Best Communicator Award 2012, i vincitori e le motivazioni.

Mercoledì 26 settembre, nello spazio Inside Marmomacc, si è svolta la premiazione della sesta edizione del prestigioso premio veronese. Il Best Communicator Award, fin dalla sua istituzione sei anni fa, è un ambito riconoscimento che premia gli allestimenti fieristici che meglio hanno evidenziato e trasmesso, attraverso il loro design, le potenzialità e le prospettive costruttive, decorative e comunicative dei materiali litici.

Lo stand fieristico diventa a tutti gli effetti un mezzo di comunicazione imprescindibile che coniuga l’aspetto architettonico con il marketing aziendale, trasmettendo a partire dal progetto, una più completa conoscenza e cultura del marmo e della pietra naturale, insieme a sorpresa, emozione e atmosfera.

La giuria, formata da Enrico Morteo giornalista, storico e critico del design, Chantal Clavier Hamaide, direttore della rivista di design “Intramuros”, Porzia Bergamasco giornalista indipendente e responsabile per ADI di exhibit design Aldo Bottoli, Direttore scientifico dell’Osservatorio del Design Colore e Mauro Albano, Brand Manager di Marmomacc, dopo aver visionato e valutato tutti gli stand presenti in fiera, ha segnalato le realtà maggiormente meritevoli di attenzione per la cura e l’intuizione nell’evidenziare e trasmettere attraverso l’exhibit design ricerca e qualità del materiale.

Cinque sono le aziende premiate quest’anno e altrettante le menzioni d’onore attribuite. Il riconoscimento è andato a Calvasina con il progetto di Lorenzo Damiani per “il racconto di una tecnologia evoluta, reso attraverso un percorso ludico-pedagogico costellato di oggetti sorprendenti e accattivanti, capaci di suscitare la curiosità e il desiderio di interazione”; Odorizzi Porfidi con il progetto di Lucy Salamanca per “un dispositivo comunicativo che evidenzia la trasfigurazione tecnica di un materiale tradizionale attraverso una progressiva smaterializzazione della pietra che, a minimi spessori, si avvicina ad una inattesa trasparenza”; Pibamarmi con il progetto di Grafton Architects per “la forza di un progetto espositivo capace di costruire un paesaggio monomaterico, al contempo domestico ed urbano, nel quale dialogano blocchi a scala architettonica con eleganti elementi a scala d’oggetto”; Prometec con il progetto di Giovanni Giorgi e Alessandro Rustighi per “la capacità di assemblare un volume comunicativo a partire da elementi costitutivi delle macchine utensili, una sorta di container mediatico che al contempo evoca e trascende la natura originaria dei componenti”; Stone Group International con il progetto di Michalis Theofilou per “un’idea che si sviluppa tutta in orizzontale, che condensa sul piano informazione e comunicazione, materia ed emozione, ricreando uno spazio al cui interno è possibile circolare sempre a contatto con il materiale naturale”.

La giuria ha inoltre segnalato Citco con Zaha Hadid, Testi Group con Tobia Scarpa, Stone Italiana con Lorenzo Palmeri, Trentino Marketing spa con Monica Armani, Savema Magt con Paolo Armenise + Silvia Nerbi con la seguente motivazione complessiva: “tutti diversi fra loro, questi interventi testimoniano l’eccellenza della qualità e della ricerca. Ironia e monumentalità, architettura e design, didattica e seduzione: cinque percorsi attraverso la contemporaneità della materia.”

Marieclaire Bizzarro
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