Rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano negli spazi Bomben

La rassegna cinematografica, Paesaggi che cambiano, organizzata dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche e curata da Simonetta Zanon, prosegue mercoledì 7 novembre alle ore 21, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, con la proiezione del documentario Il futuro del mondo passa da qui – City veins (Italia 2010, durata 63’), vincitore del premio Joris Ivens per il miglior film d’esordio internazionale al Cinéma du réel di Parigi e il primo premio Docucity a Milano. Il regista Andrea Deaglio interverrà alla serata.

La rassegna propone quest’anno una riflessione intorno ai Luoghi a rendere: «quei luoghi abbandonati» spiega Zanon «dove mette radici una vegetazione pioniera che restituisce spazi di natura e preziosa diversità botanica ad ambienti inutilmente cementificati. Oppure dove vi si insediano persone, individui e piccole comunità che non trovano accoglienza nei luoghi tradizionali delle nostre città o che, semplicemente, scelgono un modello di vita diverso. E con loro, a volte si muovono anche gli abitanti del “prima”, incapaci di lasciarsi alle spalle i luoghi di una vita intera e in cerca di nuove opportunità in posti comunque familiari. Paesaggi che invitano a un cambio di paradigma perché queste terre minori suggeriscono nuovi modelli sociali, e anche estetici, intorno ai quali potrà svilupparsi una riflessione condivisa su necessità che appaiono ineludibili, quali la riduzione del consumo di suolo e la diffusione di pratiche di riuso e riciclo, e su molte altre questioni alle quali la città contemporanea, con tutte le sue contraddizioni, non riesce a dare risposte».

Ne Il futuro del mondo passa da qui – City veins il regista fa emergere le storie di vita, “nascoste dal resto del mondo”, che palpitano in un’area di confluenza di acque fluviali, a pochi chilometri di Torino, dove la natura sembra dominare e la nebbia è padrona del paesaggio.

Nel 2005, quando Andrea Deaglio scattò una foto dal Ponte Amedeo VIII pensò di immortalare solo un fiume e le sue rive. Poi si accorse che in quel panorama apparentemente immobile pulsava una vita di uomini che si muovevano tra la terra e l’acqua: era il campo nomadi di lungo Stura Lazio. Da quella foto è nata l’idea del documentario che narra di una città nella città ove nomadi, tossicodipendenti, contadini e semplici cittadini condividono una terra che pareva dimenticata. Il film racconta le vite di Rocky, Darius e Jasmina nella baraccopoli tra topi e rifiuti; le vicende dei contadini che coltivano orti abusivi e reclamano la proprietà delle terre che hanno occupato. Sull’altra sponda, la cinepresa segue Frida, tossicodipendente alla ricerca di eroina in quello che è stato il più grande mercato di droga a cielo aperto. Le city veins, le vene metropolitane, sono i fiumi che qui confluiscono e le strade sterrate che si ramificano dalle arterie che portano fuori città.
Il film è diventato in seguito un progetto partecipato di osservatorio informale e permanente sulla zona, concepito come una piattaforma multimediale e interattiva che comprende contributi di documentaristi, scrittori, fotografi, musicisti e che ha dato luogo a una mostra itinerante e a un libro fotografico.

Andrea Deaglio (Torino, 1979) ha compiuto studi cinematografici e con Mu Film realizza documentari e produzioni audiovisive. Nel 2007 ha diretto Nera – Not the Promised Land, grazie al quale ha partecipato al Festival del cinema africano di Milano, al Bellaria Film Festival e al festival CinemAmbiente di Torino. Il futuro del mondo passa da qui – City Veins (2010) è stato presentato al Torino Film Festival e ha vinto il premio Joris Ivens per il miglior film d’esordio internazionale al Cinéma du réel di Parigi e il primo premio Docucity a Milano.
Tra i suoi lavori, Storie di uomini e di lupi (Francia/Italia 2015), presentato in Fondazione nel 2017 all’interno del programma della rassegna Paesaggi che cambiano 2017/2018.

La rassegna proseguirà mercoledì 28 novembre con due appuntamenti a partire dalle ore 20. Sono in programma infatti la presentazione del libro Veneto 2000: il cinema. Identità e globalizzazione a Nordest a cura di Antonio di Costa, Giulia Lavarone e Farah Polato (Marsilio, 2018), una riflessione sul sistema-cinema in Veneto e sugli importanti cambiamenti che l’hanno contraddistinto, e, a seguire, la proiezione del film Resina (Italia 2017, durata 90’) di Renzo Carbonera. Un coro di uomini. Un direttore donna. Una famiglia e una piccola comunità che hanno bisogno di ritrovare il senso d’unione per affrontare la sfida del domani. Intervengono Renzo Carbonera, Antonio Costa e Mirko Artuso, attore.

La rassegna si concluderà mercoledì 5 dicembre alle ore 21 con Asfalto. Pensare metà / Vuota / Una storia d’amore (Italia 2017-2018, durata 55’) di Dimitri Feltrin. Insieme al regista interverranno il sindaco di Riese Pio X, Matteo Guidolin, e l’ideatore del progetto, Dario Antonini (collettivo Fotosocial). I tre cortometraggi che compongono la trilogia Asfalto raccontano altrettante storie personali legate al passaggio della Superstrada Pedemontana Veneta sul territorio trevigiano, tralasciando gli aspetti economici e ambientali per concentrarsi,
per una volta, su quelli definibili come i suoi “costi umani”, raramente presi in considerazione.

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Auditorium spazi Bomben, via Cornarotta 7, Treviso.
Ingresso unico 5 euro. La serata del 28 novembre è a ingresso libero.
Per le scuole è possibile riservare posti per un’intera classe o per gruppi di studenti: perlascuola@fbsr.it
Schede informative consultabili nel sito: www.fbsr.it
Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, T 0422 5121, fbsr@fbsr.it, www.fbsr.it
Ufficio stampa: Silvia Cacco, T 0422 5121, silvia.cacco@fbsr.it

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