Spettacolo teatrale “Io odio i talent show” a Trieste.

Lo spettacolo verrà proposto martedì 20 novembre 2012 alle ore 20.30, presso il Politeama Rossetti – Sala Assicurazioni Generali a Trieste. Che fine fa il lavoro di un critico all’epoca dei talent show, dei social network e dei televoti? C’è posto per le ragioni di un recensore quando basta un certo numero di “like” su facebook per assicurare un momento di gloria? Che importa se poi dura come un cerino al vento… Viviamo nel mondo dei proclami lanciati sulle pagine virtuali, dei pensieri mal riassunti via SMS ed espressi in un linguaggio deprecabilmente contratto: niente spazio per le motivazioni di un critico, per la riflessione, per l’arricchimento attraverso un articolo – magari non condiviso appieno – ma capace di spiegarci tanto, regalarci strumenti d’interpretazione preziosi e prima sconosciuti.

Una realtà sconfortante, che gli appassionati di teatro patiscono e conoscono bene…Come non essere, dunque, completamente dalla parte di un critico che dopo quaranat’anni di onoratissima carriera e oltre 2.500 recensioni di concerti, va in palcoscenico e proclama “Io odio i talent show!”?

Il Politeama Rossetti non può che essere a sua completa disposizione: soprattutto se il critico in questione ha la statura e la classe del triestino Mario Luzzato Fegiz, che sale sulla scena dopo una ineguagliabile esperienza costruita al Corriere della Sera e in Rai (e affinata poi in veste di saggista, giurato, conduttore e autore radiofonico e televisivo, docente all’Istituto per la Formazione al Giornalismo di Milano, direttore editoriale…).

Con la collaborazione di Giulio Nannini e Maurizio Colombi (che ne firma anche la regia), Mario Luzzato Fegiz ha scritto un testo piacevolissimo, in cui spiega ironicamente come lui, abituato a occuparsi di Elton John e dei Beatles, abbia preso a odiare i talent show perché hanno posto fine alla dittatura della (sua) critica. Così, in un crescendo tragicomico, racconta leggende, fatti e svariati misfatti vissuti in prima persona insieme ai grandi protagonisti degli ultimi 40 anni di musica in Italia.

In un’ora e mezzo Fegiz, accompagnato dai musicisti Roberto Santoro (voce, chitarra ed effetti) e Vladimir Denissenkov (fisarmonica russa), in una sorta di delirio-vendetta-sfogo percorre un folle viaggio fra canzoni celebri e aneddoti che riguardano tanto le leggende come Tenco, De Andrè, Dalla, Michael Jackson, quanto gli artisti più popolari degli ultimi decenni, come Vasco, Pausini e Ramazzotti, fino agli odierni idoli da talent come Alessandra Amoroso, Arisa, Giusy Ferreri e Marco Carta, di cui racconta gustosamente i Festival di Sanremo con i suoi retroscena e tutto ciò che ci si può aspettare da chi ha incontrato e conosciuto un migliaio di star della musica.

Politeama Rossetti – Sala Assicurazioni Generali
viale XX Settembre, 45 Trieste
Orario – Ingresso: 20.30

Per maggiori informazioni
Telefono: +39-040-3593511
Email: info@ilrossetti.it
Sito web: http://www.ilrossetti.it

Un commento su “Spettacolo teatrale “Io odio i talent show” a Trieste.”

  1. Apprezzo la coerenza,anche se non ho una grande opinione di Fegitz, perchè lo trovo prevenuto e superficiale. in una recensione su un disco di Marco Carta ha esordito dichiarando che lui dovesse il successo al fatto di avere un fratello illustre, Paolo Carta suo produttore, oltre che chitarrista e fidanzato della Pausini, e questa è una colossale stupidaggine. Marco e Paolo Carta non sono neanche lontanamente parenti,ma semplicemente omonimi, Carta è un cognome molto diffuso in sardegna e Paolo è di origini sarde. Paolo Carta e la Pausini vedevano Marco Carta ad amici e ne sono rimasti colpiti, così lo hanno contattato alla fine del programma, ma Marco aveva già firmato un contratto per un disco con Mario Lavezzi, hanno aspettato e Paolo ha prodotto il suo secondo disco. Marco ha detto spesso di essersi molto affezionato alla famiglia Pausini con cui ha lavorato e forse questo ha tratto in inganno Fegitz. Personalmente la trovo una cosa molto grave perchè insinua che ci sia stata per lui una strada semplice o un agevolazione da parte della famiglia. Mentre Marco carta parte da Cagliari con il suo zainetto in spalla senza conoscenze ne raccomandazioni di nessun genere ed arriva ad amici dove è sostenuto solo dal pubblico, zero amicizie o parenti illustri, e questo al di la del suo gusto personale è un dato di fatto. Ma gli è andata bene…se pensiamo che al momento della morte di Andrea Parodi, voce dei Tazenda, Fegitz fece il necrologio a Paolo Fresu, musicista Jazz sardo, vivo e vegeto ancora adesso!! Insomma…parte con le sue considerazioni, che a volte si basano sul niente, perchè non approfondisce nemmeno chi sia un artista. La carriera di Marco Carta ha un che di miracoloso, proprio perchè riguarda un ragazzo con pochi soldi in tasca e senza conoscenze che parte dalla Sardegna disastrata, e fa 5 anni di provini, ostinatissimo e determinato a farcela, finchè si guadagna la sua occasione. Altro che fratello di…ha fatto tanti sacrifici anche solo per arrivare davanti alla porta di cinecittà, orfano di entrambi i genitori, ha iniziato a lavorare a 15 anni, e non appoggiato dalla famiglia che la considerava una perdita di tempo e uno spreco di denaro, si paga a spese sue i viaggi in aereo per fare i provini. tutta un altra musica rispetto alle allusioni di Fegitz. Ma almeno non gli ha fatto il necrologio…

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