Ad Arezzo approda l’arte scultorea di Salvador Dalì

Dopo quella di Giorgio de Chirico, la città di Arezzo ospita nel proprio Palazzo della Provincia (atrio d’onore) l’opera scultorea di un altro indiscusso protagonista dell’arte del Novecento: Salvador Dalí. Arezzo Ars Nova è lieta di presentare Salvador Dalí scultore, a cura di Fabio Migliorati: secondo atto che lega la comune “spiritualità mistificata” di de Chirico e di Dalí con la verità di Freud e Böcklin. La mostra – con il patrocinio del Consiglio della Regione Toscana, della Provincia, del Comune, della Camera di Commercio di Arezzo – sarà visitabile dal 14 aprile al 20 maggio 2018 (inaugurazione sabato 14 aprile, ore 18.00, in Sala dei Grandi). Salvador Dalí scultore è realizzata con la collaborazione di A.M. Arte Moderna, grazie al sostegno di Estra, Chimet, Centro Chirurgico Toscano.

La salma riesumata per motivi legali dopo quasi 30 anni dalla sua morte, e quel paio di baffi ancora perfettamente arricciati; André Breton che lo definiva Avida Dollars; egli stesso che affermava Si tratta di cercare il cosciente nei surrealisti e l’incosciente in Raffaello… Ecco chi era Salvador Dalí: genio senza compromessi, prestato al mondo, all’arte tutta, e forse perfino a se stesso! Eccolo sbirciare un presente straordinario in cui avrebbe voluto rimanere eternamente bambino. Eccolo giudicare il mondo per tradurlo in gioco, come nel teatro dell’assurdo: fatto di pura immaginazione, trasformazione, stravaganza. Salvador Dalí era un artista costante nel suo esserci; nel gridare il proprio nome alla vita e al tempo. Testimone fedele di un Novecento capriccioso, che mutava di continuo e che alla fine sarebbe morto giovane – iniziato ideologico e terminato scientista, nel flusso periodico di guerre e stragi: prima politiche, poi religiose – Dalí ha fatto della sua vita un’opera d’arte e ha conosciuto quell’arte per l’azione morale della passione, con l’amicizia di Éluard, García Lorca, Buñuel.

Il suo gusto di meravigliare era prima di tutto capacità di meravigliarsi: anche quando tutto sembrava istrionico atteggiamento, o vana ritualità… La sua storia ci è giunta così, tramite linguaggi vaneggianti; tra fanatismo dell’autore e paradosso dell’opera, il “messaggio Dalí” si attestava per onirica complessità e realismo estatico. Il Surrealismo, per esempio, si farà adottare da Salvador Dalí come metafisica, come estetica della tradizione e della magia, e non come nuovo medium. Salvador Dalí ha saputo sottrarsi al dovere dell’avanguardia, anche quando avanguardista lo è stato. Dalí classico e fumettistico, quindi, saprà “essere autore” sia nel pieno della sperimentazione che diventa eccentrica scenografia, sia nel vuoto di una prolifica comunicazione, di una strategia dell’enfasi esaltata. Dalí è tutto ciò, sebbene nella scultura la semplificazione della forma come verità architettonica sembra più che mai reazione agli -ismi d’inizio secolo, guidando la suprema individualità dell’artista al conforto di Velázquez, Zurbarán, El Greco, Goya, Millet, dopo le speculazioni di Gris o di Picasso che suggeriranno, fra Metafisica e Purismo, le libertà coscienti di Magritte, Miró, Tanguy, Brancusi.

Salvador Dalí scultore – a cura di Fabio Migliorati, con il coordinamento di Nicola Furini, la comunicazione di Valeria Gudini e Giuseppe Modeo – percorre questa fase del lavoro del grande artista catalano (con opere archiviate presso la Fondazione Gala e Salvador Dalí, autenticate Archives Descharnes, fuse nelle Fonderie Bonvicini).
Lavori di un autore tanto significativo – il più importante che questa sede abbia mai ospitato – fanno onore ai Grandi di Arezzo: quelli che nel Palazzo della Provincia sono ritratti alle pareti della Sala del Consiglio, e che rendono Arezzo “la città di Carducci” – Roberto Vasai, Presidente della Provincia di Arezzo. Estra ha fatto una duplice scelta: diventare uno dei principali operatori italiani del settore dell’energia e mantenere salde le radici nei territori dove è nata. Il radicamento dell’azienda si conferma anche con il sostegno a iniziative culturali che vedono protagoniste, in primo luogo, le istituzioni quali Comune e Provincia di Arezzo, ma anche associazione quali Arezzo ArsNova. Riteniamo che eventi come questo dedicato a Salvador Dalì siano in grado di produrre una crescita culturale della città e di questo territorio – Francesco Macrì, Presidente Estra.

Salvador Dalí scultore sarà inaugurata sabato 14 aprile alle ore 18.00 presso il Palazzo della Provincia di Arezzo, Sala dei Grandi, alla presenza di Eugenio Giani (Presidente Consiglio Regione Toscana), Lucia De Robertis (Vicepresidente Consiglio Regione Toscana), Roberto Vasai (Presidente Provincia di Arezzo), Alessandro Ghinelli (Sindaco di Arezzo), Pasquale Macrì (Arezzo Ars Nova), Andrea Sereni (Vicepresidente Camera di Commercio italiana), Fabio Migliorati (Critico d’arte / Curator). INFO: Provincia di Arezzo, Piazza della Libertà, 3 ? Arezzo > Ufficio stampa – 0575 3921 / ufficio.stampa@provincia.arezzo.it

Arezzo – dal 14 aprile al 20 maggio 2018
Salvador Dalí scultore
PALAZZO DELLA PROVINCIA
Via Ricasoli 27 (52100)
https://www.provincia.arezzo.it
orario: da giovedì a domenica / 10.30 – 13.30 > 16.30 – 19.30
(possono variare, verificare sempre via telefono)
biglietti: free admittance
vernissage: 14 aprile 2018. su invito

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