Vittorio Gazerro e il suo sguardo qualificato sulla dirigenza scolastica!

Prendendo spunto dalle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilingui e multietniche con forte presenza di alunni non italofoni, Vittorio Gazerro affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle istituzioni scolastiche e agli interventi operati.

Questo é l’aspetto più interessante ed innovativo del libro, “Dirigenza scolastica: comunicazione, responsabilità e autnomia” (ed. Guerra, pag 236, autore Vittorio Gazerro, costo 16,00) che si dispiega su diverse argomentazioni: dai Dirigenti scolastici in regime di autonomia, all’informazione e comunicazione organizzativa, sutonomia, comunicazione e territorio, progettualità e fondi europei, riforma del titolo V della Costituzione, strategie politiche dell’istruzione, valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo.

Gazerro, come afferma G.Graziano Tassello, Presidente della IV Commissione “Lingua e cultura ” del CGIE.- Consiglio Generale degli Italiani all’ Estero- Ministero Affari Esteri,Roma e Direttore del CSERPE di Basilea, “da quasi venticinque anni di dedica alla promozione ed alla diffusione della lingua italiana in Europa ed é uno dei pochi esperti che in ambito migratorio,accanto ad un vasto impegno professionale; ha seguito con molta attenzione l’ evoluzione delle politiche culturali e linguistiche attuate dai diversi Paesi membri dell’ UE.A motivo della sua competenza nel settore pedagogico e scolastico, come pedasgogista e dirigente scolastico, si é rivelato un abile interlocutore e con istituzioni scientifiche e scolastiche svizzere, diffondendo un’immagine viva e positiva dell’istruzione scolastica italiana”. Sovente le analisi e le ricerche pedagogiche, sostiene Gazerro sin dall’ inizio di questo suo lavoro, guardano “dentro” la scuola, dentro aspetti e momenti che poi trascurano il vero funzionamento dell’istituzione scolastica in un determinato territorio.

Questa volta invece l’ Autore va oltre l’accoglienza, le metodologie, la programmazione,l e sperimentazioni e i “proiettifici” di moda: guarda “ “attorno alla scuola”, alla “scuola di fuori” per conoscerla come sistema e vedere dove sono intervenuti cambiamenti ed innovazioni, dove sono presenti procedure e regolamenti poco noti e poco applicati verso l’ esterno, dove sono possibili accordi,convenzioni e protocolli d’ intesa interistituzionali (regione Enti locali,università,…) che portano nell’istituzione scolastica una voglia di governance orizzontale auspicata da molte istanze socio-culturali messe in evidenza da stakeholder e da altri partner. Gazerro guarda quindi intorno alla scuola, o meglio “fuori della scuola” proprio per conoscere quali sono oggi le nuove procedure utili a tutti gli operatori scolastici, in primis il Dirigente, più orientati ad applicare “ imperativi “ della ragion pratica (che cosa, come, quando, con chi) che a seguire solo le circolari ministeriali per svolgere le attività funzionali.

Analizzando lle reali condizioni in cui si trovano oggi in Italia le classi multilinguii, l’Autore (giornalista e dirigente scolastico) affronta le maggiori problematiche relative al funzionamento delle attuali istituzioni scolastiche in regime di autonomia: informazione e comunicazione organizzativa,valutazione e integrazione, dispersione scolastica e successo formativo, riforma del Titolo V della Costituzione,tematiche che possono, se ben approfondite e comprese, realizzare anche in Italia, come è avvenuto per altri Paesi europei (cfr, quelli dell’OCSE/PISA), un sistema scolastico aperto, inclusivo, flessibile, efficiente e democratico, anche in presenza di tanti alunni di famiglie emigrate.

L’autonomia degli istituti ,introdotta dal 2000 e riconosciuta recentemente dalla Carta Costituzionale,ha modificato il ruolo del Dirigente scolastico che,come manager e leader, lavora insieme al gruppo di collaboratori per promuovere dentro e fuori la scuola innovazione e sviluppo,comunicazione e accountability dell’istituzione nel territorio. Come, con quali mezzi, con quali procedure e, soprattutto, con quale tipo di dirigenti scolastici? Le risposte sono diverse e diverse sono le proposte presentate dall’ Autore: si basano sulla sua pluriennale esperienza professionale in alcuni Paesi europei (Austria, Belgio, Germania, Svizzera), sulle direttive e ricerche di organismi europee (UE, Consiglio d’Europa, UNESCO, Strategia di Lisbona), ed internazionali, (OECD, PISA ), sulla convinzione che la scuola è un’istituzione pubblica che, al pari di altre, deve saper garantire a tutti i cittadini un servizio scolastico efficiente di grande rilevanza sociale e democratica…

Deve essere un servizio scolastico di qualità che,rispondendo alle diverse sfide (centralità dell’utenza, governance, pianificazione strategica,rendicontazione sociale), promuove nei giovani una cultura del dialogo e un’ azione educativa in prospettiva interculturale, nel rispetto delle diversità interpretate come valori e opportunità di crescita democratica. E’ un cammino appena iniziato nella scuola italiana, riscontra in varie occasioni Gazerro, un cammino che, proseguito, potrà renderla inclusiva e solidale, pluralista e democratica e potrà portarla al livello delle scuole degli altri Paesi dell’U.E. con cui è sempre confrontata e naturalmente valutata..

Dirigenti scolastici, docenti e studiosi trovano in questo volume ampie informazioni, documentazione sui progetti e sui problemi della vita dell’istituto, dato che ogni capitolo è corredato da due importanti supporti tecnici: il primo è costituito da “ Esperienze e proposte” presentate da oltre mille scuole nei loro POF attraverso siti web delle stesse, il secondo supporto è fornito nella parte finale di ogni capitolo con “ Normativa di riferimento “ che riporta, sempre utilizzando siti internet selezionati,leggi,circolari ministeriali, direttive delle autorità nazionali e europee, protocolli d’ intesa e convenzioni con riferimenti giuridici fondamentali per l’attività del Dirigente e della stessa istituzione scolastica autonoma collocata in rete con gli altri Enti territoriali coinvolti nel servizio scolastico pubblico.

Siamo d’accordo con Gazerro quando nel quarto capitolo sostiene la necessità di rilanciare in Italia la cultura dell’ autonomia per una scuola nuova, efficace ed efficiente non solo nei progetti da seguire e nei documenti da compilare, ma nei processi e nelle strategie progettuali da promuovere ed inserire nel territorio dove, alla presenza degli spazi di intervento riconosciuti alla Regione, alla Provincia ed ai Comuni, sempre più si configura la performance dell’istituzione scolastica e degli stessi Dirigenti, come riconoscono in varie occasioni quelli del Collegio dei Dirigenti della provincia di Arezzo (Martelli, Sarracino, Tavanti , Giannini, dati riscontrabili sul sito http://www.dirigentiscolastici.arezzo.it) e di altri Collegi provinciali.

Siamo ancora d’accordo con l’ Autore quando, riferendosi a sistemi scolastici europei da lui conosciuti nella sua attività professionale esperita all’estero (in Austria, Belgio, Germania, Svizzera), afferma che occorre evitare anche in Italia i non più sopportabili aspetti di autoreferenzialità, di “proiettificio“, di enfasi dell’ aggiuntivo preferito al curricolare. Il rischio è quello di non riuscire a passare dal “governement “ all’ auspicata “ governance “che deve anche caratterizzare l’istituzione scolastica italiana, dal Nord al Sud.

Molto interessanti ed innovative sono le tematiche sviluppate nella parte quinta e sesta del libro dedicate rispettivamente alle nuove strategie e politiche dell’istruzione (TIC, Lisbona, politiche regionali, E-learning, Learning Object) e ad aspetti operativi dell’attuale dirigenza scolastica (accountability, management, rendicontazione nel POF, bilancio sociale, fundraising) che, nel porre in evidenza il nuovo profilo del dirigente nella scuola dell’autonomia, fanno comprendere che cosa significhi oggi dirigere un’istituzione scolastica socialmente responsabile,come avviene da decenni in altri Paesi europei.

Sono sfide complesse che Gazerro in queste pagine affronta decisamente quando si domanda quali sono le azioni che il dirigente può intraprendere per assicurare adeguate risorse all’ istituto o quando quali siano le iniziative da assumere per poter accedere a fondi speciali, a finanziamenti italiani ed europei. E quali sono gli organismi, e quali le procedure, che possono dare sostegno a progetti educativi e formativi? Alle risposte e alle relative procedure (per es. sui fondi europei, i POR e i PON, la Regione…) l’Autore dedica molto spazio con proposte sostenibili, con molta documentazione e normativa di riferimento (abbondante e specifica sitografia).

Si tratta di un insieme di strumenti indispensabili oggi all’azione del Dirigente scolastico (in possesso anche di competenze informatiche), a cui è affidata la responsabilità di pianificare,organizzare ed attuare l’offerta formativa, in conformità con le esigenze espresse dal territorio ed in aderenza al fatto che la scuola è un’organizzazione che persegue dei fini educativi e sociali per i quali mette in atto strategie, competenze e risorse. Queste ultime,rimarca giustamente Gazerro, devono essere sicure per un intero anno scolastico e non,come è avvenuto recentemente in Italia, tagliabili in itinere, dato che non si possono mettere in forse progetti ed iniziative previste dalla Legge 440/97 sull’autonomia scolastica.

Il lavoro di Gazerro dà un qualificato e concreto contributo per rilanciare il rinnovamento del sistema scolastico italiano,proprio perché,come riconosce nel suo autorevole intervento nel la prima parte ( “Intercultura, interlingua, emigrazione”) il prof. Massino Vedovelli, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena, “occorre dare informazioni sulle istituzioni scolastiche e presentare le loro più significative esperienze, riuscendo a far riferimento alle competenze ed all’ impegno personali, così come ad una gestione dell’istituzione scolastica che veda la dirigenza diventare lo snodo fra la scuola e le opportunità del territorio nel quale attuare l’autonomia delle istituzioni scolastiche.

Pertanto, sostiene fermamente Gazerro, l’ autonomia delle scuole va difesa e sostenuta soprattutto dal personale scolastico, dall’ assistente al Dirigente,perché significa difendere e valorizzare la qualità dell’ istituzione scolastica e la funzione del suo “mandato sociale “, che nessun Ministro, nessuna riforma degli ordinamenti, nessun decreto legge possono difendere e valorizzare.

sito web:
http://www.guerra-edizioni.it books/index.cfm?node=0,1,19,149,1309

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.