ESTATEPN sabato 26 agosto, canoe, winx , mostra la città dipinta, Music in village

Proseguono sabato 26 agosto le lezioni di canoa con discesa lungo il Noncello. Partendo dal molo Marcolin sono previste quattro escursioni alle 9 alle 11, alle 14 e alle 16 e durano circa due ore, già tutte prenotate.

Dal momento in cui è stato annunciato questo ennesimo progetto di valenza ambientale, naturalistica e anche turistica, peraltro sulla scorta del successo delle precedenti edizioni – chiosa l’assessora all’ambiente Stefania Boltin – le prenotazioni delle lezioni si sono esaurite in poco tempo. Abbiamo dato risposta a una richiesta e a un’iniziativa attesa a cui hanno aderito con entusiasmo appassionati e curiosi del proprio territorio, in particolare di quello come l’ambiente fluviale della città, che non si rivela agevolmente né si scopre facilmente. Le discese in canoa sul Noncello sono il frutto della collaborazione tra Comune di Pordenone, Polisportiva Montereale, Canoa Club Naonis e il campione olimpionico Daniele Molmenti.

Per la gioia di bambini e bambine sabato 26 e domenica 27 agosto fa tappa a Pordenone nell’Estate in Città il Winx Summer tour. Le fate più amate della televisione riempiranno di magia e divertimento piazza XX Settembre con un ricco programma realizzato grazie all’Associazione Sviluppo e Territorio, il Comune di Pordenone, Confcommercio-Ascom Imprese per l’Italia Pordenone, Banca Popolare di Cividale, DAP Distributori, Palazzetti, Dolfo e Cantondue. Le attività inizieranno sabato pomeriggio alle 15.00 con giochi e laboratori creativi (decorazione di ali magiche, creazione di bracciali, collane e coroncine).
Alle 16.00 una Caccia al Tesoro condurrà bambini e bambine a scoprire diversi scorci del centro storico. Incontrare la propria fata preferita e avere un gadget in regalo sarà semplicissimo non solo in piazza XX Settembre ma anche nei negozi e locali del centro: sabato alle 18.00 in Corso Garibaldi da Calzedonia e in Corso Vittorio Emanuele II da Fioretti-Mississippi, alle 18.30 al Caffè Della Piazza e Al Mio Gelato in piazza XX Settembre. Dalle 20 alle 21 ci si preparerà alla festa con trucco da fata, tatoo glitter, Magic hairstyle e con la creazione bacchette fatate. Sabato sera dalle 21.30 sempre in piazza XX Settembre prenderà il via lo show, il musical dello Winx Club “Winx Show Racconto Magico”. Al termine dello spettacolo, foto e autografi con le Winx e saluti magici La festa continuerà anche domenica 27 agosto dal mattino con giochi che trasformeranno la piazza in una scuola di magia e laboratori creativi per realizzare dolcetti e abiti per le proprie bambole. Inoltre chi vorrà, potrà fare colazione con le fate alle 10.00 Alla Bottega del Caffè, alla Pecora Nera e alle 10.30 al Bianco e Rosso. Alle 17.30 Winx Club Party Time e Aperiwinx. L’ingresso all’evento e tutte le attività sono gratuite, per ritirare il gadget è sufficiente inviare una mail a info@leftloop.com con oggetto “Tecna”.

Un racconto con immagini e parole per descrivere i due corsi storici di Pordenone, che sono stati e sono tutt’ora il fulcro identitario della città. Le immagini sono disegnate a mano, a china e acquerello, palazzo per palazzo, dall’architetto veneziano Pierfranco Fabris, le parole sono quelle dello studioso Fulvio Comin, che di 56 palazzi ricostruisce i tratti storici salienti. Questa è Pordenone La Città Dipinta, una mostra che racconta tramite pannelli esplicativi e una selezione dei disegni originali i 1964 metri del lato destro e del lato sinistro di quello che possiamo definire il Canal Grande di Pordenone: una affascinante ed emozionante passeggiata virtuale nella storia.

“Una mostra – afferma il sindaco Alessandro Ciriani – che va al cuore della storia cittadina, senza dimenticare i tempi più recenti, con l’omaggio alle 100 famiglie che con le loro storiche attività commerciali sono state (e in alcuni casi continuano a esserlo) punto di riferimento della comunità pordenonese, rendendo vivo e vivace il centro storico”.

Nel Cinquecento la città sul Noncello così appariva a Marin Sanudo: «Pordenon è bellissimo, pieno di caxe, con una strada molto longa, si entra per una porta e si ensse per l’altra; va in longo». “La fascinazione delle architetture e delle facciate dipinte, che fanno di Pordenone una urbs picta – sottolinea l’assessore alla cultura Pietro Tropeano – continua ancora oggi e ci spinge ad alzare lo sguardo per ammirare architetture, affreschi e decori dei palazzi che si affacciano sui due corsi cittadini. “Una fatica” che l’allestimento della mostra ad altezza d’uomo ci risparmia, consentendoci così sia di ammirare i preziosi dettagli, che godere della visione d’insieme”.

Organizzata da Comune di Pordenone e Biblioteca dell’Immagine, in collaborazione con Camera di Commercio, Ascom-Confcommercio Pordenone, Crédit Agricole Friuladria, Rotary club Pordenone e Pordenonelegge, la mostra collocata al primo piano della Galleria Bertoia che verrà inaugurata sabato 26 agosto alle 18 è un’anteprima dell’omonimo volume edito dalla stessa casa editrice, realizzato sulla falsariga di una analoga operazione editoriale già realizzata per il Canal Grande (con lo stesso artista Pierfranco Fabris a disegnare i 3.200 metri dello sviluppo longitudinale su entrambi i lati e 106 palazzi raccontati da Pier Alvise Zorzi), che avrà una esposizione gemella a Palazzo Cossetti in piazza XX Settembre, sede di Crédit Agricole Friuladria dal 12 settembre. Se Pordenone storicamente è stata sia sotto il dominio veneziano, che quello asburgico, non v’è dubbio che architettonicamente sia figlia della Serenissima, per come è stata ricostruita e si è sviluppata dopo il furioso incendio che la distrusse nell’agosto 1318, quando le case erano ancora in legno.

Fulvio Comin e Pierfranco Fabris partono dal ponte di Adamo ed Eva ed entrano nella “strada molto longa” accompagnando il visitatore in un viaggio nel tempo e nello spazio fino alla fine di Corso Garibaldi: grazie a loro sembrano riprendere vita donne e uomini, condottieri, preti, mercanti, nobili e popolani, animali e mercanzie, saloni splendenti, trattorie e stamberghe, caffè e calzolai. Non mancano curiosità e aneddoti, come la storia di Palazzo Gregoris, che avrebbe dovuto essere uno dei palazzi del Canal Grande, ma a causa di un tracollo finanziario fu edificato nel luogo nel quale stavano transitando verso la laguna i marmi d’Istria ordinati. Comin, con stile arguto e ironico pone l’attenzione su vicende pubbliche e vicende private, narra di imperatori e condottieri, commercianti, circoli letterari, rappresentazioni teatrali (che si svolgevano nell’attuale sala consiliare), matrimoni, tradimenti, successi e insuccessi, gravidanze e omicidi, chiese scomparse e antiche necropoli. In una saletta dedicata ci sarà una libreria dove si potranno trovare il libro “Pordenone, La Città dipinta” e i tanti volumi che Biblioteca dell’Immagine ha dedicato alla storia, alla cultura, alle tradizioni del territorio pordenonese. La mostra sarà aperta, con ingresso gratuito dal 26 settembre al 15 ottobre, dal giovedì alla domenica dalle 16 alle 19, la domenica anche dalle 10 alle 12.

Protagonista al Music in Village in corso nel parco IV novembre, sabato 26 novembre alle 21 sarà Freddie McGregor, artista la cui carriera ha attraversato quattro decadi di musica giamaicana toccando i vertici di creatività e di successo nei primissimi anni ottanta e spaziando da grandi esempi di roots music a dolcissimi hits lovers rock e qualche incursione nella dancehall. E’ noto per essere un efficacissimo interprete che ha rivitalizzato in era digitale tanti classici del periodo rocksteady ed early reggae, ma ha anche composto tanti importanti classici. Nato in Giamaica nel 1956, a 7 anni era già il backing vocalist dei Clarendonians. Successivamente crea un duo con l’ex- Clarendonian Ernest ‘Fitzroy’ Wilson con il nome di Freddie & Fitsy. Durante tutti gli anni settanta Freddie lavora allo Studio One come batterista di studio o corista, sviluppando un suo stile vocale carico di influssi soul, cantando con prestigiose band come i Soul Syndicate o la Generation Gap. Nel 1975 l’artista si converte al Rastafarianesimo e la mistica ha un profondo impatto sulla sua creatività. Nel 1976 escono per Studio One i singoli ‘I man a Rasta’ e ‘Rastaman camp’ e l’anno seguente esce ‘I’m a revolutionist’ mentre la etichetta Soul Syndicate di Chinna fa uscire ‘Mark of the beast’, ‘Natural collie’ e ‘Love ballad’. Più o meno nello stesso periodo del 1979 escono i primi album: Niney The Observer è il primo a far uscire l’ottimo ‘Mr. McGregor’ con la sua versione di ‘Rastaman Camp’ mentre Studio One realizza il super-classico ‘Bobby Bobylon’, uno dei suoi lavori migliori di sempre. Intorno al 1980 Freddie è il cantante di cui tutti parlano e che tutti amano: in quel periodo produce il primo album mai prodotto ai Tuff Gong Studios a 56 Hope Road e cioè ‘Black woman’ di Judy Mowatt e sempre ai Tuff Gong registra il suo hit ‘Jogging’. Il cantante inizia ad andare incontro ai cambiamenti di stile con un bellissimo album ancora prodotto da Niney ed intitolato ‘Showcase’ in cui si concentra sulle canzoni d’amore e su un suono assai dolce. L’incontro con Linval Thompson come produttore lo porta ad abbracciare i sinuosi suoni di una nuova band, la Roots Radics e a centrare il bersaglio con una clamorosa hit come ‘Big ship’: il brano intitola anche l’album di enorme successo che porta Freddie al pari di grandi cantanti come Gregory Isaacs e Dennis Brown. Nel 1983 Freddie firma per la statunitense RAS e accresce il suo successo mondiale con album come ‘Come on over’ e ‘Across the border’. L’autoprodotto ‘All in the same boat’ contiene l’ottima hit ‘Push come to shove’ mentre la firma per l’etichetta Polydor è suggellata nel 1987 dal successo nelle pop chart inglesi della cover di ‘Just don’t want to be lonely’ dei Main Ingredients. Alla fine degli anni ottanta Freddie fonda la sua etichetta Big Ship e si lega anche a Gussie Clarke, il produttore che sta rivoluzionando la scena con i suoni digitali dei suoi studi Music Works. Con la sua etichetta l’artista registra ‘Sings Jamaican classics’ in cui reinterpreta un buon numero di storici classici del passato. Per Gussie Clarke registra nel 1993 l’album ‘Legit’ insieme a Dennis Brown e Gregory Isaacs mentre sempre per Clarke ha un ottimo successo lo stesso anno con la sua cover digital-ska di ‘Carry go bring come’ di Justin Hinds & The Dominoes. Negli ultimi anni ha continuato a registrare a ottimi standard: dell’ultimo decennio citiamo gli album ‘My heart is willing’ e ‘Coming in tough’.

Clelia Delponte
comunicazione Estate in Città
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