Luigi Boille, il catalogo della mostra pordenonese va a Roma…

Luigi Boille - Il segno infinito

Verrà presentato ufficialmente martedì 14 giugno alle 17.30 alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma il catalogo realizzato per la mostra “Ligi Boille. Il Segno infinito” affidato alle cure di Silvia Pegoraro, che propone, insieme alle riflessioni critiche della curatrice, importanti interventi di Tullio De Mauro, Antonio Carnevale, Lea Mattarella e Angelo Bertani.

Pordenone ha dato i natali all’artista nel 1926 e lo sta facendo rinascere a un anno dalla sua scomparsa all’interesse del pubblico e della critica nazionali grazie all’ampia e curatissima retrospettiva in corso alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea Armando Pizzinato fino al 2 ottobre. Una celebrazione fatta propria da Cristiana Collu, che dirige l’importante istituzione nazionale romana e che ha voluto la presentazione del catalogo alla Gnam. “Un appuntamento – sottolinea l’Assessore alla Cultura Claudio Cattaruzza – dal forte valore simbolico, sia perché la Gnam, è la più importante istituzione per l’arte moderna a livello nazionale, sia perché Roma è la città dove Boille si è diplomato e ha vissuto dopo gli anni di Parigi, da protagonista di una lunga, importate stagione dell’arte”.

La mostra pordenonese prende infatti avvio e trova conclusione idealmente proprio a Roma. Vi sono riunite opere che scandiscano le tappe del percorso creativo dal ’49, anno in cui l’artista si diplomò all’Accademia romana di Belle Arti, fino alla più recente fase espressiva, conclusasi solo a pochi giorni dalla morte dell’artista, e che ben rappresentano le variazioni stilistiche del lavoro del maestro, nell’ambito della sua ricerca sempre serrata e rigorosa, sia pure sempre aperta alle infinite suggestioni dell’immaginario. Una ricerca che si caratterizza per l’evoluzione verso una sintesi sempre più perfetta tra segno, gesto e colore, tra pensiero ed emozionalità. Già nel ’53 a Parigi, dove si trasferì dopo la laurea in architettura, la sua pittura rivelava una matura e originale assimilazione dell’Informale, cosa che lo avvicinò al gruppo della Jeune École de Paris, con cui espose in numerose collettive. Il grande critico francese Michel Tapié, lo inserì nella sue ricerche sull’“Art autre”, cogliendo nella sua pittura “elementi barocchi”, anche se nel lavoro di Boille il dinamismo e l’“irrazionalismo” riconducibile al barocco saranno sempre equilibrati da un senso “classico” di misura e di rigore formale. Nel 1964 Luigi Boille rappresentò l’Italia insieme a Capogrossi, Castellani e Fontana alla Guggenheim International Award di New York Nel ’65, tornato temporaneamente in Italia, a Roma partecipa alla Quadriennale, e l’anno dopo è invitato alla Biennale di Venezia. Si è spento a Roma, il 20 aprile 2015.

Clelia Delponte

Ufficio Cultura Comune di Pordenone

0434/392924 347/0349679

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