Chi era Federico da Montefeltro? Un’esposizione a Pesaro Urbino ne traccia la personalità!

Documenti inediti, monete antiche, mappe e dipinti raccontano a Urbino la personalità politica, religiosa e culturale di Federico da Montefeltro, Battista Sforza ed Elisabetta Gonzaga. Una mostra documentaria, che allestita negli spazi di Palazzo Ducale da venerdì 13 agosto 2010 fino al 10 ottobre 2010, ricostruisce le vicende storiche del Ducato urbinate e dei suoi protagonisti.

Curata da Antonello de Berardinis, direttore dell’Archivio di Stato di Pesaro, e da Anna Falcioni dell’università di Urbino, la rassegna è articolata in sette sezioni, che approfondiscono i vari aspetti della figura di Federico da Montefeltro: dalla sua statura di uomo di stato a quella di condottiero, dal ruolo di mecenate agli splendori artistici della sua corte fino alla politica religiosa e alle principesse.

In mostra, 18 documenti, molti dei quali inediti, conservati negli archivi urbinati, e opere provenienti da collezioni private. Di particolare interesse, 10 monete di eta’ federiciana, mai esposte prima, tre mappe cinquecentesche del Ducato di Urbino e un’armatura a grandezza naturale ricostruita sullo studio iconografico della Pala di Brera di Piero della Francesca.Federico da Montefeltro nacque a Gubbio il 7 giugno 1422. La reale paternità e la reale maternità sono ignote: la bolla di legittimazione emessa dal papa Martino V dichiara Federico figlio di Guidantonio da Montefeltro e di una donna non sposata. Tuttavia leggende e ipotesi hanno indicato in Bernardino Ubaldini e in Aura da Montefeltro (figlia naturale di Guidantonio) i veri genitori di Federico, mentre con minor credito venne additata la maternità Elisabetta degli Accomanducci di Monte Falcone dei conti di Petroia. In ogni caso Federico si considerò sempre figlio di Guidantonio e come tale continuò la plurisecolare tradizione della casata.

Venne introdotto a corte solo nel 1424 dopo la morte della contessa Rengarda Malatesta prima moglie di Guidantonio, ma venne allontanato nel 1427 alla nascita Oddantonio, figlio legittimo del conte di Urbino e della seconda moglie Caterina Colonna. Passò l’infanzia presso la corte di Giovanna Alidosi, vedova del conte Bartolomeo Brancaleoni, quindi nel 1433 viene inviato a Venezia come ostaggio e successivamente a Mantova, dove frequenta la rinomata scuola di Vittorino da Feltre (Ca’ Zoiosa). In quella circostanza venne armato cavaliere dall’imperatore Sigismondo (1433).

Tornato in patria spostò nel 1437 Gentile Brancaleoni, ottenendo in dote la terra di Mercatello con numerosi castelli per i quali venne creato conte nel 1443. Nel 1438 ottiene il comando della compagnia militare, creata in società da Bernardino Ubaldini e da Guidantonio da Montefeltro, e militante nell’esercito visconteo comandato da Niccolò Piccinino. Il 22 luglio 1444 a Urbino viene barbaramente assassinato il fratellastro Oddantonio.

Federico si reca in città, firma una convenzione col comune nella quale è prevista l’immunità per i congiurati e viene acclamato signore. Con analoghe forme prenderà possesso di tutti i domini aviti. L’estraneità di Federico all’assassinio è stata messa in dubbio dai più (contemporanei e storici moderni). Alleato di Francesco Sforza, nel 1445 acquistò la signoria di Fossombrone da Galeazzo Malatesta senza autorizzazione papale, cosa che gli costò la scomunica, tolta solo due anni dopo da papa Nicolò V.

Nel 1447 ottenne per la prima volta la piena legittimazione del potere con la concessione del vicariato apostolico in temporalibus. In quegli anni Federico si sbarazzò delle ultime opposizioni interne: nel 1446 sventando la cosiddetta congiura di carnevale, nella quale risultarono coinvolti importanti esponenti della famiglia comitale e della corte di Oddantinio: Antonio di Niccolò da Montefeltro, Francesco di Vico e Giovanni di San Marino, furono tutti decapitati, Antonio due anni dopo; nel 1447 sopprimendo la rivolta di Fossombrone sobillata (come la congiura di carnevale) dal signore di Rimini.

L’azione politica militare del conte di Urbino fu per lo più indirizzata a contenere e contrastare quella di Sigismondo Pandolfo Malatesta signore di Rimini. I contrasti tra le due casate avevano origini antiche, risalenti alla metà del Duecento ma si acuirono e si smorzarono a fasi alterne. Alle ragioni politiche (territoriali ed economiche) si aggiunse una profonda antipatia personale.

Le scelte di schieramento i passaggi di alleanza furono spesso dettati dalla forte contrapposizione tra i due. L’epilogo avvenne nel 1462 in uno scontro sul fiume Cesano. Sigismondo fu costretto a ripiegare e da allora, nel giro di pochi mesi perse tutti i domini, ad esclusione di Rimini. Federico che agiva come capitano del papa si avvantaggiò ottenendo ampi possedimenti nel Montefeltro (1463).

Nel 1474 Federico raggiunse l’apice del prestigio ottenendo il titolo ducale di Urbino da papa Sisto IV Della Rovere. In quell’anno fu anche aggregato all’Ordine dell’Ermellino dal re di Napoli Ferdinando I d’Aragona e nell’Ordine della Giarrettiera dal re d’Inghilterra Enrico IV. Morì nella Guerra di Ferrara il 10 settembre 1482, mentre comandava l’esercito del duca di Ferrara, opposto a quello papale e veneziano, e fu sepolto nella Chiesa di San Bernardino ad Urbino.

Data Inizio:13 agosto 2010
Data Fine: 10 ottobre 2010
Costo del biglietto: ingresso gratuito; Per informazioni 0722 2621
Prenotazione: Nessuna
Luogo: Urbino, Palazzo Ducale, Urbino – Sala dei Banchetti.
Orario: 08,30 > 19.15
Telefono: 0722 2621
Fax: 0722 2621
E-mail: asps.urbino@beniculturali.it

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