Cinemazero di Pordenone programmazione fino al 10 aprile 2013

Film come-pietra-paziente

Giovedì 4 aprile 2013 Sala Totò ore 17.00 – 19.00 – 21.00 proiezione del film Come pietra paziente di Atiq Rahimi. Afghanistan. Una giovane donna con due figlie in tenera età assiste in una misera abitazione il marito mujaeddhin, in coma in seguito a uno scontro con un compagno d’armi. La donna deve combattere con la mancanza di denaro e per questo allontana da casa le bambine affidandole a una zia che gestisce una casa di piacere. Da quel momento si sente ancora più libera di confidare al coniuge segreti inconfessabili in precedenza. Quando poi una novità irromperà nella sua vita finirà con il trovare tutto il coraggio.

La ‘syngué sabour’ nella tradizione popolare afghana è la ‘pietra paziente’ cioè una pietra magica alla quale è possibile raccontare tutti i segreti, le sofferenze, le difficoltà. La pietra si carica di queste rivelazioni fino a quando si frantuma. Atiq Rahimi nasce come documentarista per poi passare alla scrittura che si trasforma rapidamente in cinema da lui diretto. Se Terre et cendres, dal suo romanzo omonimo, presentato nel 2004 a Cannes ottiene un’ottima accoglienza in Francia, questo Come pietra paziente è destinato a ripercorrerne le orme.

Letto il libro il famoso sceneggiatore Jean-Claude Carrière ha proposto subito la sua trasformazione in sceneggiatura. La sua lunga frequentazione con il cinema d’autore (da Buñuel a Trueba passando per Louis Malle) gli ha permesso di cogliere il potenziale cinematografico della pagina scritta. Rahimi afferma “L’Afghanistan cristallizza tutte le contraddizioni umane possibili. Per me, oggi è come Star Wars di George Lucas: da un lato, la vita assomiglia a quello del Medioevo (il modo di vestire, le relazioni sociali, i valori religiosi…) e dall’altro dispone degli armamenti più sofisticati del mondo.”
Sostenuto dalla straordinaria interpretazione di Golshifteh Farahani (About Elly) questo personaggio è destinato a rimanere a lungo nella memoria degli spettatori. Perché si tratta di un duello tra due corpi. Uno, quello del marito, immobilizzato nel coma e alimentato in modo rudimentale da una flebo artigianale ma ancora capace di provocare sofferenza nell’altro. Una sofferenza che si fa ricordo di umiliazioni subite in quanto donna, essere inferiore a cui non concedere né ascolto né, tantomeno, affetto.

Sala Grande ore 19.45 – 22.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Pasolini ore 17.30 – 19.30 – 21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

VENERDÌ 5 APRILE 2013

Sala Grande ore 18.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Grande ore 20.30 IL VANGELO SECONDO MATTEO di Pier Paolo Pasolini

Sala Pasolini ore 17.30 – 19.30 – 21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

Sala Totò ore 17.00 – 19.00 – 21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

SABATO 6 APRILE 2013

Sala Grande ore 17.15 – 19.45 – 22.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Pasolini ore 17.30 – 19.30 – 21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

Sala Totò ore 17.00 – 19.00 – 21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

DOMENICA 7 APRILE 2013

Sala Grande ore 17.15 – 19.45 – 22.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Pasolini ore 15.30-17.30-19.30-21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

Sala Totò ore 15.00-17.00-19.00-21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

LUNEDÌ 8 APRILE 2013

Sala Grande- riposo

Sala Pasolini ore 17.15 – 19.45 – 22.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Totò ore 17.00-19.00-21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

MARTEDÌ 9 APRILE 2013

Sala Grande ore 19.45 – 22.00 UN GIORNO DEVI ANDARE di Giorgio Diritti

Sala Pasolini ore 17.30 – 19.30 – 21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

Sala Totò ore 17.00 – 19.00 – 21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

MERCOLEDÌ 10 APRILE 2013

Sala Grande LE VOCI DELL’INCHIESTA ore 20.45 cerimonia inaugurale

Sala Pasolini ore 17.30 – 19.30 – 21.30 BENVENUTO PRESIDENTE! di Riccardo Milani

Sala Totò ore 17.00 – 19.00 – 21.00 COME PIETRA PAZIENTE di Atiq Rahimi

ZANCANARO-SACILE ore 21.00 TUTTI CONTRO TUTTI di Rolando Ravello

Un giorno devi andare di Giorgio Diritti
Augusta è una giovane donna in viaggio. Lasciata l’Italia per il Brasile, si lascia portare dalla corrente del fiume, approdando sulle sponde e nella vita degli indios che suor Franca, amica della madre, vuole evangelizzare a colpi di preghiera e bambinelli luminescenti. Sorda al richiamo di qualsiasi dio e refrattaria alla condotta missionaria, Augusta sceglie laicamente di “essere terra”, proseguendo da sola e affittando una stanza a Manaus, capitale dell’Amazonas sulla riva del Rio Negro. Decisa a dare un senso alla sua ‘navigazione’ si stabilisce nella favela, dove la povertà è lambita da una ricchezza che compra uomini, donne e bambini. Accolta da Arizete, madre e nonna dentro una famiglia numerosa, Augusta trova nelle relazioni umane consolazione al suo dolore e al suo lutto: un bambino perduto, un marito dileguato, una vita disfatta. Ma l’afflizione di una nuova amica la persuade a riprendere il viaggio e il fiume. Sbarcata su un’isola si esclude dal mondo e dagli uomini, sprofondando nei silenzi interiori e nei suoni ancestrali della natura.

Benvenuto Presidente! di Riccado Milani
Peppino è un bibliotecario col vizio delle storie e della pesca alla trota. Onesto e genuino, vive in un piccolo paese di montagna sognando un futuro migliore per il suo unico figlio, venditore rampante di un articolo sportivo. A Roma intanto destra, sinistra e centro discutono le sorti del paese e l’identità del nuovo presidente della Repubblica. A sorpresa e per provocazione viene eletto Giuseppe Garibaldi. Generale, patriota e condottiero italiano naturalmente defunto il cui nome e cognome è stato però ereditato da almeno cinque italiani. Peppino si fregia di quel nome e dell’età giusta per ricoprire la carica di presidente. Eletto suo malgrado, viene prelevato dalle sponde del fiume e condotto a Roma. Pescatore di trote e di sogni, viene risolutamente invitato a rinunciare al mandato. Ma al momento di pronunciare il discorso alla Camera, Peppino Garibaldi avverte l’opportunità di fare qualcosa e di cambiare finalmente il suo Paese. Rifiutate le dimissioni e con l’aiuto di un’avvenente vice segretario ricomincerà dagli italiani.

Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini

La vita del Cristo secondo uno dei tre evangelisti sinottici da cui, però, sono stati espunti tutti i passi escatologici e la maggior parte dei miracoli. È un film laico, rivolto a mettere in luce l’umanità più che la divinità di un Gesù severo, pugnace, medievale, carico di tristezza e di solitudine. Quando il regista riesce a far coincidere il testo di Matteo con l’autobiografia, la passione con l’ideologia, è il film di un poeta. In senso teologico, è un vangelo senza speranza. Con il suo sincretismo formale, i riferimenti pittorici, la scabra luminosità, il richiamo a un Terzo Mondo che non è più solo preistoria, raggiunge una forte tonalità epica e religiosa. Dedicato “alla cara, lieta e familiare memoria di Giovanni XXIII”. Premio speciale della giuria e altri 3 collaterali, tra cui quello dell’OCIC (cattolico) a Venezia; 3 Nastri d’argento 1965 (regia, fotografia, costumi). Insulti beceri di neofascisti e cattolici in camicia nera. Fotografia: Tonino Delli Colli. Scene: Luigi Scaccianoce. Costumi: Danilo Donati. Il catalano Irazoqui doppiato da E.M. Salerno.

Tutti contro tutti di Rolando Ravello

Agostino è il padre orgoglioso di Andrea, che celebra la sua prima comunione circondato dall’affetto della sua famiglia. Di ritorno dalla chiesa, Agostino scopre che il suo appartamento è stato occupato e la serratura sostituita. Con la moglie Anna, il nonno Rocco e il cognato Sergio provano a reagire e a trattare civilmente con gli occupanti. Esaurite quasi subito le buone maniere, Agostino e famiglia occupano a loro volta il pianerottolo decisi a riprendersi appartamento e serenità. La loro ostinazione avvia un’animosa schermaglia che coinvolgerà l’intero e multietnico condominio. Tra ostilità e solidarietà, Agostino rivendicherà a gran voce il suo diritto e quello dei suoi cari a una casa. Quella casa al settimo piano di un palazzo popolare.

Rolando Ravello, apprezzato attore italiano, debutta alla regia e dirige una commedia sociale che chiama in causa uno spettatore sempre più distratto e si propone la mira alta e coraggiosa di trattare un disagio sociale. La focalizzazione narrativa è affidata allo stesso Ravello, il cui obiettivo è recuperare l’appartamento occupato abusivamente da terzi, infilatisi durante la sua assenza. L’emergenza abitativa è sfondo e fattore scatenante di una storia che si muove in uno spazio popolare e dentro un tempo allegretto. Accompagnato da una musica ribadita e un ‘coro’ in panchina, che ‘commenta’ e indirizza le sue vicende, il protagonista è come il celebre padre desichiano alle prese con un ‘furto’. ‘Mediano’ tenace e cocciuto, non si rassegna a farsi mettere da parte dalla vita e da un manipolo di occupanti, a cui si appella accorgendosi molto presto di condividere la medesima disperazione e di subire la medesima ingiustizia. Col sorriso, Ravello informa lo spettatore sul diritto all’abitare sancito dalla nostra Costituzione, denunciando il degrado della politica cittadina, distratta e ‘impegnata’ in spartizioni e opere monumentali che collassano finanziariamente i comuni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.