Partenariato fra Istituzioni per la salvaguardia e la valorizzazione dell’opera incisoria di Lino Bianchi Barriviera

Nel 2011 la Fondazione Benetton Studi Ricerche ha ricevuto in dono oltre 100 matrici incise di Lino Bianchi Barriviera (1906-1985), disegnatore e incisore di fama internazionale, ma capace di praticare magistralmente diverse forme d’arte.

La donazione è rientrata in una operazione culturale in cui la collaborazione fra tre soggetti pubblici e privati – l’Istituto Nazionale per la Grafica di Roma, la Biblioteca Apostolica Vaticana e la Fondazione Benetton Studi Ricerche – ha consentito di attuare un’efficace azione di conservazione condivisa per la salvaguardia e la valorizzazione dell’opera incisoria dell’artista.

L’operazione sarà illustrata nel corso di un incontro pubblico, in programma mercoledì 10 ottobre alle ore 15 a Treviso nelle sede della Fondazione Benetton Studi Ricerche, che offrirà anche l’occasione per illustrare la figura artistica di Bianchi Barriviera e per presentare il catalogo completo delle sue incisioni: Bianchi Barriviera. Catalogo dell’opera incisa, a cura di Silvia Bianchi (Palombi, Roma 2011). Della donazione e della sua rilevanza istituzionale parleranno, per l’Istituto Nazionale per la Grafica, Maria Antonella Fusco, dirigente, e Fabio Fiorani, direttore del Laboratorio di restauro opere d’arte su carta; per la Fondazione Benetton Studi Ricerche, Marco Tamaro, direttore, e Francesca Ghersetti, coordinatrice del centro documentazione.

Al profilo dell’artista e alla sua opera incisoria saranno dedicati gli interventi di Eugenio Manzato, storico dell’arte, già direttore dei Musei Civici di Treviso, e di Paolo Bellini, storico dell’arte, già docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

La vicenda si è sviluppata sin dall’inizio in accordo tra gli eredi dell’artista, rappresentati dalla nipote Silvia Bianchi, storico dell’arte, e l’Istituto nazionale per la grafica di Roma. L’Istituto, in qualità di museo preposto alla conservazione, tutela e valorizzazione delle opere che documentano l’arte grafica nazionale, ha accolto nei primi anni novanta l’intero corpus superstite delle lastre di Bianchi Barriviera, 504 esemplari sulle oltre 1.000 prodotte, ne ha curato la schedatura e il restauro, provvedendo alla stampa di una tiratura limitata a scopo documentario, dopo averle punzonate.

Non potendo farsi carico integralmente della loro conservazione, l’Istituto ha poi deciso, nel 2011, di condividere tale responsabilità con la Biblioteca Apostolica Vaticana – per lo stretto rapporto che ebbe con l’artista – e con la Fondazione Benetton Studi Ricerche, che possiede già l’archivio dell’incisore e ha curato e promosso varie iniziative di valorizzazione della sua opera (tra cui, nel 2010, la mostra Paesaggi africani, 1937-1939. Disegni e incisioni di Lino Bianchi Barriviera e la pubblicazione dell’omonimo catalogo), affidando a ciascuna delle due istituzioni una selezione delle matrici incise – significativa per le rispettive specificità.

In occasione dell’incontro sarà inoltre allestita una piccola esposizione di documenti e incisioni di Bianchi Barriviera, aperta da mercoledì 10 a domenica 28 ottobre 2012 (martedì-venerdì ore 15-20; sabato e domenica ore 10-20; ingresso libero).

«L’operazione dimostra come la collaborazione fra pubblico e privato, e in generale fra istituzioni, sia la strada da percorrere per attuare, anche in momenti difficili, politiche culturali efficaci ed efficienti» afferma Francesca Ghersetti, coordinatore del centro documentazione della Fondazione Benetton Studi Ricerche. «La donazione alla Fondazione di 110 matrici incise dell’artista, prodotte in rame e zinco tra il 1934 e il 1982 e raffiguranti prevalentemente vedute e paesaggi laziali, veneti, libici, eritrei ed etiopi, e le modalità con cui si è sviluppata sintetizzano efficacemente quello che è da sempre l’impegno della Fondazione per lo studio del paesaggio e per la tutela dei patrimoni culturali, di natura e memoria».

Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, tel. 0422.5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it.

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