Le Stagioni e le mezze agli Incontri Asolani

Proseguono gli Incontri Asolani e i dialoghi inediti a San Gottardo. Dopo aver intrecciato le voci dei sax del Signum e quella del violoncello di Brunello, dopo l’intenso dialogo poetico tra Shakepseare, Buttafuoco e il pianoforte di Carusi, ecco che il Festival Internazionale di Musica da Camera di Asolo Musica propone un colloquio tra il barocco e il jazz, con il violino di Sonig Tchakerian, il sax di Pietro Tonolo e l’Orchestra di Padova e del Veneto.

L’appuntamento è per venerdì 5 settembre (ore 20,45) nella cornice rinnovata e più suggestiva che mai dell’asolana chiesa di San Gottardo, dove il cartellone annuncia “Le stagioni e le mezze”, programma durante il quale l’esecuzione delle Quattro Stagioni di Vivaldi saranno intervallate dalle “Mezze stagioni” scritte ed interpretate da Pietro Tonolo al sax. Dando vita ad un continuum tra barocco e jazz che farà gustare al meglio la libertà inventiva che anima due ambienti musicali forse non così lontani…

E’ lo stesso Pietro Tonolo, sassofonista jazz tra i più attivi ed apprezzati del panorama europeo, a spiegare che “Da Vivaldi al jazz il salto può sembrare un po’ spericolato ma, credetemi, non lo è affatto. Parola di jazzista che è stato anche violinista e che il barocco lo ha studiato e suonato, prima che l’ amore per il sax diventasse unico e totalizzante.?Così quando Sonig, con la quale collaboro da qualche tempo, mi ha chiesto di pensare a come potermi inserire in qualche modo nell’esecuzione delle Quattro Stagioni, non ho avvertito timore reverenziale per la celeberrima partitura, ne’ ho sentito qualche imbarazzo creativo. Ho, invece, pensato quasi subito a dei brevi interludi che collegano i quattro movimenti del capolavoro vivaldiano il cui titolo, a quel punto, era quasi inevitabile…?Ho così composto, in tempi relativamente brevi, “Le mezze stagioni”, che ho scritto “di getto” anche grazie ai miei ormai antichi legami con il barocco e alla conoscenza della partitura di Vivaldi. La naturalezza con cui queste tre pagine sono nate (anche se non sono solo tre, ma non voglio anticiparvi nulla di più!), è l’ennesima testimonianza dell’affinità tra l’improvvisazione jazzistica e la grande libertà formale ed esecutiva della musica del XVI-XVII secolo. Vicinanza sicuramente maggiore di quella possibile tra il jazz e la produzione musicale dell’Ottocento e del Novecento, dal momento che questa stabilisce prassi esecutive molto più codificate, che non lasciano spazio all’improvvisazione. Ho trovato, quindi, una chiave possibile per questi interludi, ciascuno dei quali nasce da elementi musicali presenti nel brano vivaldiano che li precede ma senza alcun intento filologico, anche perché non sarebbe possibile parlare di filologia dal momento che suono uno strumento nato oltre un secolo dopo la morte di Vivaldi…?Ritengo, insomma, di aver rispettato il capolavoro inserendo nuova linfa tra i suoi movimenti che, ricordo, originariamente erano preceduti da sonetti che descrivono i cambiamenti stagionali e le conseguenti azioni di uomini e animali. Nei miei interludi, invece, ci sono brevi ritratti di momenti e di sensazioni caratteristiche anch’esse alle stagioni che vanno a “legare” tra loro.?Ciascun interludio dura circa quattro minuti, quindi la loro esecuzione non allunga esageratamente l’ascolto di un concerto che non può essere diviso in due parti proprio per la sua continuità”.
Sarà, quindi, un’altra serata “tutta d’un fiato”, il terzo appuntamento di questo Festival iniziato sotto la migliore luce, grazie anche alla folta partecipazione di pubblico che premia la programmazione varia e curiosa che da sempre gli “Incontri Asolani” propongono.

Biglietti: euro 25 – ridotti euro 19. Info e prenotazioni: Asolo Musica – www.asolomusica.com – tel. 0423-950150

Sonig Tchakerian, violinista di origine armena, ha imparato a imporsi con l’archetto e con l’esistenza sotto la guida del padre e ha potuto godere di grandi maestri diversissimi come Guglielmo, Accardo e Milstein. Ha creato esperienze intense e coraggiose alle Settimane Musicali al Teatro Olimpico, dove è responsabile artistico dei progetti di musica da camera, e ha il crisma della classicità ufficiale

insegnando violino nell’ambito dei corsi di perfezionamento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia in Roma.

La sua discografia comprende l’integrale delle Sonate e Partite per violino solo di J. S. Bach (Decca 2013), le Sonate 0p. 23, 24 e 47 “Kreutzer” di Beethoven, inserite da Deutsche Grammophon nella Beethoven Collection (2010), il Concerto di Barber e la Serenata di Bernstein (Amadeus, 2006), l’integrale dei concerti di Haydn (Arts, 2001), il Concerto n. 5 di Vieuxtemps e il Rondò capriccioso di Saint-Saëns (Audiophile Sound, 1997), l’integrale per violino e pianoforte di Ravel (AS disc, 1991), l’integrale dei trii di Beethoven, Schumann e Schubert con il Trio Italiano. È

tra i pochi violinisti ad eseguire dal vivo l’integrale dei Capricci di Paganini, registrati anche in cd nel 2003 per Arts.

Dopo I premi al Paganini di Genova, all’ARD di Monaco di Baviera, al Gui di Firenze, molti i recital di musica da camera e i concerti con prestigiose orchestre quali la Royal Philharmonic di Londra, la Bayerischer Rundfunk di Monaco, la Verdi di Milano, le orchestre del San Carlo di Napoli e dell’Arena di Verona, I Solisti Veneti, l’Orchestra di Padova e del Veneto, e direttori quali P. Bellugi, R. Chailly, D. Gatti, A. Janigro, D. Oren, C. Scimone, E. Tchakarov.

Scritte per lei composizioni di Ambrosini , Mosca, Campogrande, Boccadoro, Dall’Ongaro. Luis Bacalov le ha recentemente dedicato una sua versione per violino e archi delle Stagioni di Piazzolla.

Hanno scritto di lei: l’interprete che “ha il fascino soggiogante, il carismatico rigore morale e la potente bellezza d’una capacità tutta sua d’affondare il fraseggio” (Lorenzo Arruga), “violinista che all’esibizione virtuosistica aggiunge l’anima” (Giorgio Vitali`), che “possesses an alluring cantabile which works wonders” (Julian Haylock), che con “la cavata imperiosa e misurata” tiene testa a Martha Argerich “scolpendo la Sonata di Schumann come un capolavoro romantico sofferto e commovente” (Cesare Galla), che ”trasmette sentimento, inzuppando il timbro in un bicchiere colmo di stati emotivi”(Andrea Bedetti), che con un “suono vivo…nella doppia veste di solista e direttore, non si risparmia nella ricerca di colpi d’arco particolari” (Enrico Girardi).

Vive un’inquieta voglia di cercare oltre ed esplorare esperienze nuove. E così un’ avventura oltre il confine del jazz con la realizzazione di un nuovo cd Decca dedicato alle Stagioni di Vivaldi in uscita a breve; una performance di Bach a confronto con le sacre pagine di Anselmo d’Aosta; un viaggio di concerti e incontri alla riscoperta delle origini armene. Radici e futuro, per lei due realtà da non tradire.

Pietro Tonolo inizia a suonare jazz professionalmente nel 1976, insieme al fratello Marcello Tonolo, pianista, abbandonando l’attività già intrapresa come violinista classico. In quel periodo si trasferisce a Milano dove collabora con alcuni tra i migliori jazzisti italiani fra cui Franco D’Andrea, Luigi Bonafede, Gianni Cazzola, Larry Nocella, Massimo Urbani.

Da allora si è esibito in jazz club, piazze e teatri e ha partecipato a trasmissioni radiotelevisive in tutta Europa e negli Stati Uniti, sia come leader di propri gruppi che come sideman.

Dall’81 all’86 fa spesso parte del gruppo di Enrico Rava. Fra il 1982 e il 1987, suona con la Gil Evans Orchestra in un tour europeo e allo Sweet Basil di New York, a fianco di musicisti come Steve Lacy, Lew Soloff, Butch Morris e Ray Anderson. Tra il 1986 e il 1990 ha un intenso sodalizio artistico con la pianista romana Rita Marcotulli, in duo o in quartetto con Enzo Pietropaoli e Roberto Gatto. Dal 1999 al 2004 fa parte della Electric Bebop Band di Paul Motian, con la quale incide due album e partecipa a quattro tour internazionali.

Ha collaborato con Kenny Clarke, Roswell Rudd, Sal Nistico, Chet Baker, Lee Konitz, John Surman, George Lewis, Barry Altschul, Giovanni Tommaso, Danilo Rea, Joe Chambers, Flavio Boltro, Aldo Romano, Kenny Wheeler, Tony Oxley, Eliot Zigmund, Steve Swallow, Miroslav Vitous e Henri Texier (con cui ha suonato in Francia, Italia, Messico, Cuba, Egitto, Siria).

Ha lavorato con numerosi gruppi di musica contemporanea, tra cui Ex Novo Ensemble di Claudio Ambrosini, Laboratorio Novamusica di Giovanni Mancuso, Next Time Ensemble di Danilo Grassi e il gruppo milanese Sentieri Selvaggi.

E’ stato docente di Jazz in vari conservatori italiani (attualmente a Vicenza), insegna ai seminari internazionali di Siena Jazz

Oltre alle musiche originali dei suoi album, ha composto e arrangiato per la big band Keptorchestra e per il quartetto di sassofoni Arundo Donax.

Biglietti: interi 25 euro, ridotti 19 euro

Sosta gratuita presso il parcheggio comunale “Cipressina”

(a 200 metri dalla chiesa di San Gottardo)

Info: Asolo Musica, tel. 0423.950150

www.asolomusica.com

Ufficio stampa:

Marina Grasso

Via Giorgione, 2 – 31100 Treviso (I)
Tel. +39.0422.579712 – Cell. +39.335.8223010

marina@marinagrasso.com

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