Alchimia di Jackson Pollock. Viaggio all’interno della materia a Venezia

Alchimia di Jackson Pollock

Dopo oltre un anno di assenza, torna alla Collezione Peggy Guggenheim Alchemy, uno dei dipinti simbolo del museo e della pittura astratta del Novecento. L’opera di Pollock è stata sottoposta ad una lunga serie di indagini presso l’Opificio delle Pietre Dure di Firenze a cui hanno collaborato ben undici istituti scientifici italiani impegnati nel campo della conservazione dei beni culturali.

I risultati straordinari verranno presentati in un allestimento multimediale e interattivo che offrirà al pubblico un viaggio affascinante all’interno della materia di Alchemy. Sarà l’occasione per vedere l’esplosione dei colori originali riemersi dopo il lungo intervento di pulitura.

Alchimia è uno dei primi dipinti realizzati con la tecnica rivoluzionaria del ”dripping” (sgocciolamento), che rappresenta il più significativo contributo di Jackson Pollock all’arte del XX secolo. Dopo una lunga riflessione davanti alla tela intatta Pollock usa tutto il suo corpo come strumento nel processo di realizzazione della pittura, che può essere descritto come un disegnare con vernice. Versando da un contenitore sulla tela pittura commerciale con l’aiuto di bastone, Pollock rende sorpassate le convenzioni e gli strumenti della pittura tradizionale da cavalletto. Le nozioni surrealiste sulla casualità e sull’automatismo trovano piena espressione nei classici dipinti sgocciolati, in cui la linea non serve più per descrivere figure o contenere forme, ma esiste come evento autonomo che riproduce sulla i tela i movimenti del corpo dell’artista. La linea si assottiglia o si ispessisce, acquista velocità o scorre lentamente, e la sua apparenza si modifica a seconda della casualità con cui il materiale si dispone, sgocciolando, formando delle pozze o delle bolle.

Se si osserva quest’opera a distanza, le grandi dimensioni e l’equilibrio di forze fanno sì che il dipinto sia vissuto come ambiente. La superficie irregolare è come un muro su cui sono tracciati segni primitivi, realizzati spremendo direttamente dal tubetto il colore bianco. Spesso si sono tentate interpretazioni di questi segni, basandosi sul titolo, che però è stato dato da Ralph Manheim e da sua moglie, vicini di Pollock a East Hampton.

Dal 14 Febbraio 2015 al 6 Aprile 2015

Venezia

Luogo: Collezione Peggy Guggenheim

Telefono per informazioni: +39 041.2405.411

E-Mail info: info@guggenheim-venice.it

Sito ufficiale: http://www.guggenheim-venice.it

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