Mostra “6 Scultori dalla Mitteleuropa” a Pordenone

Mostra "6 Scultori dalla Mitteleuropa" a Pordenone

Da più di venti anni, ormai, “la roggia” ha adottato la linea di difondere in Europa la cultura visiva
del territorio friulano e di portare a Pordenone e nel Friuli le esperienze più importanti ed avanzate
della cultura europea. La parte più notevole dell’attività è stata diretta, quasi di necessità, ai Paesi geografcamente più vicini e, in particolare, a quelli immediatamente confnanti; ma molto lavoro è stato svolto verso la Spagna, culturalmente forse più vicina allo spirito italiano e, in anni più recenti a Paesi un po’ meno vicini ma comunque collocati in un’area Mitteleuropea a cui da sempre il nord est dell’Italia è stato legato.

Le recenti iniziative dirette alla Slovenia, all’Ungheria e alla Polonia hanno fatto crescere una tensione mitteleuropea che già era vivace; e l’idea di celebrare la piattaforma di una cultura dell’Europa Centrale ha preso corpo in varie mostre che si sono realizzate, itineranti in questi paesi.
L’approccio con la scultura è nato quasi come una sfda, considerate le inevitabili difcoltà che la
scultura propone nell’organizzazione di manifestazioni in cui i trasporti siano fondamentali e spesso
non semplici da realizzare.

Ma una lunghissima tradizione di mostre organizzate nella sede di Pordenone, anche con scultori
provenienti da Paesi spesso assai lontani, ha sollecitato l’interesse a questo tentativo che si avvale,
per l’appunto, nella maggior parte dei casi di autori che con “la roggia” hanno avuto almeno
un’occasione di incontro e di collaborazione.

Il discorso – naturalmente – vale soprattutto per l’italiano Carlo Marzuttini, che ha collaborato con
“la roggia” sin dalla fne degli anni Ottanta; ma vale anche per il croato ?anino Boži? che da più di
dieci anni è presente con “la roggia” in Italia e all’estero; il polacco Robert Puczynski ha partecipato
ad una collettiva e tenuto una personale nell’ambito dei rapporti di collaborazione e scambio con
quel Paese; lo sloveno Marian Mirt ha tenuto una personale per le attività di scambio con Maribor
mentre l’ungherese Elisabeth Ledersberger-Lehoczky è stata invitata per una collettiva; solo
l’austriaco Hans-Peter Profunser si incontra per la prima volta con “la roggia” per percorsi umani
diversi.

Una rassegna così composita è, inevitabilmente, disomogenea, sia sul piano dei linguaggi che su
quello dei contenuti; ma sono proprio la varietà e le diversità a costituire l’elemento di maggiore f
ascino, visto che consentono di rifettere su convergenze e diferenze tra artisti spesso così vicini e,
allo stesso tempo, così lontani tra di loro.

La quasi rigorosa adesione ai “canoni” della scultura è il dato signifcativo del lavoro di Profunser e
di Ledersberger-Lehoczky che usano materiali indissolubilmente legati alla storia della scultura
(legno e pietra, per lo più) per realizzare forme composte di classica bellezza, poco concedendo
alle “elaborazioni” in chiave contemporanea (geometrismo, ad esempio); Boži? e Puczynski, pur
partendo da principi simili, “trasgrediscono” nell’uso dei materiali “nuovi” (dall’acciaio al cartone
o alla plastica) ma soprattutto elaborano i contenuti verso una rarefazione dell’idea dell’oggetto
per una resa geometricamente libera.

Mirt realizza forme rigorosamente classiche, anche se “reinventate” attraverso lezioni moderne; e
vi aggiunge di uso un materiale “povero” che disloca le composizioni in un’atmosfera ancora più
surreale. Marzuttini parte decisamente da un’intenzione “neopoveristica” della scultura, con un occhio ai
grandi maestri di questa linea di ricerca, ma poi rielaborandola in termini personali assolutamente
originali.

L’intenzione di questa mostra era di sottolineare la vivacità della scultura in un territorio ampio e
storicamente assai vivo come può essere la Mitteleuropa; ma anche, al tempo stesso, segnare
l’evoluzione recente del linguaggio della scultura; segnalare la vicinanza ideale tra autori (e popoli)
diversi – talvolta storicamente ostili – e le diferenze che continuano comunque a pesare, per una
tradizione diversa, per un diferente ambiente di vita e di cultura, per una variegata diversità di
approccio alla ricerca. E, a conti fatti, l’operazione è riuscita, anche se non vuole rappresentare una “summa” della realtà ma solo un documento dell’esistente.

Enzo di Grazia

Pordenone – dal 21 marzo al 28 maggio 2015
6 Scultori dalla Mitteleuropa

LA ROGGIA
Viale Trieste 19 (33170)
+39 0434552174 , +39 0434552174 (fax), +39 3388894652
laroggia@tin.it
www.laroggiapn.it

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