Concerto di debutto della nuova produzione realizzata nell’ambito del progetto Musica antica in casa Cozzi

casa Cozzi

Venerdì 20 aprile alle ore 21 la Chiesa di San Teonisto di Treviso ospiterà il concerto di debutto della nuova produzione realizzata nell’ambito del progetto Musica antica in casa Cozzi, promosso dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e da almamusica 433: la messa L’homme armé, composta a Cambrai, tra il 1459 e il 1461, da Guillaume Du Fay (1397-1474) su commissione del Duca di Borgogna.

L’iniziativa è esito di un progetto didattico in residenza che ha coinvolto, per oltre un anno, un gruppo internazionale di giovani musicisti guidati da Claudia Caffagni, docente e coordinatrice del biennio in Musica Medievale alla Civica Scuola di Musica “Claudio Abbado” di Milano di cui dal 2017 coordina l’Istituto di Musica Antica. Dopo la produzione della messa Se la face ay pale di Guillaume Du Fay, uscita in allegato con il n. 335 della rivista «Amadeus» edita da Bel Vivere, la Fondazione Benetton ha scelto di continuare il lavoro sulla trilogia del compositore franco-fiammingo con un laboratorio su L’homme armé, la terza messa ciclica di Du Fay.

La Missa L’homme armé è una messa a quattro voci, completa dei cinque movimenti dell’ordinarium (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Agnus), costruita da Du Fay sull’omonima chanson, la cui melodia viene assunta come cantus firmus dalla linea del tenor. Come già aveva sperimentato nella cosiddetta Missa Resvelliez vous, ma soprattutto nella Missa Se la face ay pale, Du Fay desume la melodia, attorno alla quale costruire l’intero impianto polifonico, da un modello profano. Nel caso de L’homme armé, si tratta di una melodia particolarmente amata e famosa tanto da diventare una delle chanson più utilizzate quale tema per la composizione delle messe, se consideriamo che tra il 1450 e il XVII secolo ne generò più di quaranta.

L’aspetto affascinante della Missa L’homme armé, rispetto alle due precedenti, sta nel modo originale e innovativo in cui il compositore tratta il materiale pre-esistente, sia dal punto di vista ritmico che melodico. La linea del tenor della chanson viene infatti frammentata in sezioni che vengono utilizzate in modi diversi per ogni movimento della messa e con canoni mensurali che possono ampliare o ridurre la velocità dei frammenti stessi.

«Non è chiarissima l’origine della chanson L’homme armé», racconta Claudia Caffagni. «Si ritiene che la melodia venne usata per la prima volta nel rondeau Il sera pour vous conbatu/L’homme armé attribuita al compositore inglese Robert Morton (1430 ca.-dopo il 1479) – con cui si apre il concerto – anche se è molto probabile si tratti di una melodia popolare di origini più antiche. Du Fay fu il primo ad adottarla quale canto pre-esistente per la costruzione di una intera messa, inaugurando una lunga tradizione che vide nei gli anni e secoli successivi più di 40 messe costruite sullo stesso tema.

La Messa ci è pervenuta, non sempre completa, attraverso quattro diverse fonti manoscritte provenienti da diverse aree geografiche. Per l’esecuzione si è deciso di utilizzare come fonte primaria il manoscritto della Biblioteca Apostolica Vaticana, Cappella Sistina 49 (1503-13) che presenta l’opera nella sua integrità, facendo un confronto con i frammenti rimasti del codice di Lucca, Archivio di Stato Lucca, MS 234, unico testimone che risale all’epoca della composizione (1467).

Il lavoro di analisi e confronto critico delle due fonti, vagliato anche dall’esperienza della lettura integrale della messa dal manoscritto originale (disponibile grazie alla sua recente digitalizzazione), ha portato a una nuova trascrizione che, oltre a rispettare i segni di mensura, le relative proporzioni e a indicare scrupolosamente le ligature, tiene in considerazione una certa libertà nel trattamento del testo (non sempre presente su tutte le voci, specie nella fonte più arcaica), ipotizzando così di affidare alcune sezioni o parti all’esecuzione strumentale.
Nel programma del concerto sono state inserite altre due chanson: una, attribuita al compositore fiammingo Philippe Basiron (1449ca-1491ca.), in cui la linea del tenor riprende il tema de L’homme armé, mentre la linea del canto il tema della chanson D’ung autre amer di Johannes Ockeghem (1410-1497); l’altra, strumentale, del compositore di origine piccarda Jean Japart (fl. 1476–81), tramandata dal “Harmonice Musices Odhecaton” Canti C Ottaviano Petrucci, 1501, e che ancora una volta affida la linea del tenor alla melodia de L’homme armé».

Con
Caterina Chiarcos, voce ?
Arabella Cortese, voce ?
Marija Jovanovic, voce, organo portativo
Jung Min Kim, voce, liuto ?
Kairi Kosk, voce ?
Andrea Gavagnin, voce, cornetto, flauto
Aimone Gronchi, viella, voce
Stefano Maffioletti, voce, organo portativo
Enrico Maronese, voce ?
Jonatas Luis Monteiro, voce ?
Teodora Tommasi, voce, arpa, flauto ?

Direzione: Claudia Caffagni

Ingresso libero.
Chiesa di San Teonisto, via San Nicolò 31, Treviso.
Per maggiori informazioni: T 0422 5121, fbsr@fbsr.it

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