Concerto “in rosa” al Santuario della Madonna Pellegrina.

Concerto “in rosa” al Santuario della Madonna Pellegrina (via F. d’Acquapendente n. 60, Padova), venerdì 19 ottobre 2012 alle ore 21.00. Protagonista ancora una volta un piccolo gruppo cameristico, l’Ensemble Patavino, formazione tutta al femminile, che vede impegnate Cristina Fattoretti e Rossana Szamkò al violino, Caterina Contin al violoncello e Amarilli Voltolina all’organo in alcune delle più belle pagine di Corelli, Porpora, Vivaldi, Bach, Telemann, Mozart.

Un invito alla riflessione ed alla meditazione, in apertura di concerto, con la Sonata da chiesa a tre per 2 violini e basso continuo op.1 n.5 in re minore (Grave, Allegro, Adagio, Allegro) di Arcangelo Corelli (1653-1713), autore che diede un nuovo impulso alla forma della sonata a tre, pubblicando, tra il 1681 e il 1694, quattro raccolte, comprendenti ciascuna dodici sonate (Sonate da chiesa op. 1 ed op.3, sonate da camera op. 2 e op. 4), le quali segnano un punto conclusivo dell’evoluzione di questa forma in Italia. Nella sonata a tre, Corelli sfrutta a fondo le caratteristiche al tempo stesso di brillantezza e cantabilità del violino, tanto nella forma da camera, che nella forma da chiesa.

Dalla Sonata da chiesa, destinata ad un organico di due violini accompagnati da un organo e da un violoncello (o in alternativa da un arciliuto), si passa poi alla Sonata da camera, scritta per due violini e violoncello o clavicembalo e composta da 3 o 4 movimenti distinti in forma di danze (suite), con il Concerto I da “Sinfonie da camera a tre istromenti” op. 2 (Adagio, Allegro, Allegro-Presto) composto nel 1736 da Nicola Antonio Porpora (1686-1768), compositore prevalentemente di opere e maestro di numerosi cantanti tra cui spicca il castrato Farinelli.

Sempre interessante da ascoltare la trascrizione fatta da J.S. Bach (1685-1750) nel Concerto in Re maggiore n. 11 op. 7 trascrizione per organo in Do maggiore di J.S.Bach BWV 594 (Allegro, Grave, Allegro), arrangiamento del Concerto Op. 7 No. 5 per violino e basso continuo, RV 208 di Antonio Vivaldi.

Negli anni di Lipsia, una città che richiedeva una produzione di musica strumentale d’insieme consistente, Bach si applicò sistematicamente all’attività di trascrittore, prassi che aveva coltivato sin dagli esordi della sua carriera artistica. Negli anni trascorsi a Weimar come Konzertmeister di corte (17141717), Bach preparò cinque concerti per organo solo (Bwv 592-596) e sedici per clavicembalo (Bwv 972-987) traendoli da concerti di autori italiani, o da concerti composti in stile italiano. Di tutti questi, almeno nove sono di Vivaldi. Una presenza così massiccia di opere del veneziano non meraviglia: all’epoca Vivaldi occupava un posto preminente tra gli italiani studiati dai compositori tedeschi; i suoi manoscritti circolavano in Germania da tempo, assieme alle opere di Corelli, Torelli e Albinoni, e la sua fama si era ulteriormente consolidata dopo che l’editore Estienne Roger di Amsterdam aveva stampato, nel 1711, l’Estro armonico.

Nelle sue trascrizioni, Bach resta generalmente fedele all’originale, ma l’operazione non è compiuta nello spirito della semplice esercitazione: Bach, che appronta concerti destinati all’esecuzione vera e propria, effettua un lavoro almeno in parte creativo. Per questo le sue trascrizioni sono vere e proprie rielaborazioni. Le modifiche apportate all’originale sono dettate da ragioni diverse: a volte si tratta di adattare passaggi alla tecnica degli strumenti da tasto, altre di razionalizzare il discorso musicale.

Dalla trascrizione di A. Vivaldi (1678-1741) fatta da J. S. Bach al Vivaldi originale il passo è breve, e potremo ascoltare, così, la Triosonata in Sol minore per due violini e basso continuo Rv 74 (Andante, Allegro, Andante, Allegro assai) del compositore veneziano.

Seguirà poi una piccola rarità, il brevissimo, di appena 7 minuti, Concerto in Sol maggiore per due viole o violini, archi e basso continuo TWV 52:G 3 (Avec douceur, Gay, Largo, Vivement) di Georg Philipp Telemann (1681-1767). È l’unico concerto per due viole di Telemann sopravvissuto. Si hanno notizie di un secondo concerto analogo (TWV 52:A3), che è però andato perduto. È meno conosciuto rispetto al concerto per viola dello stesso autore e meno frequentemente eseguito, ma viene spesso utilizzato nella didattica violistica.

La formazione al completo del concerto di Telemann si riduce al solo organistico della Passacaglia e thema fugatum in do minore BWV 582 di J.S.Bach (1685-1750), scritta presumibilmente tra il 1706 ed il 1713, il cui manoscritto autografo è attualmente perduto: la composizione, infatti, è giunta fino a noi solo grazie a copie. Le evidenti somiglianze con la Passacaglia in re minore BuxWV161 di Dietrich Buxtehude ci fa supporre che Bach possa averla composta ad Arnstadt nel 1706, appena tornato dal suo viaggio a Lubecca. La prima metà dell’ostinato, utilizzato anche come soggetto principale del tema fugato, deriva da una breve composizione di André Raison, il Christe: Trio en passacaille, tratto della Messe du deuziesme ton del Premier livre d’orgue, pubblicato nel 1688. È possibile che anche la seconda metà dell’ostinato derivi da una composizione di Raison, il Christe: Trio en chaconne, tratto dalla Messe du sixieme ton, le cui note sono molto simili alla composizione di Bach. Il lavoro di Bach presenta alcuni tratti tipici delle composizioni in ostinato della Germania dell’epoca, come le due ciaccone di Buxtehude (BuxWV 159 e 160) e la passacaglia BuxWV 161, e ci sono chiare influenze delle ciaccone di Johann Pachelbel all’interno delle variazioni bachiane.

Si conclude il concerto con la Sonata in sol maggiore per due violini, organo, violoncello e basso KV 274 da “Kirchensonaten” di W.A. Mozart (1756-1791), composta nel febbraio 1777 a Salisburgo da un Mozart ventunenne. Come la “sorella” KV 278, questa sonata è una delle ultime composizioni sacre destinate all’uso dell’arcivescovo Colloredo.
La rassegna è organizzata dal Centro Organistico Padovano (C.O.P.) con il patrocinio del Comune di Padova, il Consiglio, Circoscrizionale 4 Sud-Est e con la collaborazione della Fondazione Antonveneta.

L’ultimo appuntamento con i Concerti di Settembre-Ottobre 2012 al Santuario della Madonna Pellegrina, venerdì 26 ottobre 2012, ore 21.00, in un passaggio da ensemble strumentali a gruppi vocali, vede protagonista il Coro della Cappella Musicale del Santo accompagnato all’organo da Massimo Dal Prà e diretto da Valerio Casarin e proporrà musiche di Felix Mendelssohn-Bartholdy, C. Saint Saens, M. E. Bossi, L. Vierne, M. Betta, W. Dalla Vecchia, K. Jenkins, R. Zarpellon, M. Frisina.

L’ingresso a tutti i concerti è libero e gratuito.

Per informazioni:

Centro Organistico Padovano: 049 685716

Ufficio Stampa:
Studio PRP di Alessandra Canella
Via delle Belle Parti 17 – 35139 Padova
mob. (+39) 345 7154654
E-mail: ufficiostampa@studiopierrepi.it
www.studiopierrepi.it

Curriculum

Amarilli Voltolina, organo

Figlia d’arte, inizia gli studi musicali con il padre, Mario, organista primario della Basilica Antoniana di Padova. All’età di 7 anni dà già concerti e a 13 tiene il suo primo concerto d’organo nella Cattedrale di Padova. Compie gli studi al Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, diplomandosi in Organo e Composizione Organistica con L. Celeghin e in Clavicembalo con E.G. Sartori, con il massimo dei voti.

Si perfeziona presso varie accademie internazionali con L.F. Tagliavini, H. Vogel, J. Langlais, M. Radulescu, G. Leonhardt, J.L. Gonzales Uriol per l’organo e K. Gilbert e E. Fadini per il clavicembalo e fortepiano.

Vincitrice di numerosi concorsi, ha effettuato registrazioni per la RAI, Radiocapodistria, Telemontecarlo ed oltre emittenti italiane e straniere. Tiene concerti in tutta Europa e corsi e seminari presso varie istituzioni. È stata titolare della cattedra di Organo e Composizione Organistica nei Conservatori di Lecce e Mantova e attualmente ne è titolare presso il Conservatorio di Vicenza.

Il suo repertorio nella letteratura organistica è vastissimo e spazia dalle origini all’epoca contemporanea.

Ha eseguito varie prime assolute di opere organistiche contemporanee (Mortari, Manzi, Bellisario, ecc.), di cui alcune composte espressamente per lei, in esecuzione solistica o in duo. Affianca all’attività didattica e concertistica quella musicologica e compositiva.

Vincitrice al 1° Concorso Internazionale “S. Cecilia” di Alba Adriatica con la composizione “Toccata, adagio e fuga per organo e trombone e all’11° Concorso Europeo “Città di Barletta” con la composizione “B.A.C.H. Reflections” per pianoforte e trombone.

La sua composizione “Diabolus Ricercare” per pianoforte è stata eseguita a Bologna, a Palazzo Mazzacorati, nell’ambito della Rassegna Internazionale di Composizione “A. Gigli”. Lo stesso brano è stato inserito in un CD e in un DVD pubblicati per l’occasione.

In campo musicologico ha pubblicato: – “Introduzione allo studio delle Messe della Domenica Orbis Factor di A.Gabrieli e G.Frescobaldi” edizioni Zanibon; – “La pratica dell’Alternatim nella Messa per organo dei secoli

XVI e XVII” edizioni Armelin Musica; mentre in campo didattico è edita la sua pubblicazione: “101 dettati

melodici”, indirizzata agli studenti che devono sostenere gli esami di teoria e solfeggio.

Ha curato la pubblicazione “Composizioni per organo di Mario Voltolina”, uscita nel giugno 2011 nelle edizioni Armelin Musica.

È direttrice artistica e docente del “Corso Internazionale di Interpretazione sulla Letteratura Organistica” che si svolge annualmente a Valdiporro (VR) durante il periodo estivo.

E’ vicepresidente per il Nord-Italia della Confederazione Organistico Italiana e presidente e direttore artistico

dell’Associazione Musicale “Mario Voltolina”.

Ensemble Patavino

È nato nell’ottobre 2010 per il Concerto tenuto in occasione degli “Appuntamenti musicali tra i tesori dell’Abbazia” per valorizzare il completamento dei lavori di restauro del Duomo di Candiana (PD), dove veniva richiesto un gruppo con l’organico di due violini, violoncello e organo. Nonostante la sua recente formazione ha già in attivo un numero considerevole di concerti in tutta Italia tra cui quello tenuto nell’ambito del “3° corso internazionale di interpretazione

sulla letteratura organistica” di Valdiporro di Boscochiesanuova (VR). Ha partecipato poi alla “29° Stagione oncertistica internazionale d’organo di Lecce e del Salento”, al “XIV Festival concertistico internazionale organi storici del vicentino”, alla “Maratona Organistica” per l’inaugurazione del nuovo organo del Conservatorio di Vicenza, alla IX” Rassegna Concertistica “Note d’Autunno” di Sant’Urbano (PD) e in occasione della Festa dell’Immacolata nella Chiesa dell’Immacolata di Padova, con l’organo storico “Agostini” del 1866.

Tutto al femminile l’Ensemble Patavino è formato da quattro musiciste padovane: Cristina Fattoretti e Rossana Szamkà violini, Caterina Contin violoncello e Amarilli Voltolino organo clavicembalo, che svolgono anche attività concertistica da soliste tenendo concerti in tutta Europa e si dedica prevalentemente allo studio e all’interpretazione della musica del 700.

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