Il concerto aperitivo dell’Estate in Città

Concerto

Il concerto aperitivo dell’Estate in Città a cura del Conservatorio Tomadini di domenica 24 luglio alle 11 nel Convento di San Francesco è dedicato ad Antonio Salieri e vede protagonisti il basso Massimiliano Svab, il baritono Valentino Pase, le soprano Laura Ulloa, Lidiia Fridman Silvia Bassi e Delia Stabile (allievi e allieve della Scuola di Canto del prof. Domenico Balzani), Caterina De Biaggio al pianoforte, regia di Vittoria Lai con l’assistenza di Elena Marcelli.

Saranno loro a mettere in scena Prima la musica e poi le parole divertimento teatrale su testo di Giovanni Battista Casti che fu rappresentato il 7 febbraio del 1786 al castello di Schönbrunn – assieme allo Singspiel Der Schauspieldirektor (L’impresario teatrale), di Wolfgang Amadeus Mozart – per gli illustri ospiti dell’imperatore Giuseppe II: Maria Cristina d’Asburgo, il marito di lei nonché governatore dei Paesi Bassi Alberto di Sachsen-Teschen, il principe polacco Stanislao Poniatowsky. Il meglio della musica teatrale viennese dell’epoca, con un tema comune: la parodia del mondo dell’opera. Prima la musica e poi le parole si sviluppa, all’italiana, in una sequenza di gustosi recitativi e arie, e si inscrive nella lunga tradizione dell’opera metateatrale in cui il teatro musicale si specchia in se stesso. Stavolta il Poeta deve mettere su in gran fretta una storia che stia in piedi su musica già confezionata dal disinvolto Compositore, che non ci vede proprio niente di male a riciclare musiche già scritte, e poi tutti e due devono mettere pace fra le due primedonne, Eleonora la tragica e Tonina la comica estrosa a suo agio anche nel nuovo teatro sentimentale e larmoyant. Ma per fortuna e contro le previsioni, le due donne si affiatano dopo essersi beccate appena un po’, e, in definitiva, nell’invenzione del Poeta e del Compositore, la tragica sarà distolta dal fatale gesto che si accinge a compiere dalla servetta, con la sua Weltanschauung antieroica.

Intanto durante le prove si sviluppano, strizzando l’occhio ai connaisseurs, gustosi riferimenti al repertorio dell’epoca, ad alcune situazioni fisse, dalla scena d’ombra alla scena di pazzia, e in particolare è citata e parodiata un’opera seria che aveva appena avuto un notevole successo a Vienna e non solo, il Giulio Sabino di Giuseppe Sarti, il maestro di Luigi Cherubini. A Salieri, probabilmente, sarebbe piaciuto passare alla storia della musica come un grande post-gluckiano capace di ripanneggiare in stile moderno le nobili vesti dell’opera seria e della tragédie lyrique, e in parte ci riuscì, ad esempio con l’Europa riconosciuta, che inaugurò la Scala nel 1778, e con il suo trionfo francese, Les Danaïdes (Parigi 1784). Ma in questo lavoro si intuisce che l’altro Salieri, il Salieri comico, non ha meno chance, anzi. Tant’è vero che oggi il suo capolavoro è ritenuto il tardo e delizioso Falstaff (Vienna 1799), prima opera in italiano ispirata a Shakespeare, battistrada del capolavoro verdiano, lavoro a lungo amato dai viennesi, la cui pagina più famosa, il duetto Alice-Meg «La stessa, la stessissima», riecheggerà in un ciclo di variazioni pianistiche beethoveniane. Ingresso libero

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