Un fumetto per ricordare Norma Cossetto

Fine settimana dedicato al dramma giuliano dalmata a Pordenone con due appuntamenti nell’ambito del calendario di iniziative “Pordenone e il ricordo” realizzato dal Comune di Pordenone in collaborazione con il Comitato provinciale di Pordenone dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, il PAFF, il Collegio Don Bosco, la Lega Nazionale di Trieste, l’Agriturismo Sferco e l’IRCI Istituto Regionale per la cultura istriana-fiumana-dalmata.

Sabato 23 marzo alle18 al Paff! La tragica storia di Norma Cossetto, giovane studentessa italiana, violentata e infoibata a 23 anni dai comunisti jugoslavi poiché aveva la colpa di essere, e voler rimanere, italiana, verrà raccontata col linguaggio del fumetto. Soggetto e sceneggiatura dell’autore teatrale e scrittore Emanuele Merlino, grazie ai disegni di Beniamino Delvecchio (Diabolik, Zona X, Lazarus Ledd) sono diventati infatti fumetto nel volume “Foiba Rossa. Norma Cossetto storia di un’italiana”, che oltre alla tavole (alcune verranno esposte per l’occasione), presenta un inserto storico e approfondimenti che costituiscono un valido ausilio per conoscere la tragica storia a lungo dimenticata delle foibe e dell’esodo degli italiani d’Istria, Dalmazia e della Venezia Giulia. L’autore, Emanuele Merlino ne donerà alcune copie alle biblioteche cittadine e alle scuole. La storia di Norma Cossetto, l’Anna Fank italiana, è emblematica delle indescrivibili violenze anti-italiane in Istria, che culminarono in due fiammate tremende fatte di deportazioni, uccisioni sommarie, sevizie, annegamenti, infoibamenti – la prima, nei mesi successivi all’armistizio dell’8 settembre 1943 e la seconda, con la fine della guerra nel 1945 – e costarono la vita a oltre 10.000 italiani.

Norma non solo era italiana e figlia di Giuseppe Cossetto, dirigente locale istriano, obiettivo dei partigiani comunisti slavi, ma era anche donna e come tante donne nelle guerre di tutto il mondo ha pagato un doppio tributo, con quella violenza sessuale che da sempre viene riservata come estremo oltraggio e forma di tortura alle “donne del nemico”. “Norma Cossetto – afferma a questo proposito Flavia Maraston componente Anvgd – è il simbolo dei drammi e delle sofferenze di moltissime donne di Istria, Fiume e Dalmazia negli anni dal 1943 al 1945 e nel dopoguerra. Colpevoli solo di essere mogli, madri, sorelle o figlie di persone ritenute condannabili dal regime comunista in quanto italiani, subirono violenze di ogni genere anche di gruppo. Raccontare la storia di Norma Cossetto è quindi per noi anche raccontare la storia di tutte queste donne che spesso non hanno un nome perché prelevate da casa, violentate, gettate in qualche foiba e mai più ritrovate”.

Domenica 24 marzo alle 18 nella Bastia Castello di Torre si ascoleranno invece le “Voci dalle Foibe. Musica e Poesia per non dimenticare”, con Giacomo Segulia (attore) ed Elisa Manzutto (arpista) discendenti di esuli giuliano-dalmati, accompagnati dalla voce soprano di Elisabetta Vegliach. Giacomo ed Elisa, discendenti dalla famiglia Manzutto di Umago d’Istria, sono cresciuti con le storie narrate dai nonni sulla vita del paese, sentendo parlare l’antico dialetto istriano, maturando la consapevolezza di appartenere ad una terra magica, dai contrasti forti come le genti che la abitavano. Nel loro spettacolo il ricordo per gli affetti perduti, la terra e le sue genti si fonde con la rinascita dopo l’Esodo e con la vita che continua attraverso le nuove generazioni, lasciando un messaggio di speranza e pace per tutti. La lettura di poesie tratte dalle più significative pagine dei più importanti autori istriani, sono accompagnate da brani classici, irlandesi e contemporanei eseguiti all’arpa. Sullo sfondo appaiono l’attentato a Vergarolla, l’abbandono di Pola, i rastrellamenti dei civili inviati a morire nelle Foibe, la morte per il freddo nelle baracche del Campo Profughi di Padriciano, il dramma dell’esilio. Storie vere come monito affinché nessun altro debba soffrire simili pene.

Clelia Delponte
3470349679

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