore 21.00<br />
Tenna &#8211; Pineta Alberè</p>
<p>Renzo Ruggieri &#8211; fisarmonica, Mauro De Federicis &#8211; chitarra</p>
<p>Renzo e Mauro sono fra i migliori specialisti del loro strumento a livello internazionale e vantano collaborazioni prestigiosissime sia nel mondo del jazz, del pop e del teatro. Nato casualmente i due non hanno più smesso di suonare insieme per le costanti richieste. Di loro emerge la padronanza assoluta dei proprio strumenti che consente loro di modificare continuamente arrangiamenti e colori. Il repertorio oscilla tra composizioni originali e standards con una &#8220;italianità&#8221; molto marcata.</p>
<p>THE ROAR AT THE DOOR</p>
<p>13/08/2010 Ore 21.00<br />
Pergine Valsugana &#8211; Piazza del Municipio</p>
<p>Francesco Bearzatti &#8211; sax tenore e clarinetto,<br />
Mauro Ottolini &#8211; trombone<br />
Raffaello Pareti &#8211; contrabbasso, Walter Paoli &#8211; batteria</p>
<p>Una formazione che presenta alcuni dei musicisti più interessanti presenti sulla scena italiana ed europea. La musica del gruppo è un caleidoscopio di suoni e soluzioni timbriche, un&#8217;anarchia ordinata di riffs e colori che affascina e trascina l&#8217;ascoltatore in un continuo gioco di rimandi, con temi che a loro volta inglobano citazioni, spunti, germogli musicali spontanei. Musica aperta alla sperimentazione dei suoni e delle forme, con melodie ora suadenti e cinematiche, ora frammentate e urbane, sempre pronta ad innescare grooves contagiosi.</p>
<p>ANDREA BRAIDO JAZZ TRIO &#8211; JAZZ GARDEN AND FRIENDS</p>
<p>20/08/2010 Ore 21.00<br />
Pergine Valsugana &#8211; Piazza del Municipio</p>
<p>Andrea Braido &#8211; chitarra elettrica e classica, batteria<br />
Francesco Corvino &#8211; chitarra elettrica, batteria<br />
Luca Scansani &#8211; basso elettrico</p>
<p>Questo trio avvalendosi di Musicisti particolarmente versatili e polistrumentisti,offre uno spettacolo ricco di momenti interessanti e molto vari all&#8217;interno della tradizione jazz e non solo. Andrea Braido è considerato da molti come uno dei piu&#8217; talentuosi e versatili chitarristi in circolazione. Le sue chitarre sono presenti in molti cd e dvd di artisti come Vasco Rossi, Mina, Laura Pausini e molti altri, sull&#8217;ultimo cd di Marcus Miller &#8220;Marcus&#8221; ed altri meno conosciuti.</p>
<p>FAREJAZZ BIG BAND</p>
<p>11/08/2010 Ore 21.00<br />
Caldonazzo &#8211; Piazza</p>
<p>Orchestra jazz diretta da J Kyle Gregory. La FaRe Jazz Big Band nasce nel 2004 come espressione di un laboratorio didattico iniziato all&#8217;interno del Valsugana Jazz Tour, coinvolgendo musicisti trentini della Valsugana e della Valle dell&#8217;Adige in gran parte non professionisti. Ha già partecipato al Festival Jazz di Bolzano &#8220;jazz &#038; other&#8221; e al Dolomiti Ski Jazz, suonando spesso con ospiti solisti in Italia sia in concerti in Italia che in Austria.</p>
<p>JAZZ HAPPENING</p>
<p>Di seguito il programma relativo ai concerti Jazz Happening:</p>
<p>08/08/2010 T enna &#8211; Piazzetta Cassa Rurale ore 21.00<br />
10/08/2010 Calceranica al Lago &#8211; Piazza ore 21.00<br />
17/08/2010 Calceranica al Lago &#8211; Piazza ore 21.00<br />
18/08/2010 Caldonazzo &#8211; Piazza ore 21.30</p>
<p>JAZZ AROUND MIDNIGHT</p>
<p>Di seguito il programma relativo ai concerti Jazz Around Midnight:</p>
<p>09/08/2010 S.Cristoforo al Lago &#8211; Ristorante Sedran ore 21.00<br />
12/08/2010 Loc. Valcanover &#8211; Ristorante Valcanover ore 21.00<br />
16/08/2010 Loc. Valcanover &#8211; Ristorante Valcanover ore 21.00<br />
19/08/2010 Pergine Valsugana &#8211; Castello ore 21.00</p>
<p>Il programma con i nomi dei gruppi verrá pubblicato nella prima settimana di luglio</p>
<p>SPETTACOLI ITINERANTI</p>
<p>Nelle serate del 6, 13 e 20 Agosto le vie del centro storico di Pergine Valsugana saranno animate da band itineranti a partire dalle ore 20.00. Ecco il programma:</p>
<p>06/08/2010 Bifunk Band, Gipsy Trio<br />
13/08/2010 Gipsy Trio, Mille Lire Dixie Band<br />
20/08/2010 Mille Lire Dixie Band, Sextet Quartet Dixieland Band</p>
<p>Per maggiori informazioni:<br />
info evento	329-2048889 (Matteo Moser)<br />
e-mail info@valsuganajazztour.it<br />
Sito Web Esterno http://www.valsuganajazztour.it</p>
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		<title>La scultura moderna: un affare da Primitivi!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 10:00:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Storia dell'Arte]]></category>

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		<description><![CDATA[Edmund Wilson detto Bunny, guru delle lettere americane e mitico editor di Hemingway e Fitzgerald, scrisse un saggio sull’origine della cultura del suo Paese intitolato, “Dovuto agli Irochesi”. Ora, un saggio dedicato alle origini della scultura potrebbe, analogamente, essere intitolato “Dovuto agli Africani”. Sottintendendo il debito scontato verso gli antichi egizi, i cicladici e gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/La-mano-di-Dio-by-Auguste-Rodin.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/La-mano-di-Dio-by-Auguste-Rodin.jpg" alt="" title="La mano di Dio by Auguste Rodin" width="307" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-23137" /></a></p>
<p>Edmund Wilson detto Bunny, guru delle lettere americane e mitico editor di Hemingway e Fitzgerald, scrisse un saggio sull’origine della cultura del suo Paese intitolato, “Dovuto agli Irochesi”. Ora, un saggio dedicato alle origini della scultura potrebbe, analogamente, essere intitolato “Dovuto agli Africani”. Sottintendendo il debito scontato verso gli antichi egizi, i cicladici e gli etruschi. E’ l’ennesima conferma che la scultura moderna discenda non dall’antichità classica e dalla forme rinascimentali, ma dalle culture cosiddette “primitive”: conferma tracciata, documentata, dichiarata nella rappresentazione del corpo umano. Rappresentazione che può essere realistica, ma anche simbolica, ipotetica, fatta più di vuoti che di pieni, di luci e di ombre. Anche addirittura mera astrazione. Per quanto, come amava provocatoriamente affermare Picasso, “l’arte astratta non esiste, ma bisogna pur sempre cominciare da qualcosa”. E allora andiamo a cominciare con la nostra carrellata artistica, corredata dall’excursus culturale di riferimento.<span id="more-23136"></span></p>
<p>Si parta dall’assunto che la situazione della scultura, in Occidente nell’Ottocento,era davvero disperata. Quel che restava della tradizione classico-rinascimentale era ridotto,per definirlo con le parole di Medardo Rosso, a “un cincischio della materia per cercare di ottenere un effetto più simpatico, ma superficiale”. Ridotto, vale a dire, a celebrazioni di lutti bellici o pseudo-trionfi politici. Mentre la scultura ecclesiastica era banalmente ripetitiva e ordinaria. Ma a quel punto arriva Auguste Rodin e sconvolge ogni modello plastico, riportando la figura umana, non come statua ma come grumo vitale, al centro della creazione artistica. “L’arte non può essere senza la vita” scriveva Rodin. “Una statua che volesse rappresentare la gioia,il dolore, una passione qualsiasi, non riuscirebbe a commuovere, se non fosse in grado, nello stesso tempo, di far vivere gli esseri che evoca. Cosa potrebbe suscitare in noi la gioia o il dolore di un oggetto morto, di un blocco di pietra? L’illusione che la vita sia presente si ottiene dunque nella nostra arte con il modello adatto e con il movimento. Queste due qualità rappresentano la linfa vitale di ogni opera d’arte”. La rivoluzione Rodiniana è in atto, completamente votata al dinamismo pregno di pathos!</p>
<p>Che un’opera d’arte abbia dentro di sé una “linfa vitale”, una sorta di “elan vital”, di vita propria, di motore intrinseco, se non addirittura una carica magica,totemica, molti padri della scultura moderna vanno ad  apprenderlo, visitando le collezioni raccolte al Museo dell’uomo parigino dalla Francia, che con gli idoli dei “primitivi” vuole celebrare, anche e soprattutto, i trionfi coloniali, così come fanno gl’inglesi al British Museum. L’interesse manifesto per i moduli linguistici e iconografici dell’arte tribale propriamente detta, dell’Africa Nera e dell’Oceania, ma anche dell’arte pre-colombiana, alimentato tra l’altro dalla fondazione dei maggiori musei etnografici ai quali è legata la scoperta dei primitivismo per molti protagonisti delle avanguardie novecentesche (il Trocadero per Picasso, il Mus fur Volkerkunde di Dresda per il gruppo “Die Brucke”) presuppone una nuova valutazione estetica delle arti primitive (da reperto etnografico o curiosità esotica a modello di spontaneità e immediatezza espressiva) e determina anche un nuovo atteggiamento nei confronti di espressioni naif, come l’arte infantile, quella popolare e quella degli alienati mentali.</p>
<p>Al British e al Louvre si recano in pellegrinaggio i vari Brancusi, Modiglioni e persino Picasso (che sarebbe stato capace, come ha dimostrato, di trarre ispirazione persino da una sella di bicicletta e da un pallone: figuriamoci da un capolavoro dogon o senufo, civiltà antiche dell’Africa centrale). E questa ricerca di un potenziale ancestrale e archetipico, oltre che plastico, della scultura la definisce bene Paul Gauguin quando, a proposito di “Oviri”, il selvaggio, realizzato a Tahiti nel 1891, scriveva: “Nella mia opera sconvolge proprio quel non so che di selvaggio che ci ho messo dentro, quel qualcosa che non si può imitare”.</p>
<p>Partendo invece da tutt’altri presupposti, arrivano a conclusioni diverse artisti di segno totalmente opposto a Gauguin, due padri dell’arte astratta come Lucio Fontana e Fausto Melotti. E’ proprio quest’ultimo, ingegnere laureato e diplomato al Conservatorio, che accanto ad apparizioni filiformi incastona anche nel gesso figure ascetiche, che afferma: “L’arte è uno stato d’animo angelico e geometrico insieme. Essa si rivolge all’intelletto, non ai sensi. Per questo è priva d’importanza la “pennellata” in pittura e in scultura la “modellazione” Non è un gioco di parole: modellazione viene da modello, natura, disordine; modulazione da modulo, canone, ordine. Il cristallo incanta la natura”. Per l’ingegner Melotti, dunque,quelli che si devono ascoltare, guardando una scultura, non sono i gemiti degli spettri della giungla, ma i contrappunti del pentagramma. A mediare interviene invece un altro padre della scultura italiana Marino Marini, che così esprime la sua poetica: “Nella figura io mi propongo di approfondire nell’insieme sempre più unito, più fermo e pure libero e sciolto, il gioco naturale dei volumi. Ma questa ricerca dei volumi non è il solo proposito dello scultore, il quale non deve mai dimenticare che ciò che commuove di più una scultura è sempre la sua poesia”.</p>
<p>Concetto sostanzialmente condiviso da altri illustri artisti italiani come Arturo Martini, punto di riferimento per un’intera generazione, da Pericle Fazzini a Giacomo Manzù, che nel 1937 afferma:”Lascio il mio spirito libero e tutte le forme del bello e posso così emozionarmi davanti a un’opera greca, di un primitivo come davanti a una cera di Rosso”. O Lancillo, un grandissimo non ancora pienamente valutato, che sul diario annota come la scultura possa essere “un nuovo oggetto naturale che divenga con stratificazioni, solchi, strappi, che sono quelli del nostro essere, che esca come il nostro respiro…E la creta diventa materia “nostra” per gli atti che compiamo su essa e con essa, atti che nascono da una relazione del nostro essere, che crescono dalla furia, dalla dolcezza, dalla disperazione, motivati dal nostro essere vivi, da quello che sentiamo e viviamo”.</p>
<p>La scultura, dunque, come realizzazione fisica, ma anche come luogo metafisico, così come traspere dalle opere di artisti del calibro di Moore, Ernst, Mirò, Giacometti, De Chirico, Calder (che voleva fare sculture come “dei Mondrian che si muovessero”), Arman, Cesar, Nicki de Saint Phalle, gl’immensi Wildt e Bourdelle. Tutti, in un modo o nell’altro, a fare proprie le parole di Hans Arp, che da surrealista sosteneva: “Noi non vogliamo riprodurre, vogliamo produrre. Vogliamo produrre come una pianta che produce un futto e non riprodurre. Vogliamo produrre direttamente e non transitivamente”. Ma il primitivismo non si esaurisce nella parentesi storica tra fine Ottocento e primi decenni del Novecento; anzi diventa pervasivo e dilagante, insinuandosi laddove, all’apparenza, sembra rifiutato e negato in termini ideologici, ovvero tra i graffitisti americani e nella Transavanguardia degli anni Quaranta…Un primitivismo che ha già cambiato pelle, si è fatto più selvaggio, più anarchico, più “art brut” e meno “art primitive”: le tribù urbane, Miei Cari, orchestrano forme e significati di nuovi codici ideogrammatici. Vostra Elena P.</p>
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		<title>La duplicità nefasta come estremo rifugio e riscatto del Dottor Jekyll!</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 08:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elena</dc:creator>
				<category><![CDATA[Recensioni libri]]></category>

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		<description><![CDATA[“Quell’infelice Henry Jekyll”. Nati dalla fantasia degli scrittori e fatti vivere nelle pagine di un libro, certi personaggi della letteratura hanno un destino davvero singolare: con il passare del tempo assurgono all’altezza di caratteri universali e, tralasciata del tutto la loro matrice artistica, cominciano a vivere una vita propria e imbarazzantemente perenne, fino ad entrare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Copertina-del-libro.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Copertina-del-libro.jpg" alt="" title="Copertina del libro" width="229" height="370" class="aligncenter size-full wp-image-22871" /></a></p>
<p>“Quell’infelice Henry Jekyll”. Nati dalla fantasia degli scrittori e fatti vivere nelle pagine di un libro, certi personaggi della letteratura hanno un destino davvero singolare: con il passare del tempo assurgono all’altezza di caratteri universali e, tralasciata del tutto la loro matrice artistica, cominciano a vivere una vita propria e imbarazzantemente perenne, fino ad entrare nel linguaggio di tutti i sogni. Quanti usano termini come “donchisciottesco”, “bovarismo”, “edipico” senza aver mai letto Cervantes o Flaubert o Sofocle? La stessa sorte è toccata al dottor Jekyll: in inglese l’espressione “to be a Jekyll and Hyde” è comunissima e viene usata per indicare che qualcuno ha una personalità ambigua o conduce una doppia vita. Ma certo non tutti coloro che usano quella frase hanno letto il pur famosissimo racconto di Stevenson, “Lo strano caso di Doctor Jekyll and Mister Hyde” (collana Oscar classici, 134 pagine, costo 5,90 euro). <span id="more-22870"></span></p>
<p>Non solo. Del “doppio” di Jekyll, Edward Hyde, si è creata un’iconografia popolare che ben poco ha a che vedere con l’immagine, che l’autore ne dà nella sua storia. Hyde evoca nella fantasia dei più la figura di un mostro peloso e feroce, bieco e terrificante: una specie di sanguinaria belva umana assai vicina al vampiro o al licantropo. A ciò hanno notevolmente contribuito le trasposizioni hollywoodiane dell’opera di Stevenson: prima John Barrymore, poi Fredic March e Spencer Tracy hanno fatto di Hyde un essere dall’aspetto orrifico: e ancor oggi, sulle copertine delle edizioni “pocket” del racconto egli è raffigurato come una creatura da incubo, mostruosa, i denti aguzzi e le gengive scarlatte scoperte in un ghigno satanico, il viso segnato da rughe deformi illuminate da riflessi verdastri, lo sguardo belluino e demente; insomma qualcosa di assai più simile a King Kong, che al personaggio inventato dallo scrittore scozzese. </p>
<p>Hyde in realtà non è assolutamente un mostro in senso tradizionale: l’immagine che Stevenson ne fornisce è totalmente svincolata sia dall’iconografia del demonismo medievale che dalla prassi del racconto nero o “gotico” del romanticismo inglese avente per caposcuola la Mary Shelly di “Frankestein”. Il “male puro” che Hyde incarna traspare dall’esterno, nella sua persona,in qualcosa d’indefinibile,una forte repulsione fisica che chiunque lo avvicini avverte, senza saperne spiegare il motivo preciso ed perciò tanto più forte: il perfido Hyde emana e riflette sugli altri il male che ha dentro, ma il corpo non mostra alcuna apparente deformazione.</p>
<p>Questa straordinaria intuizione artistica avverte il lettore fin dalle prime pagine del racconto di non trovarsi davanti a un semplice “tale of terror”, ma a qualcosa di più e di diverso. “The strange case of Doctor Jekyll and Mister Hyde”, scritto di getto nel 1885 e nato da un incubo notturno realmente sofferto da Stevenson, è infatti sotto l’apparenza di “thriller” condotto con abilissimo mestiere, la rivelazione (che anticipa in modo folgorante gli studi freudiani sull’inconscio) di quanto di sordido esiste nella natura umana. “Vi prego d’intendere nefandezza” scriveva Stevenson all’amico Henry James in una lettera del 1885 “nel senso giusto, non necessariamente come qualcosa d’ignobile: il sordido può avere una sua dignità. In natura di solito ce l’ha”.</p>
<p>Nella storia del dotto Jekyll, uomo retto, onesto, generoso che attraverso una scoperta scientifica riesce a trasferirsi a suo piacimento in un essere, Hyde appunto, totalmente diverso, crudele, vizioso, violento, finché il lato malvagio s’impadronisce completamente di lui fino a farlo soccombere, si è vista tradizionalmente una metafora dell’eterna lotta fra bene e male. Ma questa interpretazione, oltre ad essere solo parzialmente plausibile, è anche fortemente restrittiva e non servirebbe totalmente a spiegarci il fascino così moderno e sottile del libro di Stevenson. Il dottor Jekyll non rappresenta e non è “il bene”: anzi, come ogni essere umano, è “un incongruo miscuglio di bene e di male”, influenzabile, fragile, soggetto agli impulsi più disparati. Ed è proprio di qui, che nasce il suo dramma, come dice egli stesso nella lunga confessione finale:</p>
<p>“Giorno per giorno mi avvicinai alla verità la cui scoperta doveva portarmi a un così spaventoso naufragio: che l’uomo non è in verità uno ma duplice…Azzardo l’ipotesi che l’uomo sarà infine conosciuto come un conglomerato di svariate entità, incoerenti e indipendenti l’una dall’altra…Due nature lottavano nella mia coscienza e a ragione potevo dire di essere l’una o l’altra: ma questo si doveva al fatto che ero radicalmente tutt’e due; e da moltissimo tempo, assai prima che il corso delle mie scoperte scientifiche avesse cominciato a suggerirmi la più remota possibilità di un tale miracolo, avevo imparato ad accarezzare, come un meraviglioso sogno ad occhi aperti, l’idea di separare questi elementi”.</p>
<p>Il malvagio Hyde è dunque il risultato degli esperimenti di Jekyll su sé stesso: ma la separazione degli elementi del bene da quelli del male è apparente: perché se Hyde è veramente e soltanto male allo stato puro, in Jekyll, anche quando torna ad essere sé stesso dopo le metamorfosi notturne e si pente delle proprie turpitudini e si dedica alla pratica della virtù e ad alleviare le sofferenze del mondo, resta la coscienza che Hyde è pur sempre dentro di lui, fa pur sempre parte di lui ineliminabilmente. Ecco perché tanto spesso cede alla tentazione di bere la magica medicina per trasformarsi nell’altro, per riprendere le sembianze del suo crudele “doppio” e dar sfogo a tutti gli impulsi negativi e distruttori, che lo agitano e lo tormentano finché restano ingabbiati in lui allo stato di desideri latenti. Non solo la “separazione degli elementi” è temporanea, ma unidirezionale; la pozione produce unicamente il male: libera Hyde da Jekyll, ma non Jekyll da Hyde.</p>
<p>Il bene compiuto dal dottore è perciò solo una conseguenza, esiste solo in funzione del male compiuto da Hyde, come riparazione, come espiazione, come contrappeso, come lenimento di terribili rimorsi: è, potremmo dire, una fuga dalla realtà di Hyde. Ma non ha autonomia: Jekyll non può fare a meno di Hyde, sa che rinunciando a lui soffrirebbe i desideri e gli spasimi più atroci, le angosce più terribili, sarebbe ossessionato da un solo, unico pensiero: essere completamente libero, poter dare libero corso ai selvaggi istinti di Hyde. Egli prova per Hyde “molto più che l’interesse di un padre”, mentre Hyde prova “molto meno che l’interesse di un figlio” e pensa a Jekyll “come il bandito della montagna pensa alla caverna nella quale si nasconde quando è braccato”.</p>
<p>In quale modo il dottor Jekyll, uomo retto, cittadino esemplare, professionista di chiara fama, ha potuto lasciarsi travolgere nella sua fosca avventura? Come nasce nella sua mente l’idea di separare la parte di bene e la parte di male che egli sa presenti in lui? “Il peggiore dei miei difetti”, egli dice nel capitolo finale, confidandosi all’amico Utterson, “era un temperamento irrequieto e allegro che io trovo difficile conciliare col mio imperioso desiderio di andare a testa alta e di tenere in pubblico un contegno più grave del comune. Nacque così l’abitudine di nascondere i miei piaceri…con un senso di vergogna quasi morboso…Ecco quindi l’illustre medico, ligio alle regole della società in cui vive, assuefarsi a una “profonda duplicità di vita”; orgoglio, onore, decoro, prestigio, raggiungimento della fama e del successo lo obbligano a rivelare solo la facciata, dando di sé al mondo un’immagine vera solo in parte e costringendolo a separare “con un taglio assai più profondo che nella maggior parte degli uomini”le ragioni del bene e del male.</p>
<p>Visto in questa luce il racconto di Stevenson è uno degli attacchi più espliciti sferrati in quel periodo dai letterati inglesi alla morale repressiva e puritana dal regime vittoriano, già apertamente sfidata vent’anni prima dal Swinburne dei “Poems and ballads” (1866), opera tutta pervasa di sensualità, assolutamente in contrasto con la verecondia dell’epoca e accolta infatti con grandissimo scandalo dai benpensanti. Oggi, alla luce di Freud, definiremmo Jekyll come un individuo affetto da nevrosi ossessiva: ostacolato da ogni sorta di tabù, egli è costretto a celare il soddisfacimento dei suoi istinti (di quali istinti si tratti Stevenson, in questo anche lui figlio del tempo, non dice mai con chiarezza: parla di “piaceri a dir poco indecorosi” et similia, lasciando esche a chi volesse approfondire la questione sessuale del suo racconto, i cui protagonisti sono quattro scapoli cinquantenni a proposito dei quali mai si accenna ad amori passati o alla presenza di donne nella loro vita…): società, soffocata dalla paura del peccato, costretta da una morale imposta dall’alto, vive fingendo che la voluttà, il sesso non esistano. I desideri dell’individuo, repressi, diventano sempre più forti e finiscono per esplodere, ormai ingigantiti e davvero pericolosi; agli impulsi inconfessabili che tormentano il borghese e puritano Jekyll, Hyde dà sfogo con centuplicata violenza, in un susseguirsi di atti dissacratori e sadici, fino all’omicidio gratuito.</p>
<p>Da questo punto di vista, Jekyll altro non è che un bacchettone, un puritano non convinto, tipico rappresentante del medio borghese suo contemporaneo. Lo spirito polemico e fini di critica di Stevenson sono chiarissimi (basterà ricordare a questo proposito che la sua stessa vita fu sempre animata da un ardente bisogno di verità e d’indipendenza, rivelatasi fin da quando, giovanissimo abbandonò la casa dei genitori, troppo legati all’ortodossia calvinista e al “gelido compromesso vittoriano”); ma una lettura esclusivamente storicistica del racconto rischia di costringerlo entro limiti inaccettabili: come non tener conto infatti dello spessore poetico e fantastico di questo viaggio nel regno del magico?</p>
<p>Hyde resta nella nostra e nella mia memoria, ma non solo: la sua è una presenza scomoda, inquietante, il suo fascino stregonesco ci turba. Come Jekyll, ne siamo dapprima attratti irresistibilmente; poi proviamo un orrore profondo, un terrore autentico della sua energia distruttrice; infine siamo mossi a pietà per la tragedia che suggella la sua apparizione nel mondo degli uomini “normali”. Ma al fondo di tutto, chiuso il libro, quel che resta è un inconfessabile sentimento d’invidia, di rimpianto, come per un sogno impossibile. Lo stesso Jekyll, quando la vicenda è ormai conclusa e la morte è prossima, ha un attimo di abbandono e dice la sua ammirazione per Hyde: “His love of life is wonderful…”, il suo amore della vita è meraviglioso, e ancora: “his wonderful selfishness…”, il suo meraviglioso…Perché Hyde, se da una parte è sanguinaria violenza, impeto assolutamente negativo, dall’altra rappresenta la corsa della libertà senza limiti, l’attaccamento alla vita, il delirio, l’amore di sé, il delitto che non conosce rimorsi; con lui cade ogni barriera, ogni inibizione, ogni “censura”: è la realtà onirica dell’ “infelice Henry Jekyll”, cioè dell’uomo, e in qualche modo finisce per coinvolgerci. Possiamo averne paura, così come abbiamo paura della libertà eccessiva o dei sogni troppo rivelatori; ma possiamo, forse a dispetto di noi stessi, anche amarlo, così come amiamo la nostra libertà e i nostri sogni.</p>
<p>Jekyll è un mito, altrettanto inquietante: è l’uomo che sfida coscientemente la morte nel tentativo di rompere i limiti che gli sono imposti dalla natura, nel tentativo di varcare le soglie dell’ignoto per avventurarsi oltre i divieti, in mondi inesplorati. Ha il più profondo disprezzo per l’attaccamento al concreto del meschino collega Canyon; il successo dei suoi esperimenti gli fa proclamare una cieca fiducia nella “medicina trascendentale” e lo pone quasi al centro dell’universo, “primo essere di una nuova specie” che le stelle, la notte della metamorfosi, hanno il privilegio di osservare.</p>
<p>Ennesimo protagonista di un mito che ha accompagnato la cultura occidentale fin dagli albori, Jekyll compie un’esperienza tiratina che lo fa parente stretto dell’alchimista medievale, nell’illusione di sostituire la “creatio hominis” alla “creatio dei”, e lo lega a Faust, al Kirìllovdei “Dèmoni” dostoewskiani, e nel nostro secolo al “Surmale” di Jarry e la Mabuse di Lang, tutti simboli dell’uomo, che, credendosi rappresentante di una razza nuova, si accinge a riempire lo spazio “vuoto di Dio”. Il successo è per Jekyll “un ceffone d’assoluto”, lo rende completamente ebbro, pazzo d’orgoglio e di funesta felicità, lo fa credere potentissimo e invulnerabile: i confini fra l’uomo e il divino si sono cancellati,perché egli è riuscito a penetrare nei terribili dolci segreti della natura.</p>
<p>Ma la natura si vendica, la metamorfosi diventa automatica, involontaria: il viaggio nell’ignoto è, anche per lui, secondo la tradizione (violata, e non definitivamente, solo dal Faust di Goethe, un viaggio senza ritorno). Jekyll si rende conto troppo tardi del décalage esistente tra la folle ambizione che lo ha spinto a varcare i confini del trascendente e la propria fragilità di meschino essere umano: per porre fine alla propria inarrestabile corsa nel male, per non soccombere definitivamente anche come semplice uomo, non gli resta che distruggere il proprio corpo, il debole involucro di carne che tante volte egli ha sconvolto e straziato nel tragico rito della metamorfosi…E ora che conoscete la radice più intima e infima dell’infelicità di Jekyll, non vogliategli male giacché tra le pieghe delle vostre stolide e nette personalità non si aggira un Mister Hyde, bensì un Io, perfettamente integrato, che cova e medita trasformazioni compensative, più o meno nefaste e, che sopra ogni cosa ricorda molto da vicino il dottore stevensoniano! Vostra Elena P.</p>
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		<title>Ritorna il Summerlab Festival a Staranzano (GO).</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 22:13:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; tutto pronto per l’ottava edizione del Summerlab Festival che si terrà sulla spiaggia del Lido di Staranzano (GO) nella serata del 31 luglio 2010. Formula variata per questa edizione che, a differenza delle sette precedenti che comprendevano l’intero weekend, si svolgerà su un’unica serata. I tagli ai fondi pubblici che hanno investito la maggior [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/subsonica.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/subsonica.jpg" alt="" title="subsonica" width="430" height="342" class="aligncenter size-full wp-image-22973" /></a></p>
<p>E&#8217; tutto pronto per l’ottava edizione del Summerlab Festival che si terrà sulla spiaggia del Lido di Staranzano (GO) nella serata del 31 luglio 2010. Formula variata per questa edizione che, a differenza delle sette precedenti che comprendevano l’intero weekend, si svolgerà su un’unica serata. I tagli ai fondi pubblici che hanno investito la maggior parte delle manifestazioni regionali hanno costretto gli organizzatori a concentrare gli eventi in una singola giornata che vedrà comunque alternarsi sul palco in riva al mare grandi nomi della scena nazionale e locale. <span id="more-22841"></span></p>
<p>Si aprirà alle ore 21 con l’esibizione live dei “Limes”, giovane band triestina che da poco ha pubblicato il primo cd dal titolo “Essential”. Pop rock di ottimo livello (di inequivocabile stampo “british”) scelto per continuare sulla linea del festival che è quella di affiancare nuove proposte locali provenienti dalla nostra regione a formazioni artistiche ormai affermate. </p>
<p>Si proseguirà con la performance di “Alain The Lone”, progetto solista del frontman degli ormai famosissimi “Trabant “che propone scelte musicali che vanno dal dub alla musica house passando per momenti di ascolto che sfiorano sfumature “ambient”: “Se ti piacciono le cose buie e ti senti a casa quando la ritmica sembra ipnotizzarti e i bassi si costruiscono attorno a te piano, allora lo show di Alain The Lone ti piacerà. Il live set presenta anche interventi vocali del tutto spontanei, un po’ di campionamenti strani pescati in giro per il mondo, un nintendo ds, un vecchio game boy, un microfono piezo, di quelli piccoli piccoli, quindi forse ci saranno altre cose, Alain The Lone è vedere come andrà a finire…” così si presenta l’artista.</p>
<p>Tutti i cambi palco saranno gestiti dal sound della SummerGang, formazione di dj diventata ormai residente nel festival. Il quartetto formato da Anita, Blondie, Creeper e Tino Liber è un muro di suono che fa delle sfumature e dei cambi devastanti il suo biglietto da visita. Alle 23.00 arriverà il momento tanto atteso, sul palco del Summerlab Beach Festival 2010 saliranno i MOTEL CONNECTION vero e proprio spin-off della band più dance/rock d’Italia e i torinesi SUBSONICA.</p>
<p>Il duro compito di continuare la serata dopo la performance dei Motel Connection è affidato a Dj Spanner pronto a proseguire sull’onda dance dei Motel fino a tarda notte accompagnato ancora dalla Summergang. Una serata che si prospetta essere molto intensa dal punto di vista artistico, non mancheranno però i punti di ristoro e le aree relax con le installazioni di video-arte curate da EditArt (gli stessi delle scenografie video degli ultimi tour di Elisa).</p>
<p>Evento segnalato dal sito web: http://www.ilfriuli.it</p>
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		<title>&#8220;Suoni di Marca 2010&#8243; cinque giorni di musica sulle mura di Treviso!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 21:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica live-Concerti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 30 luglio a 3 agosto 2010 sui bastioni di Santi Quaranta, ritorna Suoni di Marca: musica giovane della Marca, ma anche nazionale ed internazionale con ospiti di qualità. Anche quest’anno sono presenti artisti trevigiani affermati nel panorama nazionale, come Gianluca Mosole e Giorgio Barbarotta, affiancati ad artisti d’oltreoceano come i cubani “Compay Segundo Grupo” [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Gianluca-Mosole.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Gianluca-Mosole.jpg" alt="" title="Gianluca Mosole" width="430" height="321" class="aligncenter size-full wp-image-23114" /></a></p>
<p>Dal 30 luglio a 3 agosto 2010 sui bastioni di Santi Quaranta, ritorna Suoni di Marca: musica giovane della Marca, ma anche nazionale ed internazionale con ospiti di qualità. Anche quest’anno sono presenti artisti trevigiani affermati nel panorama nazionale, come Gianluca Mosole e Giorgio Barbarotta, affiancati ad artisti d’oltreoceano come i cubani “Compay Segundo Grupo” da Buena Vista Social Club. <span id="more-23113"></span></p>
<p>Suoni di Marca non è solo musica. Le serate incominciano a partire dalle ore 19 con la musica dei dj accompagnata dal classico benvenuto con il Wallsprizz aperimura svolto in collaborazione con Asha. San Gabriel porta birre artigianali ed affermata cucina stile bavarese. Le bancarelle, da quelle di moda a quelle etniche, l&#8217;angolo dei libri e l&#8217;esposizione di opere d&#8217;arte fanno inoltre da cornice a questa manifestazione.</p>
<p>IL PROGRAMMA:</p>
<p>Venerdì 30 luglio ore 18.30 aperimura<br />
ore 21.15 Gianluca Mosole (fusion, funk, jazz)<br />
Ingresso libero</p>
<p>Sabato 31 luglio ore 18.30 aperimura<br />
ore 21 serata flamenca<br />
Ingresso libero</p>
<p>Domenica 1 agosto ore 16 pomeriggio con i gruppi emergenti e più interessanti della Marca trevigiana che si sono distinti ad Arezzo Wave, Emergenza Rock e nei concorsi per gruppi giovani.<br />
ore 21 Oversize + King Size + Giorgio Barbarotta<br />
Ingresso valido per tutta la giornata 5€</p>
<p>Lunedì 2 agosto ore 21 Grupo Compay Segundo (Buena Vista Social Club). L&#8217;anima di Maximo Francisco Repilado Muñoz (Compay Segundo) è sempre presente nel &#8220;Grupo Compay Segundo&#8221; ed irradia lo spirito cubano con questo gruppo che ha assunto il suo nome dopo la sua scomparsa, perpetuando così la testimonianza di uno degli artisti più conosciuti al mondo. Posti in piedi 12€, posti seduti 18€. Ospiti: Massimo Scattolin- Chitarra, Francesco Grollo – Tenore, arricchirà la serata una coreografia di danza durante il concerto.</p>
<p>Martedì 3 agosto ore 21 notte blues con Mp &#038; The Black Weather. Il gruppo capitanato da Mario “mitraglietta” Paccagnan propone uno show che spazia dai ritmi di New Orleans con Zydeco, Cajun, Mambo. Madreselva.</p>
<p>Infoline: 0422406533 &#8211; 3294177634 &#8211; 3928307303 sito web: http://www.suonidimarca.it/home.htm</p>
<p>Prevendite attive:<br />
COIN Ticket Store, Corso del Popolo, 42 tel. 0422.583889<br />
Libreria Canova Via Calmaggiore 31 tel 0422.546253<br />
La Musicale strumenti : Via Toniolo, tel 0422.591886<br />
Don fernando Ristorante, Via delle Absidi 0422.543354<br />
Negozio Tim strada Ovest ( Via Comunale delle Corti) 335.6206000<br />
Hollywood Bar, Via Feltrina 29/31 Treviso 345 0581020</p>
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		<title>Val Gardena in costume: Sfilata del corteo folkloristico gardenese</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/28/22836/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 16:39:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Domenica 1 agosto 2010, a Selva di Val Gardena (BZ), avrà luogo il classico corteo folcloristico. Caratteristici per la Val Gardena sono anche i costumi tipici gardenesi. La ricchezza e l&#8217;originalità di questi costumi dipendono dal fatto che gli antenati avevano la possibilità, girando per il mondo, di conoscere cose nuove e di acquistare sete, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Val-Gardena-in-costume.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Val-Gardena-in-costume.jpg" alt="" title="Val Gardena in costume" width="430" height="310" class="aligncenter size-full wp-image-22981" /></a></p>
<p>Domenica 1 agosto 2010, a Selva di Val Gardena (BZ), avrà luogo il classico corteo folcloristico. Caratteristici per la Val Gardena sono anche i costumi tipici gardenesi. La ricchezza e l&#8217;originalità di questi costumi dipendono dal fatto che gli antenati avevano la possibilità, girando per il mondo, di conoscere cose nuove e di acquistare sete, nastri, stoffe, pizzi e gioielli. <span id="more-22836"></span></p>
<p>L&#8217;evoluzione del turismo in Val Gardena è l&#8217;argomento che vogliamo rappresentare quest&#8217;anno nel nostro corteo “Val Gardena in costume”. Il turismo in Val Gardena ebbe origine già più di 100 anni fa. Fin dall&#8217;anno 1885 i primi turisti scelsero la Val Gardena come meta di villeggiatura, raggiungendola prima in carrozza e più avanti in ferrovia. Negli anni successivi la valle si è fortemente sviluppata e rappresenta oggi una delle destinazioni turistiche più ambite, sia per le vacanze invernali che per quelle estive.</p>
<p>Programma:<br />
ore 10.00 – Inizio festa in Municipio con entrata della banda musicale di Bulla<br />
ore 11.00 &#8211; Concerto bandistico della banda musicale di Bulla<br />
ore 12.30 – Intrattenimento musicale con il Trio Gherdëina<br />
ore 14.30 – Concerto bandistico della banda musicale di Ortisei<br />
ore 16.00 – Corteo folcloristico<br />
ore 16.45 – Breve concerto delle 5 bande musicali della Val Gardena<br />
ore 17.15 – Esibizione del gruppo di ballo popolare di Ortisei<br />
ore 18.00 – Concerto bandistico della banda musicale di Selva Gardena<br />
ore 19.00 – Esibizione del gruppo di ballo popolare di Selva/S.Cristina<br />
ore 20.00 – Intrattenimento musicale</p>
<p>Con questo corteo vogliamo avvicinarVi alla nostra cultura e storia, regalandoVi alcune immagini uniche della nostra stupenda valle. Per informazioni: http://www.val-gardena.com</p>
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		<title>&#8220;Veci se nasse …no se diventa&#8221; spettacolo teatrale a San Giacomo di Veglia (TV).</title>
		<link>http://www.giuseppeborsoi.it/2010/07/28/veci-se-nasse-%e2%80%a6no-se-diventa-spettacolo-teatrale-a-san-giacomo-di-veglia-tv/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 14:32:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lo spettacolo in programma per domenica 1 agosto 2010 alle ore 21.15, è improntato sullo stile di una Commedia dell’Arte Moderna con l’uso delle maschere attualizzato da cui deriva una strepitosa comicità. La storia si svolge all’interno dell’umile dimora di Memo e Gina. La quotidianità dei 2 anziani è un continuo sopportarsi che sfocia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><ahref="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Veci-se-nannse-no-se-deventa.jpg" rel="lightbox"><img src="http://www.giuseppeborsoi.it/wp-content/uploads/2010/07/Veci-se-nannse-no-se-deventa.jpg" alt="" title="Veci se nannse no se deventa" width="430" height="322" class="aligncenter size-full wp-image-23040" /></a></p>
<p>Lo spettacolo in programma per domenica 1 agosto 2010 alle ore 21.15, è improntato sullo stile di una Commedia dell’Arte Moderna con l’uso delle maschere attualizzato da cui deriva una strepitosa comicità. La storia si svolge all’interno dell’umile dimora di Memo e Gina. La quotidianità dei 2 anziani è un continuo sopportarsi che sfocia in comici  siparietti ogni volta che il limite viene passato dall’uno o dall’altra. <span id="more-23035"></span></p>
<p>Parlano male dei vicini, dei parenti, degli amici, dei figli e si incolpano a vicenda dell’isolamento che si sono creati e di cui ambedue soffrono anche se per orgoglio non lo ammettono. Spettatrice d’eccezione della Commedia, è la cagnolina Bice, ospite indesiderata che sembra invece trovarsi a proprio agio nella casa dei protagonisti. Questa quotidianità viene spezzata dall’entrata in scena di Peppe che invece “vecchio non è nato” e nonostante l’età porta con sé buonumore e vitalità.</p>
<p> Rende poi  il tutto piccante l’equivocata gentilezza di Peppe verso Gina che Memo interpreta come avances alla propria moglie. Memo allora trova il motivo per allontanare Peppe dalla propria abitazione ma alla sua partenza la vecchia coppia sente la mancanza del vento di gioventù…Inevitabile lieto fine per uno spettacolo che dietro ogni risata nasconde un pensiero profondo sulla condizione degli anziani, sul tempo passato ricordato con le espressioni colorite di un dialetto andato, sulla vecchiaia che ci aspetta senza perdere la giovinezza.</p>
<p>Titolo:  Veci se nasse …no se diventa<br />
Genere: Commedia dell’Arte Moderna<br />
Autore: Giovanni Giusto<br />
Durata: Atto unico di 80min.<br />
Attori: Giovanna Digito, Giovanni Giusto, Giovanni Maimone, Francesco Salsilli, Bice</p>
<p>Per info: http://www.teatrodeipazzi.com</p>
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