Fabrizio Meloni e Ars Trio di Roma agli Incontri Asolani

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Un nuovo concerto, un nuovo Incontro. E la maiuscola non serve solo a evocare il titolo della rassegna, ma a indicare che si tratta di un incontro speciale. E’ quello tra il clarinettista Fabrizio Meloni e l’Ars Trio di Roma, protagonisti del penultimo appuntamento con il 36mo Festival Internazionale di Musica da Camera “Incontri Asolani”, la rassegna fiore all’occhiello dell’intensa attività di Asolo Musica.

Un Incontro che si proporrà al pubblico giovedì 18 settembre (ore 20,45) nella suggestiva chiesa di San Gottardo, quando il primo clarinetto – da oltre vent’anni – del Teatro e della Filarmonica della Scala incontrerà una delle formazioni cameristiche italiane più apprezzate, l’Ars Trio di Roma (Marco Fiorentini, violino; Valeriano Taddeo, violoncello e Laura Pietrocini, pianoforte) per dare vita ad una delle partiture più straordinarie del Novecento: il Quartour pour la fin du Temps di Olivier Messiaen.

”Concepito e scritto durante la mia prigionia, il Quatuor pour la fin du Temps ebbe la sua prima esecuzione nello Stalag VIII A, il 15 gennaio 1941. Questo accadeva a Görlitz, in Slesia, con un freddo atroce. Lo Stalag era sepolto sotto la neve. Eravamo trentamila prigionieri (francesi per la maggior parte, con qualche polacco e belga). Suonavamo su strumenti di fortuna: il violoncello di Etienne Pasquier aveva solamente tre corde, i tasti del mio pianoforte verticale si abbassavano e non si rialzavano… Mi avevano affibbiato un vestito verde completamente stracciato e ai piedi calzavo zoccoli di legno. Il pubblico comprendeva persone di ogni ceto sociale: sacerdoti, medici, piccolo borghesi, militari di carriera, operai, contadini…”. Con queste parole, tratte da Hommage à Olivier Messiaen (1978), è lo stesso compositore a raccontarci le condizioni in cui si svolse l’anomala prima di quella che è una delle sue poche composizioni cameristico-strumentali. “Nei momenti di totale abiezione – scrive Messiaen sul riferimento alla fine del tempo – tornano le idee forti che danno senso alla vita: il testo di Giovanni riassume ed esprime tutto ciò che io spero, ciò che ho amato e che continuo ad amare”. Una riflessione intensa, da collocarsi nella tragicità dei giorni in cui il Quatour fu scritto. Trentenne, con addosso l’uniforme dell’esercito francese, il compositore fu catturato durante un’offensiva tedesca e imprigionato in quei campi dove imperavano la desolazione e l’annientamento della dignità umana. Del quale, però, la responsabilità era stata affidata ad un ufficiale nazista fervente appassionato di musica. Venuto a sapere delle competenze di Messiaen, come di altri tre prigionieri musicisti, permise loro di organizzare un concerto.

A quel punto del suo percorso artistico, Messiaen aveva sviluppato e maturato una profonda convinzione relativa all’insufficienza del tempo musicale classicamente inteso. Cercava una musica che esprimesse le vette del sentimento umano (in particolare quello religioso) e riteneva che la tradizionale struttura ingabbiata in battute ed organizzata per accenti fissi a seconda del metro notato fosse decisamente insufficiente. “La mia prima preoccupazione consisteva nell’abolizione del tempo stesso, qualcosa di infinitamente misterioso ed incomprensibile alla maggior parte dei filosofi, da Platone a Bergson.” (Goléa Antoine, Rencontres avec Olivier Messiaen, 1960).

“L’arte di Olivier Messiaen – spiega Meloni – ha nella natura, nei canti degli uccelli e nella profonda fede nella religione cattolica le cifre distintive; egli stesso si definiva “mousicien théologique, mousicien de la couleur, rythmicien et ornithologue”. Ornitologo eminente Messiaen lo era davvero: verso la fine della sua vita era capace di riconoscere dal loro canto molte centinaia di uccelli di Francia, d’Europa e del mondo intero. E’ un aspetto cui, come clarinettista, sono molto legato perché è il mio strumento chiamato, qui, ad interpretare, da solo, “L’abisso degli uccelli”, nel quale il canto del clarinetto diventa un urlo gioioso contro le tristezze del tempo, in una pagina di una bellezza capace di togliere il respiro. E non solo perché di difficile esecuzione, ma perché di intensa, intensissima prospettiva interpretativa”.

Il “Quartour” è un’opera che Meloni ha eseguito molte volte “e che ogni volta regala emozioni e riflessioni sempre nuove…” – sottolinea il clarinettista. “Intonarla tra le volte di San Gottardo sarà sicuramente ancora più emozionante, perché conosco bene l’incantevole chiesa medievale dove già più volte ho suonato, e dove l’esclusiva atmosfera, la vicinanza con il pubblico e consapevolezza di essere su un palcoscenico così unico, rendono ogni concerto un’esperienza unica. Oltretutto, avrò dei “compagni di viaggio” davvero eccezionali, come i raffinati musicisti dell’Ars Trio di Roma, che hanno anche pensato di far seguire a questo brano così intenso il Trio in Mi minore, Op.67, n.2di Dmitri Šostakovi?, una delle più originali, informali ed intense pagine del compositore russo, rafforzando quindi il tono elegiaco di questo programma, dal quale mi auguro il pubblico si lascerà coinvolgere appassionatamente proprio come noi siamo entusiasti di farci coinvolgere.

Anche per l’Ars Trio di Roma tornare ad Asolo è particolarmente significativo, come ricorda il violinista Fiorentini: “Ne è passato, di tempo, da quando arrivammo agli Incontri Asolani da neovincitori del Concorso Internazionale “Premio Trio di Trieste”… Era il 2001, Ars Duo si era appena “allargato” per diventare Ars Trio e si apriva per noi un lungo periodo di successi e di esaltanti esperienze, che fortunatamente continua ancora. Abbiamo degli straordinari ricordi di quella serata a San Gottardo, che siamo felici di rinverdire con questo nuovo appuntamento con il pubblico asolano, anche perché lo affrontiamo con un amico e collega di straordinaria caratura. E quanto una formazione come la nostra incontra un clarinettista della caratura di Meloni, non può non pensare ad eseguire insieme questa incredibile opera di Messiaen”.

Biglietti: euro 25 – ridotti euro 19. Info e prenotazioni: Asolo Musica – www.asolomusica.com – tel. 0423-950150

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