Consegnale le Borse di studio “Gaetano Cozzi”

Venerdì 14 settembre 2012, a casa Luisa e Gaetano Cozzi in Zero Branco (Treviso), si è svolta la cerimonia di consegna (ventitreesima edizione) delle borse di studio “Gaetano Cozzi”, assegnate ogni anno dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche a tesi di laurea magistrale, di dottorato e di specializzazione, discusse nelle università italiane, sulla storia del gioco: “il gioco e i giochi, attraverso i tempi, fino agli sport contemporanei”.

La commissione giudicatrice, composta dai professori Gherardo Ortalli (presidente), Piero Del Negro, Alessandra Rizzi e Bernd Roeck, ha selezionato fra gli elaborati inviati, prodotti presso diversi atenei, due lavori: la tesi magistrale di Margherita Corsi, Il “gioco delle panze” a Venezia, discussa nell’Università degli Studi di Verona, e la tesi di dottorato di Carla Rak, Fotografia e tempo libero: Roma 1870-1915, discussa nell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, cui sono stati attribuiti due premi di 2.500 euro l’uno.

La tesi di Margherita Corsi, Il “gioco delle panze” a Venezia, si presenta meritevole di attenzione tanto per la materia specifica che affronta, quanto per il contesto in cui viene correttamente inserita. L’argomento centrale della ricerca è la pratica di un gioco d’azzardo generalmente indicato come “maschio o femmina”, che si diffuse ampiamente in Italia nel corso del Cinquecento. Oggetto della puntata era il sesso di un nascituro. In altri termini, individuata una donna in attesa, si raccoglievano scommesse sul neonato. Si tratta di una usanza assai poco nota agli studi, sulla quale era possibile finora citare soltanto un paio di contributi specifici, e tuttavia doveva essere piuttosto praticata se per bloccarla si dovette intervenire a più riprese con specifici divieti.
Alla base del lavoro della dottoressa Corsi sta un piccolo ma importante gruppo di registri compresi fra il 1670 e il 1720, in cui la materia viene trattata nell’ottica propria delle autorità, impegnate nell’applicazione dei divieti e nella lotta all’azzardo. Si tratta di fonti indubbiamente importanti con le quali per la prima volta si è potuto disporre di un buon campione di dati organicamente valutabili e non di singoli casi o specifiche attestazioni. L’analisi ha così permesso di mettere in luce i comportamenti, le connotazioni sociali, i modi di operare del mondo degli allibratori e degli scommettitori (e soprattutto: scommettitrici), con uno sguardo su un aspetto nuovo della società veneziana. Il tema specifico è in sostanza ben inserito nel più generale contesto della vicenda complessiva del gioco d’azzardo e della speciale stagione rappresentata dal secolo XVI che, dopo le fasi in precedenza segnate, per quanto riguarda la puntata di denaro, dai dadi e poi dalle carte da gioco, vide la grande diffusione delle lotterie e delle scommesse.
Ciò premesso, per le novità portate alla conoscenza di un tema pochissimo noto e studiato, per la capacità di contestualizzazione della materia affrontata, per la cura nel recupero di materiale inedito e di sicuro rilievo, la commissione ha ritenuto la tesi pienamente meritevole di ricevere la borsa di studio intitolata a Gaetano Cozzi.

La tesi del dottorato di ricerca di Carla Rak, Fotografia e tempo libero: Roma 1870-1915, prende le mosse da un testo di Franco Ferrarotti, Dal documento alla testimonianza. La fotografia nelle scienze sociali, che insiste sull’importanza, ma anche sui limiti e sulle peculiarità della «ricerca per immagini», in modo particolare sul suo rapporto simbiotico con la parola. L’autrice si è quindi proposta di esplorare «un nuovo spazio di senso in cui verbale e visuale hanno la possibilità di arricchirsi vicendevolmente», nel suo caso «affrontando e ricostruendo, attraverso le fotografie, il tema e le forme del tempo libero nella città di Roma» (Introduzione, pp. IX-X).
La prima parte della tesi analizza teorie e pratiche della fotografia, mentre la seconda, che ha per titolo Viaggio fotografico nei divertimenti collettivi della Roma 1870-1915, si preoccupa di mettere a fuoco quegli usi tradizionali del tempo libero condivisi da tutta la cittadinanza e la terza è invece dedicata agli svaghi peculiari delle diverse classi sociali. Infine, la quarta parte indaga, in relazione alla Roma della Belle époque, i «nuovi divertimenti» – tra i quali quelli sportivi occuparono un posto importante – che si affermarono nel corso del quarto di secolo precedente lo scoppio della Grande Guerra. Come osserva con finezza l’autrice (pp. 302-303), nell’ambito strettamente sportivo Roma non si dimostrò all’altezza del suo ruolo di capitale: non solo unicamente tre delle diciannove federazioni sportive nazionali fondate in Italia tra il 1896 e il 1923 nacquero a Roma (contro, ad esempio, nove a Milano), ma quelle tre (scherma, tennis e ippica) non furono tanto espressione del «tessuto sociale della città» quanto degli ambienti militari e della corte sabauda.
La particolare ricchezza degli scavi archivistico (si veda l’esemplare appendice nella quale sono elencate le risorse fotografiche su Roma 1870-1915) e bibliografico, l’originalità metodologica, la qualità della scrittura, sono i motivi che hanno indotto la commissione a ritenere la tesi di dottorato di Carla Rak pienamente meritevole di ricevere il premio intitolato a Gaetano Cozzi.

Nelle ventitre edizioni sono state premiate 56 tesi sulle 535 presentate prodotte in 53 Università italiane.

La cerimonia si è conclusa con un momento musicale a cura del Conservatorio “A. Steffani” di Castelfranco Veneto. Sono stati eseguiti alcuni lieder di Francesco Paolo Tosti, Johannes Brahms e Franz Schubert.

Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

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