Fino al 24 ottobre il Duomo di Siena rivela al pubblico il suo splendido pavimento fresco di restauro!

Un importante evento, da non perdere, è la scoperchiatura del pavimento del Duomo di Siena, visibile al pubblico fino al 24 ottobre. Si tratta di un avvenimento eccezionale, perchè normalmente il pavimento è nascosto da pannelli di faesite stesi per proteggerlo dai milioni di visitatori che lo percorrono ogni anno. Non si tratta solo di un bel pavimento artistico, ma, come scriveva Giorgio Vasari “…Al più bello et al più grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto… »: un vero e proprio tesoro nascosto che sarà integralmente visibile in questi due mesi”.

Il pavimento è a commessi marmorei, opera unica nell’arte italiana per ricchezza di inventiva, vastità e importanza dei nomi che vi hanno collaborato.Diviso in 56 riquadri mostra rappresentazioni sottese a un disegno tematico omogeneo, quello della Rivelazione tramite la Scrittura, solo in piccola parte alterato per via della lunga vicenda esecutiva o per esigenze di celebrazione della storia cittadina.

I riquadri più antichi sono della seconda metà del Trecento, fino agli ultimi ottocenteschi, dovuti a più di quaranta artisti quasi tutti senesi. Vi spiccano i nomi di Francesco di Giorgio, Pinturicchio, il Sassetta, Neroccio di Bartolomeo de’ Landi, Antonio Federighi, Urbano da Cortona e, soprattutto, Domenico Beccafumi, che creò ben 35 scene innovando profondamente il genere.

Nell’ultima fase esecutiva, quella ottocentesca, vi lavorò il caposcuola del purismo Alessandro Franchi.Praticamente tutte le scene vennero restaurate nei secoli, per ovviare l’usura, alcune proprio rifatte ex-novo, rispettando però l’aspetto antico”.

“Grazie alla scopertura sarà ora possibile ammirare anche le tarsie nell’esagono sotto la cupola, lo spazio vicino all’altare e i riquadri del transetto. I visitatori inoltre saranno guidati all’interno di un percorso che permetterà anche la visita intorno all’abside, con la visione delle tarsie lignee di Fra Giovanni da Verona e gli affreschi di Domenico Beccafumi. …..Per una volta tanto non si vedrà solo l’arte “col naso all’insù”, ma sarà anche ai propri piedi”.

La tecnica dei commessi marmorei o tarsie marmoree o più precisamente “Opus sectile” è antichissima ed è considerato “una delle tecniche di ornamentazione marmorea più raffinate e prestigiose, sia per i materiali utilizzati (marmi tra i più rari e quindi costosi) che per la difficoltà di realizzazione, dovendosi sezionare il marmo in fogli assai sottili (“crustae”), sagomarlo con grande precisione, e utilizzare le più diverse qualità di marmo allo scopo di ottenere gli effetti cromatici desiderati”.

Nel Pavimento del Duomo di Siena è ampiamente usata anche la tecnica dei graffiti o sgraffiti, anche questa antichissima, praticata e diffusa in ogni epoca dai primordi delle civiltà e in uso anche nel Medioevo, soprattutto nell’arte vascolare, nelle lapidi funerarie e nella decorazione dei pavimenti marmorei…come a Siena, dove i disegni e le composizioni tematiche venivano fatte con dei solchi incisi, sgraffiati” nel marmo e poi in questi solchi veniva colata una pasta nera.

Per informazioni e prenotazioni per una visita:
Tel. +39 0577 286300
email: opasiena@operalaboratori.com

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