Proiezione del film La isla minima di Alberto Rodríguez a Plazzo Bomben

Rodaje de la pelicula Isla Minima de Alberto Rodriguez Produccion Atipica Films

La rassegna cinematografica Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e dedicata in questo secondo ciclo della stagione al tema Natura filmata, natura cinematografica, prosegue giovedì 22 marzo alle ore 21, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, con il film La isla minima di Alberto Rodríguez (Spagna, 2014, 105’).

Il film ha la struttura del poliziesco classico, di Hollywood, per capirci: sparizioni di persone e ritrovamenti di cadaveri, cui segue l’inchiesta di due poliziotti, vecchio e giovane, fino alla spasmodica caccia a un serial killer, prima che torni a colpire (impressionante la finale sequenza di inseguimento), ma le coordinate spazio-temporali imprimono a La isla minima un fascino e un’angoscia particolari, “perturbanti”. La panoramica in verticale dell’inizio mostra il nitido labirinto dei canali che solcano la zona della foce del Guadalquivir, nel parco nazionale spagnolo Doñana, a sud di Siviglia (un analogo geografico del delta padano, così caro ad Antonioni e a Mazzacurati), un paradiso degli uccelli migratori e un inferno per coloro che non possono partire, evadere, mentre l’epoca della vicenda è il 1980, negli anni della transizione dal franchismo alla Spagna democratica, con le ferite della dittatura ancora non rimarginate.

«Abbiamo deciso di ambientare la storia nel 1980, anno di grandi tensioni politiche in Spagna, una tensione che doveva essere percepita in sottofondo, come un digrignare di denti. Come fonte di ispirazione avevamo anche tutto quello che le paludi evocavano in noi, un magico e misterioso luogo in cui la ricchezza e il potere hanno vissuto spalla a spalla con il dolore e la tristezza di personaggi che sono il risultato di un passato politico e sociale» racconta il regista.

«I protagonisti e motori dell’azione sono due poliziotti mandati a far luce sulla scomparsa di due ragazze», spiega il curatore della rassegna, Luciano Morbiato, «ma, a differenza che nei noir classici, anche le loro personalità e il loro passato entrano nella storia, soprattutto il loro rapporto con la dittatura. Il più giovane, Pedro, che spera nella realizzazione di una società aperta, democratica, finisce tra le paludi per insubordinazione nei confronti di un superiore ancora franchista; il più anziano ed “esperto”, Juan, ha conservato dell’antico regime le pratiche repressive. È significativo che Pedro abbia un figlio, mentre Juan non è sposato, come se per lui non ci possa essere un futuro… I due piani della narrazione, cioè il lavoro di investigazione e le dinamiche psicologiche, si intersecano sullo sfondo della natura della Isla, a partire dalla iniziale ripresa zenitale del paesaggio palustre, apparentemente immoto ma in continua mutazione: i segreti e l’orrore del villaggio sono custoditi, affondati nell’acqua, nei terreni delle risaie o nelle vasche di piscicoltura, un po’ come succedeva già nelle condotte di Chinatown di Polanski e lungo gli argini di Notte italiana, il noir sul Delta che fu l’esordio di Mazzacurati. La equilibrata ed efficace miscela di pittoresco (come sensibilità pittorica), analisi storica e variazione attorno a un genere cinematografico ha guadagnato al sesto film di Rodriguez un grande successo in Spagna e una messe di Premi Goya (l’equivalente dei David di Donatello)».

«La rassegna in programma fra febbraio e aprile 2018», continua Morbiato, «ha voluto proporre cinque opere di alcuni “paesaggisti con la macchina da presa” – Robert J. Flaherty, Werner Herzog, Jane Campion, Alberto Rodriguez e Ciro Guerra – che non si limitano a riprendere elementi della natura, ma li associano tra i protagonisti dei loro film, classici o recentissimi: fiume o deserto, giardino o palude, senza mai dimenticare quel rapporto necessario, quel conflitto non ricomposto tra la natura e l’uomo». Dopo le proiezioni di Louisiana Story, El abrazo de la Serpiente, Bright Star e La isla minima, il ciclo si conclude mercoledì 4 aprile con Apocalisse nel deserto di Werner Herzog (Germania/Regno Unito/Francia, 1992, 52’).

Paesaggi che cambiano
è un’iniziativa della Fondazione Benetton Studi Ricerche, a cura di Luciano Morbiato (che introdurrà e commenterà tutti i film), con la collaborazione di Simonetta Zanon.
Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso unico 5 euro.

Per le scuole è possibile riservare posti per un’intera classe o per gruppi di studenti: perlascuola@fbsr.it
Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it

Per informazioni:
Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it
Ufficio stampa: Silvia Cacco, T 0422 5121, silvia.cacco@fbsr.it

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