Il cappello di Leonardo. Storie sulla forma delle immagini

Giovedì 19 settembre alle ore 18, nell’auditorium degli spazi Bomben di Treviso, la Fondazione Benetton Studi Ricerche presenta il libro Il cappello di Leonardo.

Storie sulla forma delle immagini (Marsilio, 2019) di Manlio Brusatin, contributo originale alle celebrazioni di Leonardo da Vinci nel 500° anniversario della sua morte. L’autore ne discuterà con Marco Tamaro, direttore della Fondazione.

Di Leonardo quasi tutto, e troppo, è stato detto, tranne del suo cappello che appare e scompare dai suoi ritratti veri quanto immaginari. Meglio: il cappello gli è stato messo in testa o tolto a seconda che si volesse raffigurare l’immagine del pittore (con cappello) o del genio universale (senza). Oggi prevale questa seconda interpretazione, e quello che è stato a lungo considerato il suo “autoritratto” altro non è che il disegno di un vecchio saggio. Certamente opera di Leonardo, ma realizzato quando non aveva ancora quarant’anni, all’epoca dei lavori all’Ultima Cena e al sigillo dell’Uomo Vitruviano di Venezia.

Da questo spunto e motivo iconografico, dall’ossessione di trovare un cappello rivelatore, parte la ricerca suggestiva, colta e appassionante di uno storico dell’arte tra i più brillanti, che attraverso uno sguardo decisamente originale ripercorre le vicende umane e artistiche di Leonardo da Vinci. Che interesse può avere il cappello di Leonardo? Si corre il rischio di vederne ovunque, e non dove realmente sono. Ma il cappello che generalmente si mette e si toglie ai personaggi non gioca forse con lo stesso principio di ricezione e di obliterazione, delineazione e cancellazione che consiste nel montaggio e smontaggio dei singoli elementi che compongono l’immagine? Diventando motivo di svelamento e rivelazione della sovrapposizione delle sue singole parti, antica e modernissima strategia di tutte le arti, impossibilitate a prescindere da lacerti e memorie di ciò che è scomparso.

Manlio Brusatin
è storico delle arti e architetto. Ha insegnato nelle università di Venezia, Milano e Sassari. Ha fatto parte della direzione della «Gola», primo periodico sul cibo e sul gusto. Si occupa di tecniche della visione e della rappresentazione come colori, linee, immagini e design. I suoi libri sul colore (tra cui Storia dei colori, più di 20 edizioni e ristampe) hanno avuto un riscontro internazionale e sono stati tradotti, oltre che nelle maggiori lingue europee, in coreano e in arabo.

Ingresso libero.
Per informazioni: Fondazione Benetton Studi Ricerche, via Cornarotta 7-9, Treviso,
T 0422 5121, www.fbsr.it

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