Mostra “Pietro Annigoni opere grafiche” a Firenze

Entrano nel vivo le celebrazioni per il 1° centenario della nascita di Pietro Annigoni con la mostra Mostra “Pietro Annigoni, opere grafiche”, promossa dall’ “Associazione Via Maggio”, nata per salvaguardare e valorizzare l’identità culturale della storica strada e la sua particolare connotazione fatta di famiglie fiorentine, di botteghe artigiane e di attività commerciali legate al mondo dell’arte. L’Associazione ha deciso di rendere omaggio, nel centenario della nascita, ad una delle personalità più rappresentative dell’ ambiente artistico fiorentino del XX secolo, Pietro Annigoni, che nell’ultima parte della vita ha abitato nella splendida cornice dello storico Palazzo di Bianca Cappello in Via Maggio.

Dal 21 ottobre al 5 novembre, proprio in Via Maggio, si potrà così scoprire l’opera grafica del Maestro nelle vetrine dei negozi e delle gallerie antiquarie che esporranno una serie di importanti opere litografiche messe a disposizione dalla Signora Rossella Segreto Annigoni per ventidue anni fedele compagna del Pittore.

Un “percorso a cielo aperto” in uno dei luoghi più rappresentativi della tradizione fiorentina dell’arte e dell’artigianato, una galleria di ritratti che permetteranno di ripercorrere l’opera e la lunga storia degli affetti del Maestro rivelandoci attraverso l’impronta della pietra litografica, l’inchiostro nero, gli sfumati leonardeschi, le sanguigne, la straordinaria testimonianza del linguaggio annigoniano.

Una particolare ed inedita prospettiva per scoprire le figure scrutate dall’occhio di Annigoni in una profonda continuità che lega il passato al presente con volti, corpi, paesaggi che posseggono una forza che va al di là dei canoni del realismo pittorico, alla ricerca dell’interpretazione dei sentimenti e delle passioni attraverso l’introspezione dei volti, gli stati d’animo, ritratti che senza retorica rivelano un carattere e che hanno reso Pietro Annigoni straordinario testimone del nostro tempo.

Olivia Turchi

Cenni biografici

Nato a Milano il 7 giugno 1910, Pietro Annigoni si trasferisce con la famiglia a Firenze nel 1925. Qui compie gli studi presso il Collegio dei Padri Scolopi e nel frattempo comincia a frequentare l’ambiente artistico, in particolare la Scuola Libera di Nudo dell’Accademia di Belle Arti, ai cui corsi, concluse le Superiori, accede infine nel 1927. Ha come insegnanti Felice Carena per la pittura, Giuseppe Graziosi per la scultura, Celestino Celestini per la grafica.

Dopo la partecipazione a un’esposizione collettiva regionale nel 1930, il suo esordio pubblico ha luogo presso la fiorentina Galleria Bellini in Palazzo Ferroni. In questa occasione il noto critico d’arte Ugo Ojetti, sul “Corriere della Sera” del 23 dicembre, dedica all’evento un articolo dai toni fortemente elogiativi, e nel rendere omaggio all’artista poco più che ventenne individua con precisione nel rapporto dialettico e paritetico con la tradizione un carattere saliente e destinato a perdurare della sua poetica, al tempo stesso lodando la capacità squisitamente manuale del giovane, a suo avviso in grado, soprattutto attraverso la grafica, di cogliere il Vero oltre i limiti dello stilismo. Sempre nel 1932 l’artista vince il Premio Trentacoste.

Dotato di un’indole autonoma, Annigoni vive in questi anni fra Milano, dove la famiglia è tornata ben presto a risiedere, e Firenze, dove egli si lega a personalità della cultura come il letterato Renzo Simi (1889-1943), figlio del pittore Filadelfo Simi e autore nel 1913 dell’edizione critica del Libro d’arte di Cennino Cennini; il pittore e scultore pistoiese Mario Parri; lo storico d’origine fiumana Carlo Francovich (1910-1990); lo studioso d’arte trentino Niccolò Rasmo (1909-1986).

E’ in tale clima di fervida intellettualità che egli definisce i propri interessi e orienta il proprio gusto, mostrandosi precocemente in grado di partecipare al dibattito sull’arte pur rimanendo estraneo a movimenti o correnti, tanto da guadagnarsi presto la fama di personaggio fuori dai canoni.

Fama cui daranno via via supporto, da ora fino all’estrema vecchiaia, i numerosi autoritratti, variamente ispirati alla pittura antica. Di straordinaria qualità formale, essi sono spesso caratterizzati da mordente, quasi illusionistica verosimiglianza, degna di un Quattrocento che spazia dalla Firenze del Ghirlandaio all’universo fiammingo e può approdare a un seicentismo d’ampio respiro senza per questo sottrarsi a stimolanti confronti con la contemporaneità.

Info: sito web http://www.provincia.firenze.it