Proiezione del documentario Ogni opera di confessione a Treviso

La rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curata da Simonetta Zanon, prosegue mercoledì 31 ottobre alle ore 21, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, con la proiezione del documentario Ogni opera di confessione (Italia 2015, 67’) di Alberto Gemmi e Mirco Marmiroli, che interverranno alla serata.

La rassegna propone quest’anno una riflessione intorno ai Luoghi a rendere: «quei luoghi abbandonati» spiega Zanon «dove mette radici una vegetazione pioniera che restituisce spazi di natura e preziosa diversità botanica ad ambienti inutilmente cementificati. Oppure dove vi si insediano persone, individui e piccole comunità che non trovano accoglienza nei luoghi tradizionali delle nostre città o che, semplicemente, scelgono un modello di vita diverso. E con loro, a volte si muovono anche gli abitanti del “prima”, incapaci di lasciarsi alle spalle i luoghi di una vita intera e in cerca di nuove opportunità in posti comunque familiari. Paesaggi che invitano a un cambio di paradigma perché queste terre minori suggeriscono nuovi modelli sociali, e anche estetici, intorno ai quali potrà svilupparsi una riflessione condivisa su necessità che appaiono ineludibili, quali la riduzione del consumo di suolo e la diffusione di pratiche di riuso e riciclo, e su molte altre questioni alle quali la città contemporanea, con tutte le sue contraddizioni, non riesce a dare risposte».

Il tema emerge chiaro anche nel film in programma: un uomo ha deciso di acquistare un attico in una discussa zona della città. Dalle vetrate di questo immobile ci si accorge di un’enorme area in disuso – le ex Officine Meccaniche Reggiane. Si tratta di un complesso industriale dal passato glorioso, che giace in attesa di un articolato processo di riqualificazione. Intanto una famiglia rom sosta da tempo in un camper, interagendo con gli spazi di queste strutture, mentre un anziano operaio sogna di volare per l’ultima volta. Sono suoni e gesti che legano il paesaggio all’uomo e che rappresentano una dignità comune nell’affrontare le stagioni che intanto scorrono.

Ogni opera di confessione è un film di ricerca, che si pone l’obiettivo di esplorare le relazioni in atto tra gli individui, le forme del paesaggio e i suoi suoni. Una forma ibrida tra il cinema di osservazione e quello performativo, che si attacca alla gestualità dei personaggi attraverso un processo di sublimazione del loro quotidiano. Questo intervento si focalizza sul contesto delle ex Officine Meccaniche Reggiane, i cui spazi sono stati centro nevralgico per la produzione e lo sviluppo del trasporto nazionale e per la flotta aerea dell’esercito italiano, e che dopo anni di abbandono sono tornati al centro delle politiche territoriali della città di Reggio Emilia, inserendosi all’interno di un maestoso quanto articolato piano di riconversione urbana. L’area in questione, situata a nord della città, è caratterizza dalla compresenza di importanti infrastrutture istituzionali e di una serie di edifici-simbolo delle ultime trasformazioni urbane e sociali. Ne sono esempio i call center che occupano le palazzine anni ’30 dei ferrovieri, gli alimentari etnici e la coesistenza di differenti centri religiosi, che si rivelano già come metafora della contemporaneità. Catalizzatore di queste suggestioni diventa il Piazzale Europa. Esso rappresenta l’epicentro, ma, soprattutto, lo scambio verso l’Europa, la nuova Europa, ci verrebbe da dire. È facile capire perché questo territorio è apparso fin da subito come uno snodo nevralgico, un filo scoperto nella proiezione futura della città, dove le strutture delle ex Officine Meccaniche Reggiane sono diventate il pretesto per affrontare il fuori e la complessità del nuovo mondo. Questo film rappresenta un’urgenza, l’urgenza di fissare questa contemporaneità dilagante.

La rassegna proseguirà mercoledì 7 novembre alle ore 21 con il Il futuro del mondo passa da qui – City veins (Italia 2010, durata 63’) di Andrea Deaglio che interverrà alla serata. A pochi chilometri dal centro di Torino si trova un’area di confluenza di acque fluviali dove la nebbia è padrona del paesaggio e le strade sterrate perdono forma, mangiate dall’umidità che si leva dal fiume. Luoghi abitati da uomini e donne come Angelo, Gerardo e gli altri contadini che da anni coltivano quelle terre di cui ora reclamano la proprietà; come Roky, Darius e Jasmina che vivono insieme a oltre cinquecento persone in un accampamento sulle sponde del fiume; Frida, che si spinge fin qui in cerca dell’eroina, o Reno, che ha da poco perso casa e lavoro.

Mercoledì 28 novembre alle ore 20 sono in programma: la presentazione del libro Veneto 2000: il cinema. Identità e globalizzazione a Nordest a cura di Antonio di Costa, Giulia Lavarone e Farah Polato (Marsilio, 2018), una riflessione sul sistema-cinema in Veneto e sugli importanti cambiamenti che l’hanno contraddistinto, e, a seguire, la proiezione del film Resina (Italia 2017, durata 90’) di Renzo Carbonera. Un coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione per affrontare la sfida del domani. Intervengono Renzo Carbonera, Antonio Costa e Mirko Artuso, attore.

La rassegna si concluderà mercoledì 5 dicembre alle ore 21 con Asfalto. Pensare metà / Vuota / Una storia d’amore (Italia 2017-2018, durata 55’) di Dimitri Feltrin. Insieme al regista interverranno il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial). I tre cortometraggi che compongono la trilogia Asfalto raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi,
per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione.

Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso unico 5 euro. La serata del 28 novembre è a ingresso libero.
Per le scuole è possibile riservare posti per un’intera classe o per gruppi di studenti: perlascuola@fbsr.it
Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it
Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it
Ufficio stampa: Silvia Cacco, T 0422 5121, silvia.cacco@fbsr.it

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