Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni a Trento.

Gianni Caproni durante la seconda guerra mondiale

Il Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni di Trento è stato inaugurato nel 1992 con l’esposizione di diciassette velivoli storici su una superficie di oltre 1400 mq. La struttura traeva origine dal museo fondato nel 1929 da Gianni Caproni, pioniere dell’aviazione e industriale (Arco 1886 – Roma 1957) in collaborazione con la moglie, contessa Timina Caproni Guasti, per conservare la memoria dell’azienda e dell’aviazione italiana. Continua la lettura di Museo dell’Aeronautica Gianni Caproni a Trento.

Il Museo dell’Arte Cucinaria a Polcenigo (PN).

Anitco convento dei Frati minori di San Francesco sopra Polcenigo.

La zona pedemontana dell’alto corso della Livenza vanta tradizioni di prestigio nell’ambito della professione “cucinaria”, termine che preferiamo alla piu’ diffusa “culinaria” perche’ meglio traduce l’arte di fare cucina, “ars coquinaria”. Questa zona di cuochi ha oggi al suo attivo oltre trecento professionisti della cucina, che operano in diverse parti d’Italia e del mondo e provengono principalmente dai comuni di Polcenigo, Budoia, Caneva, Fontanafredda, localita’ che fanno parte di un’area, l’Alto Livenza, posta al confine tra il Friuli e il Veneto. Continua la lettura di Il Museo dell’Arte Cucinaria a Polcenigo (PN).

C’era una volta l’onomastica antica di Tarzo…Indagano Bruno Michelon e Giovanni Tomasi!

Copertina di “Gente di Tarzo”

Si addentra nella storia di 175 cognomi tarzesi, ricostruendone origini e significati, lungo un’evoluzione cronologica di ben 7 secoli (1181-1866). Cognomi indigeni o “foresti” (65, quindi circa un terzo), “naturalizzati” tarzesi a tutti gli effetti. Con precise varianti locali, diminutivi e comuni soprannomi d’interi casati. Sono i numeri eloquenti di “Gente di Tarzo”, (pp.162, Dario De Bastiani editore; 13,00 €), ultima fatica saggistica, in coppia, di Bruno Michelon e Giovanni Tomasi, entrambi tarzesi “doc”, ormai da molte generazioni. Continua la lettura di C’era una volta l’onomastica antica di Tarzo…Indagano Bruno Michelon e Giovanni Tomasi!

Balthus: il pittore aristocratico che spogliò il Novecento.

Amava i gatti e come loro, sornione ed altero, è mancato per sempre in un freddo mattino del febbraio 2001 il pittore Balthus, uno degli ultimi grandi maestri del Novecento. Era diventato famoso per i quadri con ragazzine discinte e trasognate, che certa critica ottusa e cieca definiva riduttivamente “ninfette”; in realtà, il conte Balthus ricalcava raffinatezza e classe degli artisti rinascimentali. Continua la lettura di Balthus: il pittore aristocratico che spogliò il Novecento.

Duomo e Museo cristiano a Cividale del Friuli (UD).

Duomo e Museo cristiano di Cividale del Friuli

L’attuale Duomo, dedicato a S. Maria Assunta e sorto sul luogo di un’antica basilica dell’VIII secolo voluta dal patriarca Callisto, risale ai secoli XV-XVI. La costruzione dell’edificio sacro, iniziata nella metà del XV secolo, fu affidata a Bartolomeo delle Cisterne, il cui progetto prevedeva una chiesa di gusto gotico-veneziano. La realizzazione della fabbrica proseguì a rilento e numerose furono le interruzioni. Continua la lettura di Duomo e Museo cristiano a Cividale del Friuli (UD).

Lingua tagliente, scrittura salace, personalità dissacrante: ecco a Voi il libellista Pietro Aretino!

Ritratto di Pietro Aretino, firmato dal Gigante TIZIANO!

Pietro Aretino nacque ad Arezzo nel 1492. Si dedicò, giovanissimo, alla pittura a Perugia, poi passò a Roma, dove divenne celebre per le sue “pasquinate” (brevi componimenti satirici e scandalistici, scritti in persona di “Pasquino”, cioè di una statua mutila, situata in una piazza di Roma, alla quale essi venivano appesi). Dal 1527 all’anno della sua morte (1556) visse a Venezia, dove, allora, si poteva godere di maggiore libertà di parola. Qui intrecciò una fervida amicizia culturale con Tiziano, che gli dedicherà uno splendido ritratto nel 1545 (oggi conservato nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze) ed insieme al Sansovino e al Vecellio diede vita ad un brillante circolo artistico. Continua la lettura di Lingua tagliente, scrittura salace, personalità dissacrante: ecco a Voi il libellista Pietro Aretino!

Presentazione dell’ultimo lavoro letterario, C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, dell’autore Giovanni Rattini.

“C’era una volta il Trenino dell’Altopiano…” di Giovanni Rattini

Domenica primo marzo 2009, alle ore 18.30, presso il Centro Biblioteche-Libreria Lovat di Villorba lo scrittore giornalista Giovanni Rattini presenterà la sua ultima fatica letteraria, “C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, pubblicato dalla casa editrice Cleup, ovvero viaggi, storie e ricordi lungo la gloriosa ferrovia, che collegava Piovene Rocchette ad Asiago. Continua la lettura di Presentazione dell’ultimo lavoro letterario, C’era una volta il Trenino dell’Altopiano”, dell’autore Giovanni Rattini.

Dipinti in “blake”, in Sir William Blake.

Il titolo di “Visionario geniale” nell’arte moderna, per eccellenza, spetta a Lui, a Sir William Blake, coscienza mistica di un’Inghilterra che ne ignorò il talento troppo a lungo e, che oggi lo celebra, a ragione, con gli onori di un Re immaginifico. In vita, ghettizzato ed osteggiato, lo consideravano poco più di un tipografo, a tratti folle, per quel suo percepire e captare, con immediatezza, le oscure insidie, nascoste nelle anime altrui. Oggi, gli si rende finalmente giustizia, ritenendolo un eclettico, un profetico innovatore della scena artistica tra Settecento ed Ottocento, tant’è che i suoi pregiati acquerelli vengono accolti nelle gallerie private e pubbliche di maggior richiamo, come la Tate Britain di Londra, che ironicamente sorge su un’area della capitale londinese, la South-West, dove una volta c’era la prigione nella quale l’artista fu brevemente rinchiuso: potenza di un riscatto giunto tardivo, ma pur sempre giunto. Continua la lettura di Dipinti in “blake”, in Sir William Blake.

L’arte dei corpi, l’arte sui corpi: “la Body art” secondo la saggista Lea Vergine!

Copertina del libro “Body art e storie simili” di Lea Vergine

Ammesso e talvolta concesso che, come sostiene l’autrice stessa, il critico d’arte sia solo un parassita, un parassita anche squisito, ma con l’unica funzione di riuscire a scatenare emozioni con la propria scrittura, parlando di emozioni scatenate da altri con le immagini, Lea Vergine è un “parassita” di razza longeva. Nel 1974 pubblicò “Il corpo come linguaggio”, un libro che si esaurì prestissimo, anche in edizione inglese e, che ha continuato a vivere in innumerevoli fotocopie tra giovani artisti e studiosi acerbi. A più di trent’anni di distanza con il titolo “Body art e storie simili” (casa editrice Skira, pagine 296, costo 15,00 €) è stato rimesso sul mercato tale e quale, con l’aggiunta di una ventina di pagine finali, in cui l’autrice racconta come il fenomeno abbia ripreso fiato all’inizio degli anni Novanta e, come stia infelicemente marciando. Continua la lettura di L’arte dei corpi, l’arte sui corpi: “la Body art” secondo la saggista Lea Vergine!

Libero De Libero: poeta e “manager” artistico di altri tempi!

Ritratto di Libero De Libero ad opera di Alberto Savinio

Tutti o almeno la gran parte dei poeti italiani, più o meno grandi, del secolo scorso, si sono sempre occupati della pittura dei loro contemporanei. Nel ‘900, un posto di rilievo spetta a Libero De Libero (1903-1981), il quale, però, aveva qualcosa di più degli altri: spiccate qualità di organizzatore o, come si direbbe oggi, di promotore culturale. Continua la lettura di Libero De Libero: poeta e “manager” artistico di altri tempi!